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martedì 30 giugno 2015

In barba ai profeti di sventura Putin e Lavrov confermano: "Continuo e costante sostegno alla lotta della Siria!"

A intervalli regolari spunta qualcuno che annuncia: "La Russia abbandona la Siria!" e, puntualmente, queste profezie di sciagura imperversano per qualche settimana sui tam-tam internettiano del Ventunesimo Secolo fino a quando non arriva un fatto incontrovertibile che le smentisce e le vanifica.

Questa volta é servito l'ultimo incontro bilaterale tra Vladimir Putin e il suo responsabile esteri, Sergei Lavrov, con il Ministro Walid al-Moallem, che ha recepito i sensi della solidarietà russa accusando pubblicamente gli Usa di essere attivamente impegnati a favore dei terroristi presenti sul suolo siriano.

martedì 1 luglio 2014

Minacciato dall'attacco sionista Hamas corre a chiedere l'aiuto dell'Iran: perché non chiede quello del Qatar??

Di fronte alla prospettiva di poter essere presto fatto oggetto di una nuova offensiva militare sionista nella sua roccaforte della Striscia di Gaza il Movimento musulmano di Resistenza Hamas ha inviato una lettera al Presidente del Parlamento iraniano Ali Larijani, chiedendo il sostegno materiale e politico della Repubblica Islamica.

"Date le tragiche situazioni della regione purtroppo adesso la Palestina non é al centro dell'attenzione internazionale e non costituisce una priorità per i policymaker e i media internazionali"; la cosa ironica é che lo stesso Hamas é causa di questa situazione, quando decise, anni fa, di schierarsi con la Fratellanza Musulmana e il Qatar contro l'Asse della Resistenza.

Nonostante questo, nel momento del bisogno Hamas si é reso conto di non avere altre possibili fonti d'aiuto diplomatico e militare migliori di Teheran e quindi, ingoiando la spocchia che anni addietro fece impugnare ai suoi dirigenti le bandiere della sedizione in Siria, il chargé d'affaires di Hamas in Iran, Khaled Qoddoumi é in un parossismo di attività cercando di sollecitare a ogni livello l'interessamento iraniano per la situazione di Gaza in questi giorni.

giovedì 12 giugno 2014

Siria e Iran si mobilitano in soccorso dell'Irak: messaggio accorato del leader sciita Moqtada al-Sadr!!

Il Presidente siriano Assad, alla notizia dell'offensiva terroristica in atto nella parte settentrionale dell'Irak ha immediatamente aperto i canali con il Governo di Bagdad esprimendo solidarietà e dichiarando fin da ora la disponibilità della Siria a cooperare "in qualunque modo" con le istituzioni dello Stato vicino per affrontare la minaccia incombente.

"I movimenti terroristi che stanno colpendo l'Irak sono gli stessi che hanno operato in Siria negli ultimi anni: unire gli sforzi per batterli definitivamente é un imperativo morale". Anche da parte iraniana, peraltro, non si sono fatte attendere reazioni agli avvenimenti irakeni: il Generale Suleimani, capo della 'Niruye Qods' dell'IRGC, si troverebbe già in contatto coi colleghi irakeni cui avrebbe espresso la prontezza a fornire tutto il sostegno necessario nelle operazioni di bonifica dell'area di Mosul.



Anche il leader religioso Moqtada al-Sadr, già figura ispiratrice della milizia "Esercito del Mahdi" che anni addietro diede filo da torcere agli occupanti americani, ha invitato la popolazione sciita a mobilitarsi per la difesa dei luoghi sacri della propria fede, sull'esempio di quanto successo in Siria presso il santuari di Sayyida Zeinab e a Samarra, recentemente attaccata dai takfiri che sono stati però messi in fuga dalle milizie popolari locali.

lunedì 13 gennaio 2014

Esercito irakeno e clan sunniti hanno scardinato le strutture qaediste nell'Anbar, i risultati si vedono!

Ribaltando totalmente le previsioni pessimistiche (per la maggior parte interessatamente tali) di numerosi osservatori regionali e internazionali le forze armate irakene sono riuscite in poco più di tre settimane di campagna a disarticolare completamente il network qaedista dell'ISIL nella Provincia di Anbar, nemmeno il velleitario tentativo dei wahabiti pagati da Riyadh di infiammare le città di Ramadi e Fallujah di fervore settario e takfiro ha portato alcun risultato, anzi, ha fatto spostare decisamente la bilancia a favore delle forze regolari visto che molti clan e capitribù sunniti si sono dichiarati a favore del Governo di Bagdad e dei suoi uomini sul campo.

Inoltre l'operazione militare ha sciolto l'impasse politica con le dimissioni in massa di parlamentari venduti a Riyadh e corresponsabili di atti terroristici che venivano discussi e ordinati nel famigerato 'sit-in' di Ramadi, ora disperso, ha impresso un'accelerazione forse decisiva alla soluzione della crisi siriana e ha fatto dichiarare apertamente l'Iran a favore del suo nuovo alleato mesopotamico che potrà ricevere aiuti materiali e know-how militare per rafforzare i propri apparati di Difesa e sicurezza.

L'Asse della Resistenza non é un'espressione metaforica: esso é ormai realtà dalle coste del Libano fino al cuore dell'Asia Centrale!


lunedì 6 gennaio 2014

La Repubblica Islamica Iraniana "Pronta e Preparata" ad aiutare l'Irak nella sua lotta contro il terrore wahabita!!

Il Vicecapo di Stato Maggiore delle Forze Armate iraniane, Brigadier Generale Mohammed Hejazi ha dichiarato che "Se ritenuto necessario ed esplicitamente richiesto dal Governo di Bagdad" le forze militari di Teheran sono 'pronte e preparate' a fornire aiuto logistico, tattico e operativo all'Esercito irakeno impegnato nella campagna antiterrorismo nella Provincia di Anbar.

Nonostante i grandi successi accumulati sul campo, con la distruzione di numerosi accampamenti qaedisti, l'abbattimento di centinaia di militanti (in massima parte mercenari stranieri) e l'eliminazione di importanti figure dell'estremismo takfiro (Abu Dujana, Abdul al Rahman Baqdadi, Abu Ayoub Ansari e Shaker Vahib al Fahdavi) bisogna sempre tenere conto che dietro Al-Qaeda vi sono l'Arabia Saudita, Israele e gli Usa, con tutte le loro risorse monetarie e strategiche e tali attori non avrebbero nessun problema ad alimentare la guerriglia terrorista per decenni, se vi vedessero una possibile utilità.

La Repubblica Islamica Iraniana, interessata al mantenimento di pace e stabilità nella regione così come alla coesistenza pacifica di etnie e religioni diverse che per secoli hanno convissuto nel Medio Oriente, nel Levante e nell'Asia Centrale é già profondamente impegnata nell'aiuto al legittimo Governo siriano del Presidente Assad, da quasi tre anni alle prese con gli assassini takfiri finanziati da Riyadh, Tel Aviv e Washington.

giovedì 4 ottobre 2012

Ahmad Vahidi in Irak dichiara: "La Repubblica Islamica é intenzionata e pronta ad aiutare militarmente Bagdad!"

Durante una visita in Irak, incontrando il responsabile per la Sicurezza Nazionale Faleh al-Fayad il Ministro della Difesa iraniano Brigadier Generale Ahmad Vahidi ha dichiarato l'intenzione della Repubblica Islamica di aiutare militarmente il vicino mesopotamico, migliorando la prontezza, l'equipaggiamento e l'autonomia delle proprie forze armate.

Teheran si sente già pronta a questa sfida grazie ai risultati della cosiddetta 'Jihad per l'Autosufficienza Militare', i cui ultimi e più raffinati frutti si sono visti nel corso della recentemente conclusa 'Settimana Sacra della Difesa'. Ironico pensare come tale celebrazione, commemorante proprio l'invasione dell'Iran lanciata nel 1980 da Saddam Hussein segnali ora la prontezza della Repubblica Islamica a estendere la propria influenza proprio verso il paese che trentadue anni fa l'aggredì a tradimento.

Del resto con l'abbattimento di Saddam Hussein e l'instaurazione della Democrazia era soltanto e solamente logico che il 65 per cento di irakeni sciiti esprimendo liberamente la loro volontà dessero luogo a uno Stato amico e alleato dell'Iran, checché ne dicano "progressisti" sedicenti di Sinistra con in tasca il santino del macellaio Saddam Hussein come il cretinissimo nostrano Fulvio Grimaldi.
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