Mentre i media non solo mediorientali continuano a interrogarsi sullo stato di salute dell'erede al trono designato di Casa Saoud, il Principe Mohammed bin Salman, un evento apparentemente minore nella politica interna della tirannia wahabita potrebbe indicare, più di quanto non appaia a primo accchito.
Infatti, in questi giorni, molte donne che avevano lottato e condotto campagne di sensibilizzazione per la riforma o l'abolizione del "sistema dei guardiani" (cioé le leggi secondo le quali in Arabia Saudita una donna non può muoversi da sola se non accompagnata dal marito o da un parente maschio e, in ogni caso, non può mettersi alla guida di un veicolo) sono state arrestate e incarcerate.
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venerdì 25 maggio 2018
Cosa ci dice il "giro di vite" saudita contro le aspiranti 'donne al volante' sullo stato di salute del Principe "MbS"?
giovedì 24 maggio 2018
"You can now kiss the bride!" finalmente RISOLTO il mistero della sparizione di Mohammed bin Salman! (o forse no?)
martedì 22 maggio 2018
I Principi sauditi 'ribelli' affilano i coltelli: si preparano forse a far fuori (anche) Re Salman?
Gioco dei Troni a Riyadh, dove l'improvvisa e prolungata scomparsa del Principe ereditario Mohammed bin Salman ha rinfocolato le speranze di quei membri della famiglia reale "messi all'angolo" dalla spregiudicatezza di "Salman e Son" che hanno assassinato, ricattato, sequestrato, torturato e intimidito a mano salva in questi ultimi anni per garantire un 'liscio' passaggio del trono tra padre e figlio.
Cosa inaudita, in Arabia Saudita.
A beneficio di nostri nuovi lettori lo ripetiamo, che nei decenni passato il consenso stabilito dai "Sette di Sudair" prevedeva che il trono saudita venisse passato "lateralmente" da un fratello all'altro o tra cugini...soluzione che risparmiava sanguinose lotte per la successione ma che garantiva che al potere salissero sovrani sempre più "agé", marinati dagli acciacchi e dalla senilità.
Cosa inaudita, in Arabia Saudita.
A beneficio di nostri nuovi lettori lo ripetiamo, che nei decenni passato il consenso stabilito dai "Sette di Sudair" prevedeva che il trono saudita venisse passato "lateralmente" da un fratello all'altro o tra cugini...soluzione che risparmiava sanguinose lotte per la successione ma che garantiva che al potere salissero sovrani sempre più "agé", marinati dagli acciacchi e dalla senilità.
lunedì 6 novembre 2017
Nuovi dettagli sulla morte del figlio dell'Ex-re Fahd, sarebbe stato ucciso resistendo all'arresto!
Inquietanti aggiornamenti sul fato toccato ad Abdulaziz bin Fahd al-Saoud (nella foto, a sinistra), figlio 44enne di Re Fahd d'Arabia Saudita, che regnò sul paese dal 1982 al 2005.
Egli infatti sarebbe stato letteralmente abbattuto a colpi d'arma da fuoco mentre cercava di resistere agli uomini dei servizi di sicurezza che erano incaricati di trarlo in arresto, probabilmente nell'ambito della 'retata' tuttora in corso in Arabia Saudita, organizzata dall'attuale sovrano e dal suo delfino per eliminare possibili altri pretendenti alla successione al trono.
Egli infatti sarebbe stato letteralmente abbattuto a colpi d'arma da fuoco mentre cercava di resistere agli uomini dei servizi di sicurezza che erano incaricati di trarlo in arresto, probabilmente nell'ambito della 'retata' tuttora in corso in Arabia Saudita, organizzata dall'attuale sovrano e dal suo delfino per eliminare possibili altri pretendenti alla successione al trono.
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Precipita elicottero con principe saudita a bordo e un figlio del vecchio Re Fahd muore misteriosamente? Volete Game of Thrones? Guardate l'Arabia Saudita!
Il rubicondo e simpatico giovane che vediamo in foto si chiamava Abdulaziz bin Fahd, ed era figlio del Re saudita dell'epoca di 'Desert Storm', quello che spalancò alle truppe americane le porte del regno dei Saoud, ingannato dalle nuvolette di polvere aerografate abilmente dietro ai carri di Saddam fermi sulla frontiera Kuwaitiana, sì da far sembrare che avanzassero minacciosi verso il suo reame.
Purtroppo il giovanotto in questione é stato recentemente colto da un improvviso attacco di morte.
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sabato 1 giugno 2013
Re Saoud smentisce 'Asharq Alawsa' e parte per visitare il collega despota del Marocco, ma la crisi di successione é solo rinviata...

Ma ovviamente questo 'coup de theatre' se segnala un grave "buco" giornalistico per la testata inglese in lingua araba, poco vuol dire in senso assoluto visto che non si può pensare, nonostante il pizzetto ostinatamente tinto di 'Grecian' che l'ultraottuagenario monarca possa scampare alla trista mietitrice ancora a lungo.
Una volta sotterratolo, gli accordi presi oltre mezzo secolo fa dai cosiddetti "Sudairi Seven" potrebbero venire meno per la prima volta visto che ormai dei fratelli di Abdallah potenzialmente incoronabili non saranno rimaste che due o tre vecchie cariatidi senili, rimbambite e malandate e i rappresentanti delle 'giovani' generazioni potrebbero chiedere un nuovo sistema di assegnazione del trono, ogni principe mettendo in campo le sue risorse, economiche, diplomatiche o anche militari.
lunedì 27 maggio 2013
Che fine ha fatto Abdullah al Saoud? Il Re saudita non si vede da giorni e qualcuno sospetta sia in coma!

Secondo il quotidiano londinese "Asharq Alawsa" Re Abdullah sarebbe caduto in coma mercoledì e sarebbe già morto se non fosse stato defibrillato e messo sotto ventilazione forzata, se questo fosse il caso bisognerebbe vedere quanto la corte possa riuscire a tenere nascosta la cosa, ma bisogna anche ricordare che la stessa testata aveva già dato per 'clinicamente morto' il sovrano alcuni mesi fa (novembre 2012).
A prescindere dalle attuali effettive condizioni del Re é chiaro che il problema della successione saudita può essere al massimo rimandato, e che, una volta che esso si presenterà sul serio, le sue conseguenze potrebbero scuotere fin nelle fondamenta il malfermo edificio di Casa Saoud.
domenica 22 luglio 2012
Bomba a Riyadh nella sede dei Servizi Segreti uccide il Vice del Principe Bandar!
Poco dopo il "colpo di mano" con cui il Principe Bandar ben Sultan, già capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale saudita, aveva estromesso il suo 'collega' Principe Muqrin dal ruolo di Capo dei Servizi Segreti assorbendone le competenze (ponendo di fatto fine alla diarchia che finora si era occupata di mandare avanti il malandato carrozzone della monarchia di Riyadh) e già il nuovo 'uomo forte' saudita si trova sotto attacco: un ordigno esplosivo secondo quanto riportato da testimoni oculari citati dall'Agenzia yemenita Al-Fajr Press sarebbe detonato nella stessa sede dei servizi segreti.
Secondo i primi rapporti tra le vittime si conterebbe lo stesso Vice del Principe Bandar. E' impossibile non mettere in relazione questo attacco con quello portato a termine a Damasco la scorsa settimana che é risultato nella morte del Ministro della Difesa Dawoud Rahjia. Vista l'impossibilità che i mercenari e i terroristi wahabiti al soldo dell'Arabia Saudita siano riusciti, da soli, a penetrare la cortina di sicurezza che circonda la capitale siriana e i suoi palazzi ministeriali la possibilità di un convolgimento delle intelligence dei paesi NATO e dei loro lacché arabi (sauditi e qatarioti) era seriamente considerata da analisti e commentatori mediorientali. L'attacco contro la sede dei servizi sauditi sarebbe dunque una rappresaglia?
"Chi semina vento raccoglie tempesta"; Casa Saoud ha scelto di seminare vento in Siria da oltre un anno e mezzo; può darsi che questo evento luttuoso sia solo il primo di una ben triste e dolorosa "mietitura" per Riyadh e i suoi emiri senili e corrotti.
Secondo i primi rapporti tra le vittime si conterebbe lo stesso Vice del Principe Bandar. E' impossibile non mettere in relazione questo attacco con quello portato a termine a Damasco la scorsa settimana che é risultato nella morte del Ministro della Difesa Dawoud Rahjia. Vista l'impossibilità che i mercenari e i terroristi wahabiti al soldo dell'Arabia Saudita siano riusciti, da soli, a penetrare la cortina di sicurezza che circonda la capitale siriana e i suoi palazzi ministeriali la possibilità di un convolgimento delle intelligence dei paesi NATO e dei loro lacché arabi (sauditi e qatarioti) era seriamente considerata da analisti e commentatori mediorientali. L'attacco contro la sede dei servizi sauditi sarebbe dunque una rappresaglia?
"Chi semina vento raccoglie tempesta"; Casa Saoud ha scelto di seminare vento in Siria da oltre un anno e mezzo; può darsi che questo evento luttuoso sia solo il primo di una ben triste e dolorosa "mietitura" per Riyadh e i suoi emiri senili e corrotti.
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sabato 21 luglio 2012
Il Principe Bandar bin Sultan "fa fuori" il 'collega' Principe Muqrin e ne assume i poteri!
Con un 'decreto reale' firmato dall'ormai senile Re Abdullah, ma certamente deciso e redatto da mani ben diverse ha avuto termine la "coabitazione" con cui i due Principi Muqrin ben Abdulaziz (foto sotto) e Bandar ben Sultan (foto sopra), rispettivamente Capo dei Servizi Segreti e Capo del Consiglio di Sicurezza Nazionale, hanno mandato avanti finora il malandato carrozzone dell'Arabia Saudita, ultima monarchia assoluta della Terra scossa dalla vecchiaia e fragilità dei suoi eredi al trono e dalle richieste di riforme che salgono da un popolo ormai stanco del ruolo di mero 'suddito'.
Il Principe Bandar ben Sultan ha "fagocitato" i poteri e le competenze del suo compagno/rivale, diventando così contemporaneamente capo dell'apparato spionistico di Riyadh e Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale, il Principe Muqrin, giubilato in malo modo, ha ricevuto come 'contentino' la sinecura di "Inviato Speciale di Sua Maestà" (esattamente dove dovrebbe inviarlo un sovrano ormai senile all'ultimo stadio non é esattamente chiaro).
Bandar ben Sultan, nato nel 1949 (in Casa Saoud, praticamente un giovane rampante) é stato inviato a Washington dal 1983 al 2005, momenti delicati che hanno visto la partecipazione saudita alla guerra Iran-Irak col sostegno allo sforzo bellico Irakeno, il decisivo contributo alla creazione di Al-Qaeda nel quadro del sostegno alla guerriglia antisovietica afghana, quindi l'intervento diretto Usa nel Golfo in seguito all'invasione Irakena del Kuwait e alla sua minaccia diretta verso Riyadh (causata dalla pretesa Saudita-Kuwaitiana di immediata resistuzione dei crediti di guerra), infine l'Invasione dell'Irak nel 2003 e l'inizio della sanguinosa e disastrosa occupazione Usa di quel paese (terminata lo scorso 18 dicembre).
Il Principe Bandar, mediante la moglie, ha inviato fondi a uno dei pretesi 'attentatori' dell'11 settembre, come rivelato dall'agente della CIA Bob Baer.
Il Principe Bandar ben Sultan ha "fagocitato" i poteri e le competenze del suo compagno/rivale, diventando così contemporaneamente capo dell'apparato spionistico di Riyadh e Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale, il Principe Muqrin, giubilato in malo modo, ha ricevuto come 'contentino' la sinecura di "Inviato Speciale di Sua Maestà" (esattamente dove dovrebbe inviarlo un sovrano ormai senile all'ultimo stadio non é esattamente chiaro).
Bandar ben Sultan, nato nel 1949 (in Casa Saoud, praticamente un giovane rampante) é stato inviato a Washington dal 1983 al 2005, momenti delicati che hanno visto la partecipazione saudita alla guerra Iran-Irak col sostegno allo sforzo bellico Irakeno, il decisivo contributo alla creazione di Al-Qaeda nel quadro del sostegno alla guerriglia antisovietica afghana, quindi l'intervento diretto Usa nel Golfo in seguito all'invasione Irakena del Kuwait e alla sua minaccia diretta verso Riyadh (causata dalla pretesa Saudita-Kuwaitiana di immediata resistuzione dei crediti di guerra), infine l'Invasione dell'Irak nel 2003 e l'inizio della sanguinosa e disastrosa occupazione Usa di quel paese (terminata lo scorso 18 dicembre).
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martedì 19 giugno 2012
Via uno, sotto il prossimo! In Arabia Saudita Re Abdallah ricoverato d'urgenza in rianimazione dopo i funerali del fratello-erede al trono!



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domenica 17 giugno 2012
Morto a Ginevra l'erede designato al trono saudita, Principe Nayef, Casa Saoud rapidamente a corto di 'delfini'!

Il decesso ha lanciato in una spasmodica fibrillazione analisti e 'mediorientologi' americani che vedono sempre più possibile un disgregarsi, se non del paese, quantomeno della dinastia regnante visto che, una volta esauriti gli ormai pochi superstiti dei "Sette Sudairi" che finora si sono passati il trono di fratello in fratello il più piccolo dissenso tra i loro numerosi eredi su come sia più opportuno scegliere il prossimo monarca potrebbe fare esplodere conflitti intestini se non proprio una guerra civile.
Si pensi soltanto che attualmente a causa dell'incapacità senile di Re Abdullah di formulare politiche coerenti, il paese è retto 'de facto' da un duopolio esercitato dal capo dei Servizi Segreti (Estekhbarat Al A'amah) Mukrin ben Abdulaziz e dal Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale Bandar ben Sultan. Il prossimo erede designato potrebbe essere il Principe Salman, un 'baldo' settantaseienne attualmente incaricato di soprassedere al dicastero della Difesa. Il defunto Nayef, Ministro degli Interni dal 1975 era noto per le sue vedute ultraconservatrici e per il sostegno alla repressione in Barhein e al finanziamento dei terroristi wahabiti in Siria.
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giovedì 14 giugno 2012
Tra senescenza e ribellioni traballa il trono di Riyadh, Casa Saoud dimostra di essere un castello di carte retto da Obama e Israele!
Si moltiplicano e si fanno sempre più espliciti e minacciosi i segnali esteriori del disfacimento interno di Casa Saoud, dove la cricca regnante, composta ormai dai pochi superstiti del circolo dei "Sette di Sudair" i figli di 'Re' Abdulaziz al-Saoud (meglio definito dal titolo di capotribù di predoni) che creò il regno saudita usurpando e invadendo gli altri regni della penisola arabica tra gli anni '20 del Ventersimo Secolo e il 1932.
Accordatisi per "passarsi" il trono l'un l'altro in modo da poter essere Re 'a turno' gli ultimi rimasti della congrega di fratelli sono ormai vittime dell'estrema senescenza e degli acciacchi dell'età; diversi di loro sono premorti all'attuale Re Abdullah e sembra proprio che simile sorte debba toccare all'attuale 'delfino', Principe Nayef bin Abdul Aziz attualmente ricoverato in Svizzera e mantenuto in vita, pare, solo dagli sforzi sovrumani dei migliori clinici che i petrodollari sauditi possano comprare.
Re Abdallah, rimasto in patria, sembra totalmente incapacitato e si dice che il paese sia guidato nell'ombra dalla diarchia del capo dei Servizi Segreti (Estekhbarat Al A'amah) Mukrin ben Abdulaziz e dal Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale Bandar ben Sultan. Mentre non accennano a placarsi le gravi proteste nell'Est del Paese (dove pare che gli Sciiti siano pronti a iniziative di lotta ancora più spettacolari) l'emersione di gruppi di oppositori anche nell'Ovest del paese, che dichiarano di voler togliere ai Saoud il controllo dei luoghi sacri islamici, fa temere per una possibile disintegrazione del paese.
Cardine della tramonante egemonia americana in Medio Oriente, l'Arabia Saudita é anche uno dei pochi paesi arabi con un atteggiamento "morbido" nei confronti di Israele, cosa che non aiuta certo le credenziali e la popolarità dei corrotti monarchi di Riyadh. Il suo tentativo di fomentare l'instabilità in Siria, reprimere gli Sciiti in Barhein e contenere l'ascesa dell'Iran al rango di potenza regionale sono tutte iniziative portate avanti per il bene del regime ebraico di occupazione.
Accordatisi per "passarsi" il trono l'un l'altro in modo da poter essere Re 'a turno' gli ultimi rimasti della congrega di fratelli sono ormai vittime dell'estrema senescenza e degli acciacchi dell'età; diversi di loro sono premorti all'attuale Re Abdullah e sembra proprio che simile sorte debba toccare all'attuale 'delfino', Principe Nayef bin Abdul Aziz attualmente ricoverato in Svizzera e mantenuto in vita, pare, solo dagli sforzi sovrumani dei migliori clinici che i petrodollari sauditi possano comprare.
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Il moribondo Principe Nayef (a sinistra) sembra destinato a perire prima di poter succedere al moribondo Re Abdallah, esattamente come successe al Principe Sultan (a destr), recentemente defunto. |
Re Abdallah, rimasto in patria, sembra totalmente incapacitato e si dice che il paese sia guidato nell'ombra dalla diarchia del capo dei Servizi Segreti (Estekhbarat Al A'amah) Mukrin ben Abdulaziz e dal Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale Bandar ben Sultan. Mentre non accennano a placarsi le gravi proteste nell'Est del Paese (dove pare che gli Sciiti siano pronti a iniziative di lotta ancora più spettacolari) l'emersione di gruppi di oppositori anche nell'Ovest del paese, che dichiarano di voler togliere ai Saoud il controllo dei luoghi sacri islamici, fa temere per una possibile disintegrazione del paese.
Cardine della tramonante egemonia americana in Medio Oriente, l'Arabia Saudita é anche uno dei pochi paesi arabi con un atteggiamento "morbido" nei confronti di Israele, cosa che non aiuta certo le credenziali e la popolarità dei corrotti monarchi di Riyadh. Il suo tentativo di fomentare l'instabilità in Siria, reprimere gli Sciiti in Barhein e contenere l'ascesa dell'Iran al rango di potenza regionale sono tutte iniziative portate avanti per il bene del regime ebraico di occupazione.
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