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giovedì 8 gennaio 2015

Il Generale Jayazeri: "Non perdoneremo, né mai dimenticheremo, il male fatto alla nazione iraniana da Usa, Inghilterra e loro alleati!"

Durante una cerimonia commemorativa dell'imponente battaglia "Karbala 5" che infuriando dall'8 gennaio al 26 febbraio 1987 permise alle truppe della Repubblica Islamica di attraversare il confine internazionale e di occupare la parte orientale del Governatorato di Bassora, nell'Irak meridionale, segnalando l'inizio della fase finale della 'Guerra Imposta' iniziata nel settembre 1980 con l'aggressione a sorpresa voluta dal dittatore Saddam Hussein contro l'Iran, il Vicecapo di SM delle forze armate di Teheran, Brigadier Generale Massoud Jazayeri ha dichiarato che la nazione iraniana non perdonerà, né mai dimenticherà il male fattole dagli Usa, dall'Inghilterra e dai loro alleati e servitori.

mercoledì 2 ottobre 2013

Benji Netanyahu calunnia e offende la Korea Democratica all'ONU. Delegato di Pyongyang risponde: "Israele è cancro!"

Spiazzato e atterrito dalla semplice possibilità di un'apertura diplomatica tra Washington e Teheran e della composizione negoziale della questione nucleare iraniana (questione che non dovrebbe nemmeno esistere vista l'adesione della Repubblica Islamica al TNP) il Premier Benji Netanyahu é volato a Nuova York con tutto il suo bagaglio di trita, frusta, disingenua e noiosa retorica anti-iraniana: gli mancava solo il ridicolo cartoon della bomba di Wile Coyote per replicare il suo "show" dell'anno scorso.
Nel suo intervento (di fronte a una sala semivuota visto l'abbandono di numerose dozzine di delegazioni di paesi africani, arabi, sudamericani e del movimento dei Nonallineati), Benji Netanyahu ha insultato, offeso, calunniato in ogni modo la Repubblica Islamica, cercando di far pesare minacce di azione militare solitaria contro Teheran e citando in causa più volte la Repubblica Democratica di Korea come esempio di 'Stato Canaglia dotato di armi nucleari'.

A stretto giro gli é arrivata la risposta del delegano ONU Nordkoreano Sin Son Ho, che, in toni tersi ma chiari ha dichiarato: "Israele é ed é sempre stato il cancro del Medioriente, la sua continuata esistenza metter in pericolo la pace e la sicurezza regionale; ovviamente i dirigenti israeliani, incapaci di ammettere questa verità, cercano di dare la colpa ai paesi loro vicini e circonvicini".

sabato 19 maggio 2012

Nonostante il diluvio di Hasbara, Israhell é meno popolare della Korea del Nord e del Pachistan!

Secondo un sondaggio condotto tra dicembre 2011 e febbraio 2012 su un campione di 24.090 intervistati in tutto il mondo occidentale il regime ebraico di occupazione della Palestina é risultato lo Stato meno popolare in assoluto, superando persino nazioni che sono vittima di costanti e continue campagne di denigrazione mediatica e tutto ciò nonostante i torrenti di propaganda commissionata dalla ricchissima e potentissima lobby filoisraeliana che ha in mano tutti i maggiori outlet di informazione mainstream e tiene alla catena quasi tutti i governi del continente.
Il 55 per cento degli intervistati ha dichiarato di ritenere che il regime dell'apartheid sia un fattore negativo ed eserciti una influenza maligna e nociva nel mondo, il 51 per cento ha detto la stessa cosa del Pachistan e il 50 per cento della Nord Korea. Il risultato é cresciuto di ben otto punti rispetto allo scorso sondaggio quando "solo" il 47 per cento degli intervistati si pronunciò negativamente nei confronti del regime ebraico. L'unico paese in cui una considerevole fetta di intervistati si é dichiarata favorevolmente nei suoi confrotni sono stati gli Usa e anche lì la percentuale é risultata in calo rispetto all'ultimo rilevamento mentre coloro che hanno espresso opinioni negative su Tel Aviv sono cresciuti sensibilmente.
Altri due paesi con opinioni favorevoli su Israhell sono stati il Kenya e la Nigeria, a causa dell'attività di predicatori evangelici americani che diffondono in quei paesi africani il 'sionismo cristiano' per incitare dissidi etnico-religiosi e scatenare scontri e violenze che possano "giustificare" le politiche di ingerenza militare americane e israeliane, contro le quali abbiamo già più volte lanciato l'allarme da queste pagine. In Francia il 65 per cento degli intervistati ha condannato Israele, in Germania il 69 per cento, in Inghilterra il 68 per cento e in Australia il 65.
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