L'Esercito Arabo Siriano ha iniziato vaste operazioni nella Provincia di Raqqa che dovranno portare alla liberazione dell'area e del suo capoluogo; ultima zona del paese dove gli sgozzatori dell'ISIS (che hanno recentemente dimostrato di avere anche un penchant per i 'barbecue umani') hanno ancora il controllo di una vasta zona di territorio.
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giovedì 5 febbraio 2015
Le truppe corazzate di Assad si stringono attorno a Raqqa da Nord e da Sud...l'ISIS in Siria ha i giorni contati!!
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domenica 21 dicembre 2014
Clamoroso! L'ISIS in Siria ammazza cento "dei suoi" che si erano stufati della 'jihad' e volevano tornare a casa!
A Raqqa, ultimo centro abitato maggiore della Siria ancora sotto il controllo dell'ISIS dopo che Deir Ezzour é stata per oltre metà liberata dalle truppe di Assad, il 'califfato' ha molti problemi a mantenere la disciplina, visto che negli ultimi giorni é stato costretto a giustiziare oltre cento militanti riottosi.
Gli uccisi, per la maggior parte provenienti dall'Europa, erano stati reclutati nelle moschee e nelle sale di preghiera sorte nella Banlieu parigina, a Londra, a Birmingham, a Milano, come frutto avvelenato dell'immigrazionismo buonista più miope e sregolato ma, una volta arrivati in Siria avevano visto che la realtà della 'jihad' era affatto come gliel'avevano figurata i mullah pagati da Riyadh e da Doha e volevano tornare a casa.
Il fenomeno é talmente vasto che l'ISIS ha dovuto creare una "forza speciale" per inseguire e catturare i disertori. Le esecuzioni sono state pubbliche, per dare un esempio e scoraggiare altri possibili scontenti.
Speriamo che simili episodi si ripetano e che il flusso di cretini aspiranti miliziani dall'Europa, se non si prosciughi, quantomeno si restringa fortemente,
Gli uccisi, per la maggior parte provenienti dall'Europa, erano stati reclutati nelle moschee e nelle sale di preghiera sorte nella Banlieu parigina, a Londra, a Birmingham, a Milano, come frutto avvelenato dell'immigrazionismo buonista più miope e sregolato ma, una volta arrivati in Siria avevano visto che la realtà della 'jihad' era affatto come gliel'avevano figurata i mullah pagati da Riyadh e da Doha e volevano tornare a casa.
Il fenomeno é talmente vasto che l'ISIS ha dovuto creare una "forza speciale" per inseguire e catturare i disertori. Le esecuzioni sono state pubbliche, per dare un esempio e scoraggiare altri possibili scontenti.
Speriamo che simili episodi si ripetano e che il flusso di cretini aspiranti miliziani dall'Europa, se non si prosciughi, quantomeno si restringa fortemente,
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sabato 19 maggio 2012
Nonostante il diluvio di Hasbara, Israhell é meno popolare della Korea del Nord e del Pachistan!
Secondo un sondaggio condotto tra dicembre 2011 e febbraio 2012 su un campione di 24.090 intervistati in tutto il mondo occidentale il regime ebraico di occupazione della Palestina é risultato lo Stato meno popolare in assoluto, superando persino nazioni che sono vittima di costanti e continue campagne di denigrazione mediatica e tutto ciò nonostante i torrenti di propaganda commissionata dalla ricchissima e potentissima lobby filoisraeliana che ha in mano tutti i maggiori outlet di informazione mainstream e tiene alla catena quasi tutti i governi del continente.
Il 55 per cento degli intervistati ha dichiarato di ritenere che il regime dell'apartheid sia un fattore negativo ed eserciti una influenza maligna e nociva nel mondo, il 51 per cento ha detto la stessa cosa del Pachistan e il 50 per cento della Nord Korea. Il risultato é cresciuto di ben otto punti rispetto allo scorso sondaggio quando "solo" il 47 per cento degli intervistati si pronunciò negativamente nei confronti del regime ebraico. L'unico paese in cui una considerevole fetta di intervistati si é dichiarata favorevolmente nei suoi confrotni sono stati gli Usa e anche lì la percentuale é risultata in calo rispetto all'ultimo rilevamento mentre coloro che hanno espresso opinioni negative su Tel Aviv sono cresciuti sensibilmente.
Altri due paesi con opinioni favorevoli su Israhell sono stati il Kenya e la Nigeria, a causa dell'attività di predicatori evangelici americani che diffondono in quei paesi africani il 'sionismo cristiano' per incitare dissidi etnico-religiosi e scatenare scontri e violenze che possano "giustificare" le politiche di ingerenza militare americane e israeliane, contro le quali abbiamo già più volte lanciato l'allarme da queste pagine. In Francia il 65 per cento degli intervistati ha condannato Israele, in Germania il 69 per cento, in Inghilterra il 68 per cento e in Australia il 65.
Il 55 per cento degli intervistati ha dichiarato di ritenere che il regime dell'apartheid sia un fattore negativo ed eserciti una influenza maligna e nociva nel mondo, il 51 per cento ha detto la stessa cosa del Pachistan e il 50 per cento della Nord Korea. Il risultato é cresciuto di ben otto punti rispetto allo scorso sondaggio quando "solo" il 47 per cento degli intervistati si pronunciò negativamente nei confronti del regime ebraico. L'unico paese in cui una considerevole fetta di intervistati si é dichiarata favorevolmente nei suoi confrotni sono stati gli Usa e anche lì la percentuale é risultata in calo rispetto all'ultimo rilevamento mentre coloro che hanno espresso opinioni negative su Tel Aviv sono cresciuti sensibilmente.
Altri due paesi con opinioni favorevoli su Israhell sono stati il Kenya e la Nigeria, a causa dell'attività di predicatori evangelici americani che diffondono in quei paesi africani il 'sionismo cristiano' per incitare dissidi etnico-religiosi e scatenare scontri e violenze che possano "giustificare" le politiche di ingerenza militare americane e israeliane, contro le quali abbiamo già più volte lanciato l'allarme da queste pagine. In Francia il 65 per cento degli intervistati ha condannato Israele, in Germania il 69 per cento, in Inghilterra il 68 per cento e in Australia il 65.
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