Nella lotta contro l'invasore occidentale i partigiani afghani sanno che uno dei punti deboli dell'idra NATO é costituito dalla logistica del carburante, "sangue rosa della guerra", necessario ad alimentare la policefala macchina dell'occupazione militare.
Circa 400 autocisterne sono state date alle fiamme in un parcheggio alla periferia di Kabul, in Afghanistan, causando la rabbia degli autisti che hanno bloccato la strada principale verso Kandahar per chiedere di venire risarciti.
Centinaia di camionisti hanno assistito impotenti all'incendio che distruggeva i loro mezzi, mentre alte colonne di fumo nero e tossico si alzavano dal parcheggio e i pompieri accorrevano coi loro mezzi, insufficienti per estinguere o anche solo controllare il fuoco.
I talebani hanno rivendicato l'attacco, tramite il portavoce Zabihullah Mujahid il quale ha chiarito che l'obiettivo fossero le autobotti destinate a rifornire di carburante le forze occupanti della Nato.
"Noi non potremmo dire se gli assalitori fossero talebani o no, perché indossavano uniformi, sparavano contro gli autisti e davano fuoco alle cisterne. Prendevano di mira chiunque volesse tornare al proprio mezzo", ha raccontato uno dei camionisti, il 35enne Juma Gul.
Il portavoce della polizia di Kabul, Hashmat Stanikzai, ha dichiarato che i camion sono stati incendiati nella tarda giornata di ieri e hanno continuato a bruciare sino a questa mattina. Non ha confermato la causa né fornito dettagli. Il ministero dell'Interno sta indagando in merito
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domenica 6 luglio 2014
Attacco alla catena logistica NATO in Afghanistan distrugge 400 autobotti di benzina!!
venerdì 9 agosto 2013
Come i cecchini dell'Esercito di occupazione sionazista hanno paralizzato per la vita un ragazzino palestinese di 12 anni!
Quello che vedete é Atta Mohamed Atta Sabah, un bambino palestinese di 12 anni che vive nel campo profughi di Jalazoun, vicino Ramallah, nella Cisgiordania occupata illegalmente dalle truppe del Regime ebraico e dai suoi coloni armati violenti e razzisti. Atta Mohamed stava tornando a casa dalle lezioni di scuola quando si é trovato nel mezzo di uno scontro tra Palestinesi (ovviamente armati di pietre e fionde) e sionisti (armati di fucili d'assalto, gas asfissianti, granate soniche e tutti gli accessori annualmente regalati al regime assassino dell'Apartheid dagli Usa). Atta perse lo zaino coi suoi libri e quaderni mentre correva per mettersi in salvo.
Mentre lo recuperava un cecchino sionazista, emulo dei suoi colleghi che sparano apposta ai bambini palestinesi che raccolgono rottami di ferro o detriti di cemento dalle loro torrette di guardia come i loro antenati spirituali delle SS, gli ha tranciato la spina dorsale con un colpo di fucile.
Adesso Atta Mohamed é paralizzato dalla vita in giù.
Il fegato, il pancreas e la milza del ragazzino hanno anche riportato danni estesi, che lo segneranno (oltre all'handicap motorio) per il resto della sua vita.
Mentre lo recuperava un cecchino sionazista, emulo dei suoi colleghi che sparano apposta ai bambini palestinesi che raccolgono rottami di ferro o detriti di cemento dalle loro torrette di guardia come i loro antenati spirituali delle SS, gli ha tranciato la spina dorsale con un colpo di fucile.
Adesso Atta Mohamed é paralizzato dalla vita in giù.
Il fegato, il pancreas e la milza del ragazzino hanno anche riportato danni estesi, che lo segneranno (oltre all'handicap motorio) per il resto della sua vita.
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sabato 15 ottobre 2011
I cieli dell'Irak nuovamente in mano agli irakeni per la prima volta da vent'anni a questa parte!
In un ulteriore importante passo per lasciarsi alle spalle l'incubo di otto anni di violenza seguita all'invasione decisa da Bush Jr e all'occupazione sostenuta dalla 'coalizione dei senza spina dorsale', di cui facevano parte il 'laburista' Tony Blair, il baffuto 'raton' Aznar, alcune non-entità europee come la Polonia dei gemelli Kacynski e, per un certo periodo, anche l'italietta berlusconide, l'Irak é tornato unico e solo controllore del proprio spazio aereo, per la prima volta dal 1991, quando, in seguito all'attacco militare guidato allora da Bush Sr, le potenze imperialiste imposero sulla Mesopotamia le infami 'No-fly Zone'.
Ci sono voluti vent'anni ma, finalmente, tutto il cielo sopra l'Irak é di nuovo competenza esclusiva degli irakeni e, nella fattispecie, delle loro forze aeree e della loro Autorità per l'Aviazione civile (ICAA); "controllori di volo irakeni dirigono il traffico di ogni aeromobile in volo sopra il paese, compresa Bagdad; snodo aeronatuico di primaria importanza nella regione".
La restituzione dello spazio aereo é certamente un passo fondamentale verso il totale ritiro delle truppe americane di occupazione che, secondo gli statuti dell'accordo siglato nel 2008 da un George Bush Jr ormai in scadenza di mandato, avranno totalmente abbandonato il paese per il 1 gennaio 2012. Avrà così termine l'avventura militare che più di tutte, anche più della perdurante occupazione militare dell'Afghanistan, ha contribuito a mandare in crisi il 'modello imperiale' pensato sull'onda degli entusiasmi di fine guerra fredda e che Bush padre aveva battezzato NWO, cioé Nuovo Ordine Mondiale.
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giovedì 22 settembre 2011
La Resistenza afghana distrugge dieci autocisterne NATO nella regione di Khyber!
Non conosce soste la campagna di "interdizione logistica" con cui le forze della Resistenza afghana e pachistana riescono, molto meglio che non se le affrontassero direttamente sul campo di battaglia, ad 'azzoppare' e impedire l'operatività delle forze di occupazione NATO (Organizzazione Terrorista NordAtlantica); ben dieci sono state le autocisterne di combustibile andate letteralmente in fumo nella zona di Landi Kotal Tehsil, nella regione di Khyber (ove si trova lo storico passo tra Afghanistan e Pachistan immortalato nelle opere di Rudyard Kipling) nella notte tra ieri e oggi, come riportato dall'emittente iraniana in lingua inglese PressTV.
A quanto riferito dal canale 'all news' almeno due persone del convoglio di cisterne sono morte e si lamenterebbero diversi feriti, invece i combattenti che hanno effettuato l'agguato sono riusciti a dileguarsi senza lamentare perdite. Con ogni probabilità i morti sono poveri civili pachistani, pagati una miseria dagli invasori occidentali per compiere il pericoloso tragitto attraverso le valli e i passi di confine per portare in Afghanistan i rifornimenti necessari all'armata NATO che da dieci anni occupa illegalmente il paese centroasiatico.
A quanto riferito dal canale 'all news' almeno due persone del convoglio di cisterne sono morte e si lamenterebbero diversi feriti, invece i combattenti che hanno effettuato l'agguato sono riusciti a dileguarsi senza lamentare perdite. Con ogni probabilità i morti sono poveri civili pachistani, pagati una miseria dagli invasori occidentali per compiere il pericoloso tragitto attraverso le valli e i passi di confine per portare in Afghanistan i rifornimenti necessari all'armata NATO che da dieci anni occupa illegalmente il paese centroasiatico.
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domenica 24 ottobre 2010
Vatican bishops' synod urges end to israeli occupation of Palestinian lands
A strong plea to United Nations to act immediatly to end israeli occupation of Palestinian territories and of Syria's Golan Heights came from the Bishop's synod for the Middle East held recently in Rome. "Citizens of the Middle East at large and of the Holy Lands in particular ask to the international community, the UN first and foremost, to work toward a comprehensive peace agreement for the region, through the application of Security Council's resolutions and through the adoption of the needed measures to end the israeli occupation of arab territories", says the bishops' message, "The palestinian people could then finally enjoy a free and sovereign homeland, to live there in dignity and stability; Israel, on the other hand, could enjoy peace and security within its internationally recognized borders (those drawn before 1967)".
"Having analyzed the social situation and security issues of various middle eastern countries we could not but agree that the israeli-palestinian question lies at the centre of most, if not every, contentious point of the whole region. We recognized the plight of Palestinians who languish under military occupation, lack of free movement, the apartheid wall, unwarranted detention, razing of homes, groves and orchards and the disruption of social and economic life".
"We have reflected on the question of Jerusalem, worried that unilateral action risk to perturbate its identity and its balance forever, ousting muslim and christian arab residents in favor of fundamentalist jewish settlers". "The Bible cannot be used as an instrument of injustice; religion should ask us to see God's own face in our neighbour and to treat him with the due respect".
The synod's document ended with references to Iraq and Lebanon: hoping for the strenghtening of national identity and a perpetuation of the long-standing tradition of peaceful coexistence between different communities for the latter and a quick return to stability and national harmony for the former.
"Having analyzed the social situation and security issues of various middle eastern countries we could not but agree that the israeli-palestinian question lies at the centre of most, if not every, contentious point of the whole region. We recognized the plight of Palestinians who languish under military occupation, lack of free movement, the apartheid wall, unwarranted detention, razing of homes, groves and orchards and the disruption of social and economic life".
"We have reflected on the question of Jerusalem, worried that unilateral action risk to perturbate its identity and its balance forever, ousting muslim and christian arab residents in favor of fundamentalist jewish settlers". "The Bible cannot be used as an instrument of injustice; religion should ask us to see God's own face in our neighbour and to treat him with the due respect".
The synod's document ended with references to Iraq and Lebanon: hoping for the strenghtening of national identity and a perpetuation of the long-standing tradition of peaceful coexistence between different communities for the latter and a quick return to stability and national harmony for the former.
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