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giovedì 12 settembre 2019

Hezbollah, se attaccato, risponderà con operazioni fin nel cuore della Palestina Occupata!


Il Vicecapo del Consiglio Esecutivo di Hezbollah, lo Sceicco Ali Da'mush, ha avvertito che il gruppo di resistenza libanese è pronto a dare una reazione schiacciante a qualsiasi attacco sionista con operazioni nei territori occupati.
"Hezbollah non vede alcun limite per le reazioni contro un'aggressione", secondo quanto riportato da Da'mush dal sito web di notizie Al-Nashrah in lingua araba.

Ha sottolineato che il desiderio di Tel Aviv di attaccare il Libano e Hezbollah ogni volta che vuole non si avvererà, e ha detto: "Questo non si materializzerà mai perché la Resistenza manterrà le sue promesse ed è pronta per una reazione schiacciante e forte nella profondità della Palestina Invasa".

giovedì 4 agosto 2016

Pausa nelle operazioni a Sud-Ovest di Aleppo mentre gli attacchi aerei sconvolgono i rinforzi dei takfiri!

Dopo giorni di combattimenti quasi continui e 1500 terroristi eliminati le ultime ore hanno visto una diminuzione importante degli scontri a Sud-Ovest di Aleppo, con le forze siriane che hanno ripreso numerose posizioni e rinforzato le loro linee contro possibili riprese degli attacchi takfiri.

Basti pensare che mentre nelle giornate precedenti i morti tra i terroristi si contavano a varie centinaia nelle ultime 24 ore solo in sessantaquattro sarebbero stati eliminati in sparatorie e scontri ravvicinati.

venerdì 24 ottobre 2014

Centonovantaquattro terroristi dell'ISIS eliminati dall'Esercito irakeno!!

Gli osservatori di cose irakene concordano unanimemente: negli ultimi tempi il 'passo' delle operazioni dell'Esercito contro gli estremisti dell'ISIS é decisamente cambiato; se prima si aveva l'impressione che le truppe regolari reagissero alle iniziative dei terroristi, solo occasionalmente prendendo l'iniziativa ora quest'ultima sembra saldamente in mano alle truppe di Bagdad che decidono come e quando ingaggiare i seguaci dell'autonominato 'califfo'.

In tre diverse operazioni, sulle quali i dettagli sono ancora scarsi, rispettivamente venti, quaranta e ben centotrentaquattro militanti wahabiti sarebbero stati spazzati via dal fuoco delle truppe di terra, degli elicotteri e dei jet di Bagdad, per un totale di poco meno di duecento perdite. I ranghi dell'ISIS non sono in grado di assorbire una simile emorragia di uomini.

Anche la notizia di una 'camera di consultazione' congiunta formata a Bagdad da esperti russi e iraniani per consigliare al meglio gli ufficiali irakeni sulla condotta delle operazioni fa intuire che operazioni di successo come quelle summenzionate siano destinate a ripetersi frequentemente nel prossimo futuro.

venerdì 13 settembre 2013

Nuova vittoria delle forze armate siriane attorno al massiccio dell'Arbaeen, Al-Nusra abbandona arsenali e bunker!

Esorcizzate grazie alla solidarietà politica e militare di Russia, Iran e altre potenze amiche le minacce militari americane l'Esercito Arabo Siriano é tornato tranquillamente a fare ciò che gli riesce meglio, infliggere pesanti sconfitte ai militanti takfiri stranieri finanziati da Turchia, Arabia Saudita e Israele. L'ultima operazione qualitativa portata a termine con successo ha visto gli uomini di Assad spazzare via ogni presenza wahabita attorno al massiccio dell'Arbaeen, in Provincia di Idlib.

Questa località montuosa era stata scelta forse perché considerata più facilmente difendibile e meno prona a venire facilmente navigata dai tank e dai veicoli blindati dell'Esercito come base di schieramento per le bande del Fronte Al-Nusra che tuttavia anche col terreno a loro favore non hanno retto un giorno di fronte alla determinata offensiva delle forze regolari siriane.

I terroristi wahabiti riescono solo a colpire civili innocenti e distruggere e devastare obiettivi sguarniti, quando si trovano di fronte forze armate professionali o anche solo le milizie di difesa nazionale create in questi mesi per aiutare l'Esercito nel controllo del territorio si sbandano e si ritirano dopo le prime perdite.

Anche in questo caso intorno all'Arbaeen i criminali mercenari si sono lasciati dietro interi arsenali pieni di armi americane e israeliane, scorte di droghe ed eccitanti, veicoli e riserve di benzina e parti di ricambio. Operazioni militari minori si sono svolte nei dintorni di Daraa e Quneitra, anche qui con la sconfitta e la rotta dei militanti takfiri.

sabato 15 giugno 2013

La battaglia nel Nord diventa decisiva, le forze di Assad devono mettere a segno colpi decisivi lungo la frontiera turca!

Ancora una volta la redazione di Palaestina Felix deve ammettere a malincuore che, nonostante le intenzioni e gli sforzi di buona volontà, diversi outlet mediatici che vorrebbero sinceramente contribuire alla causa anti-imperialista, in realtà non si trovano altro che a ripetere informazioni parzialmente o totalmente inesatte riprese o riportate da fonti schierate con la vulgata filo-occidentale e atlantista. In questi giorni si combatte una battaglia decisiva per le sorti della Siria attorno ad Aleppo, lo sappiamo; ma questo NON VUOL DIRE che le forze di Assad debbano "riconquistare Aleppo" (in primis perché non l'hanno mai veramente persa) né che la metropoli del Nord sia diventata una 'roccaforte takfira'.

Ripetere queste che sono totali SCIOCCHEZZE vuol dire non aver capito la dinamica di due anni di guerra terroristica in Siria e ripetere più o meno edulcorate le MENZOGNE di CNN, Al-Jazeera, BBC, Al-Arabiya e via discorrendo. Osservate, per favore, la mappa qui sotto riportata:
Essa rappresenta lo schieramento delle forze AL PRINCIPIO dell'ultima fase di operazioni intorno ad Aleppo. Come si vede le forze lealiste sono SALDAMENTE IN POSSESSO di tutti i principali centri abitati della fascia urbana metropolitana e i terroristi wahabiti invece si trovano ALL'ESTERNO, nelle zone periferiche. Questo perché in due anni di insorgenza i terroristi non sono MAI RIUSCITI A OCCUPARE SALDAMENTE una qualsivoglia estensione di territorio siriano; che i guerriglieri qaedisti siano riusciti a 'interdire' zone di territorio al Governo centrale E' UNA PURA FOLA propalata dalla propaganda atlantista. Se avessero mai ESCLUSO una zona dalla presenza governativa NATO ed emirati arabi si sarebbero AFFRETTATI a dichiararla ZONA INTERDETTA e a usarla (come la Cirenaica in Libia) come 'staging ground' del loro intervento anti-Assad. Esistono, é vero, zone in cui i terroristi HANNO LIBERTA' DI MOVIMENTO, ma come loro anche convogli e forze regolari possono attraversarle. L'insorgenza wahabita non é mai andata oltre nel suo 'controllo' del territorio, non é, dunque, riuscita a imporlo, da nessuna parte.

Adesso le forze di Assad devono procedere oltre le zone metropolitane e "ripulire" villaggio dopo villaggio fino ad arrivare ai varchi di confine con la Turchia, approfittando del 'respite' garantito dalle turbolenze interne che negli ultimi dodici giorni hanno preoccupato il satrapo Erdogan molto più della situazione dei suoi burattini oltreconfine. Per ora intensi scontri sono stati segnalati nei pressi di  Al-Awared, Sheik Massood e Al-Nobbol, inoltre il villaggio di Mayer sarebbe stato completamente messo in sicurezza e ripulito da ogni presenza takfira.