I centri di Kafr Saghir e Ta Shair stanno per venire conquistati dalle colonne dell'Esercito Siriano che, dopo la grande vittoria di Sheik Najjar hanno messo letteralmente le ali ai piedi e stanno travolgendo una posizione terrorista dietro l'altra avanzando rapidamente a Nord, a Nordovest e a Ovest-Sud-Ovest.
Una enorme battaglia sta svolgendosi senza che apparentemente le organizzazioni takfire riescano a coordinarsi, con ogni gruppo e cellula che tenta stupidamente di resistere sul posto fino a quando non viene isolata, circondata, martellata dal cielo fino alla distruzione o alla sottomissione.
Segno del caos che ha avvolto i loro ranghi; é ormai possibile ascoltare le conversazioni dei vari capi wahabiti utilizzando semplici radio a banda cittadina e invariabilmente ciascuna si riduce a una incrociata e disperata richiesta di aiuti o di rifornimenti che mai potranno arrivare.
Il comando operazioni dell'Esercito Siriano prevede che, continuando a questo ritmo, l'intero teatro operativo potrebbe venire chiuso entro due settimane con una vittoria decisiva per le forze di Assad. Già si vedono sulle strade che portano verso Nord e il confine turco i primi ingorghi e incolonnamenti di miliziani mercenari in fuga.
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lunedì 7 luglio 2014
Collassa il fronte terrorista a Nord di Aleppo! L'Esercito Siriano incalza i takfiri in fuga precipitosa verso la Turchia!!
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giovedì 3 luglio 2014
Aggiornamenti dal fronte di Aleppo: l'Esercito Siriano si spinge avanti ad Handarat, Kafr Saghir, Maqbalah e Shqayyef!!
Come appare evidente da questa mappa, dopo avere liberato la quasi totalità della zona urbana di Aleppo le forze dell'Esercito Siriano hanno praticamente il pieno controllo della zona industriale di Sheik Najjar, dove una magistrale manovra di accerchiamento ha permesso di isolare diversi gruppi takfiri che si trovavano nella zona del Terzo Settore.
Adesso mentre questo 'ascesso' viene isolato da ogni via di comunicazione e rifornimento in attesa di venire inciso e purgato, le colonne dei militari di Assad si stanno spingendo avanti a Nord nella zona di Kafr Saghir e Maqbalah, ma anche a ovest in direzione di Handarat e Shqayyef.
L'avanzata verso occidente é molto importante perché permetterà alle truppe siriane di collegarsi con la parte Nord della città già liberata, in particolare con le zone di Sheik Maqsood/Layramoun, in maniera da formare un unico blocco totalmente chiuso e interdetto a qualunque movimento o attività di gruppi terroristi.
Adesso mentre questo 'ascesso' viene isolato da ogni via di comunicazione e rifornimento in attesa di venire inciso e purgato, le colonne dei militari di Assad si stanno spingendo avanti a Nord nella zona di Kafr Saghir e Maqbalah, ma anche a ovest in direzione di Handarat e Shqayyef.
L'avanzata verso occidente é molto importante perché permetterà alle truppe siriane di collegarsi con la parte Nord della città già liberata, in particolare con le zone di Sheik Maqsood/Layramoun, in maniera da formare un unico blocco totalmente chiuso e interdetto a qualunque movimento o attività di gruppi terroristi.
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giovedì 22 agosto 2013
Le forze di Assad si concentrano attorno ad Aleppo per un'offensiva risolutiva contro i gruppi wahabiti!
L'Esercito Arabo Siriano sta preparando gli ultimi ritocchi per una grande offensiva su Aleppo. Per fare questo, rinforzi tratti da formazioni d'elite sono stati inviate nella regione, spingendo i miliziani a prendere posizioni difensive.
Secondo fonti informate, l'Esercito ha fissato un elenco di destinazioni e un piano dettagliato che attende il via libera dal comando militare. La prima fase del piano prevede un'offensiva per riconquistare il pieno controllo dei quartieri caldi adiacenti a quelli già resi sicuri, compresi quelli che sono aperti verso la campagna a nord di Aleppo, come Bani Zeid, Ashrafieh e Sheikh Maqsoud.
Questi quartieri hanno sempre rappresentato una fonte di pericolo per gli abitanti delle zone protette in quanto permeabili alla presenza e al transito di gruppi armati di takfiri. L'operazione militare mira anche a garantire i quartieri circostanti, Hamdaniya e Nuova Aleppo, a ovest della città, e Rachidine, dove spesso ci sono stati combattimenti.
Bisogna sempre ricordare che Aleppo non é "in mano" ad alcun gruppo wahabita, ma per la sua struttura di metropoli estesa con numerose città satellite può fornire in alcune sue zone rifugio a cellule armate di estremisti
Un altro obiettivo di questa attesa offensiva, è la messa in sicurezza di Khan al-Assal, a sud ovest di Aleppo, per consentire agli investigatori dell'ONU di visitare questo luogo per raccogliere prove che dimostrino l'uso di armi chimiche da parte dei miliziani stranieri
Secondo fonti informate, l'Esercito ha fissato un elenco di destinazioni e un piano dettagliato che attende il via libera dal comando militare. La prima fase del piano prevede un'offensiva per riconquistare il pieno controllo dei quartieri caldi adiacenti a quelli già resi sicuri, compresi quelli che sono aperti verso la campagna a nord di Aleppo, come Bani Zeid, Ashrafieh e Sheikh Maqsoud.
Questi quartieri hanno sempre rappresentato una fonte di pericolo per gli abitanti delle zone protette in quanto permeabili alla presenza e al transito di gruppi armati di takfiri. L'operazione militare mira anche a garantire i quartieri circostanti, Hamdaniya e Nuova Aleppo, a ovest della città, e Rachidine, dove spesso ci sono stati combattimenti.
Bisogna sempre ricordare che Aleppo non é "in mano" ad alcun gruppo wahabita, ma per la sua struttura di metropoli estesa con numerose città satellite può fornire in alcune sue zone rifugio a cellule armate di estremisti
Un altro obiettivo di questa attesa offensiva, è la messa in sicurezza di Khan al-Assal, a sud ovest di Aleppo, per consentire agli investigatori dell'ONU di visitare questo luogo per raccogliere prove che dimostrino l'uso di armi chimiche da parte dei miliziani stranieri
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sabato 15 giugno 2013
La battaglia nel Nord diventa decisiva, le forze di Assad devono mettere a segno colpi decisivi lungo la frontiera turca!
Ancora una volta la redazione di Palaestina Felix deve ammettere a malincuore che, nonostante le intenzioni e gli sforzi di buona volontà, diversi outlet mediatici che vorrebbero sinceramente contribuire alla causa anti-imperialista, in realtà non si trovano altro che a ripetere informazioni parzialmente o totalmente inesatte riprese o riportate da fonti schierate con la vulgata filo-occidentale e atlantista. In questi giorni si combatte una battaglia decisiva per le sorti della Siria attorno ad Aleppo, lo sappiamo; ma questo NON VUOL DIRE che le forze di Assad debbano "riconquistare Aleppo" (in primis perché non l'hanno mai veramente persa) né che la metropoli del Nord sia diventata una 'roccaforte takfira'.
Ripetere queste che sono totali SCIOCCHEZZE vuol dire non aver capito la dinamica di due anni di guerra terroristica in Siria e ripetere più o meno edulcorate le MENZOGNE di CNN, Al-Jazeera, BBC, Al-Arabiya e via discorrendo. Osservate, per favore, la mappa qui sotto riportata:
Essa rappresenta lo schieramento delle forze AL PRINCIPIO dell'ultima fase di operazioni intorno ad Aleppo. Come si vede le forze lealiste sono SALDAMENTE IN POSSESSO di tutti i principali centri abitati della fascia urbana metropolitana e i terroristi wahabiti invece si trovano ALL'ESTERNO, nelle zone periferiche. Questo perché in due anni di insorgenza i terroristi non sono MAI RIUSCITI A OCCUPARE SALDAMENTE una qualsivoglia estensione di territorio siriano; che i guerriglieri qaedisti siano riusciti a 'interdire' zone di territorio al Governo centrale E' UNA PURA FOLA propalata dalla propaganda atlantista. Se avessero mai ESCLUSO una zona dalla presenza governativa NATO ed emirati arabi si sarebbero AFFRETTATI a dichiararla ZONA INTERDETTA e a usarla (come la Cirenaica in Libia) come 'staging ground' del loro intervento anti-Assad. Esistono, é vero, zone in cui i terroristi HANNO LIBERTA' DI MOVIMENTO, ma come loro anche convogli e forze regolari possono attraversarle. L'insorgenza wahabita non é mai andata oltre nel suo 'controllo' del territorio, non é, dunque, riuscita a imporlo, da nessuna parte.
Adesso le forze di Assad devono procedere oltre le zone metropolitane e "ripulire" villaggio dopo villaggio fino ad arrivare ai varchi di confine con la Turchia, approfittando del 'respite' garantito dalle turbolenze interne che negli ultimi dodici giorni hanno preoccupato il satrapo Erdogan molto più della situazione dei suoi burattini oltreconfine. Per ora intensi scontri sono stati segnalati nei pressi di Al-Awared, Sheik Massood e Al-Nobbol, inoltre il villaggio di Mayer sarebbe stato completamente messo in sicurezza e ripulito da ogni presenza takfira.
Ripetere queste che sono totali SCIOCCHEZZE vuol dire non aver capito la dinamica di due anni di guerra terroristica in Siria e ripetere più o meno edulcorate le MENZOGNE di CNN, Al-Jazeera, BBC, Al-Arabiya e via discorrendo. Osservate, per favore, la mappa qui sotto riportata:
Essa rappresenta lo schieramento delle forze AL PRINCIPIO dell'ultima fase di operazioni intorno ad Aleppo. Come si vede le forze lealiste sono SALDAMENTE IN POSSESSO di tutti i principali centri abitati della fascia urbana metropolitana e i terroristi wahabiti invece si trovano ALL'ESTERNO, nelle zone periferiche. Questo perché in due anni di insorgenza i terroristi non sono MAI RIUSCITI A OCCUPARE SALDAMENTE una qualsivoglia estensione di territorio siriano; che i guerriglieri qaedisti siano riusciti a 'interdire' zone di territorio al Governo centrale E' UNA PURA FOLA propalata dalla propaganda atlantista. Se avessero mai ESCLUSO una zona dalla presenza governativa NATO ed emirati arabi si sarebbero AFFRETTATI a dichiararla ZONA INTERDETTA e a usarla (come la Cirenaica in Libia) come 'staging ground' del loro intervento anti-Assad. Esistono, é vero, zone in cui i terroristi HANNO LIBERTA' DI MOVIMENTO, ma come loro anche convogli e forze regolari possono attraversarle. L'insorgenza wahabita non é mai andata oltre nel suo 'controllo' del territorio, non é, dunque, riuscita a imporlo, da nessuna parte.
Adesso le forze di Assad devono procedere oltre le zone metropolitane e "ripulire" villaggio dopo villaggio fino ad arrivare ai varchi di confine con la Turchia, approfittando del 'respite' garantito dalle turbolenze interne che negli ultimi dodici giorni hanno preoccupato il satrapo Erdogan molto più della situazione dei suoi burattini oltreconfine. Per ora intensi scontri sono stati segnalati nei pressi di Al-Awared, Sheik Massood e Al-Nobbol, inoltre il villaggio di Mayer sarebbe stato completamente messo in sicurezza e ripulito da ogni presenza takfira.
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