La foto che presentiamo non é recente.
Infatti, secondo il Calendario Liturgico, quest'anno la festa del Sacro Cuore di Gesù si é celebrata l'8 giugno.
Ma siamo andati a ripescare questa foto di 20 giorni fa per dimostrare una cosa.
Che se in Siria, nella metropoli di Aleppo, capitale demografica ed economica del Nord della Siria esiste ancora un nocciolo di cristianità cattolica, lo si deve agli sforzi e ai sacrifici prodotti da un alauita, (il Presidente Siriano Assad), due sciiti (la Guida Suprema Ali Khamenei e Hassan Nasrallah di Hezbollah) e un ortodosso (Vladimir Putin).
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giovedì 28 giugno 2018
Assad, alawita, Nasrallah e Khamenei, sciiti, Putin, ortodosso, hanno permesso a questi CATTOLICI SIRIANI di celebrare il Sacro Cuore ad Aleppo...ma "El Papa"? Lui pensa ai migranti!!
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giovedì 9 ottobre 2014
Padre Emanuel Musallam, prete cattolico a Gaza: "Se i sionisti distruggono le moschee farò salire il muezzin sul mio campanile!"
Abuna (=Padre) Manuel Musallam, é l'unico sacerdote cattolico nella Striscia di Gaza, nato a Birzeit nel 1938, vicino a Gerusalemme, ha frequentato il seminario di Beit Jalla ed é diventato sacerdote nel 1963. È stato in parrocchia in Giordania, poi a Jenin e infine, dal 1993, a Gaza. La sua parrocchia risale al 1747, la Sacra Famiglia.
Appassionato e coraggiosissimo, Padre Musallam tiene via internet i contatti col mondo cristiano e cattolico d'Europa a cui descrive senza remore e infingimenti la disumana situazione cui l'assedio e le aggressioni sioniste costringono gli abitanti del ghetto a cielo aperto di Gaza.
Una voce tanto più necessaria quando molti cattolici, abituati alla tonitruante propaganda sionista, sembrano adottare una specie di 'cristianesimo filoisraeliano', a imitazione dell'ipocrita e lercio 'evangelismo sionista', tanto diffuso tra i protestanti.
Recentemente Padre Musallam ha dichiarato che, se l'entità sionista continuerà con la sua politica di attacco militare alle moschee, lui farà salire i muezzin sul suo campanile, perché possano lanciare il richiamo alla preghiera.
Che israhell bombardi anche la chiesa cattolica di Gaza, il biascicante e lamentoso gesuita Bergoglio troverà allora la forza di indignarsi? O chiamerà altri criminali di guerra sionisti come suoi ospiti in Vaticano?
Appassionato e coraggiosissimo, Padre Musallam tiene via internet i contatti col mondo cristiano e cattolico d'Europa a cui descrive senza remore e infingimenti la disumana situazione cui l'assedio e le aggressioni sioniste costringono gli abitanti del ghetto a cielo aperto di Gaza.
Una voce tanto più necessaria quando molti cattolici, abituati alla tonitruante propaganda sionista, sembrano adottare una specie di 'cristianesimo filoisraeliano', a imitazione dell'ipocrita e lercio 'evangelismo sionista', tanto diffuso tra i protestanti.
Recentemente Padre Musallam ha dichiarato che, se l'entità sionista continuerà con la sua politica di attacco militare alle moschee, lui farà salire i muezzin sul suo campanile, perché possano lanciare il richiamo alla preghiera.
Che israhell bombardi anche la chiesa cattolica di Gaza, il biascicante e lamentoso gesuita Bergoglio troverà allora la forza di indignarsi? O chiamerà altri criminali di guerra sionisti come suoi ospiti in Vaticano?
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lunedì 26 maggio 2014
Disgustoso! Durante la visita di "Papa Imbroglio" al regime dell'Apartheid: il vescovo di Roma omaggia la tomba del boia Herzl!
ETERNO SCHIFO E VERGOGNA PER QUESTO IMPOSTORE, IMBONITORE, SPACCIATORE DI OVVIETA' E OMELIE MELENSE: NON PUOI SERVIRE A UN TEMPO GESU' CRISTO E I CRIMINALI GENOCIDI, A TEMPO DEBITO TI VERRA' CHIESTA RAGIONE DI QUEL CHE HAI FATTO E LA BILANCIA SPROFONDERA'!!!
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domenica 8 settembre 2013
I Musulmani sunniti di Siria rifiutano il settarismo saudita e si stringono in preghiera ai loro fratelli cristiani!
Una intensa celebrazione di preghiera e digiuno per la pace si è tenuta nella grande Moschea degli Omayyadi a Damasco.
Il momento di preghiera è stato voluto e presieduto dal Gran Muftì di Siria, Ahmad Badreddin Hassoun, alla presenza di capi religiosi musulmani sunniti, sciiti, alawiti, ismaeliti, drusi e anche di rappresentanti di altre religioni, come ebrei e cristiani.
Raggiunto dall’Agenzia Fides, il Gran Muftì Hassoun ha spiegato lo spirito dell’iniziativa: “Pregheremo con le intenzioni del Papa Francesco, per chiedere a Dio che ci aiuti a trovare la via della pace. La pace passa attraverso la riconciliazione e il perdono reciproco fra i siriani”. Il Muftì ha emanato un editto proclamando per il 7 settembre una speciale giornata di digiuno per i fedeli musulmani “anche in solidarietà con i tragici fatti di Maaloula (il villaggio cristiano a Nord di Damasco attaccato da islamisti nei giorni scorsi): nessuno di noi si aspettava che in Siria si potesse arrivare all’estremo di dissacrare le chiese e colpire i simboli della cristianità.
Siamo molto tristi quando l’islam è usato come ideologia estremista che giunge a volere l’eliminazione dell’altro. La maggior parte dei musulmani siriani ha sempre visto i cristiani come fratelli”. Il Muftì afferma che la Siria è, come la Terrasanta, “culla del cristianesimo”, e tal proposito ha ricordato a Fides un suo pellegrinaggio a Betlemme “dove ho avuto l'onore di andare. Nel Santuario della grotta, una vecchia suora mi chiese: Cosa fai? Risposi: sto pregando perché sono in un luogo santo. E lei si mise pregare a fianco a me”.
“Damasco non è lontana da quei luoghi santi perché Dio l'Onnipotente l’ha scelta come luogo dove aprire gli occhi e il cuore dell'Apostolo Paolo. Anche il nostro comune Padre Abramo è giunto fino alla provincia di Damasco”. “Noi musulmani siriani siamo orgogliosi non solo di proteggere i cristiani, ma di essere la cornice entro cui la cristianità si è potuta esprimere e diffondere nel mondo come messaggio di pace, in quanto Gesù Cristo è il Principe della Pace.
Per questo oggi nella moschea degli Omayyadi, dove sono custodite le reliquie del profeta Giovanni Battista, luogo di pellegrinaggio comune per cristiani e musulmani, la nostra preghiera per la pace sarà unita con il Papa a Roma, in comunione con tutti credenti di altre denominazioni e con tutti gli uomini di buona volontà”. “Vogliamo evitare una guerra regionale – ha concluso – perché questa porterebbe in Siria i poteri oscuri dell’estremismo, del radicalismo e della discriminazione sotto la bandiera dell’islam, il che è completamente falso, e questi poteri servirebbero a sfigurare la bellezza secolare della convivialità”.
Raggiunto dall’Agenzia Fides, il Gran Muftì Hassoun ha spiegato lo spirito dell’iniziativa: “Pregheremo con le intenzioni del Papa Francesco, per chiedere a Dio che ci aiuti a trovare la via della pace. La pace passa attraverso la riconciliazione e il perdono reciproco fra i siriani”. Il Muftì ha emanato un editto proclamando per il 7 settembre una speciale giornata di digiuno per i fedeli musulmani “anche in solidarietà con i tragici fatti di Maaloula (il villaggio cristiano a Nord di Damasco attaccato da islamisti nei giorni scorsi): nessuno di noi si aspettava che in Siria si potesse arrivare all’estremo di dissacrare le chiese e colpire i simboli della cristianità.
Siamo molto tristi quando l’islam è usato come ideologia estremista che giunge a volere l’eliminazione dell’altro. La maggior parte dei musulmani siriani ha sempre visto i cristiani come fratelli”. Il Muftì afferma che la Siria è, come la Terrasanta, “culla del cristianesimo”, e tal proposito ha ricordato a Fides un suo pellegrinaggio a Betlemme “dove ho avuto l'onore di andare. Nel Santuario della grotta, una vecchia suora mi chiese: Cosa fai? Risposi: sto pregando perché sono in un luogo santo. E lei si mise pregare a fianco a me”.
“Damasco non è lontana da quei luoghi santi perché Dio l'Onnipotente l’ha scelta come luogo dove aprire gli occhi e il cuore dell'Apostolo Paolo. Anche il nostro comune Padre Abramo è giunto fino alla provincia di Damasco”. “Noi musulmani siriani siamo orgogliosi non solo di proteggere i cristiani, ma di essere la cornice entro cui la cristianità si è potuta esprimere e diffondere nel mondo come messaggio di pace, in quanto Gesù Cristo è il Principe della Pace.
Per questo oggi nella moschea degli Omayyadi, dove sono custodite le reliquie del profeta Giovanni Battista, luogo di pellegrinaggio comune per cristiani e musulmani, la nostra preghiera per la pace sarà unita con il Papa a Roma, in comunione con tutti credenti di altre denominazioni e con tutti gli uomini di buona volontà”. “Vogliamo evitare una guerra regionale – ha concluso – perché questa porterebbe in Siria i poteri oscuri dell’estremismo, del radicalismo e della discriminazione sotto la bandiera dell’islam, il che è completamente falso, e questi poteri servirebbero a sfigurare la bellezza secolare della convivialità”.
lunedì 6 maggio 2013
Quattro cittadini sauditi arrestati in Tanzania per un attentato esplosivo contro una chiesa cattolica!
Infaticabili sgherri al soldo dello 'scontro di civiltà' che tanto comodo fa alle agenzie e alle corporazioni occidentali, di cui sono servi più o meno consapevoli, emissari rel regime saudita sono stati arrestati in Tanzania per avere compiuto il vigliacco e sanguinoso attacco esplosivo contro la Chiesa cattolica di San Giuseppe Mfanyakazi, vicino ad Arusha.
L'attacco, cui fa riferimento la drammatica immagine qui sopra, ha causato due morti e 44 feriti, di cui molti gravi, ed é stato portato a termine da un attentatore in moto che ha lanciato una bomba contro la folla che attendeva la messa. Il motociclista, un locale, é stato arrestato insieme ai quattro sauditi che gli avevano fornito l'ordigno.
La Tanzania si sta preparando a ricevere una prossima visita papale, la presenza di cellule terroriste saudite potrebbe rappresentare un grave pericolo per il Pontefice Francesco I Bergoglio.
L'attacco, cui fa riferimento la drammatica immagine qui sopra, ha causato due morti e 44 feriti, di cui molti gravi, ed é stato portato a termine da un attentatore in moto che ha lanciato una bomba contro la folla che attendeva la messa. Il motociclista, un locale, é stato arrestato insieme ai quattro sauditi che gli avevano fornito l'ordigno.
La Tanzania si sta preparando a ricevere una prossima visita papale, la presenza di cellule terroriste saudite potrebbe rappresentare un grave pericolo per il Pontefice Francesco I Bergoglio.
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