Giorni fa il nostro vergognoso e indegno presidente della repubblica sergio mattarella, assassino di civili serbi, è riuscito a non pronunciare la parola 'Genocidio' durante una visita ufficiale in Armenia.
Il Genocidio Armeno, lo ricordiamo, fu il modello per altri genocidi del secolo passato.
In fuga dai massacratori turchi e curdi (all'epoca i curdacci erano 'in buona' coi Turchi e si prestavano a fare il lavoro sporco per loro) gli Armeni trovarono asilo e aiuto in Siria.
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martedì 7 agosto 2018
L'Armenia invia aiuti umanitari ad Aleppo, un piccolo gesto di riconoscente solidarietà che rafforza l'amicizia tra i due paesi!
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lunedì 15 maggio 2017
Oggi è la Giornata della Nakba; "ovviamente" nessuno ne parla perché 'deve' esistere UN SOLO Genocidio...
Oggi è la Giornata della Nakba, in cui si ricorda il martirio del Popolo di Palestina, invaso nella sua patria ancestrale da invasori provenienti da New York, da Londra, dall'Australia, dal Sud Africa...che si sono insediati in Medio Oriente sfruttando la complicità criminale di Ottomani e Britannici, distruggendo e scempiando una terra antichissima...piantando alberi stranieri che rovinano l'ecosistema, drenando le falde acquifere per annaffiare orribili praticelli "all'inglese", avvelenando il suolo con concimi chimici per propalare la BALLA ASSURDA di "aver fatto fiorire il deserto", avvelenando i pozzi a cui i pastori transumanti abbeverano i loro armenti (pozzi che NON SONO PROPRIETA' DI NESSUNO, bestemmia agli orecchi khazari...), abbattendo e incendiando oliveti e mandorleti.
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venerdì 24 aprile 2015
Il Presidente Sargsyan: "La Siria trionferà sul terrorismo e recupererà il suo ruolo di pioniere della Pace nel mondo!"
Il Presidente della Repubblica Armena, Serzh Sargsyan ha dichiarato che le relazioni siro-armene sono forti e solide e non sono cambiate; durante il suo incontro con il Presidente dell'Assemblea del Popolo, Mohammad Jihad Laham, a capo di una delegazione parlamentare per il Forum Socio-politico sulla lotta contro il genocidio, svoltasi a Erevan in ricordo del centenario dello sterminio turco degli Armeni, il Presidente Sargsyan ha assicurato che la Siria trionferà sul terrorismo e recuperrerà la sua sicurezza, la sua stabilità e il suo ruolo pionieristico nel radicamento della pace e della stabilità nella regione e nel mondo.
Sargsyan ha apprezzato la fermezza del popolo siriano di fronte al terrore takfiro, ribadendo il sostegno della Armenia alla Repubblica Araba contro ogni forma di terrorismo. "La posizione dell'Armenia in merito alla crisi in Siria non cambierà nei consessi internazionali," ha ribadito. Da parte sua, Laham ha espresso l’apprezzamento siriano per le posizioni armene di supporto alla sua lotta contro il terrorismo takfirista e le pressioni politiche ed economiche dei paesi imperialisti.
Sargsyan ha apprezzato la fermezza del popolo siriano di fronte al terrore takfiro, ribadendo il sostegno della Armenia alla Repubblica Araba contro ogni forma di terrorismo. "La posizione dell'Armenia in merito alla crisi in Siria non cambierà nei consessi internazionali," ha ribadito. Da parte sua, Laham ha espresso l’apprezzamento siriano per le posizioni armene di supporto alla sua lotta contro il terrorismo takfirista e le pressioni politiche ed economiche dei paesi imperialisti.
venerdì 20 marzo 2015
60 militanti del Tashnaq armeno bloccano l'ambasciatore turco in un cinema di Beirut!
L'ambasciatore turco in Libano, Suleiman Inan Oz Yildiz, voleva passare un paio d'ore di svago dal tedioso compito di contare i jet di Ankara abbattuti dalla contraerea siriana e da quello ancora più gravoso di contare i terroristi finanziati da Erdogan e Davutoglu eliminati dai libanesi dell'Armee e di Hezbollah al di qua e al di là del confine, si era perciò recato all'ABC Ashrafieh Grand Cinema per gustarsi 'Son Mektup', drammone basato sulle gesta romanzate del primo pilota militare ottomano, tale Salih Ekrem.
lunedì 26 maggio 2014
Disgustoso! Durante la visita di "Papa Imbroglio" al regime dell'Apartheid: il vescovo di Roma omaggia la tomba del boia Herzl!
ETERNO SCHIFO E VERGOGNA PER QUESTO IMPOSTORE, IMBONITORE, SPACCIATORE DI OVVIETA' E OMELIE MELENSE: NON PUOI SERVIRE A UN TEMPO GESU' CRISTO E I CRIMINALI GENOCIDI, A TEMPO DEBITO TI VERRA' CHIESTA RAGIONE DI QUEL CHE HAI FATTO E LA BILANCIA SPROFONDERA'!!!
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giovedì 12 dicembre 2013
Il Governo algerino ribadisce alla riunione OIC di Conakry la sua totale solidarietà verso la Causa palestinese
Nel corso della riunione del Consiglio dei Ministri degli Esteri dell'OIC, l'Organizzazione per la Cooperazione Islamica, (già Organizzazione della Conferenza Islamica) attualmente in atto a Conakry, il titolare del dicastero algerino Madjid Bougherra ha colto l'occasione per riaffermare la totale solidarietà del suo Paese e del suo Governo con il Diritto dei Palestinesi a liberare tutte le terre attualmente occupate dai Sionisti e a dichiarare uno stato autonomo, indipenente con Al-Quds (Gerusalemme) come sua capitale.
Madjid ha giustamente osservato che laddove é interesse dell'occupazione sionista e dei suoi padrini imperialisti americani ed europei fomentare settarismi e divisioni tra i musulmani, dovere morale ancora più grande per loro diventa la promozione di programmi di solidarietà, a base locale, nazionale, internazionale, che rendano possibile a tutta l'Umma di mobilitarsi efficentemente a favore del popolo oppresso di Palestina.
L'intervento del dignitario algerino si é concluso con l'osservazione del fatto che il progetto di genocidio culturale in atto ad Al-Quds con il tentativo spurio e insincero di 'giudaizzae' la città della Cupola della Roccia e del Nobile Santuario di Al-Aqsa, rappresenta un attacco al retaggio culturale di milioni di seguaci del Profeta Maometto e della sua rivelazone.
Madjid ha giustamente osservato che laddove é interesse dell'occupazione sionista e dei suoi padrini imperialisti americani ed europei fomentare settarismi e divisioni tra i musulmani, dovere morale ancora più grande per loro diventa la promozione di programmi di solidarietà, a base locale, nazionale, internazionale, che rendano possibile a tutta l'Umma di mobilitarsi efficentemente a favore del popolo oppresso di Palestina.
L'intervento del dignitario algerino si é concluso con l'osservazione del fatto che il progetto di genocidio culturale in atto ad Al-Quds con il tentativo spurio e insincero di 'giudaizzae' la città della Cupola della Roccia e del Nobile Santuario di Al-Aqsa, rappresenta un attacco al retaggio culturale di milioni di seguaci del Profeta Maometto e della sua rivelazone.
domenica 1 dicembre 2013
Manifestazioni e scontri in tutta la Cisgiordania contro il nuovo piano genocida del regime di Tel Aviv!
Il 'Piano Prawer' elaborato dai teorici della pulizia etnica di Tel Aviv prevede la distruzione di circa 40 villaggi beduini nel Negev meridionale e lo spostamento coatto, simile a quelli imposti ai Nativi Americani dai Soldati Blu yankee di circa 70mila persone che fin dai tempi biblici (se non prima!) hanno abitato quella zona.
Contro questo genocidio (perché rimuovere a forza una popolazione dalla sua patria avita é genocidio non meno che sterminarla fisicamente), contro questo nuovo 'Sentiero delle Lacrime' si é mobilitata l'intera opinione pubblica palestinese, con manifestazioni massicce che ieri hanno coinvolto l'intera Cisgiordania.
Si sono registrati scontri con gli occupanti sionazisti, lanci di gas tossici e urticanti con le consuete procedure pericolose e potenzialmente mortali, uso di munizioni di gomma e plastica utilizzate in modo da massimizzare il danno (eludendo così la presunta natura 'non letale' di tali pallottole).
Vi sono stati numerosi feriti e diversi arresti; mano a mano che arriveranno aggiornamenti in merito vi terremo al corrente di ogni ulteriore sviluppo della vicenda, specie se le manifestazioni dovessero ripetersi nella giornata di oggi.
Contro questo genocidio (perché rimuovere a forza una popolazione dalla sua patria avita é genocidio non meno che sterminarla fisicamente), contro questo nuovo 'Sentiero delle Lacrime' si é mobilitata l'intera opinione pubblica palestinese, con manifestazioni massicce che ieri hanno coinvolto l'intera Cisgiordania.
Si sono registrati scontri con gli occupanti sionazisti, lanci di gas tossici e urticanti con le consuete procedure pericolose e potenzialmente mortali, uso di munizioni di gomma e plastica utilizzate in modo da massimizzare il danno (eludendo così la presunta natura 'non letale' di tali pallottole).
Vi sono stati numerosi feriti e diversi arresti; mano a mano che arriveranno aggiornamenti in merito vi terremo al corrente di ogni ulteriore sviluppo della vicenda, specie se le manifestazioni dovessero ripetersi nella giornata di oggi.
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giovedì 15 agosto 2013
Sputtanata l'ennesima panzana di propaganda dell'esercito di Tel Aviv: il 'mall di Gaza' in realtà si trova a Calcutta!
L'esercito sionazista (IDF) é quell'organizzazione di iene e vermi umani che si 'divertono' a sparare ai bambini palestinesi dalle loro torrette di guardia, a cannoneggiare le barche Hasaka che cercano di pescare, che lanciano missili e bombe al fosforo e al napalm su quartieri civili da robot telecomandati. Ma per poter compiere il genocidio del Popolo Palestinese "in pace" l'esercito sionazista si impegna anche in operazioni di propaganda per convincere gli stupidi e superficiali 'goyim' dell'Occidente che in realtà tutto va bene e che Gaza in realtà sia un ameno posto in cui si mangia, si beve e si balla.
Per fare ciò recentemente le iene sionaziste avevano pubblicato sul loro blog delle immagini di un centro commerciale sostenendo che si trovasse nel ghetto assediato e bombardato di Gaza, sottoposto da oltre sei anni allo shylockiano strangolamento economico del regime ebraico. Interessante sapere secondo le SS a sei punte di Israhell che cosa si dovrebbe comprare e vendere in questo 'shopping mall' visto che a Gaza manca il latte in polvere per i neonati, il gasolio per i generatori di elettricità e le medicine per gli ospedali.
Comunque la palla sionista é stata subito sbugiardata dalla pronta scoperta che le immagini pubblicate si riferiscono a un centro commerciale indiano, nella città una volta chiamata Calcutta (ora Kolkata). Ancora una volta si dimostra che il diavolo sionista può fare le pentole, ma non riesce mai a coperchiarle adeguatamente!
Per fare ciò recentemente le iene sionaziste avevano pubblicato sul loro blog delle immagini di un centro commerciale sostenendo che si trovasse nel ghetto assediato e bombardato di Gaza, sottoposto da oltre sei anni allo shylockiano strangolamento economico del regime ebraico. Interessante sapere secondo le SS a sei punte di Israhell che cosa si dovrebbe comprare e vendere in questo 'shopping mall' visto che a Gaza manca il latte in polvere per i neonati, il gasolio per i generatori di elettricità e le medicine per gli ospedali.
Comunque la palla sionista é stata subito sbugiardata dalla pronta scoperta che le immagini pubblicate si riferiscono a un centro commerciale indiano, nella città una volta chiamata Calcutta (ora Kolkata). Ancora una volta si dimostra che il diavolo sionista può fare le pentole, ma non riesce mai a coperchiarle adeguatamente!
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giovedì 8 agosto 2013
Il PFLP denuncia ancora le fasulle 'trattative' a cui si piega Fatah: "Resistenza e Diritto al Ritorno, altro che 'negoziati'!"
A dimostrazione di come la stragrande maggior parte degli abitanti legittimi della Palestina, sia nei territori occupati che nella Diaspora, siano completamente contrari a qualunque 'ripresa dei negoziati' (Un'impostura voluta da John Kerry per permettere a Israele di ampliare le proprie colonie e procedere quietamente con il genocidio della popolazione beduina mentre a Ramallah si perde tempo nella Sala della Pallacorda) il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ancora una volta ha denunciato la completa inutilità di questi fittizi 'dialoghi', tramite il suo rappresentante in esilio Maher Taher.
Membro del Politburo del PFLP e leader della sua sezione in esilio, Taher ha recisamente rifiutato la decisione della ripresa dei negoziati e la considera inaccettabile in qualsiasi forma e incompatibile con la posizione presa da istituzioni palestinesi. Sottolineando che si possa raggiungere l'indipendenza e il Diritto al Ritorno, tutto il resto non sono che parole che hanno lo scopo di ingannare e fuorviare il Popolo palestinese.
Taher ha anche affermato che il Fronte continuerà la sua attività in segno di protesta contro i negoziati, invitando il popolo palestinese in tutti i campi profughi a manifestare, per dimostrare a tutto il mondo la condanno contro questo passo inaccettabile.
Membro del Politburo del PFLP e leader della sua sezione in esilio, Taher ha recisamente rifiutato la decisione della ripresa dei negoziati e la considera inaccettabile in qualsiasi forma e incompatibile con la posizione presa da istituzioni palestinesi. Sottolineando che si possa raggiungere l'indipendenza e il Diritto al Ritorno, tutto il resto non sono che parole che hanno lo scopo di ingannare e fuorviare il Popolo palestinese.
Taher ha anche affermato che il Fronte continuerà la sua attività in segno di protesta contro i negoziati, invitando il popolo palestinese in tutti i campi profughi a manifestare, per dimostrare a tutto il mondo la condanno contro questo passo inaccettabile.
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martedì 20 novembre 2012
Da Dublino a Parigi a Kobenhaven l'Europa che lavora e che soffre si stringe vicino al ghetto di Gaza con pietas e solidarietà!
Esiste una 'europa' che detestiamo: é l'europa dei burocrati di Bruxelles, dei parassiti stipendiati da Goldman Sachs, l'europa senza volto e senza anima dei Prodi, della Fornero, del Club Bilderberg, delle sanguisughe della finanza e del grande capitale, l'europa apolide amica di Wall Street e del Pentagono, l'europa che liscia il pelo a israhell e alla sua lobby venefica e corruttrice. Esiste poi un'Europa che amiamo: l'Europa dei popoli e delle Culture, l'Europa dei Baschi, dei Bretoni, dei Catalani e degli Irlandesi, dei lavoratori, degli operai e dei contadini, delle Tradizioni e delle Fedi, l'Europa che produce Lavoro, Arte, Sentimenti e Passioni.
In blocco l'Europa che odiamo e che vogliamo vedere distrutta si é schierata con gli assassini sionazisti e il loro ultimo "pogrom" genocida contro Gaza; altrettanto in blocco l'Europa che amiamo si é mobilitata per recare un messaggio di cordoglio, pietà e solidarietà umana al ghetto palestinese ieri assediato economicamente, oggi martirizzato militarmente. Nelle piazze di Dublino, davanti all'Opera Garnier parigina e davanti all'ambasciata sionazista a Copenhagen i sostenitori della Causa palestinese si sono dati appuntamento per far vedere di non avere timore a schierarsi dalla parte giusta.
A Copenhagen, una breve sassaiola e un lancio di bengala e di altri fuochi d'artificio ha raggiunto l'edificio occupato dai sionazisti, giusto per far provare loro "in piccolo" le stesse emozioni che i loro complici nella Palestina occupata sperimentano quando un Fajr o un Grad della Resistenza fischia sopra Ashkelon o Tel Aviv. I manifestanti, prima di abbandonare i dintorni dell'edificio hanno lasciato in vernice rossa la scritta "Børne Killers" (Macellai di Bambini).
In blocco l'Europa che odiamo e che vogliamo vedere distrutta si é schierata con gli assassini sionazisti e il loro ultimo "pogrom" genocida contro Gaza; altrettanto in blocco l'Europa che amiamo si é mobilitata per recare un messaggio di cordoglio, pietà e solidarietà umana al ghetto palestinese ieri assediato economicamente, oggi martirizzato militarmente. Nelle piazze di Dublino, davanti all'Opera Garnier parigina e davanti all'ambasciata sionazista a Copenhagen i sostenitori della Causa palestinese si sono dati appuntamento per far vedere di non avere timore a schierarsi dalla parte giusta.
A Copenhagen, una breve sassaiola e un lancio di bengala e di altri fuochi d'artificio ha raggiunto l'edificio occupato dai sionazisti, giusto per far provare loro "in piccolo" le stesse emozioni che i loro complici nella Palestina occupata sperimentano quando un Fajr o un Grad della Resistenza fischia sopra Ashkelon o Tel Aviv. I manifestanti, prima di abbandonare i dintorni dell'edificio hanno lasciato in vernice rossa la scritta "Børne Killers" (Macellai di Bambini).
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martedì 13 marzo 2012
Caos e sangue nel 'frankenstein africano' creato da Usa e Israele: altri duecento morti nel Sud-Sudan!
Si allunga di duecento unità la lista dei lutti causati dalla completa e criminale incapacità del 'governo' del rozzo cowboy Salva Kiir, ex-signore della guerra foraggiato da Usa e Israele per scempiare l'integrità territoriale del Sudan e sottrarre a uno stato musulmano e di cultura araba importanti risorse idriche e petrolifere di mantenere una parvenza di pace e ordine su quei territori che (privi di ogni vera omogeneità etnica o linguistica) sono stati avventatamente messi sotto il suo controllo (o sotto la mancanza dello stesso, verrebbe da dire) a seguito del famigerato 'referendum-truffa' istituito nel Sudan meridionale al termine di una tonitruante campagna mediatica su inesistenti 'persecuzioni' e immaginarie 'repressioni' da parte del legittimo Governo di Khartoum del Generale Omar Bashir.
I morti sono risultati dall'ennesimo scontro tribale nella regione di Jonglei, che ha visto questa volta i Lou Nuer attaccati dai Murle: 223 morti e 150 feriti il bilancio, più varie migliaia di bovini e ovini razziati insieme a 300 donne e ragazze. La pratica degli scontri tribali per la razzia di bestiame e donne é una componente antichissima della cultura dei pastori seminomadi del Sud del Sudan ma negli ultimi anni essa ha preso le caratteristiche di una guerra piuttosto che di uno scontro rituale e questo per due motivi: le continue siccità dovute al progressivo riscaldamento globale hanno fatto diminuire drasticamente il numero dei capi di bestiame che é possibile allevare e quindi anche rubare, inoltre il vero e proprio diluvio di armi automatiche distribuite a piene mani da emissari della CIA, del Mossad e dai loro alleati della mafia ebraica ucraina e russa hanno messo letteralmente un kalashnikov in ogni mano, trasformando quella che prima si risolveva spesso in una contesa incruenta in una vera e propria fonte di stragi e carneficine.
Nella sua pacchiana 'reggia' di Juba però il cowboy Salva Kiir continua a pavoneggiarsi coi suoi improbabili copricapi; sa che fino a quando continuerà a leccare gli stivali di Obama e Netanyahu il suo trono sarà saldo, anche se tutto il resto del paese dovesse affogare nel sangue, perché quello che interessa a imperialisti e sionisti é un 'cuneo' da usare contro il Sudan e l'Egitto...i Sud-Sudanesi possono anche morire tutti!
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martedì 3 gennaio 2012
Il Sud-Sudan sempre più vicino a implodere nella guerra civile e nelle faide etniche: oltre mille morti nello Jonglei!
Scontri tribali sempre più feroci e sanguinosi si susseguono nelle regioni di Jonglei del Sud-Sudan, dove i Lou Nuer e i Murle si affrontano senza esclusione di colpi per il controllo della cittadina di Pibor e per il possesso di armenti, principale fonte di reddito per queste popolazioni dedite alla pastorizia più primitiva. Secondo il locale Coordinatore ONU, Lisa Grande, quasi cinquantamila persone avrebbero abbandonato Pibor, sparpagliandosi nel territorio circostante dove vagano senza meta e altresì senza acqua, cibo o riparo. Oltre mille sarebbero le vittime accertate, ma stante le disastrose condizioni é impossibile fare un conto dei morti preciso.
![]() |
| La zona dei massacri etnici: la regione dello Jonglei. |
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| Predoni e tagliagole avvezzi allo stupro e alla rapina, ecco le milizie che agiscono nel Sud-Sudan "liberato" dalla tutela di Khartoum! |
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sabato 31 dicembre 2011
Il Sud-Sudan trema sotto i colpi della violenza interetnica, ma il dittatore-cowboy pensa solo a servire il 'bwana' Netanyahu!
Si aggrava sempre di più la situazione in Sud-Sudan, provincia meridionale del Sudan smembrata a forza dal corpo vivo del grande stato africano per soddisfare le mire di Tel Aviv. Dopo una tonitruante campagna mediatica su immaginarie 'persecuzioni', che ha coinvolto George Clooney, Colin Powell, Condoleeza Rice e altri i piani di Sion sono stati soddisfatti e un rozzo e ignorante Signore della Guerra a nome Salva Kiir é stato intronato come Presidente della nuova 'Repubblica del Cocco'. Appena reso 'indipendente' il Sud-Sudan é subito precipitato in un vortice di sottosviluppo e corruzione, con Kiir e la sua corte che gozzovigliano coi profitti delle ricchezze petrolifere e minerarie e decine di migliaia di bambini che non arrivano all'età scolare per colpa di morbillo, dissenteria e difterite.
Intanto, non si arresta nemmeno la spirale della violenza etnica che, istigata ad arte per dare credibilità alla campagna mediatica sionista, é presto andata fuori controllo con il ritiro delle truppe di Khartoum, le sole che tenevano sotto controllo la micidiale miscela creata dagli alchimisti di Washington e Tel Aviv. Lisa Grande, Vicecoordinatore ONU per il Sud-Sudan ha comunicato: "La situazione nella regione di Jonglei é molto preoccupante, abbiamo notizia di 6000 miliziani Lou Nuer, una delle etnie Jonglei, che stanno marciando su Pibor, dove i Murle, loro nemici, sono in maggioranza".
Lo spettro di stragi e massacri interetnici come quelli che insanguinarono il Ruanda é il risultato delle 'indipendenze' volute da Washington e Tel Aviv, ma il Premier sionazista Benji Netanyahu se ne infischia di tutto questo e anzi, progetta il suo prossimo viaggio a Giuba, capitale del dittatore Salva Kiir, per "discutere di trattati economici e militari, specialmente riguardanti le acque del Nilo". Il Nilo, ecco il vero obiettivo di Sion! Usare le sorgenti del grande fiume per colpire Sudan ed Egitto, paesi musulmani amici dei Palestinesi e simpatizzanti con la loro causa. Ma come al solito, il diavolo fa le pentole senza coperchio: se il Sud-Sudan, come sembra probabile, si rivelerà uno Stato-fallito naufragando nella violenza e nella guerra civile cosa sarà dei progetti sionisti?
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mercoledì 21 dicembre 2011
A Israele, paese razzista, non piacciono gli immigrati africani e ordina al 'cowboy' Salva Kiir: "Riprenditi i tuoi shvartser!"
Molte volte nel recente passato abbiamo dedicato (qui, qui, qui e qui) la nostra attenzione agli abusi, alle discriminazioni, alle violenze che colpiscono gli immigrati africani che, per un motivo sfortunato o l'altro, si ritrovano nella Palestina occupata dal regime sionista. Ovviamente, uno 'stato' che basi le proprie fondamenta ideologiche nel segregazionismo e nel razzismo non può che trovarsi molto a disagio nel convinvere con la 'diversità' di persone che arrivano da un altro continente, spesso spinte all'emigrazione dalle guerre e dall'instabilità che la stessa Tel Aviv semina e fomenta per i propri interessi, come in Sudan, in Somalia, in Kenya.
Adesso che il ridicolo 'presidente' del Sud Sudan si trova a rendere omaggio al 'Bwana' a sei punte, i politici razzisti del Governo di Estrema Destra di Benji Netanyahu vogliono convincerlo a 'riprendersi' qualche 'shvartser' (come vengono chiamati i 'negri' nello yiddish ebraico) e riportarselo in patria, svuotando così alcuni dei lager per immigrati prontamente costruiti (e riempiti fino all'orlo) dal regime sionazista. La cosa triste é che il cowboy Salva Kiir ovviamente accetterà in cambio di qualche cassa di mitra da poter usare contro i suoi oppositori e i migranti sudanesi, che magari hanno impiegato i risparmi di una vita e hanno rischiato la pelle per fuggire proprio dalle milizie di Kiir quando era un 'signore della guerra' si troveranno riportati in Sud-Sudan sotto Kiir 'presidente della repubblica'!
Il Sud-Sudan di Salva Kiir, appena pochi mesi dopo la secessione forzosa dal Nord del Paese é già riuscito a diventare il peggior stereotipo della "Repubblica del Cocco" africana, con le enormi ricchezze naturali del pianeta svendute a prezzo di costo alle multinazionali occidentali per mantenere il Presidente Kiir e la sua camarilla filoimperialista e filosionista nel lusso più crasso, mentre un bambino ogni sette non riesce a compiere cins sanitarie e di profilassi.
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martedì 20 dicembre 2011
Il vile e crudele dittatore del Sud-Sudan va a rendere omaggio al 'bwana' sionista, cui deve il suo corrotto potere!
Non si sarà calato lo 'stetson' dal capo, per mantenere intatto il suo personaggio da 'buzzurro' (non se lo toglie nemmeno al chiuso o quando é a tavola) ma in senso metaforico il cowbboy in "blackface" Salva Kiir é andato a Tel Aviv "cappello in mano", eccome se ci é andato! Il dittatore-fantoccio del Sud Sudan, garante indigeno degli interessi sionisti in Africa é sbarcato nella capitale del regime ebraico per una visita di 24 ore che realizza una coincidenza increbibile: per la prima volta il capo di un'entità priva di ogni legittimità storica o politica ne visita un'altra le cui credenziali di esistenza sono ancor più labili e si reggono unicamente sull'appoggio acritico degli Usa e sulla lobby sionistica internazionale.
Kiir si incontrerà col criminale di guerra Shimon Peres, il Premier Benji Netanyahu, il Ministro della Guerra Ehud Barak e il Ministro degli Esteri di Ultradestra Avigdor Lieberman, inanellando uno dietro l'altro una serie di "ceffi" coi quali dovrebbe, al massimo massimo, condividere la cella di qualche gattabuia, anziché voli di Stato e tappeti rossi.
La visita del tiranno Sudsudanese non includerà alcun incontro con la stampa locale o internazionale; del resto, che Salva Kiir abbia un rapporto contrastato coi media é noto fin dalla querelle che lo ha opposto ai giornalisti 'colpevoli' di denunciare lo scandalo delle sfarzosissime nozze della figlia, una vera offesa in un paese che, dalla propria dichiarazione di 'indipendenza' (piuttosto una secessione consumata a danno del governo Arabo e Musulmano di Khartoum) é riuscito a sprofondare in coda alle classifiche di sviluppo umano del Continente Nero, nonostante le enormi ricchezze petrolifere e minerarie assegnategli nell'iniqua spartizione territoriale voluta da Washington e da Israele.
Ovviamente ai politici imperialisti e sionisti che hanno mendacemente sbraitato di 'genocidi' immaginari e di 'persecuzioni' fasulle per anni e anni, una volta installato il proprio pupazzo al potere ogni interesse per la popolazione sudanese é improvvisamente calato fino a scomparire.
Kiir si incontrerà col criminale di guerra Shimon Peres, il Premier Benji Netanyahu, il Ministro della Guerra Ehud Barak e il Ministro degli Esteri di Ultradestra Avigdor Lieberman, inanellando uno dietro l'altro una serie di "ceffi" coi quali dovrebbe, al massimo massimo, condividere la cella di qualche gattabuia, anziché voli di Stato e tappeti rossi.
La visita del tiranno Sudsudanese non includerà alcun incontro con la stampa locale o internazionale; del resto, che Salva Kiir abbia un rapporto contrastato coi media é noto fin dalla querelle che lo ha opposto ai giornalisti 'colpevoli' di denunciare lo scandalo delle sfarzosissime nozze della figlia, una vera offesa in un paese che, dalla propria dichiarazione di 'indipendenza' (piuttosto una secessione consumata a danno del governo Arabo e Musulmano di Khartoum) é riuscito a sprofondare in coda alle classifiche di sviluppo umano del Continente Nero, nonostante le enormi ricchezze petrolifere e minerarie assegnategli nell'iniqua spartizione territoriale voluta da Washington e da Israele.
Ovviamente ai politici imperialisti e sionisti che hanno mendacemente sbraitato di 'genocidi' immaginari e di 'persecuzioni' fasulle per anni e anni, una volta installato il proprio pupazzo al potere ogni interesse per la popolazione sudanese é improvvisamente calato fino a scomparire.
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martedì 15 febbraio 2011
Israele accelera la giudaizzazione forzata di Gerusalemme Est! In arrivo altre 19 sinagoghe!
Certamente in questa categoria rientra la notizia di ieri, presentata SOLO sull'edizione in ebraico del quotidiano sionista Haaretz (evidentemente si voleva darle poca esposizione internazionale), secondo la quale il municipio di Gerusalemme Ovest (la parte israeliana della città) si preparerebbe ad approvare i progetti di costruzione di almeno diciannove nuove sinagoghe nell'insediamento fondamentalista ebraico di Har Homa, nella parte sudorientale della città.
Come risulta evidente anche solo da una attenta lettura della frase precedente Har Homa non rientra PER NULLA nelle competenze della municipalità israeliana, ma é stato edificato su terreno palestinese annesso e circondato da barriere illegali: i suoi abitanti (estremisti ebrei fanatizzati e violenti) non sono nemmeno considerati "civili" dal rilevante Diritto internazionale, essi si configurano infatti come forze ausiliarie di una occupazione militare illegale.
I settler sono la versione ebraica dei 'contadini armati' con cui Heinrich Himmler, nei deliri nazisti sullo 'spazio vitale', contava di germanizzare le vaste pianure della Russia europea dopo la (da lui) sperata vittoria contro l'Unione sovietica; ovviamente nei sogni himmleriani questi animosi e bellicosi 'coloni' germanici dovevano essere impiantati a scapito delle popolazioni indigene slave, per cui non c'era che il trasferimento forzoso oltre gli Urali o, in alternativa, lo sterminio.
Non siamo ancora arrivati allo sterminio fisico dei Palestinesi, ma, se si considera il numero di aggressioni, roghi di raccolti e di armenti, devastazione di proprietà immobiliari, di luoghi di culto, di cimiteri, che ha luogo quotidianamente a Gerusalemme, nel Negev e in tutta la Cisgiordania, ci siamo pericolosamente vicini.
Persino la spocchia e la certa sicurezza di impunità con cui i coloni fanatici parlano dei loro progetti contribuiscono a creare l'illusione di parlare con emuli moderni degli Streicher e dei Rosenberg: "Questa decisione (la costruzione delle diciannove sinagoghe) significa la fine di Har Homa come 'distretto multi-direzionale', d'ora in poi e in eterno nel futuro esso sarà abitato solo da ebrei ortodossi".
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mercoledì 8 dicembre 2010
Ali Abunimah spiega l'impossibilità di qualunque "Soluzione a due Stati"
"Quando ero uno studente, nel 1986, la mia scuola mi portò, con i miei compagni di classe, a visitare Berlino, e ricordo con vividezza l'impressione che mi lasciò la vista del Muro che divideva in due la metropoli: il Checkpoint Charlie, le guardie armate dell'Est e dell'Ovest, la terra di nessuno al di là del muro. Fui molto colpito da quanto mi apparveradicato e inamovibile quel grande meccanismo di divisione e oppressione, eppure, tre anni dopo, quel Muro crollò. Il Muro di Berlino mi insegnò ad 'aspettarmi l'inaspettato', quindi, a chi oggi mi dice che Israele, con la sua lobby, con le sue armi, con i suoi media asserviti, con i suoi muri e le sue barriere di separazione, é 'troppo forte' perché gli sforzi miei e degli altri attivisti per i diritti e la libertà della Palestina possano fare una differenza io dico: 'aspettatevi l'inaspettato!'".
Così Ali Abunimah, scrittore e giornalista Palestino-americano, ha iniziato il suo intervento a una conferenza tenutasi recentemente a Berlino, durante la quale si é discusso della situazione attuale dei palestinesi in Israele, nei Territori occupati della Cisgiordania, nel Ghetto di Gaza e nella Diaspora internazionale. All'evento era presente anche lo storico Ilan Pappe e un vasto pubblico che allineava nei suoi ranghi commentatori e analisti politici, giornalisti, attivisti pro-palestinesi e moltissima gente comune. Durante il suo intervento Abunimah ha esposto la sua disillusione verso ogni ipotesi di ventilata "Soluzione a Due Stati".
Gli sforzi per costruire due Stati sul territorio storico della Palestina, uno per gli Arabi e uno per gli Ebrei, non hanno finora portato a nessun risultato, e ciò é solamente logico perché tali sforzi, per quanto nobilmente ispirati, partono da un assunto che falsifica la realtà: essi pretendono infatti di costruire una fittizia "parità" fra Arabi ed Ebrei, una parità che non esiste perché una parte ha occupato le terre dell'altra, una parte ha aggredito ripetutamnte l'altra, una parte scatena contro l'altra tutta la propria influenza politica e mediatica che é soprattutto forte con le più forti nazioni del mondo: gli Stati Uniti d'America e l'Europa Occidentale, una parte possiede un esercito addestratissimo e superarmato che usa senza ritegno o scrupolo morale, e non permetterà mai, mai, che l'altra parte si avvicini anche solo lontanamente ad avere un'organizzazione statale con pari dignità e potere di difendere la propria popolazione dagli abusi, dalle aggressioni e dalle angherie che ha subito ininterrottamente da oltre sessant'anni.
Olocausto pretendendo che le SS e le vittime di Auschwitz fossero "parti in conflitto", "ognuna con le proprie ragioni", possiamo forse farlo? Sarebbe un'insulto alla Storia, un insulto alle vittime e una ingiustificabile glorificazione e assoluzione dei carnefici, giusto? E gli Stati Uniti e l'Europa pretendono di spiegare la questione palestinese, una questione di aggressione, occupazione, colonialismo e oppressione come "Conflitto israelo-palestinese"? Perché questo doppio standard?
| Anche questo muro sembra inamovibile ed eterno...oggi. |
Al di fuori di questa cornice, di questa prospettiva, non c'é speranza di pace, né di giustizia.
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