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venerdì 28 novembre 2014

Flotta Russa entra nella Manica e compie esercitazioni nel suo punto più stretto, poi si ancora di fronte alla Senna!

Obanana e i suoi cagnolini scemi della Nato pensavano di poter provocare la Russia lungo i suoi confini senza conseguenze. Vladimir Putin gli ha mostrato che "Two can Play this Game" mandando quattro navi da guerra guidate dall'incrociatore antisom SEVEROMORSK a 'esercitarsi' nel punto più stretto del Canale della Manica.

Una volta terminate le manovre la Task Force russa si é portata al centro della Baia della Senna e ha gettato le ancore (curando di rimanere esattamente nella zona internazionale dell'estuario), ufficialmente 'per attendere il passaggio di una perturbazione' ma in realtà per infastidire un po' anche il capponcello Hollande.

Lasciamo immaginare ai nostri lettori quanto navi costruite per poter entrare e uscire dalla Baia di Polyjarni anche in pieno inverno possano aver da temere da una perturbazione nel Canale della Manica.

Il capo dell'Eliseo intanto sembra aver deciso di condannare a morte i cantieri navali di St.Nazaire e tutta l'industria bellica francese sputtanandosi con la questione delle due portaelicotteri 'Mistral' (ordinate da Mosca e che ora Parigi non vuol più consegnare su 'ukase' di Obanana). L'India ha già fatto sapere che se la Francia dimostra di non onorare i contratti firmati il ciclopico acquisto di oltre 120 cacciabombardieri 'Rafale' non varrà nemmeno la carta su cui é stato scritto...

lunedì 2 dicembre 2013

Ecco in esclusiva per PALAESTINA FELIX una foto dei due rinnovati pattugliatori lanciamissili dell'IRIN!

Come da noi annunciato in occasione del ritorno in linea del portaelicotteri d'appoggio "Lavan", nella giornata di ieri la Marina Militare Iraniana ha ripreso in consegna tre unità similmente aggiornate e rimodernate: i due pattugliatori lanciamissili "Neyezh" ('Lancia') e "Tabarzin" ('Ascia') e la nave-logistica "Sirjan".

Anche in questo caso la solenne cerimonia ufficiale é stata presieduta dal Contrammiraglio Habibollah Sayyari, Comandante in capo delle forze navali di Teheran. Le navi in questione sono state rinnovate con speciale riguardo ai loro radar di allarme precoce e ai loro sistemi di difesa antiaerea e anti-superficie.

domenica 1 dicembre 2013

Le Forze Armate iraniane inaugurano la versione aggiornata e rimodernata della Portaelicotteri d'appoggio "Lavan"!

Con una imponente cerimonia pubblica che ha visto coinvolti il Brigadier Generale Abdul-Rahim Mousavi, Luogotenente Comandante dell'Artesh e il Contrammiraglio Habibollah Sayyari, Comandante in capo dell'IRIN, é stato restituito al servizio attivo con le unità della Flotta il vascello portaelicotteri d'appoggio 'Lavan' dopo 33 mesi di migliorie che lo hanno visto equipaggiato degli ultimi modelli di radar attivi e passivi, sistemi missilistici e altri hardware avanzati.

La Marina di Teheran continua a ritmo accelerato il suo processo di modernizzazione e ampliamento dei ranghi, visto che nella giornata di oggi accoglierà in servizio attivo i lanciamissili "Neyzeh" e "Tabarzin" e la nave-rifornimento "Sirjan".

Intanto proseguono a ritmo accelerato i lavori di costruzione della nuova fregata "Sahand", il cui scafo é stato lanciato lo scorso settembre e che, una volta completata, rappresenterà la punta di diamante della Classe Moudge, superando per prestazioni e potenzialità persino la "Jamaran".

domenica 11 marzo 2012

Il Contrammiraglio Sayyari dichiara: "L'Iran già in grado di costruire portaerei, il dubbio é se siano necessarie al nostro modello di difesa!"


Secondo recenti dichiarazioni del Comandante in capo delle forze navali della Repubblica Islamica dell'Iran, Contrammiraglio Habibollah Sayyari il paese sarebbe già da ora in grado di mettere in cantiere una propria portaerei, e se finora non lo ha fatto lo si deve al dibattito sull'effettiva utilità di questo genere di unità nei ranghi dell'IRIN.

La dichiarazione é leggermente diversa da quella consegnata alle agenzie stampa lo scorso settembre dal Vicecomandante dell'Unità della Marina per la Ricerca e la Jihad di Autosufficienza militare, Mansour Masqoudlou, dalla quale si evinceva che la messa in cantiere di una portaerei o quantomeno di un vascello portaeromobili (incrociatore tuttoponte o portaelicotteri) fosse praticamente questione di tempo, ma, vista la differenza di grado e visibilità tra i due latori delle dichiarazioni (vicecommissario di un'unità tecnica il secondo, Capo di SM navale il primo), sembra più probabile che la dichiarazione di Sayyari debba soppiantare la precedente.

Il Comandante dell'IRIN ha articolato: "Considerando le esistenti capacità dei nostri giovani esperti navali, della industria della Difesa nazionale, delle nostre Università e politecnici, la Repubblica Islamica é certo capace di produrre unità portaerei ma il nostro pensiero militare non ne sente immediato bisogno, se non forse per questioni di prestigio; una portaerei é uno strumento di proiezione offensiva, uno strumento di attacco e di minaccia, non per niente simili ordigni sono tanto cari alle potenze arroganti dell'imperialismo americano e occidentale, la nostra dottrina bellica, invece, é puramente difensiva e volta al rafforzamento della stabilità e della pace nella regione".

Sayyari ha anche dichiarato che a partire dal prossimo 21 marzo (inizio del nuovo anno lunare iraniano) l'IRIN lancerà una nuova serie di iniziative per il contrasto alla pirateria nel Golfo di Aden e nell'Oceano Indiano.
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mercoledì 28 settembre 2011

La Repubblica iraniana annuncia al mondo la sua intenzione di costruire portaerei!


In Iran sono in fase di conclusione le cerimonie e le manifestazioni della "Sacra Settimana della Difesa", con cui anche quest'anno sono stati onorati i caduti della guerra contro l'Irak, i veterani di quel conflitto e gli uomini delle Forze Armate e delle agenzie di sicurezza che ancora oggi mantengono la Repubblica Islamica libera e indipendente in un'area dove tanto i suoi vicini a Est (Afghanistan) e ad Ovest (Irak) sono stati invasi e sottomessi dalle truppe di occupazione dell'imperialismo occidentale.
Il Comandante delle Forze navali iraniane, Contrammiraglio Sayyari.
E proprio in chiusura di questo evento profondo e significativo il Vicecomandante dell'Unità della Marina per la Ricerca e la Jihad di Autosufficienza militare, Mansour Masqoudlou, ha annunciato ai rappresentanti della stampa locale e regionale l'intenzione di Teheran di iniziare un programma di sviluppo per la costruzione di unità portaerei e portaaeromobili: una sfida esaltante che porrebbe l'Iran non solo nel ristretto novero di nazioni dotate di tali tipi di vascello, ma nel circolo ancora più esclusivo dei paesi in grado di costruirli autonomamente.

Naturalmente é immaginabile che innanzi tutto la Repubblica Iraniana si 'faccia le ossa' con meno impegnativi 'incrociatori tuttoponte' e portaelicotteri; in seguito potrebbe arrivare a costruire qualcosa di simile alle ultime 'Invincible', alle francesi 'Clemenceau' (Foch) o alla nostrana 'Cavour'; risultati tutt'altro che disprezzabili per uno Stato che fino a pochi anni fa considerava il pattugliamento delle acque del Golfo Persico fino allo Stretto di Hormuz come l'orizzonte massimo delle sue ambizioni navali.

Le crescenti richieste di sicurezza dei corridoi marittimi e il vento della 'Primavera Araba', che ha permesso già a febbraio a navi iraniane di attraversare Suez e fare scalo nei porti siriani, evidentemente hanno stimolato gli strateghi navali iraniani indicando loro la necessità di una maggiore "capacità di proiezione" nell'Oceano Indiano e nel Mediterraneo Orientale.
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