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martedì 21 settembre 2021

Agenti iraniani hanno giustiziato un americano e un sionista coinvolti nell'assassinio dei martiri Soleimani e Al-Muhandes!

 

The Cradle, che si descrive come una pubblicazione guidata da giornalisti che copre l'Asia occidentale, ha appreso attraverso una fonte di sicurezza di alto livello che l'Asse della Resistenza avrebbe ucciso due comandanti americani e israeliani di alto rango in un'operazione militare a Erbil, nel nord dell'Iraq.

Un alto funzionario della sicurezza dell'Asse della Resistenza ha detto al sito The Cradle che l'Asse è responsabile della morte di un comandante americano e israeliano in rappresaglia per l'assassinio del generale iraniano della Forza Quds Qassem Soleimani e del vice comandante dell'Hashd al-Shaabi Abu Mahdi al -Muhandes.

Secondo la fonte di sicurezza di The Cradle:

“Un'operazione a Erbil ha ucciso due comandanti americani e israeliani di alto rango: il tenente colonnello James C. Willis, 55 anni, di Albuquerque e della Red Horse Unit, è un comandante americano che è stato ucciso in un'operazione a Erbil, sebbene secondo secondo un rapporto del Pentagono, è morto in un incidente non bellico alla base di Al-Udeid in Qatar. Questa persona era coinvolta nelle operazioni di assassinio di Soleimani e Abu Mahdi. Anche il colonnello (israeliano) Sharon Asman della Brigata Nahal, che si dice sia morto per insufficienza cardiaca, è stata un'altra persona uccisa a Erbil”.

Questa è la prima volta che un funzionario dell'Asse di Resistenza ha rivendicato la responsabilità di misure di ritorsione contro gli assassini dei generali iraniano e irakeno.

Il 27 giugno, un giorno dopo la sua morte, il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha rilasciato una breve dichiarazione in cui affermava che il tenente colonnello Willis è morto in un incidente non combattente alla base di Udeid, senza fornire ulteriori dettagli se non "l'incidente è sotto inchiesta".

Il quotidiano militare Stars and Stripes descrive Willis come "comandante del 210th Red Horse Squadron", un'unità di 130 membri che "fornisce all'ingegneria civile capacità di risposta rapida per condurre operazioni in ambienti remoti e ad alta minaccia" - una descrizione incoerente con lo scenario del Qatar .

martedì 7 aprile 2020

Esercitazioni e 'Patriot' cercano disperatamente di nascondere la fuga degli Usa dall'Irak!


Cercando di nascondere la propria fuga precipitosa dalla provincia irachena di al-Anbar, le forze americane di stanza alla base di Ain al-Asad organizzarono esercitazioni militari.

Il canale di notizie libanese Al-Mayadeen ha riferito che le forze armate statunitensi avevano testato il sistema Counter-Rocket, Artillery e Mortar (C-RAM) su un drone nella base aerea di Ain al-Asad nella provincia irachena di di al-Anbar.

Il sistema C-RAM (Counter Rocket, Artillery e Mortar) è progettato per contrastare armi leggere come i missili Katioucha da 107 mm.

La cosiddetta coalizione anti-ISIS guidata dagli Stati Uniti ha anche annunciato che le truppe statunitensi della 1a e 25a divisione di fanteria avevano condotto manovre usando munizioni vere e obici M777.

Gli Stati Uniti hanno recentemente annunciato l'intenzione di spostare la propria ambasciata alla base di Ain al-Asad, la più grande base aerea dell'Irak. Washington ha detto che avrebbe protetto la sua ambasciata da possibili attacchi da parte di gruppi di resistenza.

domenica 15 marzo 2020

YANQUIS FUERA! La potente insurrezione popolare irakena spinge anche militari e parlamentari a schierarsi contro l'occupante!

Nel 2003 oltre 300mila militari invasori occuparono l'Irak.

Grazie alle vittorie dell'Asse della Resistenza essi oggi sono meno di 4mila.

Ancora una volta una previsione del vostro amabile caporedattore si avvera, grazie alla mia precisa analisi di fatti incontrovertibili, recuperati tramite una capillare rete di fonti affidabili.

L'esercito iracheno ha chiesto il ritiro immediato di tutte le truppe americane e straniere dal paese in conformità con una risoluzione parlamentare approvata all'inizio di quest'anno e alla luce di una serie di attacchi aerei condotti dagli Stati Uniti contro molteplici località della mobilitazione popolare Unità (PMU), meglio conosciuta con il nome arabo Hashd al-Sha'abi.

lunedì 9 marzo 2020

Trump, ancora scosso dai sessanta missili iraniani, evacua del tutto una base nell'Anbar irakeno!

Non ve lo dicono, lo occultano, lo nascondono, ma le forze della "Veritas" di cui questo blog fa parte svelano ogni altarino: gli Usa, terrorizzati dalla potente offensiva missilistica iraniana di poche settimane fa, sono in fuga precipitosa dall'Irak.

La coalizione guidata dagli Stati Uniti ha ritirato completamente le sue forze da una base nella provincia di al-Anbar nell'Irak occidentale, hanno riferito fonti di sicurezza lunedì tra i crescenti sforzi di Baghdad per espellere l'esercito americano dal paese.
"Tutte le forze e l'equipaggiamento della coalizione guidata dagli Stati Uniti si sono ritirati da una base nella parte meridionale di al-Qaem", ha detto la fonte di sicurezza al sito web di notizie al-Soumeriyeh in lingua araba.

Ha aggiunto che le forze della coalizione guidata dagli Stati Uniti sono state estratte da una base vicino alla stazione ferroviaria di al-Fousfat nella parte meridionale di al-Qaem, a 310 km da Ramadi occidentale ad al-Anbar vicino ai confini con la Siria.

La fonte ha riferito che l'equipaggiamento militare dispiegato alla base è stato trasferito alla base di Ein al-Assad nel distretto di al-Baghdadi.

Il parlamento irakeno ha votato per la rimozione delle truppe statunitensi dal paese, ascoltando una chiamata dell'ex primo ministro Adil Abdul Mahdi ad adottare misure urgenti e porre fine alla presenza delle forze straniere il più presto possibile.

lunedì 10 febbraio 2020

Reeetreeeeat! Retreeeeeaaaat!! Retreeeeeeaaaaat!!! Gli Yankee cercano di non far notare il loro disimpegno dall'Irak!


Sessanta missili iraniani piovuti sul grugno yankee senza nessun tipo di reazione o rappresaglia (se non si considera tale la vigliacca incursione condotta "alla sionista" dietro l'ombra-radar del jet ucraino, che ne é costato l'abbattimento da parte dell'antiaerea iraniana) hanno avuto il loro effetto sulla già traballante psiche di Donald Trump.

Gli Stati Uniti hanno infatti silenziosamente iniziato a ritirare le proprie forze militari da 15 basi in Irak; lo hanno affermato alti funzionari parlamentari a Baghdad, aggiungendo che Washington parrebbe avere in programma di mantenere le truppe proprio ad Ein al-Assad ed Erbil, le due basi bersagliate dalla Guardia Rivoluzionaria di Teheran.
"Gli Stati Uniti hanno iniziato il ritiro dall'Irak e hanno iniziato a ritirarsi da 15 basi militari", ha detto Ali al-Qameni, membro della Commissione per la sicurezza e la difesa del parlamento iracheno, secondo il sito web di notizie in lingua araba Al-Ahd.

mercoledì 8 gennaio 2020

La Guardia Rivoluzionaria iraniana avvisa gli Usa, ulteriori provocazioni causeranno nuovi contrattacchi!


"Avvertiamo il Grande Satana, il regime sanguinario e arrogante degli Stati Uniti, che qualsiasi nuovo atto malvagio o più mosse e aggressioni (contro l'Iran) porteranno risposte più dolorose e schiaccianti", ha detto l'IRGC mercoledì le sue forze hanno preso di mira la base aerea americana di Ayn al-Asad nella provincia di Anbar, nell'Irak occidentale, e hanno quindi lanciato una seconda ondata di attacchi.

"Stiamo avvertendo tutti gli alleati degli Stati Uniti che hanno dato le loro basi al suo esercito terrorista che qualsiasi territorio che in qualche modo diventa il punto di partenza di atti ostili e aggressivi contro la Repubblica islamica dell'Iran sarà preso di mira", ha aggiunto la nota.

"Non consideriamo in alcun modo il regime sionista (di occupazione della Palestina) separato dal regime criminale americano in questi crimini", ha detto.

L'IRGC ha inoltre esortato il popolo americano a chiedere il ritorno delle forze statunitensi dalla regione al fine di prevenire ulteriori perdite e non consentire al governo di Washington di mettere a rischio la vita delle truppe americane.

L'attacco alla principale base aerea americana in Irak è arrivato dopo che l'Iran si è impegnato a ritorsioni dell'assassinio statunitense del comandante antiterrorismo iraniano, il tenente generale Soleimani.

martedì 17 settembre 2019

"Altolà" del Cremlino a Pompeo e soci! "Inaccettabili risposte militari!"


Mosca ha fortemente raccomandato di non affrettarsi alle conclusioni sulla parte responsabile degli attacchi alle strutture petrolifere di proprietà di Riyadh, facendo sbattere le discussioni statunitensi sulle opzioni militari per rispondere agli attacchi come totalmente "inaccettabili".

Mosca nutre "serie preoccupazioni" per gli attacchi agli impianti di trattamento del petrolio di Buqayq e Khureis e "condanna fermamente" gli attacchi a obiettivi non militari e qualsiasi azione che possa portare a squilibri nei mercati dell'energia e conseguenze negative per l'economia mondiale in generale, il Il ministero degli Esteri russo ha annunciato lunedì.

Mosca ha anche osservato che gli attacchi sono stati "una conseguenza diretta della persistente crisi nello Yemen", iniziata nel 2015 dall'Arabia Saudita e dai suoi alleati, e finora ha ucciso e ferito centinaia di migliaia di civili.

lunedì 16 settembre 2019

Lo Yemen ribadisce: "Possiamo colpire di nuovo gli impianti sauditi, a nostro piacimento!"


Lunedì l'esercito yemenita ha avvertito l'Arabia Saudita di poter colpire qualsiasi posto in tutto il regno, due giorni dopo che i droni yemeniti hanno colpito due importanti impianti petroliferi gestiti da Aramco, il gigante petrolifero di proprietà dell'Arabia Saudita.

Yahya Saree, portavoce di Sanaa, ha soprannominato "Balance of Deterrance-2", l'operazione che ha preso di mira le strutture di Abqaiq e Khurais sabato è stata effettuata da numerosi nuovi droni con diversi tipi di motori, ha dichiarato ad Al-Massirah TV.

"Il nostro sopravvento può raggiungere qualsiasi posto desideriamo, nel tempo che scegliamo", ha detto Saree, invitando il regime saudita a fermare la sua aggressione nei confronti del suo Paese.

Il portavoce, nel frattempo, ha avvertito le compagnie e gli individui stranieri di tenersi alla larga dalle strutture saudite, affermando che queste installazioni "sono ancora sotto il nostro fuoco e possono essere prese di mira in qualsiasi momento".

venerdì 30 agosto 2019

Incidente al Centro Spaziale "Imam Khomeini", distrutto sulla piattaforma un razzo 'Safir'!

Sicuramente diversi tra i miei lettori più attenti avranno già sentito di questa notizia, ma sento comunque il dovere di presentarla sul mio blog per onorare l'impegno a riportare fatti ed eventi dell'arena politico-strategica mediorientale anche quando essi sono negativi e/o spiacevoli.

Alcune ore fa, sulla piattaforma di lancio del Centro Spaziale Imam Khomeini, nell'Iran del Nord, un razzo vettore "Safir SLV" é esploso durante le operazioni di preparazione al decollo.

Immediatamente gli spin-doctors del cialtronesco Presidente Usa Donald Drumpf (Trump) hanno emesso un tweet 'passivo-aggressivo' nel quale si dichiara il 'non coinvolgimento' statunitense in tale incidente, ovviamente per portare il pubblico generalista a pensare che EFFETTIVAMENTE esso sia il frutto di un qualche tipo di sabotaggio Made in Usa.

Il numeroso ed affezionato pubblico di PALAESTINA FELIX sa bene che decine e decine di volte gli imperialisti anglo-americo-sionisti hanno cercato di danneggiare e ritardare i progressi tecnologici della Repubblica Islamica, ricorrendo a tutti i mezzi, persino agli assassinii contro ingegneri, ricercatori e scienziati iraniani.

mercoledì 17 ottobre 2018

Il 17 ottobre del 2000 il PFLP vendicava con una vittoriosa rappresaglia il dirigente Abu Ali Mustafa!

Il dirigente del Fronte Popolare di Liberazione della Palestina Abu Ali Mustafa venne assassinato dai sionisti con un missile il 27 agosto del 2000.

Poco meno di due mesi dopo, con una accurata operazione di rappresaglia, che non coinvolse nessuno al di fuori del suo obiettivo, due agenti del PFLP portavano a termine la vendetta, secondo lo stile 'mosaico' dell'occhio per occhio.

mercoledì 3 ottobre 2018

Moallem dichiara: "Pieno accordo tra Damasco e Teheran sugli attacchi missilistici di ieri"

Il ministro degli Esteri siriano Walid al-Muallem ha dichirato che gli attacchi missilistici dell'Iran contro le posizioni takfire nella provincia orientale di Deir Ezzour in rappresaglia per il recente attacco terroristico nella città sud-occidentale di Ahvaz facevano parte della "legittima" cooperazione tra Damasco e Teheran in lotta contro il terrorismo.

"I missili iraniani sono nel quadro della lotta al terrorismo", ha detto Muallem in un'intervista esclusiva alla rete Al-Mayadeen.

Le sue osservazioni arrivano il giorno dopo che l'IRGC ha fatto piovere missili balistici SSM Zulfirqar e Quam sulle roccaforti del gruppo terroristico ISIS/Ahvaziyah, che ha rivendicato la responsabilità dell'attacco del 22 settembre.

martedì 2 ottobre 2018

Dichiarazioni del comandante missilistico dell'IRGC e video esclusivo dei droni usati nell'attacco di ieri!


Il Generale di Brigata Amir Ali Hajizadeh, capo delle forze missilistiche dell'IRGC ha confermato che l'attacco con missili e droni contro postazioni terroristiche é stato una rappresaglia per gli attacchi del 22 settembre nell'Iran sudoccidentale, avvertendo i sostenitori dei gruppi terroristici di prendere una lezione dall'attacco.

"Abbiamo utilizzato sia missili che droni in queste operazioni in modo che i nemici dell'Iran imparino una lezione e smettano di sostenere i gruppi terroristici", ha detto il generale Hajizadeh.

Ha sottolineato la continua lotta dell'Iran contro i terroristi fino al loro completo annientamento, e ha detto che riceveranno colpi molto più forti degli attacchi che hanno lanciato contro il Paese.

"I terroristi (nell'attacco di Ahwaz) hanno usato proiettili e abbiamo dato loro una risposta con i missili", ha detto il generale Hajizadeh.

lunedì 1 ottobre 2018

AGGIORNAMENTO: i missili lanciati dall'IRGC contro i terroristi a Est dell'Eufrate erano tre 'Zulfiqar' e tre 'Qiam'!!

Ancora un aggiornamento sull'operazione "Attacco di Muharram" che ha visto l'impiego di un variegato ventaglio di armi sofisiticate del Corpo della Guardia Rivoluzionaria iraniana, dimostrando che esso é in grado di coordinare vaste e sofisticate risorse in operazioni affatto diverse da quelle che potrebbero venire messe in moto da potenze globali e internazionali.

Dei sei vettori lanciati contro i bersagli ad Est dell'Eufrate tre erano missili "Zulfiqar" come quelli utilizzati contro l'ISIS nel giugno 2017 e contro l'HDK poche settimane fa.

Ma gli altri tre erano di un modello diverso e molto più potente, di cui (guardacaso!) avevamo parlato diffusamente pubblicando anche un video, diversi anni fa...

La salva dei missili iraniani é stata seguita da un bombardamento effettuato da sette UCAV!!

Sette droni "Saegheh", le copie da "ingegneria inversa" dell'RQ-170 catturato dagli esperti di guerra elettronica di Teheran ormai quasi sette anni fa sono stati inviati sopra la Siria per osservare gli effetti dei missili lanciati ieri dalla Guardia Rivoluzionaria e per 'completarne l'opera' con le loro bombe guidate.

I Saegheh infatti sono veri e propri UCAV che possono portare ciascuno fino a quattro munizioni ad alta precisione; in questo modo i missili hanno fatto il "lavoro grosso" mentre i sette droni hanno "pennellato" gli obiettivi secondari, infliggendo gravissime perdite ai lacché di Washington e Riyadh che si nascondevano a Est dell'Eufrate.

"Dedicated to..." Sui fianchi dei missili lanciati stanotte contro i terroristi i Guardiani della Rivoluzione hanno vergato messaggi per i 'destinatari'!!

Quello che vedete in foto é uno dei missili lanciati questa notte contro la zona ad Est dell'Eufrate, dominata dalle milizie sostenute dagli Americani: SDF ed ISIS.

La terza rappresaglia missilistica della Repubblica Islamica Iraniana in quindici mesi contro i takfiri sostenuti da Washington, Ryadh e Tel Aviv é constata di sei vettori, che hanno colpito i loro bersagli con estrema precisione.


L'IRGC non perdona! Nuova raffica di missili ad alta precisione lanciata contro i covi del terrore!!


Esattamente come annunciato, la rappresaglia della Repubblica Islamica Iraniana si é abbattuta sui nascondigli (nel territorio controllato dalle milizie-fantoccio di Washington, ISIS ed SDF) dove trovavano asilo i capi dei terroristi che pochi giorni fa si sono resi responsabili dell'orrendo attacco contro i civili ad Ahvaz.

I missili sono arrivati ad Est dell'Eufrate nel territorio della Repubblica Araba Siriana ancora da liberare.

E' la terza volta che la Repubblica Islamica ricorre al suo potenziale missilistico per colpire coloro che cercano di aggredirla e destabilizzarla per conto di Tel Aviv e della Casa Bianca.

mercoledì 5 settembre 2018

Il fratello del Re saudita critica apertamente la condotta della guerra contro lo Yemen! Irrequietezza in 'famiglia'?

Il Principe Ahmed bin Abdulaziz al Saoud, fratello di Re Salman e zio del delfino "MbS", commentando una riunione di dimostranti londinesi che intonavano davanti alla sua residenza slogan contro 'Casa Saoud' durante una manifestazione contro l'invasione dello Yemen ha emesso il seguente comunicato:

"Che cosa ha a che fare Casa Saoud che menzionate nei vostri slogan con quello che sta succedendo in Yemen? Ve lo dico io: niente. Ci sono persone, individui, responsabili per la situazione in Yemen, come il sovrano e il suo erede designato; che entrambi facciano parte di Casa Saoud non ci rende automaticamente colpevoli per associazione".

La dichiarazione é stata ritrasmessa dal quotidiano Al-Araby al-Jadeed.

martedì 14 agosto 2018

Il nuovo missile iraniano Fateh-e-Mobin ha un buon "naso", per colpire bersagli di pregio!

Torniamo sulla presentazione del nuovo missile iraniano "Fateh-e-Mobin", mostrato ieri a Teheran durante una cerimonia alla presenza del Ministro della Difesa Generale Hatami, giacché, da informazioni emerse nelle ultime ore questo vettore a combustibile solido potrebbe rappresentare un'aggiunta all'arsenale della Repubblica Islamica ancora più importante di quanto non sembrasse immediatamente.

Il successore dei 'Fateh' e degli 'Zulfiqar' già utilizzati con successo nell'attacco alle posizioni dell'ISIS in Siria effettuato a giugno dell'anno scorso si differenzia dai precedenti modelli per la punta più arrotondata e separata dal corpo del missile, facilmente individuabile nel modello mostrato alla presentazione, in quanto di colore nero.

lunedì 13 agosto 2018

Fateh-e-Mobin, un nuovo vettore balistico che migliora ancora le prestazioni dei missili usati per la rappresaglia contro l'ISIS 14 mesi fa!

Il Ministro della Difesa iraniano, Generale Amir Hatami ha ispezionato il primo esemplare prodotto in serie del nuovo missile balistico iraniano Fateh-e-Mobin.

Il vettore è un'evoluzione dei missili 'Zulfiqar' che furono usati quattoridici mesi fa per colpire obiettivi dell'ISIS nell'Est della Siria come rappresaglia per gli attentati a Teheran contro il Palazzo del Parlamento e il Mausoleo di Khomeini.

giovedì 9 agosto 2018

Mohammed bin Salman: l’uomo che ha fatto dello ‘spararsi in un piede’ un’arte!!

Mohammed bin Salman é il vero regnante saudita, considerando che suo padre, senile, non é lucido più a lungo di poche ore al giorno. Probabilmente é il Capo di Stato effettivo più giovane del pianeta ed essendo un monarca assoluto ha un potere senza pari, anche considerando le ricchezze di cui dispone.

Tuttavia, finora, nessuna sua iniziativa politica si é risolta in un successo, anzi, quasi tutte hanno fallito spettacolarmente.