A causa della "scarsità" di candidati guerrafondai alle prossime presidenziali transalpine la portaerei nucleare della flotta francese ha ricevuto l'ordine di fare marcia indietro dal Golfo Persico, dove sonnecchiava stancamente facendo finta di lanciare qualche bombardamento "contro l'ISIS" (bombardamenti che non hanno mai manco scassato un furgoncino del 'califfato') in attesa di poter entrare in azione contro la Siria.
Ovviamente la catena di eventi non é così diretta ma grosso modo corrisponde alla verità.
Nicolas 'sionista' Sarkozy ha perso sonoramente le primarie del centro-destra francese, lasciando il compito di sfidare la Le Pen per la poltrona dell'Eliseo a François Fillon, notoriamente non-interventista verso la Siria. Hollande, certo ormai che manco sua madre avrebbe rivotato per lui, ha scelto di non ricandidarsi ma tanto la possibilità che un esponente del PSF arrivi al ballottaggio dopo il suo disastroso mandato é inferiore allo zero.
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sabato 3 dicembre 2016
Hollande rinuncia a candidarsi, Sarkozy perde le primarie e "stranamente" la Charles de Gaulle torna dal Golfo Persico!
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venerdì 1 maggio 2015
Dopo il 'Disastro di Delhi' la Francia ridotta a mendicare esportazioni del suo 'Rafale' ai tirannelli del Golfo Perisco!
Riuscire a farsi ridurre un ordine da 124 aeroplani (praticamente una forza aerea, un contratto con cui tenere in vita una linea di produzione per anni e anni) ad appena 36 é una catastrofe di magnitudine inferiore appena a farselo del tutto cancellare, la Francia di Hollande é riuscita nell'incredibile grazie alla sua mancanza di autonomia e credibilità internazionale.
Quando ha iniziato a dimostrare di non voler rispettare il contratto per le due portaelicotteri classe 'Mistral' ordinate dal Governo russo l'India ha immediatamente reagito, capendo che un domani si sarebbe potuta trovare nella stessa situazione.
Quando ha iniziato a dimostrare di non voler rispettare il contratto per le due portaelicotteri classe 'Mistral' ordinate dal Governo russo l'India ha immediatamente reagito, capendo che un domani si sarebbe potuta trovare nella stessa situazione.
giovedì 12 marzo 2015
I Francesi "vanno a Canossa" e riaprono i rapporti coi servizi segreti di Assad per le necessità della lotta al terrorismo!
Sulle pagine di "Le Figaro", quotidiano-faro del Centrodestra francese si legge che, secondo una nota confidenziale, un alto rappresentante della comunità dei Servizi di Parigi abbia accompagnato la delegazione parlamentare che ha recentemente visitato Damasco. Quella che sembrava un'iniziativa estemporanea di alcuni parlamentari sarebbe dunque servita da 'copertura' per una missione ufficiale, mirata alla riapertura dei rapporti tra gli apparati di Intelligence transalpini e damasceni.
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giovedì 8 gennaio 2015
INTERVISTA ESCLUSIVA di 'Palaestina Felix' con l'Hojatoleslam Abbas Di Palma sul sanguinoso attentato di Parigi
Siamo in grado di offrire al nostro fedele e appassionato pubblico di lettori questa ESCLUSIVA intervista con l'Hojatoleslam Abbas Di Palma, figura di riferimento della comunità sciita italiana, riguardo ai ben noti fatti di Parigi, con la speranza che la sua lettura sia di chiarimento e beneficio a tutti ci auguriamo che questa sia solo la prima di molte altre esclusive che questa testata vi offrirà nel corso del 2015.
1) Hojatoleslam Di Palma, a più riprese nel corso degli ultimi tre anni e mezzo il Presidente siriano Bashar Assad ha messo in guardia l'Europa e l'Occidente dal pensare di poter usare gli estremisti islamici come 'legione straniera' dei suoi interessi politici in Siria e in Medio Oriente, pena il rischio di vedere quegli stessi estremisti islamici in azione sul suo stesso territorio...secondo lei questo avvertimento si é avverato con i sanguinosi fatti di Parigi?
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venerdì 28 novembre 2014
Flotta Russa entra nella Manica e compie esercitazioni nel suo punto più stretto, poi si ancora di fronte alla Senna!
Obanana e i suoi cagnolini scemi della Nato pensavano di poter provocare la Russia lungo i suoi confini senza conseguenze. Vladimir Putin gli ha mostrato che "Two can Play this Game" mandando quattro navi da guerra guidate dall'incrociatore antisom SEVEROMORSK a 'esercitarsi' nel punto più stretto del Canale della Manica.
Una volta terminate le manovre la Task Force russa si é portata al centro della Baia della Senna e ha gettato le ancore (curando di rimanere esattamente nella zona internazionale dell'estuario), ufficialmente 'per attendere il passaggio di una perturbazione' ma in realtà per infastidire un po' anche il capponcello Hollande.
Lasciamo immaginare ai nostri lettori quanto navi costruite per poter entrare e uscire dalla Baia di Polyjarni anche in pieno inverno possano aver da temere da una perturbazione nel Canale della Manica.
Il capo dell'Eliseo intanto sembra aver deciso di condannare a morte i cantieri navali di St.Nazaire e tutta l'industria bellica francese sputtanandosi con la questione delle due portaelicotteri 'Mistral' (ordinate da Mosca e che ora Parigi non vuol più consegnare su 'ukase' di Obanana). L'India ha già fatto sapere che se la Francia dimostra di non onorare i contratti firmati il ciclopico acquisto di oltre 120 cacciabombardieri 'Rafale' non varrà nemmeno la carta su cui é stato scritto...
Una volta terminate le manovre la Task Force russa si é portata al centro della Baia della Senna e ha gettato le ancore (curando di rimanere esattamente nella zona internazionale dell'estuario), ufficialmente 'per attendere il passaggio di una perturbazione' ma in realtà per infastidire un po' anche il capponcello Hollande.
Lasciamo immaginare ai nostri lettori quanto navi costruite per poter entrare e uscire dalla Baia di Polyjarni anche in pieno inverno possano aver da temere da una perturbazione nel Canale della Manica.
Il capo dell'Eliseo intanto sembra aver deciso di condannare a morte i cantieri navali di St.Nazaire e tutta l'industria bellica francese sputtanandosi con la questione delle due portaelicotteri 'Mistral' (ordinate da Mosca e che ora Parigi non vuol più consegnare su 'ukase' di Obanana). L'India ha già fatto sapere che se la Francia dimostra di non onorare i contratti firmati il ciclopico acquisto di oltre 120 cacciabombardieri 'Rafale' non varrà nemmeno la carta su cui é stato scritto...
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sabato 31 maggio 2014
Gli studenti siriani studieranno russo: i legami strategici Mosca-Damasco portano anche a questo!
Il Ministero dell'Istruzione siriano ha introdotto l'opzione dello studio della lingua russa in tutte le scuole della Siria come una seconda lingua straniera dopo l'Inglese e in alternativa al Francese.
L’annuncio è stata fatto dal direttore della Associazione russa di Cooperazione Internazionale, Sergei Stepashin.
"Dopo una recente visita del vice primo ministro Dmitry Rogozin alla Siria, i funzionari del paese arabo hanno deciso di introdurre l'opzione del russo in tutte le scuole", ha spiegato il funzionario in una riunione del comitato della Duma (la camera bassa del Parlamento).
Egli ha osservato che la Siria è sempre stata un alleato della Russia e "il nostro punto di riferimento" in Medio Oriente. Stepashin ha annunciato che la sua agenzia si adopererà per garantire il successo di questa iniziativa attraverso incontri periodici. Ha detto che il progetto di insegnamento della lingua russa avrà inizio nel prossimo anno scolastico.
Il grande perdente di questa misura sarà probabilmente l'idioma francese, precedentemente importante in Siria perché la Francia era l'ex potenza coloniale. Nel periodo tra le due guerre mondiali, la Siria era sotto l'occupazione francese. L'atteggiamento ostile dei governi di Sarkozy e di Hollande contro la Siria è stato un duro colpo per gli interessi politici, economici e culturali della Francia nel Paese arabo.
Egli ha osservato che la Siria è sempre stata un alleato della Russia e "il nostro punto di riferimento" in Medio Oriente. Stepashin ha annunciato che la sua agenzia si adopererà per garantire il successo di questa iniziativa attraverso incontri periodici. Ha detto che il progetto di insegnamento della lingua russa avrà inizio nel prossimo anno scolastico.
Il grande perdente di questa misura sarà probabilmente l'idioma francese, precedentemente importante in Siria perché la Francia era l'ex potenza coloniale. Nel periodo tra le due guerre mondiali, la Siria era sotto l'occupazione francese. L'atteggiamento ostile dei governi di Sarkozy e di Hollande contro la Siria è stato un duro colpo per gli interessi politici, economici e culturali della Francia nel Paese arabo.
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lunedì 26 maggio 2014
Assad riconoscente dichiara: "La Russia ha salvato il Medio Oriente con la sua coraggiosa posizione all'ONU!"
"La Russia, ponendo il veto per la quarta volta alla risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha salvato non solo la Siria, ma l'intero Medio Oriente, mantenendo la stabilità nel mondo e fermando l'egemonia occidentale". Così, parlando ai microfoni di 'Voce della Russia' il Presidente siriano Assad ha pubblicamente riconosciuto l'essenziale contributo di Mosca all'equilibrio sullo scacchiere Mediorientale.
Il leader siriano ha poi proseguito notando: "Il merito di questo appartiene al Presidente russo Vladimir Putin. E' riuscito a riportare la Russia la suo posto nel mondo, ma ora è molto più importante di quello precedentemente occupato dall'Unione Sovietica", ha detto il Presidente siriano Bashar al-Assad all'incontro con il vice presidente del governo russo Dmitry Rogozin a Damasco.
Giovedì Russia e Cina hanno posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria, proposta dalla Francia del servo di Washington e Sion Hollande, che implicava il trasferimento del cosiddetto dossier siriano alla Corte penale internazionale (CPI).
Il leader siriano ha poi proseguito notando: "Il merito di questo appartiene al Presidente russo Vladimir Putin. E' riuscito a riportare la Russia la suo posto nel mondo, ma ora è molto più importante di quello precedentemente occupato dall'Unione Sovietica", ha detto il Presidente siriano Bashar al-Assad all'incontro con il vice presidente del governo russo Dmitry Rogozin a Damasco.
Giovedì Russia e Cina hanno posto il veto alla risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla Siria, proposta dalla Francia del servo di Washington e Sion Hollande, che implicava il trasferimento del cosiddetto dossier siriano alla Corte penale internazionale (CPI).
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venerdì 23 maggio 2014
Russia e Cina difendono ancora la Siria da un complotto anglo-franco-sionista all'ONU!!
Passati da molto tempo gli anni gloriosi in cui il grande conservatore e patriota francese Charles de Gaulle aveva il coraggio di portare avanti la Grandeur gallica disobbedendo platalmente ai diktat e alle pressioni di Washington e Londra, ormai Parigi é diventata una succursale della Casa Bianca e di Tel Aviv sia che all'Eliseo sieda il sionista ungherese Sarkozy sia che vi si insedi l'imbarazzante Hollande.
Servilmente appecorato agli ordini NATO e sionisti il rappresentante francese all'ONU ha presentato una mozione per deferire la Siria alla Corte Penale Internazionale (evidentemente per il "crimine" di aver sfidato e vinto l'arroganza imperialista globale) ma tale eventualità é stata sconfitta dall'intervento all'unisono di Russia e Cina che hanno silurato col loro Veto la mozione.
Churkin, rappresentante russo al Palazzo di Vetro, ha chiosato: "Gli Stati Uniti dovrebbero ratificare la Convenzione della CPI e aderirvi, e non limitarsi a cercare di usarla quando fa loro comodo".
Dopo i precedenti veti a mozioni che prevedevano attacchi militari e no fly zones sulla Siria, a pochi giorni dal colossale accordo trentennale per il metano che avvicina sempre di più Mosca e Beijing le due potenze eurasiatiche si sono trovate di nuovo fianco a fianco per difendere la legalità e il Diritto internazionale.
Speriamo che in futuro la cosa si ripeta sempre più spesso!!
Servilmente appecorato agli ordini NATO e sionisti il rappresentante francese all'ONU ha presentato una mozione per deferire la Siria alla Corte Penale Internazionale (evidentemente per il "crimine" di aver sfidato e vinto l'arroganza imperialista globale) ma tale eventualità é stata sconfitta dall'intervento all'unisono di Russia e Cina che hanno silurato col loro Veto la mozione.
Churkin, rappresentante russo al Palazzo di Vetro, ha chiosato: "Gli Stati Uniti dovrebbero ratificare la Convenzione della CPI e aderirvi, e non limitarsi a cercare di usarla quando fa loro comodo".
Dopo i precedenti veti a mozioni che prevedevano attacchi militari e no fly zones sulla Siria, a pochi giorni dal colossale accordo trentennale per il metano che avvicina sempre di più Mosca e Beijing le due potenze eurasiatiche si sono trovate di nuovo fianco a fianco per difendere la legalità e il Diritto internazionale.
Speriamo che in futuro la cosa si ripeta sempre più spesso!!
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giovedì 11 aprile 2013
Il Patriarca maronita Al-Rai le canta chiare a Hollande all'Eliseo: "Assad infinitamente preferibile ai tagliagole wahabiti che perseguiterebbero le minoranze a partire dai Cristiani!"
Ancora una volta il fato del Libano e della Siria, in questi mesi travagliati dagli eventi dell'insorgenza terrorista scatenata dalle forze dell'Imperialismo contro il Governo e il popolo di Damasco si lega ai gesti e alle iniziative del Patriarca maronita di Antiochia il Cardinale Beshara al-Rai che si é incontrato all'Eliseo con il Presidente francese Francois Hollande.
Il Patriarca ha messo subito in chiaro la sua posizione sulla questione siriana, dove il Governo di Parigi continua a sostenere posizioni anti-governative e filo-terroristiche, arrivando ad auspicare un massiccio afflusso di armi e rifornimenti alle frange wahabite che godono anche del sostegno degli emirati del petrolio e dei terroristi di Al-Qaeda in Irak.
"Assad" ha dichiarato Al-Rai "Non é in alcun modo peggiore dei militanti scatenati nel paese contro di lui", tanto più che, nel caso che il Governo centrale da lui rappresentato dovesse in qualche modo cedere terreno agli insorti essi ne approfitterebbero per scatenare la caccia alle minoranze, in primo luogo proprio quella Cristiana, che sotto Assad padre e figlio sono invece stati sempre protetti e rispettati.
Il Patriarca ha messo subito in chiaro la sua posizione sulla questione siriana, dove il Governo di Parigi continua a sostenere posizioni anti-governative e filo-terroristiche, arrivando ad auspicare un massiccio afflusso di armi e rifornimenti alle frange wahabite che godono anche del sostegno degli emirati del petrolio e dei terroristi di Al-Qaeda in Irak.
"Assad" ha dichiarato Al-Rai "Non é in alcun modo peggiore dei militanti scatenati nel paese contro di lui", tanto più che, nel caso che il Governo centrale da lui rappresentato dovesse in qualche modo cedere terreno agli insorti essi ne approfitterebbero per scatenare la caccia alle minoranze, in primo luogo proprio quella Cristiana, che sotto Assad padre e figlio sono invece stati sempre protetti e rispettati.
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venerdì 18 gennaio 2013
Scontri a Sidone fuori dall'Istituto di Cultura Francese! Le folle mobilitate anche a Nabatea, Tripoli e Baalbek!
Nella cittadina libanese di Sidone si sono registrati scontri quando forze dell'ordine sono entrate in contatto con dimostranti che chiedevano la liberazione del prigioniero politico George Abdallah attualmente imprigionato in Francia al di fuori dell'Istituto di Cultura francese; i manifestanti avevano vergato scritte contro la decisione del Ministro degli Interni transalpino di non firmare i documenti di scarcerazione di Abdallah quando i poliziotti hanno pensato che si apprestassero a violare il perimetro dell'edificio e sono intervenuti per disperderli.
Intanto anche il Presidente libanese Michel Sleiman ha inviato un messaggio a Parigi dicendosi "deluso" del mancato mantenimento dell'impegno a liberare lunedì scorso l'ex-militante del PFLP e delle LARF, invitando i governanti parigini, dall'Eliseo in giù, a riconsiderare le loro azioni e permettere ad Abdallah di tornare in patria e ricostruirsi una vita dopo quasi 30 anni passati in carcere. Altre manifestazioni di fronte a rappresentanze più o meno ufficiali della Repubblica Francese si sono tenute a Nabatea, Tripoli Siriaca e Baalbek.
Intanto anche il Presidente libanese Michel Sleiman ha inviato un messaggio a Parigi dicendosi "deluso" del mancato mantenimento dell'impegno a liberare lunedì scorso l'ex-militante del PFLP e delle LARF, invitando i governanti parigini, dall'Eliseo in giù, a riconsiderare le loro azioni e permettere ad Abdallah di tornare in patria e ricostruirsi una vita dopo quasi 30 anni passati in carcere. Altre manifestazioni di fronte a rappresentanze più o meno ufficiali della Repubblica Francese si sono tenute a Nabatea, Tripoli Siriaca e Baalbek.
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mercoledì 16 gennaio 2013
Il Movimento sciita Hezbollah si mobilita per la liberazione di George Abdallah dalle carceri francesi!
Con la discesa in campo del potente partito e movimento di Resistenza Hezbollah la questione della ritardata liberazione del prigioniero politico George Ibrahim Abdallah da parte della Francia che solo qualche settimana fa sembrava riguardare solo i parenti e amici del prigioniero politico libanese e qualche nostalgico della lotta anti-imperialista anni '70 ha assunto un peso specifico del tutto diverso diventando "ipso facto" un dossier rilevante della politica libanese contemporanea.
L'Ufficio Relazioni di Hezbollah ha accusato la Francia di avere subito l'indebita influenza di una 'campagna di pressioni orchestrata all'uopo dagli Usa', da sempre contrari alla liberazione del prigioniero politico George Abdallah, indicando come 'Il continuo capitolare e uniformarsi delle autorità di Parigi ai 'diktat' provenienti ora da Washington ora da Tel Aviv dimostra quanto velleitarie siano le pretese di autonomia e indipendenza di azione e giudizio del Governo francese'.
Hezbollah, che prendendo in mano direttamente la questione si rivela una volta di più come il vero 'agenda setter' della politica interna ed estera libanese, promette una "vasta e massiccia" mobilitazione a livello popolare e istituzionale per affrettare la definitiva liberazione di Abdallah e il suo ritorno in patria.
L'Ufficio Relazioni di Hezbollah ha accusato la Francia di avere subito l'indebita influenza di una 'campagna di pressioni orchestrata all'uopo dagli Usa', da sempre contrari alla liberazione del prigioniero politico George Abdallah, indicando come 'Il continuo capitolare e uniformarsi delle autorità di Parigi ai 'diktat' provenienti ora da Washington ora da Tel Aviv dimostra quanto velleitarie siano le pretese di autonomia e indipendenza di azione e giudizio del Governo francese'.
Hezbollah, che prendendo in mano direttamente la questione si rivela una volta di più come il vero 'agenda setter' della politica interna ed estera libanese, promette una "vasta e massiccia" mobilitazione a livello popolare e istituzionale per affrettare la definitiva liberazione di Abdallah e il suo ritorno in patria.
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martedì 15 gennaio 2013
Lo sdegno del Libano contro i ritardi francesi nella liberazione di George Abdallah: i suoi parenti chiedono moderazione alla folla!
Abbiamo già denunciato la vergognosa procrastinazione da parte francese delle procedure di rilascio e ritorno in patria del prigioniero politico George Ibrahim Abdallah, attivista della Resistenza apparentemente appartenente a un'altra era e a un altro mondo (quella dei movimenti rivoluzionari mediorientali politicizzati e laici, ideologicamente collocati a Sinistra) che si é ritrovato a diventare suo malgrado un simbolo della Resistenza del Ventunesimo Secolo visto che la potenza colonialista e imperialista che lo trattiene in carcere con pretesti é tuttora impelagata nel sostegno al terrorismo islamico di matrice qaedista in Siria e contemporaneamente interviene con le armi nell'Africa Nera con la scusa di combattere quello stesso qaedismo che favorisce altrove.
Dopo che una folla inferocita si é radunata sotto le mura dell'ambasciata francese di Beirut bersagliandola con sassi e rifiuti e lasciando graffiti in arabo e langue d'oil che accusavano Parigi di essere la "serva" o la "puttana" degli Usa, i familiari stessi di George Abdallah hanno rilasciato un appello in cui invitano i dimostranti a stazionare pacificamente presso la delegazione di Mat-haf ed a evitare gesti che "complicherebbero solo la situazione del loro congiunto".
Nel frattempo il Premier libanese Najib Mikati ha telefonato all'ambasciatore di Parigi Patrice Paolì chiedendogli ragione del ritardo nella liberazione di Abdallah e facendo pressione perché qualunque intoppo procedurale o burocratico venga superato confermando la fiducia nella buona volontà dell'Eliseo di dare esecuzione a quanto promesso non più di poche settimane fa.
Intanto i dimostranti fuori dall'ambasciata transalpina hanno iniziato a erigere una tendopoli promettendo di sostare attorno ad essa fino alla positiva soluzione dell' "Affaire Abdallah".
Dopo che una folla inferocita si é radunata sotto le mura dell'ambasciata francese di Beirut bersagliandola con sassi e rifiuti e lasciando graffiti in arabo e langue d'oil che accusavano Parigi di essere la "serva" o la "puttana" degli Usa, i familiari stessi di George Abdallah hanno rilasciato un appello in cui invitano i dimostranti a stazionare pacificamente presso la delegazione di Mat-haf ed a evitare gesti che "complicherebbero solo la situazione del loro congiunto".
Nel frattempo il Premier libanese Najib Mikati ha telefonato all'ambasciatore di Parigi Patrice Paolì chiedendogli ragione del ritardo nella liberazione di Abdallah e facendo pressione perché qualunque intoppo procedurale o burocratico venga superato confermando la fiducia nella buona volontà dell'Eliseo di dare esecuzione a quanto promesso non più di poche settimane fa.
Intanto i dimostranti fuori dall'ambasciata transalpina hanno iniziato a erigere una tendopoli promettendo di sostare attorno ad essa fino alla positiva soluzione dell' "Affaire Abdallah".
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lunedì 14 gennaio 2013
Francesi, vergogna!!! Il Governo di Parigi ritarda la firma dei documenti di rilascio di George Ibrahim Abdallah!
Con una scelta che rende la Francia e i Francesi ancora più odiati (se fosse possibile) in tutto il Mondo Arabo e il Medio Oriente il Governo di Parigi, forse troppo impegnato a sostenere e foraggiare i tagliagole qaedisti che operano in Siria, forse troppo preso a tamponare le catastrofiche conseguenze del suo avventurismo neo-colonialista in Mali e in Somalia, ha posposto la firma dei documenti per il rilascio del prigioniero politico libanese George Ibrahim Abdallah che era atteso questa sera nella capitale Beirut.
Immediata la reazione dei cittadini libanesi che a centinaia hanno dato l'assedio all'ambasciata francese in Libano, bersagliandola con uova, sassi, rifiuti, scandendo slogan contro il Presidente Hollande e l'imperialismo arrogante. Secondo quanto filtrato dalla capitale transalpina la situazione di Abdallah verrà rivista il 28 gennaio.
Immediata la reazione dei cittadini libanesi che a centinaia hanno dato l'assedio all'ambasciata francese in Libano, bersagliandola con uova, sassi, rifiuti, scandendo slogan contro il Presidente Hollande e l'imperialismo arrogante. Secondo quanto filtrato dalla capitale transalpina la situazione di Abdallah verrà rivista il 28 gennaio.
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