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mercoledì 24 ottobre 2018
Mujtahidd denuncia il tentativo dei sionisti di 'Reuters' di aiutare "MbS" a scaricare su Al-Qahtani la colpa dell'assassinio di Khashoggi!
Mujtahid, la 'gola profonda' saudita, che si ritiene sia un membro o abbia una fonte ben collegata nella famiglia reale, si è scagliato contro l'agenzia di stampa sionista Reuters per la collaborazione con il principe ereditario Mohammed bin Salman, il principale sospettato di aver commissionato l'omicidio di Jamal Khashoggi, dicendo che MbS è stata la persona che ha seguito la sua tortura e morte tramite la chat video-vocale "Skype".
"Bin Salman sta tentando di dare la colpa ai suoi stretti collaboratori nel Caso Khashoggi. Il rapporto diffuso da Reuters che affermava che i 15 membri del gruppo avrebbero parlato con Saud al-Qahtani, uno dei principali sostenitori del principe ereditario, via Skype è stato fabbricato dal bidone Salman e la persona che ha parlato con il team di 15 membri tramite Skype è stato bin Salman, lui stesso ", ha scritto Mujtahid sulla sua pagina Twitter martedì.
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giovedì 22 settembre 2016
Hacker di Assad, fingendo di essere giovani figliole "innamorate" della jihad hanno rubato preziosissime informazioni ai terroristi!
Dopo la notizia riguardante l'incauto takfiro che é riuscito ad attivare un congegno esplosivo nel corso della registrazione di un video di propaganda terrorista, abbiamo un altro pezzo abbastanza comico riguardante l'ingenuità degli aderenti al cosiddetto FSA.
Questa volta gli eventi a cui ci riferiamo hanno avuto luogo tra la metà del 2013 e l'inizio del 2014, ma non vi é motivo per ritenere che altri simili non si siano verificati in seguito o non stiano avvenendo tuttora; protagonisti, in negativo, alcuni militanti takfiri in Siria che sono stati "agganciati" da hacker ed esperti informatici governativi che, fingendosi giovani fanciulle affascinate dall 'jihad' sono riusciti a infestare i loro PC di malware, virus e a sottrarre alle loro vittime importanti informazioni militari.
Questa volta gli eventi a cui ci riferiamo hanno avuto luogo tra la metà del 2013 e l'inizio del 2014, ma non vi é motivo per ritenere che altri simili non si siano verificati in seguito o non stiano avvenendo tuttora; protagonisti, in negativo, alcuni militanti takfiri in Siria che sono stati "agganciati" da hacker ed esperti informatici governativi che, fingendosi giovani fanciulle affascinate dall 'jihad' sono riusciti a infestare i loro PC di malware, virus e a sottrarre alle loro vittime importanti informazioni militari.
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