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mercoledì 16 ottobre 2019
Azari Jahromi smentisce recisamente presunti "cyber-attacchi" annunciati dall'agenzia Reuters!
Il Ministro delle comunicazioni e della tecnologia dell'informazione iraniano Mohammad Javad Azari Jahromi ha respinto categoricamente un rapporto dell'agenzia di stampa Reuters citando un riuscito attacco informatico statunitense alle strutture e alle infrastrutture iraniane.
Alla domanda dei giornalisti sulle affermazioni della Reuters a margine di una riunione di gabinetto a Teheran mercoledì, Azari Jahromi ha detto: "Quando i maiali voleranno, forse!"
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giovedì 20 dicembre 2018
Secondo l'agenzia Reuters anche i bombardamenti Usa sulla Siria verranno interrotti!
Sempre più rapidi gli sviluppi riguardo l'annunciato ritiro Usa dalla Siria; "ufficiali americani" avrebbero confidato (anonimamente) all'agenzia sionista Reuters che anche la campagna americana di attacchi aerei (illegali, non richiesti né vistati dal Governo di Assad) contro obiettivi nel NE del Paese verrà interrotta con il ritiro delle forze Usa dall'area.
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mercoledì 24 ottobre 2018
Mujtahidd denuncia il tentativo dei sionisti di 'Reuters' di aiutare "MbS" a scaricare su Al-Qahtani la colpa dell'assassinio di Khashoggi!
Mujtahid, la 'gola profonda' saudita, che si ritiene sia un membro o abbia una fonte ben collegata nella famiglia reale, si è scagliato contro l'agenzia di stampa sionista Reuters per la collaborazione con il principe ereditario Mohammed bin Salman, il principale sospettato di aver commissionato l'omicidio di Jamal Khashoggi, dicendo che MbS è stata la persona che ha seguito la sua tortura e morte tramite la chat video-vocale "Skype".
"Bin Salman sta tentando di dare la colpa ai suoi stretti collaboratori nel Caso Khashoggi. Il rapporto diffuso da Reuters che affermava che i 15 membri del gruppo avrebbero parlato con Saud al-Qahtani, uno dei principali sostenitori del principe ereditario, via Skype è stato fabbricato dal bidone Salman e la persona che ha parlato con il team di 15 membri tramite Skype è stato bin Salman, lui stesso ", ha scritto Mujtahid sulla sua pagina Twitter martedì.
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mercoledì 10 ottobre 2018
SCOOP! Ecco in ESCLUSIVA per PALAESTINA FELIX i nomi dei 15 killer che hanno assassinato e smembrato Jamal Khashoggi a Istanbul!
Siamo ESTREMAMENTE ORGOGLIOSI di poter offrire ai nostri lettori un'informazione che, nel momento in cui l'abbiamo ricevuta, ci risulta, in Italia, essere solo in nostro possesso.
Qui sopra potete leggere, in dettaglio i nomi dei 15 individui che sono arrivati dall'Arabia Saudita a Istanbul, presso il consolato di Riyadh, la mattina del giorno in cui é scomparso il giornalista Jamal Khashoggi.
Siete pronti al RESTO DELLO SCOOP? ECCO I LORO VOLTI!
Qui sopra potete leggere, in dettaglio i nomi dei 15 individui che sono arrivati dall'Arabia Saudita a Istanbul, presso il consolato di Riyadh, la mattina del giorno in cui é scomparso il giornalista Jamal Khashoggi.
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domenica 7 ottobre 2018
Giornalista saudita critico della corruzione di Casa Saoud rapito o assassinato in Turchia!
Alcuni mesi fa lo scribacchino prezzolato Thomas Friedman si lanciava in entusiastiche lodi del 'rinnovatore' saudita Mohammed bin Salman.
Non c'é che dire, é molto 'rinnovante' fare assassinare o rapire i giornalisti scomodi che si trovano all'estero.
Le autorità turche hanno indicato che Jamal Khashoggi, un eminente giornalista saudita noto per le sue critiche al regime wahabita, avrebbe potuto essere ucciso nel consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul dove è scomparso martedì scorso.
Due fonti turche hanno detto sabato che credevano che Khashoggi fosse stato ucciso all'interno del consolato. Una fonte ha riferito all'agenzia di stampa sionista Reuters che elementi del consolato saudita avevano programmato l'omicidio di Khashoggi nella struttura e quando hanno ucciso il giornalista, hanno spostato il corpo all'esterno.
"La valutazione iniziale della polizia turca è che il signor Khashoggi sia stato ucciso nel consolato saudita a Istanbul. Crediamo che l'omicidio sia stato premeditato e che il corpo sia stato successivamente spostato dal consolato ", ha detto la fonte, senza approfondire.
Tuttavia, una fonte del consolato saudita a Istanbul ha negato il rapporto Reuters sull'omicidio di Khashoggi nella sede diplomatica.
Non c'é che dire, é molto 'rinnovante' fare assassinare o rapire i giornalisti scomodi che si trovano all'estero.
Le autorità turche hanno indicato che Jamal Khashoggi, un eminente giornalista saudita noto per le sue critiche al regime wahabita, avrebbe potuto essere ucciso nel consolato dell'Arabia Saudita a Istanbul dove è scomparso martedì scorso.
Due fonti turche hanno detto sabato che credevano che Khashoggi fosse stato ucciso all'interno del consolato. Una fonte ha riferito all'agenzia di stampa sionista Reuters che elementi del consolato saudita avevano programmato l'omicidio di Khashoggi nella struttura e quando hanno ucciso il giornalista, hanno spostato il corpo all'esterno.
"La valutazione iniziale della polizia turca è che il signor Khashoggi sia stato ucciso nel consolato saudita a Istanbul. Crediamo che l'omicidio sia stato premeditato e che il corpo sia stato successivamente spostato dal consolato ", ha detto la fonte, senza approfondire.
Tuttavia, una fonte del consolato saudita a Istanbul ha negato il rapporto Reuters sull'omicidio di Khashoggi nella sede diplomatica.
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lunedì 3 settembre 2018
L'agenzia sionista Reuters lancia una provocazione anti-iraniana, congiuntamente smentita da Teheran e Bagdad!
Chi ci legge da tempo sa benissimo da quale odio anti-iraniano sia animata nel suo complesso, l'agenzia-stampa sionista 'Reuters', fondata a Londra da Israel Beer Iosafat (che, convenientemente, si faceva chiamare Paul Reuter).
Ulteriore prova di ciò si é avuta ieri, quando l'agenzia sionista ha lanciato la mendace notizia secondo la quale "L'Iran avrebbe spostato in Irak dozzine di missili per lanciarli in caso di attacco".
Una notizia falsa ma soprattutto idiota, visto che l'Iran ha a disposizione centinaia di vettori balistici conservati in bunker sotto intere catene montuose, tra cui molti pronti al lancio immediato, per cui spostarne poche decine o dozzine non cambierebbe assolutamente niente dal punto di vista strategico.
Ulteriore prova di ciò si é avuta ieri, quando l'agenzia sionista ha lanciato la mendace notizia secondo la quale "L'Iran avrebbe spostato in Irak dozzine di missili per lanciarli in caso di attacco".
Una notizia falsa ma soprattutto idiota, visto che l'Iran ha a disposizione centinaia di vettori balistici conservati in bunker sotto intere catene montuose, tra cui molti pronti al lancio immediato, per cui spostarne poche decine o dozzine non cambierebbe assolutamente niente dal punto di vista strategico.
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venerdì 17 agosto 2018
Il traditore curdo Aldar Khalil adesso vuole "negoziare" col Governo di Damasco!
Aldar Khalil é un leader curdo del PYD.
E' anche un pessimo profeta, visto che a gennaio 2018 dichiarava ai microfoni dell'agenzia sionista Reuters che "la guerra in Siria durerà almeno altri 10 anni".
E, in base a questo, si preparava ad 'architettare' un'autonomia curda (sostenuta dagli Americani, of course) nelle zone che i ladri e gli assassini dell'YPG/SDF avevano occupato opprimendo e perseguitando i cittadini siriani arabi ed assiri.
E' anche un pessimo profeta, visto che a gennaio 2018 dichiarava ai microfoni dell'agenzia sionista Reuters che "la guerra in Siria durerà almeno altri 10 anni".
E, in base a questo, si preparava ad 'architettare' un'autonomia curda (sostenuta dagli Americani, of course) nelle zone che i ladri e gli assassini dell'YPG/SDF avevano occupato opprimendo e perseguitando i cittadini siriani arabi ed assiri.
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venerdì 8 dicembre 2017
La 'Reuters' accusa Harakat al-Nujaba di prepararsi ad attaccare il personale Usa presente in Irak!
Secondo quanto riportato dall'agenzia sionista 'Reuters' (fondata a Londra da Israel Beer Iosafat che usava lo pseudonimo 'Paul Reuter') la milizia sciita Harakat al-Nujaba starebbe 'progettando' di attaccare il personale Usa ancora presente in Irak come 'rappresaglia' per la sciocca decisione di Donald Trump di spostare l'ambasciata Usa a Gerusalemme.
Dubitiamo della veridicità della notizia.
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lunedì 15 giugno 2015
Esercito Yemenita e Comitati Popolari conquistano il capoluogo della Provincia di Al-Jawf!!
Appena infranta la resistenza degli ultimi irriducibili di Al-Qaeda nella Penisola Araba i combattenti dei Comitati Popolari e i soldati dell'Esercito dichiaratisi per la Rivoluzione Nazionale sono penetrati nel centro di Al-Hazm, capoluogo della provincia di Al-Jawf e hanno occupato immediatamente i palazzi dell'Amministrazione Pubblica, lanciando proclami verso la cittadinanza rassicurandola che con il loro arrivo la legalità sarebbe stata ristabilita e il terrore bigotto wahabita avrebbe finalmente avuto termine.
La battaglia per il controllo di Al-Hazm è stata dura, e ha portato agli estremi gli sforzi e il valore dei combattenti yemeniti, sottoposti anche agli attacchi aerei della miserabile coalizione saudita, mentre i terroristi godevano del sostegno della stessa sotto forma di continui lanci di armi, munizioni e rifornimenti.
La battaglia per il controllo di Al-Hazm è stata dura, e ha portato agli estremi gli sforzi e il valore dei combattenti yemeniti, sottoposti anche agli attacchi aerei della miserabile coalizione saudita, mentre i terroristi godevano del sostegno della stessa sotto forma di continui lanci di armi, munizioni e rifornimenti.
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lunedì 27 aprile 2015
Altri due F-16 di Erdogan messi in fuga sull'orlo dello spazio aereo siriano!
L'agenzia sionista Reuters (fondata in Inghilterra da Israel Beer Yosafat) segnala in un suo comunitcato che per la seconda volta in poco più di una settimana il regime ottomano di Erdogan avrebbe mandato due F-16 della sua aviazione a sfiorare lo spazio aereo siriano.
I due jet di fabbricazione americana sarebbero arrivati a 1,2 miglia nautiche dal confine aereo quando sarebbero stati contemporaneamente investiti dai fasci radar di postazioni terrestri di missili antiaerei e, per soprammercato, dal potente radar di fabbricazione russa di un Su-24 che si trovava in zona.
I due jet di fabbricazione americana sarebbero arrivati a 1,2 miglia nautiche dal confine aereo quando sarebbero stati contemporaneamente investiti dai fasci radar di postazioni terrestri di missili antiaerei e, per soprammercato, dal potente radar di fabbricazione russa di un Su-24 che si trovava in zona.
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giovedì 21 novembre 2013
I media di Sion ripartono con i loro attacchi mendaci contro la Repubblica Islamica!
Abbiamo parlato a lungo in passato di come l'agenzia stampa sionista 'Reuters' fondata da Israel Beer Iosafat (sotto il falso nome di 'Paul Reuter') abbia a più riprese cercato di infamare le praticanti iraniane di una palestra di arti marziali calunniandole come 'assassine' e spargendo una velenosa campagna di menzogne che ha dovuto poi rimangiarsi di fronte alla vigorosa azione legale scatenata dalle interessate, dal fondatore della palestra di ninjutsu e dal Governo di Teheran congiuntamente.
Oltre a quell'episodio ridicolo ancorché vergognoso, la 'Reuters', nonostante le pubbliche richieste di scuse e le rassicurazioni di "aver preso provvedimenti perché 'equivoci' di questo tipo non si ripetano in futuro" si é imbarcata pochi mesi dopo in una nuova campagna di fango contro l'Iran accusando un'organizzazione governativa chiamata 'Setad' di "generare miliardi di dollari con traffici commerciali condotti a nome dell'Ayatollah Khamenei, per permettergli di controllare strettamente il paese" (come se alla Guida Suprema della Rivoluzione possano interessare i 'traffici commerciali' o come se egli possa voler 'controllare il paese' su cui invece veglia svolgendo il suo compito di consiglio e avviso alle cariche di Governo).
Adesso, visto che anche nelle campagne di fango sionite apparentemente "non c'é due senza tre", la Reuters 'torna alla carica' con servizi in cui, citando un fantomatico "gruppo di opposizione iraniano con base a Parigi" cerca di accreditare l'idea che l'Iran possieda "siti segreti" in cui stia portando avanti sforzi di militarizzazione del suo programma nucleare, con l'ovvio intento di far deragliare i colloqui attualmente in corso con l'IAEA e il gruppo dei 5+1.
Ma di nuovo le menzogne 'A Sei Punte' hanno le gambe cortissime e grazie alla professionalità dei reporter di Teheran é subito emerso che tale fantomatico "gruppo di opposizione" non sarebbe altro che una sigla di comodo dietro cui si nascondono la 'santona' Marjam Rajavi e i suoi terroristi dell'MKO, assassini e criminali già più volte finiti alla ribalta per delitti e attentati contro la Repubblica Islamica e i suoi rappresentanti.
Ricordiamo ancora una volta a tutti i lettori di PALAESTINA FELIX: controllate ATTENTAMENTE le fonti e le firme dei servizi di informazione che leggete o ascoltate, APPENA TROVATE UN SIONISTA (che si chiami Mineo o Mentana, Lerner o Mimun, Colombo o Pasqua...) CREDETE ESATTAMENTE AL CONTRARIO DI QUEL CHE AVETE LETTO!
Oltre a quell'episodio ridicolo ancorché vergognoso, la 'Reuters', nonostante le pubbliche richieste di scuse e le rassicurazioni di "aver preso provvedimenti perché 'equivoci' di questo tipo non si ripetano in futuro" si é imbarcata pochi mesi dopo in una nuova campagna di fango contro l'Iran accusando un'organizzazione governativa chiamata 'Setad' di "generare miliardi di dollari con traffici commerciali condotti a nome dell'Ayatollah Khamenei, per permettergli di controllare strettamente il paese" (come se alla Guida Suprema della Rivoluzione possano interessare i 'traffici commerciali' o come se egli possa voler 'controllare il paese' su cui invece veglia svolgendo il suo compito di consiglio e avviso alle cariche di Governo).
Adesso, visto che anche nelle campagne di fango sionite apparentemente "non c'é due senza tre", la Reuters 'torna alla carica' con servizi in cui, citando un fantomatico "gruppo di opposizione iraniano con base a Parigi" cerca di accreditare l'idea che l'Iran possieda "siti segreti" in cui stia portando avanti sforzi di militarizzazione del suo programma nucleare, con l'ovvio intento di far deragliare i colloqui attualmente in corso con l'IAEA e il gruppo dei 5+1.
Ma di nuovo le menzogne 'A Sei Punte' hanno le gambe cortissime e grazie alla professionalità dei reporter di Teheran é subito emerso che tale fantomatico "gruppo di opposizione" non sarebbe altro che una sigla di comodo dietro cui si nascondono la 'santona' Marjam Rajavi e i suoi terroristi dell'MKO, assassini e criminali già più volte finiti alla ribalta per delitti e attentati contro la Repubblica Islamica e i suoi rappresentanti.
Ricordiamo ancora una volta a tutti i lettori di PALAESTINA FELIX: controllate ATTENTAMENTE le fonti e le firme dei servizi di informazione che leggete o ascoltate, APPENA TROVATE UN SIONISTA (che si chiami Mineo o Mentana, Lerner o Mimun, Colombo o Pasqua...) CREDETE ESATTAMENTE AL CONTRARIO DI QUEL CHE AVETE LETTO!
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mercoledì 15 maggio 2013
La 'Reuters' capitola per l'azione legale delle artiste marziali iraniane! Multa e ritrattazione per l'agenzia sionista!
L'agenzia di propaganda sionista 'Reuters' (fondata in Inghilterra da Israel Beer Yosafat) ha dovuto finalmente cedere di fronte all'azione legale portata avanti dalle studentesse di Ninjutsu del maestro Akbar Faraji, determinate a rivalersi per la maniera scorretta e offensiva con cui erano state ritratte in uno scadentissimo servizio sensazionalista realizzato da loro inviati.La Reuters é stata costretta a pagare un cospicuo risarcimento monetario per danni morali (che le allieve del "Bujinkan Hombu Dojo Ninjustu Iran" hanno già deciso di devolvere per migliorare e incrementare le strutture della loro associazione sportiva) e soprattutto a pubblicare una ritrattazione ufficiale dove viene confutata e smentita completamente la tesi del servizio precedente che tentava di presentare le atlete iraniane come 'assassine in fieri'.
Nel corso del procedimento legale la Reuters aveva tentato di fare pressioni sul maestro Faraji e sulle sue allieve affinché ritirassero la denuncia, ma questo maldestro tentativo di intimidazione aveva soltanto rafforzato la determinazione delle parti lese ad ottenere giustizia.
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sabato 13 aprile 2013
Persino il New York Times ormai lo ammette: L'Osservatorio Siriano dei Diritti Umani é una truffa gestita da una sola persona!
L'ambiguo individuo che vedete in foto: liscio e grassoccio come l'Omino di Burro di Collodi, con gli occhietti da rettile nascosti dietro le lenti da ragioniere miope, é "L'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani"; infatti costui, di nome Rami Abdelrahman, già tre volte ospite delle patrie galere siriane per piccole truffe e reati contro il patrimonio, dalla sua attuale residenza londinese di Coventry -senza dubbio pagatagli dal Foreign Office e dal Mossad-, lascia andare da oltre due anni fantasiosi comunicati su 'stragi', 'scontri', 'attacchi' e presunte 'vittorie' dei mercenari internazionali wahabiti attivi contro il Popolo e il Governo siriano che non hanno diritto di cittadinanza o di esistenza se non nella sua fervida fantasia, certamente stimolata a dovere dagli emolumenti degli emiri petroliferi del Golfo e degli altri lacché dell'Imperialismo che si sono scatenati contro Damasco.
La cosa tragica é che per mesi e mesi i maggiori media occidentali hanno preso le PANZANE di Rami Abdelrahman come ORO COLATO, investendo i loro lettori con torrenti di disingenua e grossolana propaganda anti-Assad che voleva "Il Popolo siriano in rivolta!", "Stragi di civili da parte del Governo!" e altre PATENTI ASSURDITA' quando basta collegarsi con qualunque outlet mediatico obiettivo e imparziale (Al-Manar, SyriaTube, PressTV, Russia Today...) per vedere con chiarezza che a massacrare i civili in Siria sono solo i boia di Al-Nusra, per vendetta meschina contro l'odio inestinguibile che i cittadini siriani provano verso di loro e la loro ideologia distorta e corrotta, che le uniche manifestazioni che si tengono in Siria sono quelle di lealtà e soldiarietà al Presidente, al Governo e alle sue Forze Armate.
Ma ora finalmente la Verità non può più essere nascosta o negata e persino i corifei della vulgata Anti-Assad devono ammetterlo o rischiare di venire definitivamente SPUTTANATI: l'agenzia sionista Reuters ha dovuto pubblicare una ammissione sull'assurdità di pretendere che da un cottage di Coventry possa venire più che propaganda interessata sulla situazione siriana e adesso persino il "New York Times", fanfara della lobby ebraica americana, é costretto a trarre le stesse conclusioni.
Ancora una volta i fatti ci vendicano e ci danno ragione, noi, di PALAESTINA FELIX siamo orgogliosi di ESSERE SEMPRE STATI DALLA PARTE DELLA VERITA'!
La cosa tragica é che per mesi e mesi i maggiori media occidentali hanno preso le PANZANE di Rami Abdelrahman come ORO COLATO, investendo i loro lettori con torrenti di disingenua e grossolana propaganda anti-Assad che voleva "Il Popolo siriano in rivolta!", "Stragi di civili da parte del Governo!" e altre PATENTI ASSURDITA' quando basta collegarsi con qualunque outlet mediatico obiettivo e imparziale (Al-Manar, SyriaTube, PressTV, Russia Today...) per vedere con chiarezza che a massacrare i civili in Siria sono solo i boia di Al-Nusra, per vendetta meschina contro l'odio inestinguibile che i cittadini siriani provano verso di loro e la loro ideologia distorta e corrotta, che le uniche manifestazioni che si tengono in Siria sono quelle di lealtà e soldiarietà al Presidente, al Governo e alle sue Forze Armate.
Ma ora finalmente la Verità non può più essere nascosta o negata e persino i corifei della vulgata Anti-Assad devono ammetterlo o rischiare di venire definitivamente SPUTTANATI: l'agenzia sionista Reuters ha dovuto pubblicare una ammissione sull'assurdità di pretendere che da un cottage di Coventry possa venire più che propaganda interessata sulla situazione siriana e adesso persino il "New York Times", fanfara della lobby ebraica americana, é costretto a trarre le stesse conclusioni.
Ancora una volta i fatti ci vendicano e ci danno ragione, noi, di PALAESTINA FELIX siamo orgogliosi di ESSERE SEMPRE STATI DALLA PARTE DELLA VERITA'!
martedì 17 luglio 2012
L'agenzia filosionista 'Reuters' tenta di intimidire il Sensei iraniano Akbar Faraji che l'ha denunciata per diffamazione!
Esponenti dell'agenzia stampa filosionista 'Reuters' hanno ripetutamente tentato di convincere negli ultimi mesi il Sensei iraniano Akbar Faraji, fondatore della prima accademia di Ninjutsu della Repubblica Islamica (il "Bujinkan Hombu Dojo Ninjustu Iran") affinché persuadesse le sue studentesse femminili a ritirare la denuncia collettiva per diffamazione seguita alla diffusione di un 'servizio' che ben poco aveva di giornalistico (tranne forse che del giornalismo 'giallo' più superficiale e scadente) sulle attività del 'dojo' e delle sue studentesse.
Come già denunciato su queste pagine la 'Reuters' aveva propalato ai quattro angoli del mondo una rozza e preposterosa tirata riguardo presunte "Assassine ninka al servizio degli Ayatollah" dipingendo come killer una serie di studentesse, professioniste e persino casalinghe che si sono iscritte all'accademia di arti maziali di Mr. Faraji semplicemente per coltivare l'armonia del corpo e la disciplina dello spirito attraverso un'antica e affascinante disciplina nipponica. Secondo il metro di giudizio della Reuters ogni praticante di Kendo potrebbe essere in grado di sventrare passanti per 'saggiare la sua lama' e non vogliamo nemmeno pensare come potrebbe risultare un 'servizio' simile su appassionati di tiro con l'arco o di scherma; naturalmente l'agenzia fondata da Israel Beer Yosafat riserva questi toni esagerati e allarmistici solo quando gli artisti marziali provengono dall'Iran, paese che Sion vuole sia sempre dipinto come una minaccia pericolosa (al contrario di Israele che invece diffonde una versione bastardizzata e inutilmente violenta dello 'ju jitsu' -il cosiddetto krav maga- in migliaia di palestre in tutto il corrotto e superficiale mondo occidentale).
In omaggio al peggior copione sionista i messaggeri della Reuters avrebbero dapprima cercato di blandire Mr. Faraji con la promessa di tornaconto personali nel caso avesse convinto le allieve a ritirare la denuncia, per poi passare molto rapidamente alle minacce quando egli si dimostrò refrattario a qualunque intervento in tal senso. Ma i loro tentativi si sono conclusi con un nulla di fatto e una Corte civile di Teheran ha stabilito per la fine di settembre la prima udienza del caso che quasi certamente si concluderà con l'imposizione di una severa sanzione di risarcimento danni morali a favore delle atlete diffamate.
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| Come la 'Reuters' immagina le atlete marziali iraniane... |
In omaggio al peggior copione sionista i messaggeri della Reuters avrebbero dapprima cercato di blandire Mr. Faraji con la promessa di tornaconto personali nel caso avesse convinto le allieve a ritirare la denuncia, per poi passare molto rapidamente alle minacce quando egli si dimostrò refrattario a qualunque intervento in tal senso. Ma i loro tentativi si sono conclusi con un nulla di fatto e una Corte civile di Teheran ha stabilito per la fine di settembre la prima udienza del caso che quasi certamente si concluderà con l'imposizione di una severa sanzione di risarcimento danni morali a favore delle atlete diffamate.
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giovedì 14 giugno 2012
Adesso nelle galere dell'occupazione sionista anche ragazzi e adolescenti palestinesi entrano in sciopero della fame!
Venti ragazzi e giovani palestinesi, tutti di età inferiore ai 18 anni, arrestati e detenuti dall'occupazione sionista senza motivo, hanno iniziato, nella galera di Hasharon, uno sciopero della fame a oltranza per protestare contro le inumane condizioni di detenzione e la negligenza dell'amministrazione carceraria nel considerare i loro reclami e porvi un qualche rimedio.
Come confermato dal diciassettenne Ahmed Lafi, uno dei portavoce della protesta, in una rara comunicazione con gli ufficiali del Ministero per gli Affari dei Prigionieri del legittimo Governo palestinese, i venti giovani sarebbero pronti a portare avanti la loro protesta senza considerazione per le conseguenze sulla loro incolumità fisica, dimostrando lo stesso coraggio e la stessa determinazione dello Sceicco Adnan, di Hana'a Shalabi, di Bilal Dhiab e Thaer Halhleh.
Lafi ha anche rivelato che "L'amministrazione carceraria sionista continua a impiegare torture e maltrattamenti nei confronti dei detenuti adolescenti e minorenni, anche dopo l'accordo siglato per far cessare lo sciopero della fame di massa qualche settimana addietro". L'uso di pratiche di tortura verso minorenni é un abominevole esempio della malvagità e della corruzione morale del regime ebraico.
Attualmente i ragazzi palestinesi sotto i 18 anni nelle galere sioniste é di 190 e a essi non viene risparmiato nessuno dei maltrattamenti inflitti agli altri detenuti politici.
Come confermato dal diciassettenne Ahmed Lafi, uno dei portavoce della protesta, in una rara comunicazione con gli ufficiali del Ministero per gli Affari dei Prigionieri del legittimo Governo palestinese, i venti giovani sarebbero pronti a portare avanti la loro protesta senza considerazione per le conseguenze sulla loro incolumità fisica, dimostrando lo stesso coraggio e la stessa determinazione dello Sceicco Adnan, di Hana'a Shalabi, di Bilal Dhiab e Thaer Halhleh.
Lafi ha anche rivelato che "L'amministrazione carceraria sionista continua a impiegare torture e maltrattamenti nei confronti dei detenuti adolescenti e minorenni, anche dopo l'accordo siglato per far cessare lo sciopero della fame di massa qualche settimana addietro". L'uso di pratiche di tortura verso minorenni é un abominevole esempio della malvagità e della corruzione morale del regime ebraico.
Attualmente i ragazzi palestinesi sotto i 18 anni nelle galere sioniste é di 190 e a essi non viene risparmiato nessuno dei maltrattamenti inflitti agli altri detenuti politici.
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lunedì 23 aprile 2012
Fonti sioniste annunciano: "L'Egitto cancella gli accordi sul metano", parziale smentita dal Cairo: "Sono sospesi perché non pagate!"
Il canale televisivo sionista 'Arutz shtaim' aveva annunciato in una delle ultime edizioni del suo notiziario che l'Egitto aveva "unilateralmente cancellato" gli iniqui e dannosi accordi stipulati da Anwar Sadat, il traditore del Nasserismo e firmatario della capitolazione di Camp David con cui nel corso degli ultimi 33 anni il Cairo ha svenduto all'occupazione ebraica miliardi di tonnellate di metano a prezzi totalmente fuori mercato con un danno incommensurabile alla propria economia.
Secondo quanto riportato dalla tv del regime dell'Apartheid l'annuncio sarebbe pervenuto dal Cairo all'EMG, compagnia che riceveva il metano egiziano; in seguito la voce sarebbe stata ripresa e diffusa anche dall'Agenzia Reuters, megafono londinese del sionismo internazionale e voce ufficiale della lobby filo-israeliana. Ma, a stretto giro, un alto ufficiale dell'Esercito egiziano, membro del Consiglio Supremo delle Forze Armate ha informato Tel Aviv che l'accordo é sospeso a causa della incompleta adesione della controparte sionista ai suoi impegni contrattuali, visto che diversi mesi di fornitura non risultano pagati.
Ricordiamo che sono esattamente 14 mesi che il gasdotto del Sinai che usualmente riforniva il regime ebraico del metano sottocosto proveniente dall'Egitto viene costantemente messo fuoriuso da attentati esplosivi portati a termine da elementi beduini contrari a ogni cooperazione tra Egitto e occupazione sionista, sostenuti e acclamati dalla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica del Paese delle Piramidi.
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| Il logo dell'agenzia filosionista Reuters e il ritratto del suo fondatore: "Israel Beer Iosafat" |
Ricordiamo che sono esattamente 14 mesi che il gasdotto del Sinai che usualmente riforniva il regime ebraico del metano sottocosto proveniente dall'Egitto viene costantemente messo fuoriuso da attentati esplosivi portati a termine da elementi beduini contrari a ogni cooperazione tra Egitto e occupazione sionista, sostenuti e acclamati dalla stragrande maggioranza dell'opinione pubblica del Paese delle Piramidi.
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lunedì 2 aprile 2012
Hana'a Shalabi é libera! Gaza accoglie la coraggiosa figlia della Palestina che preferiva la morte all'ingiusta prigionia!
Come annunciato "con caveat" su queste pagine, in quanto il "lancio" non era altrimenti confermato da fonti palestinesi attendibili, Hana'a Shalabi, la detenuta politica palestinese ri-arrestata irregolarmente dai sionisti dopo essere stata liberata lo scorso autunno é stata rilasciata dalle carceri del regime ebraico (dove si é sottoposta a quasi cinquanta giorni di digiuno a oltranza) ed é stata portata nella Striscia di Gaza, lontano dalle persecuzioni, dalle torture, dalle angherie dell'occupazione a cui manca solo di istoriare la svastica al centro delle sue 'stelle di david' per meritarsi del tutto l'aggettivo di "sionazista".
La famiglia Shalabi, pur sollevata nel sapere che la propria figlia non corre più il rischio di morire per inedia (é stata infatti subito portata all'Ospedale Al-Shifa, dove é stata messa in terapia intensiva per combattere le conseguenze della disidratazione, della perdita di peso e dell'atrofia muscolare) ha però protestato per non essere riuscita a entrare in contatto con la giovane prima del suo trasferimento a Gaza, dove dovrebbe rimanere almeno per tre anni.
Anche l'ONG umanitaria 'Addameer' ha espresso la propria insoddisfazione per una misura che "non sana il grave vulnus giuridico della legislazione sionista che tuttora permette di arrestare e imprigionare cittadini palestinesi senza un'accusa certa", aggiungendo come "Sia imperativo trovare una soluzione permanente alla barbara e ingiustificata pratica israeliana di detenzione arbitraria, in accordo con le norme e le leggi umanitarie internazionali".
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venerdì 30 marzo 2012
Media filosionisti dichiarano che Hana'a Shalabi ha interrotto lo sciopero della fame, ma fonti indipendenti non lo confermano!
Poco tempo fa l'agenzia stampa filosionista 'Reuters' e la britannica 'BBC' hanno pubblicato vibranti titoli secondo i quali la coraggiosa e determinata detenuta politica palestinese Hana'a Shalabi, da 44 giorni senza cibo per protesta contro il suo ri-arresto illegale da parte delle autorità del regime sionista di occupazione, avrebbe "interrotto lo sciopero della fame" in cambio di un accordo in base al quale verrebbe trasferita nella Striscia di Gaza, lontano dalla sua famiglia ma anche al sicuro da possibili nuovi arresti e torture e angherie da parte degli sbirri di Tel Aviv.
La notizia ha iniziato a rimbalzare anche su altre testate e agenzie (Al-Jazeera, Al-Arabiya), ma allo stato attuale dei fatti la Redazione di Palaestina Felix non se la sente di confermare quanto preteso da questi "lanci" visto che manca una conferma da parte di una fonte palestinese affidabile. Anzi, 'Palaestina Felix' invita tutti i suoi lettori a esercitare cautela estrema rispetto a tali pretese che: 1) provengono finora solo da media controllati da sionisti e pesantemente allineati con loro 2) vorrebbero dare l'idea di Hana'a Shalabi che 'accetta' di venire esiliata e quindi separata dal background politico e sociale della sua lotta per l'emancipazione della Palestina occupata.
L'associazione 'Clinici per i Diritti Umani' e il gruppo 'Addameer', che più da vicino hanno seguito l'evoluzione della lotta di Hana'a Shalabi si sono riservati di confermare o smentire in un secondo tempo la veridicità delle affermazioni e notizie in questione visto che la prevista visita di Hana'a Shalabi da parte dei suoi legali che avrebbe dovuto tenersi oggi é stata cancellata così come la programmata ispezione delle sue condizioni cliniche che i medici dell'ONG avrebbero dovuto tenere domani, oggi e domani anche tutte le visite da parte di familiari sono state cancellate. Sta succedendo qualcosa ad Hana'a Shalabi, nel 44esimo giorno del suo digiuno autoimposto, ma non sappiamo ancora dire che cosa.
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giovedì 29 marzo 2012
Atlete iraniane diffamate da un servizio dell'agenzia filosionista 'Reuters' sporgono denuncia per danni morali!
Akbar Faraji, maestro di arti marziali iraniano, stabilì il primo 'dojo' di Ninjutsu nella Repubblica Islamica, il "Bujinkan Hombu Dojo Ninjustu Iran" esattamente 22 anni fa; da allora migliaia e migliaia di appassionati di arti marziali si sono esercitati e perfezionati sotto la sua guida, tra essi circa tremila donne e ragazze. Quando, settimane addietro un reporter dell'agenzia stampa Reuters chiese di intervistare alcune allieve del Dojo 'per un servizio di sport', Faraji non ebbe nulla in contrario e facilitò il contatto tra il giornalista e le atlete che manifestarono interesse per l'intervista.
Ma, già durante il suo svolgimento, era chiaro che non era la curiosità per le arti marziali e lo sport a muovere l'inviato della Reuters. L'agenzia di stampa fondata a Londra da 'Paul Reuters' (in realtà nato in Germania come Israel Beer Yosafat) é sempre stata un megafono del sionismo e, ultimamente, ha abbracciato la causa della propaganda occidentalista e islamofoba con un livore e una virulenza da fare invidia a "Libero" e al "Giornale". Ovvio quindi che, forse influenzato da una gioventù spesa a vedere pellicole di Micheal Dudikoff, il 'giornalista' della Reuters abbia rivolto alle atlete domande tendenziose e ingannevoli che poi gli sono servite per imbastire un 'servizio' truculento e scorretto che parlava di "3000 ASSASSINE NINJA AL SERVIZIO DEGLI AYATOLLAH!".
E l'Hasbara é servita! Verrebbe da commentare; ovviamente il panzanificio occidentale che deve necessariamente diffondere menzogne e balle anche le più incredibili sull'Iran e la Repubblica Islamica (dall'inesistente 'bomba atomica iraniana' in avanti) si é subito cibato avidamente di questa nuova bufala, ripresa da BBC, CNN, FOX e altre sentine della disinformazione filosionista. Ma le cose non sono finite qui, perché, rifiutando l'etichetta cucita loro addosso dallo scorretto e vigliacco 'reporter' le atlete e artiste marziali iraniane si sono coalizzate e hanno sporto denuncia contro la stessa Reuters, chiedendo compensazione per i danni morali riportati. Siccome siamo certi che si dedicheranno al compito di ottenere giustizia con la stessa tenacia e dedizione con cui hanno padroneggiato una delle più difficili e impegnative arti marziali nipponiche, siamo certi che i 'ballisti' dell'Hasbara made in Reuters avranno nel futuro le loro belle grane!
Brave ragazze!!
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martedì 7 febbraio 2012
Le incredibili menzogne imperialiste sulla Siria: oggi sbugiardiamo il cosiddetto "Osservatorio siriano sui Diritti Umani!"
Potremmo scrivere un lungo trafiletto di corredo a questo video, ma troviamo che qualunque frase potessimo scegliere di abbinarvi sarebbe resa ridondante dall'opera, invero ottima, compiuta dal suo creatore, che ha intervallato le immagini sottotitolate di didascalie esplicative chiare a sufficienza. La redazione di "Palaestina Felix", oltre a congratularsi con il titolare/i titolari dell'account youtube sotto il quale esso é stato pubblicato chiede a tutti i suoi lettori un quarto d'ora del loro tempo per poterlo seguire con attenzione e rendersi conto di quali immense e spudorate menzogne sia costituita la campagna mediatica contro la Repubblica araba siriana e il suo Presidente Bashir Assad.
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