Ormai i nostri numerosissimi e affezionati lettori saranno abituati all'espressione "curdaglia", che usiamo come portmanteau di "canaglia curda" quando ci riferiamo ai leccapiedi bookchiniani del PKK/YPG, i beniamini di zekkokalkare e di qualche altro rincretinito che viene qui a postare idiozie sulle 'donne curde che godono di tutti i diritti' (mi sa che possono 'godere' di ben poco altro, vista la virilità di cui dà mostra il 'kurdonko' medio!).
Bene, abbiamo un nuovo esempio per dimostrare quanto tale appellativo sia meritato.
Un esempio che viene dalla cittadina siriana di Tel Abyad, sul confine con la Turchia.
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martedì 20 marzo 2018
A Tel Abyad i leali cittadini siriani issano la bandiera 'Occhi Verdi', ma la curdaglia codarda la rimuove poco dopo!
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martedì 24 settembre 2013
Combattenti curdi uccidono 83 terroristi wahabiti nella Provincia di Raqqa, scontri fra terroristi di varie fazioni!
Sono ben 83 gli affiliati alla formazione wahabita 'Al-Nusra' eliminati vicino al villaggio di Tel Abyad (Provincia di Raqqa) dai combattenti dei Comitati Popolari Curdi, formazione schierata col Governo di Damasco e contro i mercenari stranieri finanziati da Turchia, Arabia Saudita, Usa e Israele.
Il leader curdo Hossein Morteza ha riferito che, mentre i suoi uomini eliminavano le cellule terroriste che cercavano di infiltrarsi nel territorio controllato dai Comitati Popolari altre unità di Al-Nusra combattevano una dura battaglia, altrove, contro gli uomini dell'FSA filoturco.
Le occasioni di scontri tra diverse fazioni del terrorismo internazionale si fanno sempre più frequenti e fanno intravedere una spaccatura del fronte takfiro che il Presidente Assad non tarderà a volgere in favore delle sue forze.
Il leader curdo Hossein Morteza ha riferito che, mentre i suoi uomini eliminavano le cellule terroriste che cercavano di infiltrarsi nel territorio controllato dai Comitati Popolari altre unità di Al-Nusra combattevano una dura battaglia, altrove, contro gli uomini dell'FSA filoturco.
Le occasioni di scontri tra diverse fazioni del terrorismo internazionale si fanno sempre più frequenti e fanno intravedere una spaccatura del fronte takfiro che il Presidente Assad non tarderà a volgere in favore delle sue forze.
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giovedì 4 ottobre 2012
L'arroganza imbecille di Erdogan porta la Turchia vicina alla guerra civile! Scontri in piazza ad Ankara!
Come lo stupido che lancia pietre contro le case dei vicini quando quella che occupa é fatta di fragile vetro Recep Erdogan ha pensato di poter utilizzare l'incidente di confine avvenuto presso Akcakale per poter uscire dall' "impasse" in cui il totale tracollo della guerriglia armata dei terroristi wahabiti in Siria aveva fatto impantanare i suoi sogni di gloria: non aveva calcolato, lo stolto neo-ottomano, che il popolo turco non ha nessuna voglia di aggredire Damasco e, per ricordaglierlo, una immensa manifestazione é stata subito improvvisata tra le strade della capitale Ankara.
"Non vogliamo nessuna guerra!" "I Siriani sono nostri fratelli!" erano alcuni degli slogan scanditi dalle migliaia di dimostranti fuori dal Parlamento, che sono stati allontanati dalla polizia con uso di idranti e di gas lacrimogenti, come una folla di rivoltosi. L'avventurismo militare di Erdogan sta spaccando profondamente l'opinione pubblica turca dove ormai soltanto una minoranza sostiene l'operato del Premier.
Paradossalmente il profilarsi di una minaccia militare turca non farà che ricompattare ulteriormente i ranghi siriani dove anche coloro che ideologicamente o politicamente non sono favorevoli ad Assad certo non vogliono vedere una Siria invasa e asservita ai disegni espansionisti dell'aspirante 'sultano' Erdogan.
"Non vogliamo nessuna guerra!" "I Siriani sono nostri fratelli!" erano alcuni degli slogan scanditi dalle migliaia di dimostranti fuori dal Parlamento, che sono stati allontanati dalla polizia con uso di idranti e di gas lacrimogenti, come una folla di rivoltosi. L'avventurismo militare di Erdogan sta spaccando profondamente l'opinione pubblica turca dove ormai soltanto una minoranza sostiene l'operato del Premier.
Paradossalmente il profilarsi di una minaccia militare turca non farà che ricompattare ulteriormente i ranghi siriani dove anche coloro che ideologicamente o politicamente non sono favorevoli ad Assad certo non vogliono vedere una Siria invasa e asservita ai disegni espansionisti dell'aspirante 'sultano' Erdogan.
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