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domenica 7 febbraio 2016

E' confermato, i "rambo" di Obama vorrebbero assassinare il Generale Qassem Soleimani (campa cavallo...)

Il sito "Veterans Today" (che a dispetto del nome é un outlet anti-imperialista) ha trasmesso un'informativa riservata secondo la quale una equipe militare USA di specialisti in assassinii, al servizio della CIA, inclusi elementi dei Navy Seals, stava operando nella regione di Idlib/Aleppo in Siria, contro obiettivi russi ed iraniani, compreso prioritariamente il Generale Qassem Soleimani, "asso" dell'IRGC e già salvatore dell'Irak dalla minaccia dell'ISIS.

“Gli statunitensi stanno disperatamente cercando di colpire il generale Soleimani, quale figura di prestigio, in modo da potersi sentire meglio e sollevare il morale delle truppe speciali degli USA che operano in Siria”, ha detto il Comandante dell'IRGC Hassan Firouzabadi in una conferenza stampa tenuta ieri.

sabato 6 giugno 2015

Le (un po' ottimistiche) previsioni di 'Veterans Today' per lo sviluppo delle operazioni in Siria!

"Veterans Today" é un outlet mediatico che, per quanto affine a noi come sentimenti e visione della situazione internazionale, tuttavia a volte é un po' troppo frettoloso nelle sue uscite, spesso dando credito alla voce più recente e sensazionale senza quell'accurato lavoro di soppesatura, riflessione e regionamento deduttivo che noi preferiamo adottare per valutare la credibilità degli 'scoop' che di tanto in tanto ci vengono proposti.

Diciamo tutto questo in spirito di osservazione critica e senza nessun malanimo verso i colleghi che lo gestiscono e lo curano: ma sinceramente, quando si cercano di far passare per 'bombe ai neutroni isrealiane' le bombe termobariche lanciate dagli aerei sauditi sullo Yemen una tirata d'orecchi e un richiamo al 'Rasoio di Occam' sono un po' necessari.

martedì 13 gennaio 2015

Analista di Veterans Today: "L'Esercito irakeno é finalmente moderno ed efficiente, l'ISIS non riesce a rimpiazzare le perdite!"

L'analista e commentatore di cose militari Jim W. Dean, di "Veterans Today" ha rilasciato interessanti dichiarazioni riguardo la realtà della situazione tattico-strategica tra Irak ed ISIS in questo primissimo scorcio di 2015. Alcuni di voi potranno ricordare il signor Dean come colui che commentò con favore il nostro articolo sui pezzi d'artiglieria cingolati "OTOBreda Palmaria" coinvolti nella caduta di Gheddafi poco meno di quattro anni fa.

mercoledì 10 luglio 2013

Mike Chester: il presunto "incidente" dell'F-16 é in realtà il tentativo di Tel Aviv di mascherare le perdite subite su Damasco!

Riprendiamo e pubblichiamo a stretto giro le dichiarazioni dell'esperto di Intelligence e Strategia Mike Chester, regolare firma delle colonne di "Veterans Today" che ha affermato nella giornata di ieri come in realtà nessun F-16 sia, come preteso da Tel Aviv, precipitato in mare davanti alla Striscia di Gaza nella giornata di lunedì 8 luglio.

L'apparecchio denunciato per perso in realtà sarebbe quello abbattuto due mesi fa sopra Damasco dall'antiaerea siriana nel corso del codardo attacco aereo portato dal regime ebraico contro la Repubblica Araba Siriana. A bordo dell'F-16 biposto vi sarebbero stati il pilota Shmuel Azar e il suo vice Gary Eyessone.

Il comportamento del regime razzista dell'Apartheid sarebbe stato in questo caso identico a quello tenuto nell'occasione della perdita di uno dei suoi sottomarini "Dolfin" ('regalo' della sciocca Angela Merkel) perso in circostanze non chiare: da allora la marina di Tel Aviv non ha fatto che 'giocare' con le sigle di identificazione dei vascelli rimanenti nel disperato tentativo di pretendere che tutti i sommergibili siano ancora in servizio.

sabato 26 marzo 2011

Sorpresa! I mezzi 'fantasma' di Gheddafi? Ma 'made in italy', ovviamente!!


E' con piacere che pubblichiamo la soluzione a un piccolo "giallo" che avevamo segnalato ai nostri lettori riprendendolo dalle pagine di "Veterans Today", dove il commentatore Gordon Duff (reduce del Vietnam e attivista filo-palestinese e anti-imperialista), non riusciva a "piazzare" la silohuette di un obice corazzato cingolato la cui carcassa carbonizzata era stata immortalata, insieme a quelle di altri mezzi militari del Rais di Tripoli, da una troupe giornalistica poco fuori Benghazi.

Chiaramente non ascrivibile alle forniture militari sovietiche di cui il Colonnello aveva beneficiato negli indimenticabili anni settanta, il mezzo aveva fatto sorgere l'ipotesi che fosse un prototipo con torretta della British Aerospace (ipotesi di Gordon Duff), mentre a noi era sembrato più un Bhim della sudafricana Denel o un 2S19 Msta-S, probabilmente georgiano o bielorusso.

Grazie a una preziosissima segnalazione di un lettore e a reportage fotografici più netti e distinti di quello ripreso da Duff, siamo ormai certi che i semoventi in questione siano in realtà italianissimi "Otobreda Palmaria", venduti in un centinaio d'esemplari a Tripoli 29 anni fa, nel 1982. Sviluppato sullo scafo della versione OTO del Leopard-1 il Palmaria é un mezzo relativamente moderno, più efficiente degli M-109 americani ma meno sofisticato dei più recenti Msta-s e PanzerH-2000.

Nel contemplare la fine ingloriosa degli Otobreda Palmaria troviamo un pizzico di amara ironia vichiana nel considerare che, come già altri mezzi corazzati italiani inviati in Libia più di 60 anni fa, anche loro finiranno i loro giorni come carcasse lasciate ad arrugginire nel deserto.

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AGGIORNAMENTO: Siamo rimasti letteralmente colpiti dall'interesse dimostrato da Gordon Duff in persona e dai suoi colleghi del sito "Veterans Today" (un outlet di informazione 'progressista' e 'anti-militarista' rivolto alla comunità dei reduci a stelle e strisce), che hanno ripreso e tentato di tradurre in inglese il nostro pezzo. Ovviamente, essendo rimasti 'negativamente colpiti' dalla qualità della sintassi che risultava dall'uso del famigerato Google Translate siamo entrati in contatto con lo stesso Duff offrendogli una nostra traduzione in inglese accettabile dell'articolo, i lettori di Palaestina Felix fluenti nella lingua d'Albione possono ora 'gustarsela' a questa URL.

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mercoledì 23 marzo 2011

F-15 down!! Prime perdite della Nato sulla Libia mentre mezzi "fantasma" appaiono nelle fila dei fedeli di Gheddafi!



Il mito dell'invincibile e irraggiungibile superiorità tecnologica 'occidentale' riceve un altro colpo non da poco (dopo tutti quelli che l'hanno appannato e intaccato dai 'giorni di gloria' del 1991 quando sembrava che le flotte aeree nato fossero in grado di demolire dall'alto qualunque avversario, come nei deliri dohuettiani), quando, meno di un giorno e mezzo della campagna "Odissey Dawn" un F-15E 'Eagle' dell'aeronautica USA è precipitato attorno a Bengasi; senza nemmeno che qualcuno si sia peritato di sparargli contro.

In realtà, a ben vedere, l'incidente, attribuito dal Pentagono a "cause meccaniche" é piuttosto l'ennesima testimonianza dell'incipiente obsolescenza della flotta di F-15 americani che, progettati a metà degli anni '60 ed entrati in servizio all'inizio della decade successiva ha nella versione 'E' l'apice della sua evoluzione e tuttavia, nonostante imponenti pacchetti di aggiornamento e routine di manutenzione, comincia ormai a mostrare tutti i suoi anni.

Il problema non é da poco per i gallonati pundit del Pentagono, perché l'F-35 Lighting II é ancora sette anni dal venire introdotto in linea di volo e, con l'F-22 "congelato" a difesa dello spazio aereo statunitense (alcuni dicono per l'esorbitante prezzo delle macchine, altri malignamente insinuano per prestazioni del tutto al di sotto delle attese, a loro tempo propagandate come 'fantascientifiche'), sembra proprio che i residuati della "teen series" (F-15, 16 e 18, dopo il ritiro dell'F-14 ormai diversi anni fa) dovranno adattarsi a girare il mondo "esportando democrazia" e "bombardando umanitariamente" ancora qualche annetto, anche se chi scrive spera che non ve ne sia alcun bisogno e che, qualora il caso si ripresentasse, più d'uno faccia 'obiezione di coscienza strutturale', crollando da sotto la sella degli spavaldi cowboy dell'Air Force.


Intanto vengono diffuse le prime immagini di mezzi filo-Gheddafi distrutte, riprese dal britannico Telegraph e da Gordon Duff (ex-marine dell'Era del Vietnam) sulla pagina web 'Veterans Today', sito alquanto 'progressista' nello spettro dei media rivolti alla comunità degli ex-servicemen americani. Notiamo innanzi tutto che vicino alle carcasse dei mezzi del Rais non mancano mai cadaveri di africani, segno che evidentemente la compagnia israeliana dell'ex Generale Ziv sta ancora rifornendo di Darfuriani e Sudanesi il dittatore di Tripoli.

Secondariamente attrae la nostra attenzione la carcassa di pezzo d'artiglieria cingolato che vediamo qui sopra: la silohuette, per quanto si vede, non corrisponde a nessuno degli esemplari di cannoni cingolati accreditati all'arsenale libico (122mm e 152mm 2S1 e 2S3 di fabbricazione sovietica), somiglia piuttosto al molto più recente 2S19 russo o al prototipo Bhim costruito per il mercato indiano dalla sudafricana Denel, particolarmente indicativa ci sembra la camera per lo sfiato dei gas lungo la canna, che manca in altri cannoni corazzati meno recenti.

Guarda caso, il 2S19 é presente nell'arsenale georgiano, il cui apparato militare é stato infiltrato fino ai più alti gradi politici e di comando da Israele e il Bhim é stato sviluppato da un'industria sudafricana che era una cosa sola con l'apparato militare del regime dell'Apartheid, ottimo e fedele alleato di Tel Aviv. E' paranoia pensare che nella comparsa di questi 'mezzi fantasma' nell'arsenale della Jamahiryia ci sia, come per i mercenari neri, la mano di Israele?

Meditate gente, meditate!

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