lunedì 7 novembre 2011

Haniyeh in occasione dell'Eid al-Adha: "La Resistenza ha liberato Gaza e i prigionieri; il compromesso non libera niente!"


Ismail Haniyeh, Premier palestinese democraticamente eletto, ha come di consueto guidato le preghiere in occasione delle cerimonie dell'Eid al-Adha, la festività del Sacrificio, estendendo l'augurio che tutti gli Arabi e tutti i Musulmani della Terra che si trovano tuttora a languire sotto regimi corrotti e ingiusti riescano, come già hanno fatto gli abitanti di Tunisia, Egitto e Libia, a spezzare le loro catene e cacciare sovrani e dittatori asserviti all'arroganza dell'imperialismo capitalista e del sionismo razzista.

Il Primo Ministro ha aggiunto che queste nazioni dovranno prima di tutto preoccuparsi di cacciare ogni straniero occupante o invasore dalle loro terre, ponendo a esempio preclaro la città santa di Gerusalemme e la Palestina occupata nel '48 e nel '67 dall'illegittima entità sionista. A questo riguardo ha citato le grandi vittorie del ritiro sionista dalla Striscia di Gaza della liberazione degli oltre mille prigionieri politici, indicando le costanza e la perseveranza nella Resistenza possono avere la meglio anche in situazioni di gravissimo squilibrio di forze.

Hamas, Movimento islamico di Resistenza, ha sempre percorso con convinzione la strada della lotta, rifiutando ogni riconoscimento, ogni accordo, ogni 'trattativa' con Israele, eppure proprio le iniziative di Hamas hanno portato a queste grandi vittorie, mentre la strada del compromesso seguita dai dirigenti di Fatah é riuscita solo a cementare la presa sionista sulla Cisgiordania occupata, dove negli ultimi 17 anni gli insediamenti illegali di miliziani ebrei fanatici si sono estesi e moltiplicati come funghi velenosi.
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Il Kuwait gela il Pentagono: "Non ospiteremo neanche un soldato americano in più di ora!"


Brutto colpo per l'Amministrazione Obama e i suoi piani di prolungata presenza militare nel Golfo Persico; da Kuwait City il Ministro della Difesa Sceicco Jaber al-Mubarak al-Hamad al-Sabah ha negato recisamente che il suo Governo abbia acconsentito a ospitare parte delle truppe Usa che sono attualmente in corso di smobilitazione in Irak come dagli accordi sul ritiro siglati a fine 2008 da George Bush Jr.

La notizia, riportata dall'agenzia stampa ufficiale dell'emirato, la KUNA, ha fatto giustizia delle voci ampiamente ripetute e riportate che volevano un contingente di almeno quattromila uomini come trasferibile dalla Mesopotamia al piccolo Stato sul Golfo, al centro tra il 1990 e '91 del tentativo di occupazione irakeno e alla successiva operazione militare 'Desert Storm'.

Per chiarire ulteriormente le cose lo Sceicco Jaber ha puntualizzato che non solo il suo Governo e il Sovrano del Kuwait non hanno intenzione di fare aumentare "di un solo uomo" la presenza militare americana sul loro territorio, ma che altresì non permetteranno che forze e strutture Usa già presenti in loco siano utilizzate "per aggredire o colpire qualunque stato confinante o circonvicino", facendo giustizia di un altro 'rumor' riguardante la disponibilità del Kuwait a diventare base di partenza o di appoggio per una aggressione militare nei confronti dell'Iran.
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La Jihad Islamica avverte: "Stiamo valutando le opzioni per una pronta e adeguata rappresaglia contro lo Stato ebraico!"


Il portavoce del Movimento per la Jihad islamica in Palestina, Daoud Shehab, ha dichiarato che le opzioni disponibili alla Resistenza per replicare alla criminale aggressione dell'occupazione sionista, risultata nella morte del militante Abdullah Muhanna e nel ferimento di tre suoi camerati alla vigilia dell'Eid al-Adha sono "molteplici e tuttora in fase di analisi e valutazione".

In un comunicato rilasciato nel corso del weekend Shehab ha detto: "L'occupazione sionista ha scientemente e volontariamente rotto la tregua a cui noi, come tutte le altre fazioni della Resistenza, avevamo aderito", sottolineando come anche gli altri partiti e organizzazioni palestinesi presenti e attivi a Gaza abbiano dato il loro assenso a una reazione comune contro la provocazione del regime ebraico.

"La Jihad Islamica é dedita alla causa di tutti i Palestinesi, a prescindere dall'appartenenza o dall'affiliazione politica e, perciò, avremmo reagito e risposto alla provocazione anche se le vittime non fossero appartenute alle nostre Brigate Al-Quds. Il fatto che l'attacco sia arrivato alla vigilia di una importante festività religiosa non fa che confermare il disprezzo e l'insensibilità dell'occupazione verso il popolo palestinese". Shehab ha concluso il messaggio avvertendo che già in questo momento il comando delle Brigate Al-Quds sta analizzando le possibilità per una efficace e adeguata rappresaglia all'attacco di sabato.
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domenica 6 novembre 2011

La lobby sionista tedesca attacca Claus-Brunner del 'Partito Pirata', l'accusa? Indossare una Kefiah


Gerwald Claus-Brunner (sopra), deputato del 'Partito Pirata' nel Parlamento locale di Berlino é finito nel mirino della potentissima Lobby a Sei Punte insediata in Germania, come riportato recentemente dal quotidiano "Frankfurter Rundschau", ma per quale motivo? Forti critiche agli attacchi assassini portati dall'esercito sionista contro i Palestinesi di Gaza? Attacchi contro la politica genocida e di pulizia etnica attuata nei territori occupati? Dichiarazioni di sostegno alla Repubblica Iraniana e al suo inalienabile diritto di dotarsi di impianti nucleari civili? Niente di tutto questo; semplicemente Gerwald Claus-Brunner indossa pubblicamente la Kefiah.

Questo fashion statement ha mandato su tutte le furie la sionistissima Charlotte Knobolch, già presidentessa del Consiglio Centrale Giudaico basato nella capitale tedesca che ha tacciato il giovane deputato, naturalmente, di "Anti-semitismo"; ora, come faccia un indumento ideato e portato per secoli dalle semitissime popolazioni arabe a essere 'antisemita' proprio non riusciamo a spiegarcelo, siamo sicuri che la già presidentessa di Ratschlagen giudaici potrebbe farci una concione in merito, ma preferiamo restare nella nostra beata ignoranza di goyim filosemiti perché filopalestinesi.
Ma con una faccia così é lecito criticare il guardaroba altrui?
Notiamo invece e apprezziamo la risposta a stretto giro recapitata dal deputato alla sua accusatrice: "In questo paese esiste libertà di espressione e io ho intenzione di continuare a esercitare la mia!"; bravo Herr Claus-Brunner! Yo-ho-ho a lei e alla sua 'ciurma' di pirati parlamentari, ci vorrebbero più politici, in questa Europa fiacca, debole e vittimizzata dalle lobby a sei punte, dotati del coraggio che lei ha mostrato in questa occasione! Possa il vento gonfiare le vele del suo movimento e far garrire la vostra bandiera corsara!

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La Turchia propone un bilancio militare da oltre sette miliardi di Euro e annuncia la costruzione di propri aerei da combattimento!


Il Ministro turco della Difesa, Ismet Yilmaz, ha proposto per l'anno fiscale 2012 un bilancio da 18 miliardi e 200 milioni di lire turche, il corrispettivo di oltre 7 miliardi di Euro, da far ratificare al Parlamento, dove il partito del premier Erdogan (l'AKP) gode da giugno di una maggioranza assoluta. In attesa del responso Yilmaz ha annunciato per il futuro una serie di ambiziosi progetti per l'industria turca della Difesa e della tecnologia militare.

In parte già conoscevamo diversi punti di forza dei programmi turchi per le forze armate: lo svincolamento dai legami di sudditanza verso gli Stati Uniti, la produzione autoctona di avanzati sistemi come i droni senza pilota, la produzione in grande numero dell'Altay, carro armato pensato per le arene mediorientali e centroasiatiche del XXI secolo; ci ha stupito e interessato l'annuncio dell'interesse di Ankara per progettare e produrre anche un proprio aereo da combattimento, che possa sostituire i caccia e cacciabombardieri americani attualmente in linea.

Pochi giorni fa era arrivata la notizia dell'inzio della produzione in serie del missile da crociera SOM. Sembra affermarsi sempre di più l'idea, tra le potenze emergenti del Vicino e Medio Oriente che per essere veramente indipendente e autonoma una nazione debba controllare dalla A alla Z le proprie produzioni militari; ne abbiamo avuto la dimostrazione finora in Iran e adesso iniziamo a vedere i frutti di questa dottrina anche in Turchia.
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Siamo sicuri che in Libia sia tutto finito? Nell'interno del paese e oltre il confine col Niger si organizza la guerriglia lealista.


LLF, Fronte di Liberazione Libico, questo il nome della neonata forza politica e militare organizzatasi in questi giorni tra il profondo Hinterland libico, dominio incontrastato dei clan beduini, e il confine col Niger, laddove le sabbie del Sahara cedono il passo alla prateria e alla savana semiarida che in arabo vengono definite 'Sahel', cioé 'costa', 'riva', non una riva tra acqua e terra, beninteso, ma tra terra e sabbia, tra sterpaglia e deserto.

Franklin Lamb, cronista statunitense esperto di Mondo Arabo, da anni residente e operante in Libano, si é recato di recente a visitare, nel Sahel del Niger proprio oltre il confine, il Quartier Generale di questa nuova formazione, dove, come si può ben capire, l'unica autorità riconosciuta é quella di Saif Gheddafi, tanto dai membri del suo clan, oltre che da quello dei Wafalla, storici alleati tribali dell'ex Rais.

Lamb rimane stupito dalla qualità degli equipaggiamenti e dell'hardware tecnologico in mano ai membri dell'LLF e viene legittimo il sospetto che, in qualche modo, a qualche livello, non sia stata messa mano a cache di fondi e di risorse preventivamente accumulate per questo scopo, forse temendo un'invasione straniera della Libia o, come é avvenuto, una guerra civile. All'inizio del secolo i guerriglieri Senussi riuscirono a far vedere letteralmente i sorci verdi agli occupanti italiani che, come il Consiglio Nazionale di Transizione, occupavano solo la ristretta fascia costiera. La storia é forse destinata a ripetersi?

Ma forse il 'Fronte' preferirà muoversi su strade diverse da quelle della guerriglia armata dura e cruda, o, quantomento, mantenere un 'doppio binario' di iniziative politiche e militari; sembra infatti che, valendosi della trentennale esperienza dei 'consigli del popolo' (infingimenti di democrazia diretta per i nemici di Gheddafi, utili strumenti di autogoverno per i suoi fautori) l'LLF abbia intenzione di sostenere candidati d'opposizione alle elezioni politiche promesse per il 2012 dai capi del Consiglio di Transizione.
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Il Moloch sionazista pretende il suo 'sacrificio di sangue' alla vigilia dell'Eid al-Adha! Attacco aereo uccide giovane di 22 anni


Come un idolo vorace di sangue umano il mostruoso regime dell'Apartheid ha preteso un sacrificio cruento anche alla vigila della festività principale del calendario liturgico musulmano: l'Eid al-Adha. Ma il Moloch a sei punte non si affida a sacerdoti o cultisti che ne arrossino gli altari, lui le sue vittime se le procura direttamente, con i jet, con i droni, con gli elicotteri fornitigli a prezzo scontato dallo Zio Sam nelle sue varie incarnazioni presidenziali (che spesso vengono pagate con gli stessi dollari di 'Aiuto al Terzo Mondo' di cui la lobby a sei punte é generosa dispensatrice -tanto vengono dalle tasse dei comuni cittadini, non dei grassi lobbisti con la doppia cittadinanza USraeliana-).

Così anche nella giornata di oggi jet con la svastica a sei punte hanno incrociato i cieli sopra Khan Younis, nel Sud della Striscia di Gaza assediata, lanciando bombe guidate e raffiche di cannoncino contro un gruppo di resistenti delle Brigate Al-Quds, i combattenti del Movimento per la Jihad islamica in Palestina che sono stati bersagliati mentre si trovavano nel distretto di Ghawafeer, nel villaggio di Qarara poco a Est della città. Abdullah Muhanna, un combattente di 22 anni é stato colpito a morte, mentre tre suoi camerati hanno ricevuto ferite di moderata entità, per il trattamento delle quali sono subito stati trasportati al più vicino ospedale.

Oggi, a poche ore dalla morte, come prescrive la fede musulmana, Abdullah Muhanna é stato posto a riposo in un cimitero del ghetto palestinese assediato. Il suo martirio, poco prima dell'Eid al-Adha, annuncia un comunicato della Jihad islamica, non sarà un sacrificio sterile; perché dal suo esempio altre dozzine, forse centinaia di giovani trarranno ispirazione per prendere le armi e partecipare direttamente alla lotta di liberazione della loro terra, dal Giordano al Mediterraneo.
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"Miles of Smiles 7" mantiene la promessa e arriva a Gaza in tempo per la festa dell'Eid al-Adha!


Accompagnato da 133 attivisti provenienti da Kuwait, Algeria, Bahrein, Giordania, Francia e Inghilterra la carovana umanitaria di "Miles of Smiles 7" ha raggiunto, come promesso, il ghetto assediato di Gaza giusto in tempo per l'importante festività musulmana dell'Eid al-Adha, la Festa del Sacrificio; come testimonia la foto qui sopra l'attraversamento del varco di confine di Rafah é stata vissuta con trasporto quasi religioso, con i volontari che scendevano dai loro mezzi per baciare il suolo della Striscia, quasi che la dignità e la dedizione di quanti coloro hanno lottato e sofferto contro lo shylockiano strangolamento sionista lo abbiano praticamente reso sacro.

Il convoglio di aiuto porta trenta tipi di farmaci di cui vi é estremo e urgente bisogno a Gaza, 120 sedie a rotelle motorizzate per i numerosi feriti e mutilati dai continui attacchi militari del regime ebraico e una decina di ambulanze (che sono state il veicolo stesso degli aiuti) oltre ad attrezzature sportive da usarsi nella fisioterapia e nella riabilitazione dei feriti e dei malati.

La delegazione di volontari, quindi, ha incontrato il Premier palestinese Ismail Haniyeh, che ha ringraziato i loro sforzi e li ha invitati a unirsi a lui nella preghiera del venerdì, rito di particolare significato visto che introduceva le festività dell'Adha; come si vede dalle foto esclusive riportate qui una nutrita delegazione della stampa regionale e internazionale ha seguito ringraziamenti e preghiera, che hanno ulteriormente rafforzato i legami tra la Striscia di Gaza e il suo popolo e quanti hanno fatto dell'opposizione all'inumano assedio sionazista la loro vocazione e la loro missione.

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