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lunedì 28 gennaio 2013

Palestinesi e libanesi di diverse fedi e partiti donano il loro sangue per aiutare la Siria, il suo popolo e il suo esercito!

Per smentire la fallace e ingannevole opinione che a causa delle 'defezioni' e delle 'giravolte' di certi piccoli cialtroni insinceri come Khaled Mishaal e Moussa Marzouk di Hamas oppure lo 'sceicco' della Fratellanza Musulmana Raed Salah, in un certo senso i "Palestinesi" abbiano collettivamente dimenticato il loro storico legame con la Siria e con il Governo baathista che negli ultimi trenta e passa anni é sempre stato il loro più fedele e convinto alleato, pubblichiamo le immagini qui di seguito.
In esse vediamo Bassam Shakaa, ex-Sindaco di Nablus rimasto mutilato delle gambe nel 1980 ad opera di macellai sionisti, donare il proprio sangue a favore della Siria, del suo Esercito e del suo Popolo, nell'ambito di una campagna orchestrata in tutta la Cisgiordania a cui ha aderito anche l'Arcivescovo di Sebastya Atallah Hannah.
Una simile iniziativa é stata intrapresa anche in Libano e ha visto partecipi contemporaneamente il giornalista e analista americano Franklin Lamb, da anni residente nel Paese dei Cedri, e un esponente di spicco del clero sunnita, che rifiuta le semplificazioni settarie e condanna gli estremisti che vorrebbero precipitare il paese in una nuova guerra civile per ordine degli Emiri wahabiti di Doha e Riyadh.
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sabato 26 maggio 2012

Munizioni dell'Esercito del Qatar trovate nel carico della Lutfallah II destinato ai terroristi wahabiti!

Casse di munizioni riconducibili a stock dell'Esercito del Qatar sono state ritrovate dagli inquirenti che stanno analizzando il carico della Lutfallah II, la nave mercantile intercettata nel Mediterraneo Orientale dalla Marina libanese il mese scorso prima che potesse consegnare 150 tonnellate di munizioni, esplosivi e armamenti ai terroristi attivi in Siria.
Nel carico del bastimento sono stati trovati lanciarazzi anticarro, mitragliatrici pesanti, mortai e bombe e quintali di esplosivi e dozzine di detonatori. La nave doveva attraccare a Tripoli siriaca dopo essersi fermata in Libia. Il ritrovamento delle munizioni qatariote conferma il ruolo motore della dinastia Al-Thani nel rifornire e istigare i mercenari stranieri in Siria ad attacchi sempre più sanguinosi non solo contro l'Esercito e le forze di sicurezza ma anche contro la popolazione civile che é rimasta fedele al Governo legittimo di Bashir Assad.
Il quotidiano egiziano Al-Ghomouria, citando fonti giudiziarie libanesi ha dichiarato che insieme al terrorista sunnita Shadi al-Mawlawi, arrestato recentemente in Libano per traffico di armi, anche il cittadino qatariota Abdul Aziz Atiyeh é stato tratto in custodia; i primi riscontri dopo l'arresto avrebbero confermato come Atiyeh fosse, in effetti, uno dei principali animatori della rete wahabita nella regione.
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mercoledì 9 maggio 2012

Franklin Lamb dal Libano: "La nave Lutfallah II é stata caricata di armi nel porto libico di Bengasi!"

Il corrispondente americano dal Libano Franklin Lamb ha riportato in un suo recente articolo che vi sarebbe un testimone oculare in Libia pronto a confermare di aver visto, insieme a tre altre persone, la nave da trasporto "Lutfallah II" venire caricata di armi e munizioni provenienti dagli ex-arsenali di Gheddafi, acquistate a peso d'oro da mediatori sauditi e qatarioti e sostituite in dodici TEU da sei metri ad altrettanti container carichi di "mercanzie generiche" affidati al mercantile battente bandiera della Sierra Leone.
Le informazioni più rilevanti sarebbero già state acquisite dal Giudice Militare Saqr, che sta perseguendo per direttissima tutti gli arrestati (che rischiano fino alla pena di morte per contrabbando d'armi dirette a forze nemiche dello Stato libanese) e contemporaneamente porta avanti le indagini per scoprire tutti i livelli del traffico mirato a sostenere e rifornire i terroristi takfiri in Siria nella speranza di provocare la caduta del Presidente Bashir Assad.
Secondo quanto trapelato finora i committenti della spedizione sarebbero due uomini d'affari sunniti di nazionalità siriana ma residenti in Arabia Saudita e, nonostante le disperate asserzioni di un sempre meno credibile Mustafa Alloch, protavoce del 'Movimento Futuro', i legami di questi due individui col mezzo saudita Saad Hariri, il Renzo Bossi libanese, sarebbero a un passo dal venire provati al di là di ogni ragionevole dubbio. Tutta la coalizione al Governo, Alleanza 8 Marzo, che riunisce sciiti, armeni, alawiti, drusi e cristiani progressisti, comunisti e nazionalisti pansiriani preme per un'indagine profonda e coraggiosa che sveli una volta per tutte come l'Alleanza rivale, filosionista e filoamericana, stia progettando di trasformare il Libano in un 'trampolino' i terroristi wahabiti e le loro armi.
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domenica 6 novembre 2011

Siamo sicuri che in Libia sia tutto finito? Nell'interno del paese e oltre il confine col Niger si organizza la guerriglia lealista.


LLF, Fronte di Liberazione Libico, questo il nome della neonata forza politica e militare organizzatasi in questi giorni tra il profondo Hinterland libico, dominio incontrastato dei clan beduini, e il confine col Niger, laddove le sabbie del Sahara cedono il passo alla prateria e alla savana semiarida che in arabo vengono definite 'Sahel', cioé 'costa', 'riva', non una riva tra acqua e terra, beninteso, ma tra terra e sabbia, tra sterpaglia e deserto.

Franklin Lamb, cronista statunitense esperto di Mondo Arabo, da anni residente e operante in Libano, si é recato di recente a visitare, nel Sahel del Niger proprio oltre il confine, il Quartier Generale di questa nuova formazione, dove, come si può ben capire, l'unica autorità riconosciuta é quella di Saif Gheddafi, tanto dai membri del suo clan, oltre che da quello dei Wafalla, storici alleati tribali dell'ex Rais.

Lamb rimane stupito dalla qualità degli equipaggiamenti e dell'hardware tecnologico in mano ai membri dell'LLF e viene legittimo il sospetto che, in qualche modo, a qualche livello, non sia stata messa mano a cache di fondi e di risorse preventivamente accumulate per questo scopo, forse temendo un'invasione straniera della Libia o, come é avvenuto, una guerra civile. All'inizio del secolo i guerriglieri Senussi riuscirono a far vedere letteralmente i sorci verdi agli occupanti italiani che, come il Consiglio Nazionale di Transizione, occupavano solo la ristretta fascia costiera. La storia é forse destinata a ripetersi?

Ma forse il 'Fronte' preferirà muoversi su strade diverse da quelle della guerriglia armata dura e cruda, o, quantomento, mantenere un 'doppio binario' di iniziative politiche e militari; sembra infatti che, valendosi della trentennale esperienza dei 'consigli del popolo' (infingimenti di democrazia diretta per i nemici di Gheddafi, utili strumenti di autogoverno per i suoi fautori) l'LLF abbia intenzione di sostenere candidati d'opposizione alle elezioni politiche promesse per il 2012 dai capi del Consiglio di Transizione.
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mercoledì 26 gennaio 2011

Mikati 68 - Hariri 60, l'alleanza di centro-sinistra libanese sconfigge i filo-imperialisti e vola al Governo!

Sostenuto dai voti del Libero Movimento Patriottico, di Hezbollah, di Amal, dei Democratici libanesi, del Partito Socialista della Nazione Siriana, del Partito Marada, del Partito Tashnaq, dei Comunisti libanesi, di due piccole formazioni da un solo parlamentare ciascuna (Baath Socialista Arabo e Partito della Solidarietà) e rinforzato decisivamente dai parlamentari del Partito Socialista Progressista dei Drusi di Jumblatt il milionario sunnita Najib Mikati ha racimolato 68 voti contro i 60 del suo rivale diretto, l'ex Primo Ministro filoamericano Saad Hariri, diventando ufficialmente capo del nuovo Governo libanese.

Più forte delle false testimonianze e delle prove fasulle ammassate dal tribunale-canguro "STL", più forte delle velenose prese di posizione del Dipartimento di Stato di Dama Clinton, più forte del mulinar di sciabole sioniste che viene da oltre il confine, più forte persino del disperato e quasi ridicolo tentativo di Hariri di buttarla "in extremis" in gazzarra con le sparute ma violente manifestazioni di ieri (che una stampa italiana di strettissima osservanza sionista ha maldestramente cercato di accostare alle contemporanee ma politicamente diversissime proteste a Tunisi e al Cairo), Mikati é stato portato alla seconda carica dello Stato da un'alleanza di centro-sinistra che ha vinto l'ennesimo braccio di ferro contro una coalizione filoimperialista che appare più confusa e alle corde del PD di Veltroni.

Magnanimo nella vittoria, Mikati rende onore agli sconfitti ed estende loro la mano per sondare le possibilità di cooperazione, pur sostenuto dalla coalizione premiata dai voti del 54 per cento degli elettori nelle consultazioni del 2009 (senza contare i consensi del PSP), egli sa benissimo di non poter governare a colpi di maggioranza un paese tanto delicato e composito: "Tendo la mano all'opposizione" ha detto nel suo discorso di investitura "sono qui per servire il Libano, non per comandarlo, le mie azioni parleranno da sole".

Nella sua torre del Dipartimento di Stato, la Strega dell'Ovest Hilary Clinton mastica amaro e fa ripetere ai suoi portaborse e assistenti che gli Usa stanno valutando i passi da fare nei confronti (cioé 'contro') il nuovo Governo libanese, disallineato dai desiderata imperiali che erano invece altrettanti ordini per il debole e remissivo Hariri.

Ma l'analista politico americano Franklin Lamb dubita che gli incantesimi della sempre più rugosa e ossigenata Hilary possano far fare marcia indietro al Paese dei Cedri: "Mikati non é andato al potere con un golpe o con la violenza di piazza, ha ottenuto una maggioranza parlamentare, quel che é fatto é fatto e non sarà qualche contratto commerciale saltato o qualche disordine di piazza a togliergli il potere, anzi, eccessive pressioni esterne non farebbero che confermare la percezione che sia il centrodestra filoamericano la più grande minaccia all'indipendenza del Libano".

Il campo di Hariri e soci infatti, ha ripetuto fino alla nausea che con Hezbollah al Governo il Libano sarebbe diventato una pedina dell'Iran, ma, con le sue continue genuflessioni a Washington e Tel Aviv e con le sue manovre a favore del Tribunale speciale é proprio l'alleanza del 14 marzo che ha operato per rendere Beirut una spenta, smunta e piccola appendice della bandiera a stelle (di davide) e strisce.