mercoledì 2 ottobre 2013

L'analista Dilip Hiro trae nette e secche conclusioni sul tramonto della potenza Usa in Medio Oriente!

"Un mondo nel quale nessuno presta più orecchio all'ultima superpotenza rimasta", con questo titolo che sta a metà tra lo straniante e il sensazionale il veterano analista e commentatore di cose mediorientali Dilip Hiro, autore che abbiamo sempre apprezzato fin dai giorni ormai lontani in cui reperimmo e divorammo il suo illuminante saggio sulla guerra Iran-Irak "The Longest War" si lascia andare sulle colonne di TomDispatch.Com a una amara e severa riflessione sulla perdita di appeal subita da Washington nell'arena mediorientale, di cui egli incolpa prima di tutto Barack Obama e la sua politica ondivaga e indecisa, troppo a lungo tentennante tra le alternative di voler essere un imperialista aggressivo (vedasi la continua campagna di 'drone war', le minacce alla Siria, le ingerenze in Yemen e Pachistan...) o d'altro canto un armonizzatore e un pacificatore (il discorso del Cairo del 2009, le apparenti aperture verso i Talebani 'moderati', il tentativo di reapprochement con Teheran...).

Certamente Obama é stato molto, troppo indeciso e anche i suoi ultimi "colpi di timone" tra il dichiarare "L'inderogabile necessità di colpire Assad" e le aperture verso Teheran fatte subito dopo il fallimento dei suoi piani bellici non aiutano a trovare senso o strategia nei suoi comportamenti, ma la colpa dell'imbarazzo imperiale di Obama non sta in Obama stesso; infatti sono le condizioni storiche a dettare il fatto che gli Usa non sono già più in grado di perseguire una politica unilateralista in Medio Oriente; certo, un Presidente meno inesperto in campo internazionale avrebbe saputo scegliere da subito una via conciliatrice e non confrontazionale in maniera da non rendere evidenti le contraddizioni tra volonta di supremazia americana e i sempre più scarsi mezzi per cercare di ottenerla con la forza.

Obama ha fatto molto male in Medio Oriente ma con ogni probabilità il duo McCain-Palin e il Mormone Mitt Romney sarebbero forse riusciti a fare anche peggio: con Dilip Hiro salutiamo il tramonto dell'egemonia Usa in Medio Oriente, durata poco più vent'anni e in via di conclusione senza nemmeno un lascito duraturo visto che, con la Casa Bianca sempre più impegnata a tirare "i remi in barca" anche sulla sopravvivenza a lungo termine del regime sionista in Palestina si possono avere dubbi più che fondati.

2 commenti:

  1. sono d' accordo sul tramonto della potenza degli USA , prima nel M.O. e poi nel resto del mondo , ma in America Latina , i suoi alleati sono oramai ridotti alla sola Colombia ed al Cile.....ma non sulla figura di Obama , il quale , fondamentalmente , ha sempre cercato una via alla pace . chi si intende di cose statunitensi , sa bene che le varie agenzie , continuano molte volte nelle loro campagne di aggressione e di assassinio nonostante i pareri contrari del presidente . non bisogna poi dimenticare la fortissima pressione dell' apparato industrial-militare su di lui, il fatto che svariati esponenti del suo gabinetto siano dei repubblicani . egli li scelse per cercare di pacificare e smorzare le divisioni interne , ma , secondo me , è stata una pessima mossa , che i repubblicani non anno mai fatto , infatti si vede in queste ore come lo tratta il Congresso , dove essi anno la maggioranza . infine , ma non certamente ultima come potenza di influenza , la fortissima lobby ebraica , che , quando si è azzardato a dire che Israele doveva rientrare nei confini del '67 , quasi gli ha fatto perdere le ultime elezioni . per finire , e lo dico con sincero dispiacere , non ha certo il coraggio dei fratelli Kennedy , anzi ammaestrato da quegli esempi , cerca di salvare la pelle........cordialmente , Fabio.

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    1. Buongiorno. Il tuo commento è fondamentalmente corretto. Però bisogna dire a chiare lettere, che quando un politico corre per le elezioni e diventa presidente, è lui che rappresenta il suo paese. Prima di divenire presidente Obama era un politico da molti anni, quindi conosceva benissimo l'ambiente in cui operava. Sapeva come stavano le cose, e i suoi tentativi per la pace, erano solo puttanate per tirare su voti e consenso. Obama ha voluto la bicicletta?? Si? E allora che pedali adesso!!

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