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martedì 1 gennaio 2013

Qatif piange il martire Ali al-Marar mentre la 'culona' Merkel pensa a rafforzare l'arsenale repressivo di Casa Saoud!

Si é tenuta nella provincia orientale sciita la cerimonia funebre per il giovanissimo e coraggioso martire Ali al-Marar, morto a 18 anni mentre dimostrava contro la brutalità e la violenza del regime di Riyadh; ancora una volta la marcia funeraria si é trasformata in una manifestazione di sdegno popolare durante la quale gli abitanti dell'Est saudita hanno promesso al giovane immolatosi di non permettere che il suo sacrificio passi invano.
Ma mentre il popolo in lotta rinnova la sua dedizione alla causa del cambiamento e della democratizzazione dell'ultima monarchia assoluta rimasta in piedi nel globo (perché alleata di Washington e di Tel Aviv) nell'Europa decadente e corrotta la più leggiadra che intelligente cancelliera Angela Merkel progetta di rafforzare l'arsenale repressivo di Riyadh vendendo al despota saudita e ai suoi generali ben 30 veicoli blindati 'Dingo 2', ottimizzati per affrontare e disperdere le folle.
Già in passato avevamo denunciato la "fregola" merkeliana di vendere ai tiranni wahabiti del petrolio avanzati 'panzer'; questo contratto, se finalizzato potrebbe essere ancora più devastante, vista la natura prettamente poliziesca e repressiva dei veicoli in questione.
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sabato 29 dicembre 2012

Hosseini all'ICANA: "Situazione tragica in Arabia Saudita, la repressione del regime va fermata!"

Poche ore dopo l'arrivo della notizia dell'ennesima vittima civile immolata sull'altare della repressione eretto da Casa Saoud (tranquilla e sicura di poter massacrare quanti civili vuole, essendo garantita e protetta dalle alleanze con Washington e Tel Aviv) é stato un parlamentare iraniano, ai microfoni dell'Agenzia stampa ICANA a lanciare l'allarme umanitario.

Seyyed Sharif Hosseini, membro della Presidenza del Parlamento della Repubblica Islamica, ha dichiarato che "ormai da mesi" le proteste, originatesi nei centri sciiti delle Province Orientali come Qatif e Awamiyah, si sono estese fino a Riyadh ed altre città del paese, vedendo sempre più coinvolti anche cittadini di fede sunnita. La protesta, dichiara Hosseini, non é più (se mai lo sia stata), settaria e confessionale ma esprime la delusione del popolo per una gestione pubblica fallimentare in ogni campo.

In particolare sono scandalosi i rapporti internazionali sulle "enormi somme" versate dalla corte di Al-Saoud ad agitatori, mercenari e terroristi in Siria, quando invece la popolazione saudita chiede investimenti nelle infrastrutture, nello stato sociale, per la creazione di posti di lavoro e per diminuire la dipendenza dalle importazioni estere almeno dal febbraio del 2011.
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venerdì 28 dicembre 2012

Un altro ragazzo sciita massacrato a Qatif dagli sgherri del regime Saudita! Dove sono le prefiche occidentali?

Si chiamava Ali al-Marar e aveva soltanto 18 anni l'ennesima vittima della brutalità insensata del regime saudita-wahabita di Riyadh, che mantiene lo sfarzo satrapico della sua corte di principi fannulloni da gerontocomio svendendo alle potenze occidentali la ricchezza del petrolio estratto dal sottosuolo delle province sciite dell'Est.

Ma il giovane Ali Marar non é stata l'unica vittima della valanga di fuoco ad altezza d'uomo riversato dai giannizzeri saudita contro la folla disarmata che protestava contro la corruzione, l'inefficienza, la brutalità del regime; molti altri giovani dimostranti sono stati feriti: non sappiamo precisamente quanti perché da lungo tempo i feriti non vengono più portati in ospedale o ai pronto soccorso, dove potrebbero venire identificati e arrestati dalle autorità.

Il fuoco contro la manifestazione pacifica, secondo testimoni oculari, é partito da due veicoli blindati e da cecchini posizionati sui tetti degli edifici.
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