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mercoledì 31 maggio 2017

"Geopolitica.ru" pubblica un nostro articolo!

Bahrein: caso da manuale dell'arroganza, dell'ipocrisia e del "doppiopesismo" occidentale!



Vedete qualche similitudine tra l'articolo pubblicato sulle nostre pagine domenica scorsa e quello presentato in Spagnolo sul portale web diretto da Leonid Savin poche ore fa?

No? Ovviamente, visto che si tratta PROPRIO del nostro articolo, mirabilmente tradotto in Castigliano!

domenica 28 maggio 2017

Bahrein: caso da manuale dell'arroganza, dell'ipocrisia e del "doppiopesismo" occidentale!


Nelle prime settimane dell'aggressione terroristica internazionale contro la Repubblica Araba Siriana una delle menzogne più frequentemente ripetute dalla propaganda anglosionista e imperialista era quella riguardo alle presunte "enormi manifestazioni di piazza" che avrebbero avuto luogo a Daraa, Damasco e altre città siriane.

Nel mondo di fantasia imperialista "enormi manifestazioni di piazza" sono motivo valido per rovesciare con le armi un Governo votato dalla maggioranza dei Siriani, nonostante il fatto che anche nel caso vi siano, per una "enorme manifestazione" bastano poche migliaia di persone mentre per eleggere un Governo sono necessari molti milioni di voti.

Eppure esiste un paese mediorientale dove "enormi dimostrazioni di piazza" si tengono non già da settimane o mesi, ma DA ANNI e dove, inoltre, tali enormi manifestazioni incarnano perfettamente la volontà della maggioranza assoluta dei cittadini eppure dove, con arroganza estrema, spalleggiata dai peggiori regimi della regione e facilitata dal completo silenzio dei media mainstream occidentali una piccola dinastia di oppressori tiranneggia e reprime con persecuzioni giudiziarie, torture, carcere e omicidi quanti osano parlare e denunciare lo scandaloso stato di cose.

sabato 19 novembre 2016

Fonti russe innalzano il numero di civili aleppini massacrati giorni fa dai terroristi takfiri!

A quanto comunicato stamane dal Ministero della Difesa russo nel corso delle proteste popolari ad Aleppo Centro-Est di cui avevamo noi stessi dato notizia nei giorni scorsi sulla scorta di quanto rivelato da Al-Mayadeen e FARSNews, il bilancio di vittime civili dovrebbee essere più grave di quanto inizialmente annunciato.

Infatti i ventisette morti comprendono "soltanto" diciassette persone che sono state falciate da una raffica di mitragliatrice pesante e dieci uomini rapiti dai terroristi takfiri e uccisi dopo essere stati sottoposti ad atroci torture.

mercoledì 3 dicembre 2014

Mary Hughes Thompson: "Tel Aviv non riuscirà a reprimere la Terza Intifada!"

L'attivista Mary Hughes Thompson, co-fondatrice del Movimento Free Gaza, ha dichiarato nel corso di una intervista con l'emittente iraniana in lingua inglese PressTV che le forze del regime sionista "non saranno in grado" di reprimere la nuova ondata di Resistenza che sta crescendo e montando nella Cisgiordania occupata.

"Non vedo proprio come questa nuova esplosione di Resistenza possa venire soffocata", ha detto ai microfoni dell'emittente aggiungendo che le consuete tattiche del regime sionista "si riveleranno inefficaci" contro i nuovi metodi adottati dal popolo palestinese per difendersi dall'occupazione e dall'invasione.

In chiusura al proprio intervento la Thompson ha stigmatizzato il Governo di Washington per "l'effettiva impunità" che il suo sostegno e i suoi 'veto' in sede di Consiglio di Sicurezza garantiscono al regime ebraico, proteggendolo da sanzioni e contromisure della comunità internazionale.

giovedì 2 ottobre 2014

Ancora un martire a Qatif, il movimento sciita di protesta contro Casa Saoud continua la sua lotta!!

E' un po' di tempo che non parliamo più delle proteste nelle regioni orientali dell'Arabia Saudita, abitate prevalentemente da Sciiti e luogo di estrazione della maggior parte del petrolio che la corrotta corte di Riyadh sfrutta per finanziare il suo osceno stile di vita e per finanziare  il wahabismo takfiro e anti-islamico in tutto il mondo.

Nella foto si vede il volto, composto nella morte, del martire Basim al-Qadihi, ucciso recentemente dai mercenari al servizio dei Saoud mentre protestava pacificamente chiedendo il rilascio del coraggioso Sceicco Nimr al-Nimr, ormai da due anni prigioniero delle galere saudite.

La dedizione e il coraggio degli Sciiti sottoposti all'iniquo e brutale giogo saudita riuscirà ad avere la meglio, così come la Rivoluzione ha saputo trionare in Iran, in Libano e in Yemen, ne siamo assolutamente sicuri.

giovedì 19 giugno 2014

Ecco il volto del settarismo wahabita: Riyadh perseguita i coraggiosi esponenti della comunità sciita!!

Apprendiamo dagli amici dell'emittente IRIB Radio Italia che il regime wahabita di Riyadh avrebbe condannato a morte 26 oppositori politici tra cui il riverito imam sciita Sceicco Nimr al-Nimr.

La notizia, diramata per la prima volta dalla rete iraniana, rivela che personaggi di spicco sauditi che avevano solo effettuato discorsi contro la casa regnante degli Ale Saud, sono stati condannati alla pena capitale.

Il più prestigioso tra questi e' il religioso sciita Sheikh Nimr al Nimr, aggredito, ferito ed arrestato nella sua casa a Qatif l'8 Luglio del 2012.

Le accuse rivolte al religioso sono quelle di aver perturbato l'ordine pubblico con discorsi contro il governo, di aver insultato il re nella preghiera collettiva del Venerdì e di aver difeso i diritti dei prigionieri politici.

Un altro dei condannati alla forca e' l'attivista sciita Kamel Abbas al-Ahmed, in prigione per essersi battuto per la libertà di religione.

Nel 2009 Ahmed era passato alla cronaca per aver criticato l'imam della gran moschea di Mecca che in una serie di dichiarazioni clamorose era arrivato a definire "miscredenti" i musulmani sciiti.

martedì 20 agosto 2013

Il popolo Barheini avverte il tiranno Al-Khalifa: "Il tuo regime abusivo e illegale ha i giorni contati!"

Le localictà di Dair, Tubli, Kawarah e Ma'ameer si sono animate nella giornata di ieri con migliaia e migliaia di manifestanti determinati a far capire al corrotto tiranno Al-Khalifa che nessuna misura di repressione, non importa se sostenuta dai suoi senili sodali sauditi, dai rozzi mercenari wahabiti pachistani, non importa se passata sotto silenzio dagli insinceri mass-media occidentali, riuscirà mai ad estinguere l'anelito di libertà delle masse popolari che troppo a lungo hanno languito sotto il tallone di una dinastia aliena alla Storia e alla Cultura dell'Isola delle Perle, installata al potere per i calcoli imperialisti dell'Ammiragliato inglese.

Nella località di Buri si sono registrati pesanti scontri con massiccio uso di gas tossici  da parte delle forze del regime, che tuttavia non sono riuscite a domare la manifestazione, dovendosi in ultimo ritirare. Il fatto che le manifestazioni continuino ininterrotte da due anni senza che nessuna delle misure repressive della tirannide degli Al-Khalifa riesca a soffocarle dimostra la determinazione del popolo a cacciare gli usurpatori e instaurare un vero regime democratico.

Il partito Al-Wefaq, cardine della coalizione anti Al-Khalifa, ha comunicato che nel corso del mese di luglio sono state 200 le persone arrestate dalla sbirraglia di regime, tra essi persino diciannove bambini.

lunedì 19 agosto 2013

Ministro saudita incontra Hollande e spera che in Egitto la repressione continui indisturbata!

Il Ministro degli Esteri di Casa Saoud, Principe Al-Faisal, durante una sua trasferta parigina nel corso della quale si é incontrato col successore di Sarkozy François Hollande ha espresso la sua 'speranza' che l'attuale repressione armata in corso in Egitto possa andare avanti indisturbata, confermando come assolutamente corretto il giudizio analitico dell'amico Ouday Ramadan (espresso ieri su queste stesse pagine) secondo il quale quello a cui stiamo assistendo in questi giorni nel Paese delle Piramidi non é altro che una 'resa dei conti' tra marionette di Riyadh e marionette di Doha e Ankara.

In un discorso trasmesso dalla televisione  Al-Ekhbariya lo stesso Re saudita Abdullah avrebbe invitato tutti i suoi alleati ad aiutare l'Egitto a "liberarsi del terrorismo". Interessante come Abdullah consideri 'terrorismo' le attività dell'Ikhwan sostenuta da Erdogan e, fino a poco tempo fa, dal Qatar, ma sia contemporaneamente alleato delle stesse potenze in Siria (anche se pure in Siria spesso milizie mercenarie filosaudite e filoturche si scannano tra loro).

L'Arabia Saudita ha promesso di versare cinque miliardi di dollari all'Egitto appena dopo il golpe che ha destituito il Presidente eletto Mohammed Mursi, venuto in odio alla popolazione per il tracollo dell'economia egiziana nel corso del primo anno trascorso come capo di Stato.




martedì 30 luglio 2013

Scontri nella West Bank, la popolazione contraria ai 'negoziati' con Sion viene duramente repressa dagli sgherri di Fatah!

Nella Cisgiordania sottoposta a occupazione e aggressioni sioniste impunite non avvengono soltanto fasulle manifestazioni "addomesticate" come quella di qualche giorno fa quando i venduti cacicchi di Fatah hanno mandato in piazza ragazzini e impiegati statali timorosi di perdere il posto a 'festeggiare' la giunta militare golpista in Egitto, ma anche genuine manifestazioni popolari che, essendo ovviamente di segno contrario a quelle gradite ai satrapi di Ramallah, vengono duramente represse con tutta la violenza di cui gli 'askari' delle forze di sicurezza vendute a Israele sono capaci.

La manifestazione in questione era stata convocata dal Fronte Popolare di Liberazione della Palestina per dimostrare coi fatti e coi numeri ad Abbas e complici che il popolo cisgiordano tutto chiede tranne che una "riapertura" delle fittizie e insincere 'trattative' col regime ebraico di occupazione. La manifestazione da subito é stata circondata e attaccata dai gendarmi di Fatah e alla fine si sono contati numerosi feriri, alcuni anche in gravi condizioni.

In che cosa Abbas e soci pensano che questi nuovi 'negoziati' possano essere diversi da quelli tenutisi per i precedenti vent'anni dai fasulli 'Accordi di Oslo' in poi devono ancora venircelo a spiegare: ovviamente il cacicco che usurpa la poltrona di Presidente dell'Anp da quattro anni (mandato presidenziale scaduto nel 2009 e mai rinnovato) e i suoi complici si preoccupano solo di lucrare altri milioni di dollari a Usa e UE coi quali continuare ad alimentare i propri conti privati e gli addentellati di corruttela e clientelismi che si sono costruiti in anni attorno alle proprie poltrone.

giovedì 4 luglio 2013

Corsi e ricorsi storici a distanza di trentaquattro anni tra Teheran e Il Cairo: 1979-2013

Poco dopo il trionfo della Rivoluzione Islamica in Iran la Guida Suprema Ayatollah Ruhollah Khomeini invitò il popolo della grande nazione araba egiziana (i cui leader traditori stavano dando asilo al marcio e corrotto dittatore iraniano fuggito di fronte alla rabbia del popolo) a seguire l'esempio di Teheran e sollevarsi, cacciando i servi dell'arroganza imperialista e sionista e instaurando il Regime della Giustizia e del Riscatto degli Oppressi. Purtroppo quelle parole non vennero ascoltate e l'Egitto e gli Egiziani languirono per trenta anni ancora sotto una tirannia svenduta e meschina. Finalmente venne la rivolta, ma anziché mettere la nazione sulla strada della Giustizia, della Resistenza e della Lotta i nuovi capi dell'Egitto hanno preferito accordarsi con Usa, Israele, Turchia e Qatar, senza ripudiare alcuna delle ripugnanti politiche di Mubarak e anzi, fornendo "assicurazioni" che l'assedio di Gaza sarebbe continuato, che la svendita di metano a Tel Aviv sarebbe proseguita, che la Fratellanza Musulmana si sarebbe impegnata contro l'Iran, contro la Siria, contro Hezbollah. Questi sono i brillanti risultati di quelle scelte. Meditate gente, meditate.

sabato 22 giugno 2013

Ancora una volta la brutalità del regime wahabita di Riyadh colpisce mortalmente un giovane delle Province Orientali!

Continua senza segno di affievolimento o di rallentamento la brutale campagna di repressione della corrottissima corte reale di Riyadh contro la popolazione delle Province Orientali, a stragrande maggioranza sciita, che chiede riforme democratiche e giusitizia sociale (visto che la quasi totalità del greggio saudita viene estratto dai loro territori).

Ma la corte saudita é troppo impegnata ad affilare i coltelli per la prossima resa dei conti tra parenti-serpenti che si scatenerà alla morte di Re Abdallah, per fare caso alle condizioni del popolo, quindi, la violenza delle forze di polizia e dell'Esercito rimane l'unica forma di risposta alle legittime richieste dei sudditi (echeggiate da dimostrazioni ed episodi di malcontento anche in altre zone del Regno).

Il diciannovenne  Ali Hassan al-Mahroos, residente nel villaggio di Al-Toubi, nella Provincia di Qatif, é stato colpito da numerosi proiettili alla spalla e alla testa, che lo hanno ucciso sul colpo, durante un assalto in piena regola delle forze armate alle residenze private degli abitanti, che nei giorni precedenti avevano animato marce e raduni di protesta.

Un numero sconosciuto di residenti, inoltre, é stato rapito ed é letteralmente 'scomparso' nelle galere reali, dove i cittadini detenuti senza accuse formali sono ormai più di cinquantamila.

sabato 18 maggio 2013

Gli sgherri del tiranno Al-Khalifa devastano la casa dell'Ayatollah Issa Qassem a Diraz!

Perseguendo il fallace obiettivo di trasformare la Rivoluzione popolare barheini in una banale lotta settaria tra sciiti e sunniti i violenti scherani al soldo dell'odiatissimo tiranno Al-Khalifa (di recente contestato persino a Londra dove si trovava a fianco della Regina d'Inghilterra). Hanno vandalizzato e saccheggiato la casa dell'Ayatollah Issa Qassem a Diraz, nei pressi della capitale barheini Manama.

Con "estrema violenza" dozzine di agenti con caschi e passamontagna hanno forzato il cancello della villetta di Qassem hanno rotto le finestre, hanno portato via valori e apparecchiature elettriche ed elettroniche e hanno distrutto quello che non potevano rubare. Il raid ha causato grave ansia, stress e danni psicologici alla famiglia del religioso che tuttavia ha sopportato stoicamente i soprusi del regime.
Subito si é manifestata la protesta popolare, coordinata dal partito Wefaq e dalla Società Nazionale Islamica: migliaia di persone, dopo le preghiere di ieri, sono scese in piazza ad Abu Saiba denunciando il tentativo di intimidazione violenta ed esprimendo solidarietà all'Ayatollah, figura immensamente autorevole e rispettata non solo dagli sciiti, ma anche da molti sunniti.

sabato 13 aprile 2013

Violenta repressione a Irbid, il reuccio ascemita di Giordania non sa più a che santo votarsi!!

Due settimane dopo l'insediamento dell'ennesimo Governo giordano in poco più di due anni una vasta manifestazione di protesta nella città settentrionale di Irbid é stata repressa con estrema violenza dalle forze di sicurezza reali che hanno lanciato un diluvio di agenti lacrimogeni e urticanti contro la popolazione che marciava compatta 'armata' solo di cartelli e striscioni e quindi si sono scatentati in un carosello di cariche al manganello sparando anche colpi 'intimidatori' ma pericolosamente vicini all'altezza d'uomo.

Bisogna ricordare che poliziotti e militari sono reclutati tra i clan di nomadi beduini fedeli alla casa reale ascemita, gruppi etnici e clanici che hanno una naturale antipatia (adeguatamente coltivata e rafforzata nell'addestramento) contro gli abitanti delle città (in particolare quelli di origine Palestinese); atteggiamento che già risultò utile durante i massacri del "Settembre Nero".

E' significativo che la protesta sia scoppiata a Nord, vicino al confine con la Siria; territorio che la CIA, il Mossad e gli emiri wahabiti del petrolio vorrebbero trasformare nel "Pachistan siriano" proprio come il Pachistan era il retroterra sicuro dove venivano addestrati e riforniti i selvaggi wahabiti inviati contro l'Afghanistan filosovietico da tutti i dittatori arabi amici di Washington (Mubarak, Re Mohammed, Re Fahd e via discorredndo...). Evidentemente i Giordani di Irbid non vedono di buon occhio l'idea di dovere ospitare fanatici qaedisti dalle loro parti!

venerdì 5 aprile 2013

Ancora proteste nelle province sciite dell'Arabia Saudita: il popolo chiede a gran voce il rilascio dello Sceicco Al-Nimr!

Come abbiamo segnalato ancora di recente la diffusione della notizia del processo-farsa nel quale allo Sceicco sciita Nimr al-Nimr non é stato permesso nemmeno di nominare un difensore ha ravvivato nei cuori della minoranza dell'Arabia Saudita stanziata nelle province orientali (da cui si estrae la quasi totalità del petrolio che finanzia gli stravaganti stili di vita dei principi e cortigiani di Riyadh) la determinazione a chiedere il suo rilascio con vibrate manifestazioni di piazza, le stesse che da due anni infiammano di sdegno e di protesta le strade di Qatif e Awamiyah.

Il religioso sciita Al-Nimr, capofila del movimento civile per la riforma e la democratizzazione del gerontocratico principato saudita, é stato ferito a colpi di arma da fuoco e quindi letteralmente rapito dagli uomini del regime lo scorso luglio venendo imprigionato e torturato senza che la propria famiglia potesse mettersi in comunicazione con lui. Per l'ansia e lo struggimento riguardo la sua sorte la sua stessa moglie, anziana e malata, é spirata senza che lui potesse vederla o salutarla un'ultima volta.

I capi del movimento sciita di protesta hanno annunciato che nuove iniziative: marce, scioperi e istanze di disobbedienza civile, saranno presto poste in essere per domandare il rilascio dello Sceicco e per cercare di sensibilizzare il più possibile la torpida e ipocrita opinione pubblica internazionale al riguardo.


giovedì 4 aprile 2013

L'Ayatollah Shirazi condanna fermamente la persecuzione dello Sceicco Nimr al-Nimr portata avanti dai wahabiti di Riyadh!

In una rara ma pognante presa di posizione sugli eventi che stanno travagliando negli ultimi due anni l'Arabia Saudita il Grand'Ayatollah Naser Makarem Shirazi, uno dei massimi esponenti del clero sciita, ha fortemente stigmatizzato con parole inequivoche la persecuzione speciosa, ipocrita e artata a cui i tiranni sauditi di Riyadh stanno sottoponendo lo Sceicco sciita Nimr al-Nimr, letteralmente 'rapito' dopo essere stato ferito a colpi d'arma da fuoco e attualmente detenuto e sottoposto a un processo-farsa dove si é prospettata persino la sua condanna a morte.

Secondo Shirazi la possibilità che un sant'uomo come lo Sceicco Al-Nimr possa venire portato al patibolo non verrà accettata senza reazioni, non solo dal mondo sciita, ma da tutti i musulmani dotati di un cuore e di una coscienza; la lotta di Al-Nimr, ha spiegato il Grand'Ayatollah, lungi dall'essere una crociata settaria rappresentava la richiesta di dignità e libertà per tutti i cittadini sauditi, sciiti o sunniti che fossero.

Il ricorso a retorica settaria e il tentativo di identificare non meglio precisate "trame iraniane" dietro il movimento popolare per la riforma e la democratizzazione dello sclerotico e tirannico regime saudita dimostra tutta la disperazione dei sicofanti di Re Saoud che sanno benissimo come l'istanza di uno svecchiamento dell'ultima monarchia assoluta superstite sul pianeta sia in realtà popolare anche tra la maggior parte della popolazione sunnita, quella priva di 'agganci' con la fastosa corte di Riyadh che ha visto le proprie condizioni di vita letteralmente 'precipitare' nel corso degli ultimi vent'anni.


giovedì 28 marzo 2013

Il tirannico regime saudita vuole lo Sceicco sciita Nimr al-Nimr condannato a morte!

Siamo stati colpiti dalla notizia che, nel corso del procedimento-penale-farsa in corso in una località saudta tenuta ben segreta dagli sgherri del regime di Riyadh, il Pubblico Ministero (che arringa senza avere una controparte, essendo stato proibito all'imputato di nominare un suo rappresentante legale) avrebbe chiesto la pena capitale per lo Sceicco Nimr al-Nimr.

All'udire la notizia, Mansour Haqiqatpour, Vicesegretario della Commissione Parlamentare iraniana per la Politica Estera e la Sicurezza Nazionale ha dichiarato che "L'eventuale esecuzione dello Sceicco servirà soltanto a inasprire e fomentare l'esasperazione popolare contro il regime di Riyadh, il sangue del martirio di Nimr al-Nimr, se sparso, potrebbe rivelarsi la goccia che farà traboccare il vaso!".

mercoledì 27 marzo 2013

Il regime wahabita di Riyadh eleva speciose ridicole accuse contro il coraggioso Sceicco sciita Nimr al-Nimr!

Avevamo aggiornato a ogni nuovo sviluppo la readership di "Palaestina Felix" sugli sviluppi del 'caso' dello Sceicco Nimr al-Nimr, coraggioso portavoce della comunità sciita in Arabia Saudita che la scorsa estate é stato ferito a colpi di arma da fuoco e quindi rapito dagli sgherri del regime wahabita di Riyadh. Tenuto in prigione senza poter inizialmente comunicare con la propria famiglia, la scomparsa dello Sceicco aveva causato persino la morte dell'anziana e malata moglie, spentasi per l'angoscia e il crepacuore.

Adesso, ben otto mesi dopo l'arresto del religioso dissidente, il corrotto regime di Casa Saoud ha avuto il coraggio di istituire contro di lui un processo-farsa durante il quale (senza nemmeno che gli sia stato concesso di indicare un difensore legale) sono state elevate contro di lui le più speciose, assurde e fantastiche accuse.

Lo Sceicco é stato accusato di 'istigare la rivolta' nel reame saudita e di 'cercare di provocare l'intervento straniero'. Quando invece é proprio la Corte dei Saoud che invia truppe in Barhein a reprimere le proteste della maggioranza della popolazione che vorrebbe cacciare il corrotto tiranno sunnita al-Khalifa, e i cui petrodollari pagano le armi e gli esplosivi che in Siria, in mano a mercenari estremisti paracadutati e infiltrati nel paese, fanno strage di civili siriani che vogliono difendere la loro libertà e l'autonomia e indipendenza della loro patria!

lunedì 11 marzo 2013

Hamas ancora sulla difensiva con Abu Zuhri: "Nessun coinvolgimento di nostri affiliati nei torbidi egiziani!"

Ancora affanni sul fronte mediatico per il Movimento Hamas che nella giornata di luned 11 marzo ha dovuto estendere tramite il suo portavoce Sami Abu Zuhri una ulteriore smentita riguardo l'addebito di essere coinvolto, tramite l'invio di centinaia dei suoi quadri armati in Egitto, nelle operazioni di repressione dei torbidi e dei tumulti che in questi giorni stanno scuotendo il Paese delle Piramidi.

La voce, come ben ricorderanno i nostri lettori, era emersa qualche giorno addietro ed era subito stata smentita ma, ritenendo necessario un nuovo pronunciamento in merito, forse i responsabili della comunicazione di Hamas hanno ritenuto necessario un 'richiamo', visto che diversi outlet mediatici egiziani avevano continuato a ripetere le voci in merito.

Zuhri nel suo appello ha invitato i responsabili dell'informazione egiziana a cercare sempre conferma in fonti originali alle notizie che rimandano, anziché limitarsi a citare l'un l'altro le dichiarazioni del primo a lanciare uno 'scoop' di dubbia sincerità. ZUhri é arrivato a dichiarare che Hamas "Non é coinvolto nelle questioni interne egiziane esattamente come non é coinvolto in quelle di nessun altro paese arabo".

Chi sa se, quando lanciavano i loro appelli a favore dei terroristi wahabiti contro il legittimo Governo di Assad i dirigenti di Hamas traditori dell'Asse della Resistenza pensavano di "non coinvolgersi" nelle questioni interne di un paese arabo?

domenica 10 marzo 2013

Feroce repressione saudita contro gli attivisti per la Democrazia: processo-farsa paragona l'uso di Twitter a 'Crimine Informatico'!


Un tribunale saudita ha ordinato lo scioglimento coatto di una ONG umanitaria emettendo pesanti sentenze detentive per due suoi dirigenti; la corte ha sciolto l'ACPRA (Associazione Saudita per i Diritti Civili e Politici) prendendo a pretesto presunte 'irregolarità' nella richiesta delle autorizzazioni burocratiche per la sua fondazione.

Inoltre Abdullah al-Hamid, membro direttivo del gruppo, é stato condannato a sei anni di detenzione che si vanno ad aggiungere ai cinque ricevuti in un altro processo e gli sarà impedito di viaggiare fuori dal regno per altri 11 anni dopo la sua eventuale liberazione, Mohammed Gahtani, altro dirigente dell'ACPRA, ha ricevuto una sentenza di dieci anni di prigione e dieci anni di interdizione dal lasciare il paese.

In teoria i due potrebbero sporgere richiesta di appello, ma é ovvio che non sarà accolta. Le condanne originano dal loro uso di twitter per lanciare messaggi e slogan che invitavano alla protesta contro il tirannico regime di Casa Saoud che la corte ottusamente e volutamente (per poter comminare le pene più gravi possibili) ha paragonato a 'crimine informatico'.

Questa é la grande democraticità degli alleati delle potenze imperialiste occidentali, che fracassano i coglioni del mondo ogni giorno con le loro panzane sulle 'Sakineh' e sui presunti 'Omosessuali impiccati' in Iran.

sabato 2 marzo 2013

Moussa Marzouk afferma che Hamas: "Non ha mandato in Egitto nessun militante per prendere parte alla repressione delle proteste!"

Altra giornata di affannose dichiarazioni per Moussa abu Marzouk, dirigente di Hamas e 'timoniere' insieme a Khalid Meshaal della vigliacca "inversione a U" che ha portato l'ex 'Movimento musulmano di Resistenza' ad accoccolarsi pacioso ai piedi degli emiri wahabiti del petrolio, ad abbandonare la Siria e l'Asse della Resistenza, a schierarsi coi terroristi salafiti scatenati contro la nazione che li ha ospitati e difesi per 13 anni e ad allinearsi con l'Ikhwan egiziana e il mullah Qaradawi che nulla hanno fatto e sembra voglian fare per aiutare Gaza a uscire dall'emergenza dell'assedio.

Ma se in precedenza Marzouk ha dovuto prendere la parola per smentire le insistenti voci di una prossima accettazione da parte di Hamas della 'Soluzione a Due Stati' e del cosiddetto 'Diritto di Israele a esistere' adesso il leader di Hamas ha dovuto smentire la voce riportata dai media egiziani d'opposizione che Mishaal abbia inviato nel Paese delle Piramidi 500 miliziani fanatici da impiegare a difesa di Mursi e del suo Governo contro i pacifici manifestanti del Fronte di Salvezza Nazionale.

Dopo che per mesi se non per anni Hamas e gli altri corifei dei terroristi wahabiti in Siria hanno accusato "ad minchiam" Hezbollah, l'IRGC e le 'Niruye Qods' iraniane di avere inviato quantità fantastiche di presunte 'truppe' in Siria per aiutare l'alleato Assad (manovra che sarebbe legittimissima visto che Assad difende il suo popolo da un'aggressione straniera) ecco venire alla luce la possibilità che invece sia Hamas ad aver fatto proprio ciò di cui 'accusava' i vecchi alleati e sostenitori, ma non per difendere un Governo legittimo, ma in aiuto a una frangia di estremisti settari che vorrebbero uccidere loro stessi concittadini e compatrioti!

Questo é Hamas ora? Ma allora TUTTI I MEMBRI DECENTI di Hamas e delle Brigate Qassam dovrebbero SUBITO scindersi e formare un loro nuovo movimento o piuttosto confluire nella Jihad Islamica o nei Comitati di Resistenza Popolare!