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martedì 2 giugno 2015

Emerge con precisione la dinamica del fallito attentato contro la moschea sciita di Dammam!

Dalla cittadina saudita di Dammam, dove pochi giorni fa si é consumato un sanguinoso tentativo dell'ISIS di compiere l'ennesima strage settaria ai danni della comunità sciita iniziano a emergere i dettagli definitivi riguardo alla dinamica dell'accaduto, che confermano quanto, grazie alla prontezza e alla precisione delle nostre fonti, eravamo stati in grado di anticiparvi con descrizioni minuziose, corredate di nomi e cognomi.

sabato 30 maggio 2015

Onore ai giovani che si sono sacrificati a Dammam impedendo che l'attentatore takfiro entrasse nella moschea!

I due giovani che vedete in foto si chiamavano Mohammed Hassan Ali bin Isa e Abdul-Jalil al-Arbash, avevano poco più d'una ventina d'anni e tutta la vita davanti a loro: Arbash si era sposato pochi giorni fa.

Sauditi di fede sciita, si trovavano fuori dalla moschea di Dammam nella giornata di ieri quando, dal posto di blocco che stavano contribuendo a gestire, hanno notato che una persona avvolta in veli femminili che stava avvicinandosi a un'entrata riservata alle donne, aveva qualcosa che non andava.

Avevano individuato un attentatore suicida.

Nuovo attentato contro gli Sciiti dimostra che l'ISIS ha libertà d'azione in Arabia Saudita!

Una moschea sciita intitolata all'Imam Hussein a Dammam, in Arabia Saudita, é stata fatta oggetto di un attentato esplosivo durante le preghiere del venerdì quando era stipata di fedeli, rispetto all'attacco avvenuto ad Al-Qadeeh, nella zona di Qatif, la settimana scorsa si contano 'solo' quattro morti.

Appena diffusa la notizia dell'esplosione diverse fonti già attribuivano "all'ISIS" la responsabilità di questa nuova aggressione settaria; se é vero, l'addebito vuol dire semplicemente una cosa, che ormai il regime wahabita di Riyadh sta lasciando libertà d'azione ai criminali del Daash sul suo territorio, sperando di riuscire a 'usarli' per reprimere e terrorizzare la propria consistente minoranza sciita.

sabato 23 maggio 2015

Ventuno morti in una moschea sciita di Qatif (Arabia Saudita) per un attentato dell'ISIS!

Sappiamo tutti benissimo che organizzazioni come l'ISIS, Al-Nusra, Al-Qaeda e altri gruppi consimili sono in realtà agenzie semi-ufficiali dei regimi saudita e qatariota che le usano come pedine per ottenere i loro obiettivi politici (attaccare l'Asse della Resistenza, perseguitare gli Sciiti, diffondere nel mondo musulmano le eresie takfire).
Ulteriore prova di questo si é avuta nella regione di Qatif, nella zona sciita dell'Arabia Saudita (dove viene estratto il 90 per cento del petrolio che ingrassa i forzieri di Riyadh e col quale vengono finanziati tali gruppi wahabiti), precisamente nel villaggio di Al-Qadeeh, dove una bomba é esplosa in una moschea locale durante le preghiere di venerdì, quando oltre centocinquanta persone stavano compiendo le loro devozioni.

lunedì 6 aprile 2015

Gli sgherri di Re Saoud si scatenano contro gli Sciiti a Qatif!

Evidentemente temendo proteste e contestazioni per la propria barbara aggressione militare contro lo Yemen Re Salman bin Saoud ha deciso di scatenare i suoi sgherri contro la popolazione sciita dell'Est del paese, a poco più di tre mesi dall'ultimo "pogrom" (in quell'occasione scatenato contro Awamiyah), questa volta colpendo la cittadina di Qatif.

giovedì 5 marzo 2015

Nel silenzio di 'Amnesty', 'Human Rights', ONU e così via lo Sceicco sciita Nimr al-Nimr vede confermata la condanna a morte!

Lo Sceicco Nimr al-Nimr, leader carismatico della minoranza sciita oppressa e perseguitata dal regime wahabita dei Saoud, rapito dai loro sgherri e condannato a morte dopo un processo-farsa che misteriosamente non ha suscitato nemmeno una parola da parte dei soliti dirittoumanisti liberal-chic prezzolati dall'imperialismo sionista internazionale ha visto la propria condanna confermata dalla Corte d'Appello (come se ci fosse mai stata speranza che venisse ribaltata).

venerdì 20 febbraio 2015

Il regime saudita assassina coi suoi boia due Sciiti: dove sono i cialtroni 'dirittoumanisti' dell'Occidente??

Nella foto qui sopra potete vedere i volti delle ultime due vittime sciite della repressione del regime wahabita di Riyadh; Mohammad Feisal al-Shuyoukh e Ali Saeed Al Rebh (a sinistra e a destra nella foto) sono caduti sotto la mannaia dei boia di Casa Saoud per aver preso parte alle manifestazioni di protesta che dal 2011 scuotono l'Est dell'ultima monarchia assoluta del pianeta, là dove si estrae tutto il greggio che paga la droga, l'alcool, le limousine e le fuoriserie di Principi, dignitari e ministri sauditi e di cui nemmeno un centesimo dei larghissimi ricavi viene reinvestito in infrastrutture, in sviluppo umano e sociale, o nella creazione di un'economia indipendente dai ricavi petroliferi.

lunedì 22 dicembre 2014

Il 'pogrom' di Casa Saoud non spaventa i coraggiosi sciiti di Qatif che scendono in piazza a protestare!!

La crudele e feroce offensiva militare condotta dagli sgherri del regime saudita contro la cittadina sciita di Awamiyah non ha spaventato gli abitanti del vicino centro di Qatif che, pur sapendo benissimo di poter essere i prossimi sulla lista delle vendette del corrotto e crudele Re Saoud, sono tuttavia scesi in strada a migliaia per protestare contro le violenze di Riyadh e per chiedere la scarcerazione del coraggioso Sceicco Nimr al-Nimr.

Come i nostri lettori ben ricorderanno Nimr al-Nimr venne aggredito, ferito con un colpo di arma da fuoco e quindi rapito dagli scherani dei Saoud  per essere poi sottoposto a un processo-farsa in seguito al quale a suo carico é stata emessa una assurda condanna a morte.

Lo Sceicco Al-Nimr ha fatto appello contro l'enorme e inaudita condanna, senza tuttavia chiedere 'grazie' o 'amnistie' di sorta, visto che farlo vorrebbe dire ammettere di aver commesso qualche crimine; durante la sua prigionia l'amatissima anziana moglie é venita a mancare per il dolore e lo struggimento.

venerdì 28 novembre 2014

Lo Sceicco Nimr al-Nimr si appella contro la propria condanna a morte (ma non chiede grazia né perdono)!

Lo Sceicco Nimr al-Nimr, leader indiscusso della minoranza sciita oppressa e perseguitata dal regime di Casa Saoud, sistematicamente rapinata della ricchezza petrolifera che ingrassa e gonfia i forzieri di Riyadh nonostante venga estratta principalmente dalla costa orientale del paese (dove si concentrano appunto gli Sciiti), ha sporto richiesta di appello contro la sentenza di morte emessa per lui il 16 ottobre scorso da una corte-canguro saudita.

La pena capitale (udite udite!) sarebbe stata comminata per avere: "Minacciato la stabilità del Regno, aver tenuto sermoni sediziosi, avere insultato la persona del Sovrano, aver difeso i prigionieri politici". Ovviamente sui quotidiani e i tg appecorati agli interessi americani e sionisti trovano spazio solo le condanne a morte emesse in Iran contro pedofili stupratori, assassine e trafficanti di droga che diventano "magicamente": omosessuali perseguitati, povere vergini aggredite da maniaci e oppositori politici e dissidenti!

Nimr, imam della Moschea di Awamiyah é stato rapito anni fa dagli sgherri di Re Saoud, ferito a colpi di arma da fuoco, tenuto mesi in incommunicado, torturato. La sua anziana e malata moglie (cui lui era comunque legatissimo) morì di crepacuore senza averlo potuto rivedere o risentire dal momento del suo sequestro.

Per 'reati' politici e di opinione il regime saudita ha emesso altre 25 condanne a morte, eseguite in segretezza e contro ogni legge.

giovedì 16 ottobre 2014

Il regime saudita condanna a morte lo Sceicco sciita Al-Nimr, ma il suo esempio guida le proteste a Qatif e nell'Est!!

Un tribunale-canguro senza alcuna legittimità civile o giuridica ha 'confermato' l'assurda condanna a morte per il coraggioso sceicco sciita Nimr al-Nimr, rapito e ferito con armi da fuoco dagli sgherri di Casa Saoud ormai più di due anni fa.

Durante la sua prigionia la sua amata moglie, da tempo malata e debole, é morta di angoscia e patimenti. Nimr sarebbe stato condannato a morte per aver "parlato in pubblico contro la Casa Reale" e per avere difeso i manifestanti che a Qatif ed Awamiyah fin dal 2011 protestano contro la brutalità e la corruzione dell'ultima monarchia assoluta del mondo, ottima amica di Usa e Israele.

Affermiamo una verità chiara e incontrovertibile dicendo che chi si illude di intimidire gli Sciiti con una condanna a morte non conosce la loro storia di lotta, sacrificio e vittoria che si stende come un glorioso torrente di sangue benedetto dal tempo della Battaglia di Karbala fino a noi, passando per la Rivoluzione Islamica, le vittorie di Hezbollah e molti altri capitoli di gloriosa epopea.

giovedì 2 ottobre 2014

Ancora un martire a Qatif, il movimento sciita di protesta contro Casa Saoud continua la sua lotta!!

E' un po' di tempo che non parliamo più delle proteste nelle regioni orientali dell'Arabia Saudita, abitate prevalentemente da Sciiti e luogo di estrazione della maggior parte del petrolio che la corrotta corte di Riyadh sfrutta per finanziare il suo osceno stile di vita e per finanziare  il wahabismo takfiro e anti-islamico in tutto il mondo.

Nella foto si vede il volto, composto nella morte, del martire Basim al-Qadihi, ucciso recentemente dai mercenari al servizio dei Saoud mentre protestava pacificamente chiedendo il rilascio del coraggioso Sceicco Nimr al-Nimr, ormai da due anni prigioniero delle galere saudite.

La dedizione e il coraggio degli Sciiti sottoposti all'iniquo e brutale giogo saudita riuscirà ad avere la meglio, così come la Rivoluzione ha saputo trionare in Iran, in Libano e in Yemen, ne siamo assolutamente sicuri.

giovedì 19 giugno 2014

Ecco il volto del settarismo wahabita: Riyadh perseguita i coraggiosi esponenti della comunità sciita!!

Apprendiamo dagli amici dell'emittente IRIB Radio Italia che il regime wahabita di Riyadh avrebbe condannato a morte 26 oppositori politici tra cui il riverito imam sciita Sceicco Nimr al-Nimr.

La notizia, diramata per la prima volta dalla rete iraniana, rivela che personaggi di spicco sauditi che avevano solo effettuato discorsi contro la casa regnante degli Ale Saud, sono stati condannati alla pena capitale.

Il più prestigioso tra questi e' il religioso sciita Sheikh Nimr al Nimr, aggredito, ferito ed arrestato nella sua casa a Qatif l'8 Luglio del 2012.

Le accuse rivolte al religioso sono quelle di aver perturbato l'ordine pubblico con discorsi contro il governo, di aver insultato il re nella preghiera collettiva del Venerdì e di aver difeso i diritti dei prigionieri politici.

Un altro dei condannati alla forca e' l'attivista sciita Kamel Abbas al-Ahmed, in prigione per essersi battuto per la libertà di religione.

Nel 2009 Ahmed era passato alla cronaca per aver criticato l'imam della gran moschea di Mecca che in una serie di dichiarazioni clamorose era arrivato a definire "miscredenti" i musulmani sciiti.

mercoledì 30 ottobre 2013

Il regime saudita perseguita 13 attivisti sciiti per la Democrazia, ma nell'Est del paese la ribellione cresce e si rafforza!

In un vero e proprio 'processo-farsa' degno delle più impresentabili dittature del pianeta il regime wahabita che occupa i luoghi sacri dei Musulmani di tutto il mondo  cerca di schiacciare il movimento per l'eguaglianza e la Democrazia che, anche nel più retrogrado e reazionario reame del mondo, sta minando in profondità le radici del corrotto potere dinastico dei Saoud, anche qui, come in Barhein, soprattutto grazie all'abnegazione e al coraggio della comunità sciita, vera e propria avanguardia della lotta per l'emancipazione degli Oppressi e il riscatto degli sfruttati.

Un tribunale-canguro privo di qualunque legittimità avrebbe istruito un processo a carico di 13 prigionieri politici sciiti catturati nel corso degli ultimi due anni di manifestazioni quasi ininterrotte, punteggiate dal sangue dei martiri e dalle opere coraggiose di eroi come lo Sceicco Nimr-al-Nimr, attualmente "desaparecido" in una galera saudita. Altri dieci imputati dovrebbero essere processati in contumacia.

Waleed abu al-Khair, legale noto per il suo impegno a favore della Democrazia, é stato condannato a 90 giorni di detenzione, poche settimane fa, solo per aver firmato nel 2011 una petizione che chiedeva al Governo di riconoscere il diritto di pubblica assemblea e il disarmo delle milizie filogovernative che imperversano nell'Est del paese, sparando e uccidendo a mano salva sempre contro i dimostranti e manifestanti sciiti, invisi alla corte wahabita di Riyadh.

sabato 22 giugno 2013

Ancora una volta la brutalità del regime wahabita di Riyadh colpisce mortalmente un giovane delle Province Orientali!

Continua senza segno di affievolimento o di rallentamento la brutale campagna di repressione della corrottissima corte reale di Riyadh contro la popolazione delle Province Orientali, a stragrande maggioranza sciita, che chiede riforme democratiche e giusitizia sociale (visto che la quasi totalità del greggio saudita viene estratto dai loro territori).

Ma la corte saudita é troppo impegnata ad affilare i coltelli per la prossima resa dei conti tra parenti-serpenti che si scatenerà alla morte di Re Abdallah, per fare caso alle condizioni del popolo, quindi, la violenza delle forze di polizia e dell'Esercito rimane l'unica forma di risposta alle legittime richieste dei sudditi (echeggiate da dimostrazioni ed episodi di malcontento anche in altre zone del Regno).

Il diciannovenne  Ali Hassan al-Mahroos, residente nel villaggio di Al-Toubi, nella Provincia di Qatif, é stato colpito da numerosi proiettili alla spalla e alla testa, che lo hanno ucciso sul colpo, durante un assalto in piena regola delle forze armate alle residenze private degli abitanti, che nei giorni precedenti avevano animato marce e raduni di protesta.

Un numero sconosciuto di residenti, inoltre, é stato rapito ed é letteralmente 'scomparso' nelle galere reali, dove i cittadini detenuti senza accuse formali sono ormai più di cinquantamila.

lunedì 27 maggio 2013

Da Manama a Qatif gli Sciiti dimostrano a milioni: "Via dal Barhein i servi di Saoud!"; violenze e brutalità dei regimi wahabiti!!

Oceani di folla mobilitati tanto in Barhein quanto in Arabia Saudita chiedono Libertà, Democrazia e Uguaglianza sfidando ogni giorno gli apparati repressivi delle monarchie più retrive della Terra. A Qatif e in tutte le province orientali dell'Arabia Saudita i dimostranti, appartenenti alla minoranza sciita, hanno domandato l'immediato ritiro delle truppe saudite dall'Isola di Barhein, dove sono state inviate dai tiranni di Riyadh per aiutare il satrapo wahabita locale a difendersi dal suo stesso popolo.

Anche in Barhein sono scoppiate intense manifestazioni quando, con un verdetto scandaloso, una corte locale ha assolto due sgherri del regime accusati dell'omicidio di un manifestante al quale avevano sparato a sangue freddo nel novembre 2011, durante le fasi iniziali della Rivoluzione barheini.

In un altro processo-farsa un aguzzino di Re Al-Khalifa che aveva manganellato a morte un dimostrante per la Democrazia si é visto ridurre la pena inflitta in primo grado da sette anni di carcere (sette anni per un assassinio!) ad appena SEI MESI. Questi sono i regimi amati e coccolati dall'Occidente ipocrita, tanto amante dei 'Diritti Umani' quando di comodo.


venerdì 5 aprile 2013

Ancora proteste nelle province sciite dell'Arabia Saudita: il popolo chiede a gran voce il rilascio dello Sceicco Al-Nimr!

Come abbiamo segnalato ancora di recente la diffusione della notizia del processo-farsa nel quale allo Sceicco sciita Nimr al-Nimr non é stato permesso nemmeno di nominare un difensore ha ravvivato nei cuori della minoranza dell'Arabia Saudita stanziata nelle province orientali (da cui si estrae la quasi totalità del petrolio che finanzia gli stravaganti stili di vita dei principi e cortigiani di Riyadh) la determinazione a chiedere il suo rilascio con vibrate manifestazioni di piazza, le stesse che da due anni infiammano di sdegno e di protesta le strade di Qatif e Awamiyah.

Il religioso sciita Al-Nimr, capofila del movimento civile per la riforma e la democratizzazione del gerontocratico principato saudita, é stato ferito a colpi di arma da fuoco e quindi letteralmente rapito dagli uomini del regime lo scorso luglio venendo imprigionato e torturato senza che la propria famiglia potesse mettersi in comunicazione con lui. Per l'ansia e lo struggimento riguardo la sua sorte la sua stessa moglie, anziana e malata, é spirata senza che lui potesse vederla o salutarla un'ultima volta.

I capi del movimento sciita di protesta hanno annunciato che nuove iniziative: marce, scioperi e istanze di disobbedienza civile, saranno presto poste in essere per domandare il rilascio dello Sceicco e per cercare di sensibilizzare il più possibile la torpida e ipocrita opinione pubblica internazionale al riguardo.


giovedì 4 aprile 2013

L'Ayatollah Shirazi condanna fermamente la persecuzione dello Sceicco Nimr al-Nimr portata avanti dai wahabiti di Riyadh!

In una rara ma pognante presa di posizione sugli eventi che stanno travagliando negli ultimi due anni l'Arabia Saudita il Grand'Ayatollah Naser Makarem Shirazi, uno dei massimi esponenti del clero sciita, ha fortemente stigmatizzato con parole inequivoche la persecuzione speciosa, ipocrita e artata a cui i tiranni sauditi di Riyadh stanno sottoponendo lo Sceicco sciita Nimr al-Nimr, letteralmente 'rapito' dopo essere stato ferito a colpi d'arma da fuoco e attualmente detenuto e sottoposto a un processo-farsa dove si é prospettata persino la sua condanna a morte.

Secondo Shirazi la possibilità che un sant'uomo come lo Sceicco Al-Nimr possa venire portato al patibolo non verrà accettata senza reazioni, non solo dal mondo sciita, ma da tutti i musulmani dotati di un cuore e di una coscienza; la lotta di Al-Nimr, ha spiegato il Grand'Ayatollah, lungi dall'essere una crociata settaria rappresentava la richiesta di dignità e libertà per tutti i cittadini sauditi, sciiti o sunniti che fossero.

Il ricorso a retorica settaria e il tentativo di identificare non meglio precisate "trame iraniane" dietro il movimento popolare per la riforma e la democratizzazione dello sclerotico e tirannico regime saudita dimostra tutta la disperazione dei sicofanti di Re Saoud che sanno benissimo come l'istanza di uno svecchiamento dell'ultima monarchia assoluta superstite sul pianeta sia in realtà popolare anche tra la maggior parte della popolazione sunnita, quella priva di 'agganci' con la fastosa corte di Riyadh che ha visto le proprie condizioni di vita letteralmente 'precipitare' nel corso degli ultimi vent'anni.


giovedì 28 marzo 2013

Il tirannico regime saudita vuole lo Sceicco sciita Nimr al-Nimr condannato a morte!

Siamo stati colpiti dalla notizia che, nel corso del procedimento-penale-farsa in corso in una località saudta tenuta ben segreta dagli sgherri del regime di Riyadh, il Pubblico Ministero (che arringa senza avere una controparte, essendo stato proibito all'imputato di nominare un suo rappresentante legale) avrebbe chiesto la pena capitale per lo Sceicco Nimr al-Nimr.

All'udire la notizia, Mansour Haqiqatpour, Vicesegretario della Commissione Parlamentare iraniana per la Politica Estera e la Sicurezza Nazionale ha dichiarato che "L'eventuale esecuzione dello Sceicco servirà soltanto a inasprire e fomentare l'esasperazione popolare contro il regime di Riyadh, il sangue del martirio di Nimr al-Nimr, se sparso, potrebbe rivelarsi la goccia che farà traboccare il vaso!".

mercoledì 27 marzo 2013

Il regime wahabita di Riyadh eleva speciose ridicole accuse contro il coraggioso Sceicco sciita Nimr al-Nimr!

Avevamo aggiornato a ogni nuovo sviluppo la readership di "Palaestina Felix" sugli sviluppi del 'caso' dello Sceicco Nimr al-Nimr, coraggioso portavoce della comunità sciita in Arabia Saudita che la scorsa estate é stato ferito a colpi di arma da fuoco e quindi rapito dagli sgherri del regime wahabita di Riyadh. Tenuto in prigione senza poter inizialmente comunicare con la propria famiglia, la scomparsa dello Sceicco aveva causato persino la morte dell'anziana e malata moglie, spentasi per l'angoscia e il crepacuore.

Adesso, ben otto mesi dopo l'arresto del religioso dissidente, il corrotto regime di Casa Saoud ha avuto il coraggio di istituire contro di lui un processo-farsa durante il quale (senza nemmeno che gli sia stato concesso di indicare un difensore legale) sono state elevate contro di lui le più speciose, assurde e fantastiche accuse.

Lo Sceicco é stato accusato di 'istigare la rivolta' nel reame saudita e di 'cercare di provocare l'intervento straniero'. Quando invece é proprio la Corte dei Saoud che invia truppe in Barhein a reprimere le proteste della maggioranza della popolazione che vorrebbe cacciare il corrotto tiranno sunnita al-Khalifa, e i cui petrodollari pagano le armi e gli esplosivi che in Siria, in mano a mercenari estremisti paracadutati e infiltrati nel paese, fanno strage di civili siriani che vogliono difendere la loro libertà e l'autonomia e indipendenza della loro patria!

giovedì 21 febbraio 2013

Ancora dimostrazioni a Qatif: "Non tollereremo umiliazioni, violenze e minacce dai lacché di Al-Saoud!"

Dimostranti di etnia sciita hanno di nuovo invaso le strade a ripetizione nella città orientale di Qatif, in Arabia Saudita, per protestare contro i recenti arresti di manifestanti effettuati dagli sgherri del regime di Casa Saoud. La popolazione continua a tenere alta la bandiera della disobbedienza civile denunciando le violenze e i soprusi dei lacché di Riyadh. Durante la giornata di domenica forze di sicurezza reali hanno aperto il fuoco con munizioni di piombo ad altezza d'uomo contro un assembramento di cittadini ferendo tre persone, contemporaneamente si registrava un attacco contro una prigione sospettata di trattenere 'desaparecidos'. Nella sparatoria una ragazza e il suo figlioletto di appena due anni sono rimasti feriti.

Ulteriori manifestazioni sono seguite nelle giornate di martedì e mercoledì al grido "Non tollereremo umiliazioni, violenze e minacce". Le province saudite orientali, (Qatif, Awamiyah...) oltre a essere dimora della consistente minoranza sciita, sono anche quelle più ricche di giacimenti petroliferi, il cui sfruttamento, però, finanzia in massima parte le stravaganti e faraoniche spese della corte-fannullona di Riyadh.