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lunedì 27 maggio 2013

Da Manama a Qatif gli Sciiti dimostrano a milioni: "Via dal Barhein i servi di Saoud!"; violenze e brutalità dei regimi wahabiti!!

Oceani di folla mobilitati tanto in Barhein quanto in Arabia Saudita chiedono Libertà, Democrazia e Uguaglianza sfidando ogni giorno gli apparati repressivi delle monarchie più retrive della Terra. A Qatif e in tutte le province orientali dell'Arabia Saudita i dimostranti, appartenenti alla minoranza sciita, hanno domandato l'immediato ritiro delle truppe saudite dall'Isola di Barhein, dove sono state inviate dai tiranni di Riyadh per aiutare il satrapo wahabita locale a difendersi dal suo stesso popolo.

Anche in Barhein sono scoppiate intense manifestazioni quando, con un verdetto scandaloso, una corte locale ha assolto due sgherri del regime accusati dell'omicidio di un manifestante al quale avevano sparato a sangue freddo nel novembre 2011, durante le fasi iniziali della Rivoluzione barheini.

In un altro processo-farsa un aguzzino di Re Al-Khalifa che aveva manganellato a morte un dimostrante per la Democrazia si é visto ridurre la pena inflitta in primo grado da sette anni di carcere (sette anni per un assassinio!) ad appena SEI MESI. Questi sono i regimi amati e coccolati dall'Occidente ipocrita, tanto amante dei 'Diritti Umani' quando di comodo.


sabato 29 dicembre 2012

Hosseini all'ICANA: "Situazione tragica in Arabia Saudita, la repressione del regime va fermata!"

Poche ore dopo l'arrivo della notizia dell'ennesima vittima civile immolata sull'altare della repressione eretto da Casa Saoud (tranquilla e sicura di poter massacrare quanti civili vuole, essendo garantita e protetta dalle alleanze con Washington e Tel Aviv) é stato un parlamentare iraniano, ai microfoni dell'Agenzia stampa ICANA a lanciare l'allarme umanitario.

Seyyed Sharif Hosseini, membro della Presidenza del Parlamento della Repubblica Islamica, ha dichiarato che "ormai da mesi" le proteste, originatesi nei centri sciiti delle Province Orientali come Qatif e Awamiyah, si sono estese fino a Riyadh ed altre città del paese, vedendo sempre più coinvolti anche cittadini di fede sunnita. La protesta, dichiara Hosseini, non é più (se mai lo sia stata), settaria e confessionale ma esprime la delusione del popolo per una gestione pubblica fallimentare in ogni campo.

In particolare sono scandalosi i rapporti internazionali sulle "enormi somme" versate dalla corte di Al-Saoud ad agitatori, mercenari e terroristi in Siria, quando invece la popolazione saudita chiede investimenti nelle infrastrutture, nello stato sociale, per la creazione di posti di lavoro e per diminuire la dipendenza dalle importazioni estere almeno dal febbraio del 2011.
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venerdì 28 dicembre 2012

Un altro ragazzo sciita massacrato a Qatif dagli sgherri del regime Saudita! Dove sono le prefiche occidentali?

Si chiamava Ali al-Marar e aveva soltanto 18 anni l'ennesima vittima della brutalità insensata del regime saudita-wahabita di Riyadh, che mantiene lo sfarzo satrapico della sua corte di principi fannulloni da gerontocomio svendendo alle potenze occidentali la ricchezza del petrolio estratto dal sottosuolo delle province sciite dell'Est.

Ma il giovane Ali Marar non é stata l'unica vittima della valanga di fuoco ad altezza d'uomo riversato dai giannizzeri saudita contro la folla disarmata che protestava contro la corruzione, l'inefficienza, la brutalità del regime; molti altri giovani dimostranti sono stati feriti: non sappiamo precisamente quanti perché da lungo tempo i feriti non vengono più portati in ospedale o ai pronto soccorso, dove potrebbero venire identificati e arrestati dalle autorità.

Il fuoco contro la manifestazione pacifica, secondo testimoni oculari, é partito da due veicoli blindati e da cecchini posizionati sui tetti degli edifici.
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