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lunedì 6 febbraio 2017

BESTIALE! I takfiri "moderati" avevano messo bombe anche NELLE BAMBOLE degli asili di Aleppo!

"Beato chi prenderà i figli di questa gente e li sbatterà contro una dura pietra".

E con "questa gente" non intendiamo solo il saudita o il marocchino o l'egiziano o il ceceno barbuti e ciabattuti che hanno MESSO BOMBE NELLE BAMBOLE DEGLI ASILI DI ALEPPO, no.

lunedì 3 marzo 2014

Nuovo aggiornamento sulla situazione in Ucraina: ormai i golpisti del Majdan controllano solo il moncone occidentale del paese!

Il servizio delle guardie di frontiera della Russia ha dichiarato che 675000 cittadini ucraini sono emigrati in Russia dall’inizio dell’anno. Solo a febbraio, il flusso migratorio dalla regione di Rostov, in Ucraina, è aumentato del 53 per cento, mentre dalla regione di Kursk è aumentato del 71 per cento. “La gente ha paura per la sorte di chi gli è vicino e non chiede solo protezione, ma anche aiuti ricevendo subito la cittadinanza russa. Nelle ultime due settimane di febbraio sono emigrate circa 143000 persone“, ha detto il capo del dipartimento della cittadinanza del servizio di migrazione.

Varie città e regioni dell'Ucraina ufficializzano la loro opposizione al governo di Kiev. A Melitopol, il consiglio comunale ha deciso di procedere con un referendum cittadino sull'integrazione del paese nell'Unione Doganale. Il 1 marzo, nell'imponente manifestazione di Doneck, il Consiglio Popolare del Donbass ha approvato le seguenti risoluzioni:

1. Varo del potere popolare sull'esempio di Sebastopoli
2. Referendum nazionale sullo status dell'area del Donbass
3. Tenere elezioni per la scelta del governatore della regione di Donetsk e elezioni per i consigli locali.
4. Chiedere il sostegno della Federazione Russa
5. Chiedere l'emissione di passaporti russi
6. Chiedere garanzie per la sicurezza alla Federazione russa
7. Chiedere le forze di sicurezza di giurare fedeltà al nuovo potereIl Contrammiraglio Berezovsky, nominato capo della flotta Ucraina due giorni fa dalle "autorità" golpiste di Kiev ha giurato fedeltà alle autorità locali della Crimea che continuano a riconoscere in Viktor Yanukovich il legittimo Presidente ucraino. Il leader della Crimea Aksyonov ha dichiarato che tutti i militari ucraini che disconosceranno gli ordini di Kiev manterranno grado, titoli, stipendi e benefici mentre tutti coloro che vorranno seguire i gruppi presenti nella capitale saranno lasciati liberi di lasciare le loro posizioni.

Il capo del governo russo Dmitry Medvedev ha dichiarato che tra gli accordi con l'Ucraina ci sono quelli che hanno carattere obbligatorio e che nessuno ha annullato. “L'Ucraina è stata, è e sarà per noi un partner commerciale ed economico molto importante. Seguiamo con attenzione lo sviluppo della situazione, ma abbiamo decisioni che hanno carattere vincolante”, ha detto Medvedev. Ha spiegato che si tratta, in particolare, della costruzione di un corridoio di trasporto dalla Russia in Crimea. Il capo del governo russo ha dichiarato di aver firmato il decreto per costruire un ponte attraverso lo Stretto di Kerch.

domenica 2 marzo 2014

Nuovo aggiornamento sulla situazione ucraina all'alba del 2 marzo 2014, la situazione sfugge sempre più di mano ai golpisti!

Oramai in tutta la zona etnicamente russa dell'Ucraina la popolazione é scesa in piazza a difesa dei monumenti storici e dei palazzi dell'autorità locale, invocando il diretto intervento di Mosca.
A Donetsk questo manifestante regge un cartello con l'illuminante slogan: "In Russia avremo fratelli, in Europa saremmo Schiavi!"
La nave ammiraglia della Marina Ucraina, "Getman Sahaidachny" ha ufficialmente disconosciuto le presunte autorità golpiste di Kiev e si é unita alla flotta russa in Crimea. Ufficiali e guarnigioni dell'Esercito Ucraino dichiarano che non marceanno o apriranno mai il fuoco sui Russi.
I consolati russi in Ucraina hanno cominciato a offrire la cittadinanza russa a chiunque ne faccia richiesta; tra i primi ad approfittare della possibilità i militi della "Berkut", perseguitati dalle bande fasciste e neonaziste che imperversano a Leopoli e Kiev.

venerdì 26 luglio 2013

Hamas "spegne" il canale filosaudita Al-Arabiya nella Striscia di Gaza! Colpita anche l'Agenzia Ma'an!

Niente più notizie e reportage del canale satellitare di Riyadh 'Al Arabiya' per i residenti della Striscia di Gaza; questo il risultato della rapida e profonda rappresaglia portata a termine dal Governo dell'Enclave litoranea (egemonizzato dal Movimento Hamas) dopo che un servizio della stazione aveva accusato le autorità di Gaza di avere offerto rifugio ad alcuni dirigenti dell'Ikhwan egiziana in fuga dal Paese delle Piramidi a seguito dei mandati di cattura spiccati verso di loro dalle autorità militari dopo la deposizione forzosa dell'Ex-presidente Mohammed Mursi.

Nessuna reazione ufficiale si é avuta dall'Arabia Saudita; comunque questo atto ostile sancisce una ulteriore spaccatura nelle alleanze di Hamas che dopo essersi allontanato da Iran, Siria e 'Asse della Resistenza' sembrava essersi avvicinato alle monarchie petrolifere e alle autorità islamiste egiziane; adesso questo gesto sembra riaffermare che per i dirigenti di Gaza sia più importante il rapporto con la Fratellanza Musulmana (pur messa alle corde dal golpe militare) che con la più ricca petro-dinastia conservatrice della regione.

Riyadh si é mostrata tutt'altro che ostile ai militari che hanno esautorato Mursi, "sbloccando" un prestito multimiliardario a favore del Cairo poco tempo dopo il loro colpo di mano. Del resto la corte saudita era sempre stata favorevole a Mubarak e manteneva saldi rapporti con quanto restava dei suoi fedelissimi rimasti in posizioni di potere in Egitto, specialmente tra l'Esercito e i servizi segreti.