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giovedì 12 dicembre 2013

Raid delle forze speciali egiziane nella sede di Al-Jazeera scopre armi e apparecchiature illegali: undici arresti!

Con rapido ed efficace "blitz" le forze di sicurezza egiziane sono penetrate poche ore fa negli uffici dell'emittente tv 'all-news' Al Jazeera; segnando un punto a favore del Cairo nell'aspra querelle con il Governo di Doha e il suo sostegno all'Ikhwan musulmana anche dopo la destituzione dell'Ex-presidente Mursi, la chiusura degli uffici dell'emittente nel paese e lo scioglimento coatto dell'organizzazione islamista.

Undici cittadini del Qatar sono stati trovati nei locali di 'Al-Jazeera', che avrebbero dovuto essere deserti; essi erano intenti a maneggiare 'armi, valuta e apparecchiature satellitari per la trasmissione clandestina'. Alcuni degli arrestati, sembra certo, sono ufficiali dell'Esercito qatariota.

Gli uffici di al Jazeera la Cairo sono stati chiusi il 3 luglio alcune ore dopo la destituzione dell'allora presidente Mohammed Morsi, anche se il canale, che trasmette dal Qatar, è visibile in Egitto. Le relazioni tra Qatar e Egitto si sono deteriorate con l'intervento diretto dei militari guidati dal Generale Al-Sisi nelle questioni politiche nazionali.


sabato 21 settembre 2013

In Egitto arrestati dipendenti di Al-Jazeera che tentavano trasmissioni 'pirata' dopo la revoca della licenza al canale qatariota!

Abbiamo già parlato in passato delle misure difensive prese dal nuovo Governo egiziano contro la propaganda filo-ikhwan di Al-Jazeera, il canale del Qatar che ha cercato costantemente di sovra-rappresentare il seguito popolare della Fratellanza Musulmana e di scatenare l'odio settario e il disordine civile dopo la deposizione e l'arresto dell'Ex-presidente Mursi e del precedente esecutivo.

Adesso due impiegati della tv satellitare sono stati arrestati al Cairo mentre cercavano di aggirare il blocco imposto alle trasmissioni attraverso l'uso di apparecchiature 'pirata' installate sul terrazzo di un edificio nel distretto di Agouza.

Comunicando il loro arresto le autorità egiziane hanno rivelato di essere a conoscenza dell'esistenza di "almeno tre altre località, appartamenti in diverse zone della capitale" da cui altri impiegati della tv di Doha hanno trasmesso senza licenza, annunciando che presto adeguati provvedimenti verranno presi a riguardo.

sabato 7 settembre 2013

Al-Jazeera 'si risente' per le misure di difesa prese dall'Egitto contro la sua velenosa propaganda pro-Ikhwan!

Con un'aria di 'virtù oltraggiata' accuratamente studiata e simulata l'emittente qatariota Al-Jazeera, nota per i suoi legami con i settori più retrogadi ed estremisti della Fratellanza Musulmana, si 'lamenta' delle misure di difesa contro la sua corrosiva, divisiva e settaria propaganda adottati dalle autorità egiziane nelle ultime settimane che sono andati dall'oscuramento del segnale ai raid e alle perquisizioni nei suoi uffici, e all'arresto di alcuni suoi dipendenti, chiaramente implicati nella coordinazione di incidenti e scontri con responsabili della Fratellanza Musulmana.

Le iniziative contro il canale satellitare di Doha hanno seguito la campagna di arresti tra la dirigenza dell'Ikhwan mirata a decapitarne i livelli organizzativi per disinnescare la spirale di violenza in cui essi, dopo essere stati rimossi dal potere, miravano di precipitare in paese arrivando a innescare una guerra civile: senza 'caporioni' in grado di organizzare dall'ombra gli attacchi contro le minoranze cristiane, le forze dell'ordine e gli apparati statali e senza la propaganda venefica del canale qatariota gli episodi di violenza sono drasticamente calati.

Ieri stesso, pur essendo un venerdì, giornata tradizionalmente 'favorevole' alle manifestazioni in tutto il paese si sono registrati appena due morti in scontri tra sostenitori dell'Ikhwan e forze dell'ordine, un numero insignificante se paragonato alle centinaia di vittime di poche settimane orsono.

venerdì 26 luglio 2013

Hamas "spegne" il canale filosaudita Al-Arabiya nella Striscia di Gaza! Colpita anche l'Agenzia Ma'an!

Niente più notizie e reportage del canale satellitare di Riyadh 'Al Arabiya' per i residenti della Striscia di Gaza; questo il risultato della rapida e profonda rappresaglia portata a termine dal Governo dell'Enclave litoranea (egemonizzato dal Movimento Hamas) dopo che un servizio della stazione aveva accusato le autorità di Gaza di avere offerto rifugio ad alcuni dirigenti dell'Ikhwan egiziana in fuga dal Paese delle Piramidi a seguito dei mandati di cattura spiccati verso di loro dalle autorità militari dopo la deposizione forzosa dell'Ex-presidente Mohammed Mursi.

Nessuna reazione ufficiale si é avuta dall'Arabia Saudita; comunque questo atto ostile sancisce una ulteriore spaccatura nelle alleanze di Hamas che dopo essersi allontanato da Iran, Siria e 'Asse della Resistenza' sembrava essersi avvicinato alle monarchie petrolifere e alle autorità islamiste egiziane; adesso questo gesto sembra riaffermare che per i dirigenti di Gaza sia più importante il rapporto con la Fratellanza Musulmana (pur messa alle corde dal golpe militare) che con la più ricca petro-dinastia conservatrice della regione.

Riyadh si é mostrata tutt'altro che ostile ai militari che hanno esautorato Mursi, "sbloccando" un prestito multimiliardario a favore del Cairo poco tempo dopo il loro colpo di mano. Del resto la corte saudita era sempre stata favorevole a Mubarak e manteneva saldi rapporti con quanto restava dei suoi fedelissimi rimasti in posizioni di potere in Egitto, specialmente tra l'Esercito e i servizi segreti.