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mercoledì 6 giugno 2012

Mentre il popolo muore di miseria il corrotto Governo di Salva Kiir (burattino di Usa e sionisti) fa sparire quattro miliardi di dollari!


Gli ufficiali del Governo di Salva Kiir, il ridicolo 'cowboy' Presidente del Sud-Sudan, sono riusciti a intascare fondi pubblici per quattro miliardi di dollari Usa, mentre il paese, a causa della sconsiderata politica aggressiva verso Khartoum, che ha causato la chiusura di tutti gli oleodotti usati per esportare il greggio dei suoi giacimenti, sta attraversando la più pesante crisi economica della sua breve vita.
Da quando Omar Bashir ha fatto chiudere le valvole di tutte le tubature usate per fare transitare il petrolio sud-sudanese verso i terminal del Nord infatti il prodotto interno lordo del Sud-Sudan é precipitato, causando un gravissimo contraccolpo che ovviamente ha colpito per prime le ampie fasce di miseria e arretratezza presenti nel paese. Per cercare di porre argine a una situazione tanto disastrosa il Governo di Juba ha dato il via a una campagna anti-corruzione, nel tentativo di frenare l'emorragia di ricchezza pubblica involata da ufficiali governativi e amministratori locali, con risultati però finora deludenti.

A fronte di un "invito scritto" a 'restituire' le somme sottratte all'erario (e per la maggior parte depositate su conti svizzeri o in altri 'paradisi fiscali') sembra infatti che appena 60 milioni di dollari (60 milioni su quattro miliardi) siano stati localizzati e recuperati, questo a prendere per buoni gli annunci del Ministro della Propaganda di Kiir, Barnaba Benjamin. Intanto la Banca Mondiale ha già espresso la sua 'viva preoccupazione' per la situazione in cui versa l'economia sud-sudanese.

Nel paese africano frutto della cospirazione americana e sionista contro il Sudan arabo e musulmano il quindici per cento dei neonati muore prima di raggiungere i cinque anni di età tuttavia come abbiamo visto anche il mese scorso la maggiore preoccupazione di Salva Kiir e complici non é migliorare le condizioni di vita del popolo o disinnescare la catena di odi interetnici che esplode perodicamente in stragi sanguinose, ma continuare a provocare ed aggredire il Sudan per compiacere i suoi "bwana" di Tel Aviv e Washington.
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lunedì 23 aprile 2012

La Provincia di Heglig ormai totalmente libera da qualunque presenza militare sud-sudanese! Devastazioni inflitte alle strutture petrolifere dagli invasori in ritirata!


Le forze armate del Sud-Sudan e le milizie sostenute dal regime di Salva Kiir, dittatore di Juba, sono state totalmente cacciate dalla regione di Heglig, che avevano proditoriamente occupato 13 giorni fa, il 10 aprile, asserendo che il Sudan stava usando la zona come base da cui attaccare la provincia meridionale di Unity. In realtà questo era un mero pretesto per togliere al governo di Khartoum una delle ultime zone petrolifere lasciatele dall'iniqua spartizione del paese imposta dagli Usa e da Israele come parte del loro piano per creare uno Stato-fantoccio in Africa dal quale colpire i paesi arabi e musulmani del Nord, come appunto Sudan ed Egitto.

Mostrando di persistere nella menzogna già propalata dal Ministro meridionale dell'Informazione Barnaba Mariam Benjamin, il portavoce militare del regime di Juba, Philip Aguer, ha preteso, parlando con esponenti dell'AFP che il ritiro precipitoso delle truppe da Heglig sia frutto di una decisione di Juba e non della schiacciante sconfitta inflitta loro sul campo di battaglia dalle forze mobilitate da Khartoum, ormai in pieno controllo della provincia e del suo capoluogo, come mostrano filmati diffusi dall'Esercito del Nord nel corso del week-end.

Nafie Ali, Assistente del Presidente Omar Bashir, ha rivelato che, nell'ultima fase degli scontri esponenti del Sud-Sudan hanno "letteralmente implorato" l'Unione Africana e l'ONU affinché convincessero Khartoum a interrompere le operazioni militari nella zona di Heglig, per porre fine alle loro gravissime perdite.
Il Presidente sudanese Omar Bashir, il Ministro della Difesa Abdul-Rahim Mohammed Hussein e il Vicesegretario del Partito Nazionale del Congresso festeggiano la vittoria contro il Sud.
Il Primo Vicepresidente sudanese Ali Osman Taha (foto sotto) ha dichiarato che per ora "non vi sono programmi" di tornare al tavolo dei negoziati con Juba, questa recente esperienza avendo dimostrato l'inanità dei precedenti tentativi negoziali e come il regime di Salva Kiir possa venire ricondotto alla ragione solo da un'adeguata applicazione di forza militare.

La Tv di Stato sudanese ha mostrato come, prima di ritirarsi, soldati e miliziani di Salva Kiir abbiano cercato di infliggere danni alle strutture petrolifere della zona, dando sfogo alla loro frustrazione con meschini atti di devastazione e sabotaggio.
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sabato 21 aprile 2012

I rubinetti degli oleodotti sudanesi sono "Chiusi per sempre" a Salva Kiir e alla sua cricca: "Si costruisca i suoi!"

Il Presidente sudanese Omar Bashir ha dichiarato che Khartoum "Può benissimo fare a meno" dei dazi di transito che il dittatore del Sud-Sudan Salva Kiir, 'cowboy' al servizio di Obama e Netanyahu, avrebbe dovuto versare all'erario del Nord per il trasporto del petrolio fino ai terminal del Mar Rosso (tanto, fiducioso del sostegno Usa e sionista, non li aveva mai pagati!) e, quindi, le tubature sudanesi rimarranno chiuse e sbarrate al petrolio di Juba, venendo piuttosto utilizzate per trasportare e smerciare il petrolio di Heglig, appena liberato dalla brillante offensiva dell'Esercito del Nord.

La notizia, riportata dall'Agence France Presse, segue di poco la smentita con la quale il portavoce militare di Khartoum ha negato quanto asserito dal mendace Ministro di Kiir, Barnaba Marial Benjamin, secondo il quale le truppe del Sud avrebbero 'ripiegato ordinatamente' dietro la pressione dell'ONU e dell'Unione Africana.

"Le forze di Juba e le milizie loro alleate sono state ricacciate indietro dopo fieri combattimenti che le hanno viste incorrere in pesanti perdite di uomini e materiali e prossimamente ne mostreremo le prove". Migliaia e migliaia di persone a Khartoum e nelle altre principali città sudanesi sono scese nelle strade e nelle piazze a festeggiare questa vittoria, in cui finalmente il Governo del Nord ha deciso di tracciare una linea di Resistenza e di dire "no" alle continue provocazioni del regime meridionale.
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venerdì 20 aprile 2012

Vittoria! Le forze armate di Khartoum hanno il pieno controllo di Heglig e della regione contestata

Con un sobrio, preciso comunicato rilasciato poche ore addietro il Ministro della Difesa sudanese Abdel-Rahim Mohamed Hussein ha diffuso la notizia che le truppe di Khartoum hanno 'il pieno controllo' della città di Heglig, delle sue infrastrutture petrolifere e stanno procedendo, lentamente ma accuratamente, a eliminare gli ultimi elementi invasori provenienti da Sud del confine ancora presenti nella regione contestata del Sud Kordofan, occupata proditoriamente nei giorni scorsi da militari di Juba e da membri di milizie e organizzazioni terroriste sostenute dal dittatore-cowboy Salva Kiir, agente degli interessi Usa e sionisti.

"Il nemico, dopo aver subito pesanti perdite in uomini, armi ed equipaggiamenti, verificata l'impossibilità di rinforzare o anche solo rifornire le proprie posizioni ha condotto una vasta ritirata quasi senza impegnare combattimenti", ha dichiarato il Ministro, "Le nostre truppe, comunque, si sono mosse con grande circospezione per evitare qualunque genere di danno o distruzione a strutture civili". Sembra che la dichiarata intenzione del Consiglio di Sicurezza dell'ONU di aprire una procedura di condanna per il Governo del Sud-Sudan a seguito della sua proditoria occupazione di territori del Nord abbia contribuito non poco a ridurre a miti consigli Salva Kiir e la sua cricca.

Dal momento della sua 'indipendenza' realizzata sulla base di una campagna mediatica diffamatoria sostenuta dai mezzi di informazione venduti all'Imperialismo, il Sud del Sudan é diventato uno 'stato fallito' agitato da sanguinose faide etniche dove i proventi del petrolio vengono sperperati senza che vadano a migliorare le condizioni di vita di una delle popolazioni più povere d'Africa, dove il 15% dei nati non riesce ad arrivare a compiere 5 anni.
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