Con la scusa di "efficientare il settore" e "combattere la corruzione" il militare messo dal Colonnello Zida (nuovo Premier Burkinabé) a capo del Ministero delle Risorse Minerarie, il Colonnello Boubacar Ba, ha annunciato che 'rivoluzionerà' il sistema dei permessi e delle concessioni minerarie del paese dell'Africa centro-occidentale.
Il Burkina Faso, ex-Alto Volta ha ricchi giacimenti di Rame, Minerali di Ferro, Manganese, Cassiterite (uno dei principali minerali dello Stagno) e soprattutto d'oro, di cui é il quarto produttore africano e uno dei massimi esportatori mondiali.
Negli anni del regime rivoluzionario di Thomas Sankara le ricchezze minerarie furono sfruttate come 'volano' per l'arricchimento del paese e il miglioramento delle condizioni della classe lavoratrice: le imprese che volevano estrarre la ricchezza del suolo burkinabé dovevano impegnarsi a costruire opere di utilità pubblica, gli ospedali dei centri minerari erano aperti anche agli abitanti delle regioni limitrofe e così via.
Tutto distrutto, tutto cancellato nei successivi 27 anni di autocrazia di Blaise Compaoré, che riempì di suoi fedelissimi (corrottissimi) gli organi di controllo e supervisione, che ora Boubacar Ba vorrebbe 'epurare'.
Ma lo farà nell'interesse del popolo? O sostituirà i boiardi di Compaoré coi propri? Noi abbiamo già un'idea in merito...e non é un'idea ottimista!
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sabato 29 novembre 2014
Il 'Governo ad Interim' del Colonnello Zida mette le zampe sul ricco settore minerario del Burkina Faso!
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mercoledì 26 novembre 2014
Il Governo del Colonnello Zida in Burkina Faso perde il primo 'pezzo' dopo appena due giorni!
Adama Sagnon, Ministro della Cultura e del Turismo nell'Esecutivo a interim varato appena avantieri dal Colonello Yakoub Isaac Zida ha rassegnato le proprie dimissioni dopo violente proteste che hanno scosso la capitale burkinabé Ougadougou alla notizia della sua inclusione nel novero dei 25 'traghettatori' del paese verso le prime elezioni politiche da 27 anni a questa parte.
La folla della capitale accusava il Ministro, a lungo sodale dell'autocrate esiliato Blaise Compaoré di essere implicato nella morte del giornalista Norbert Zongo, assassinato nel '98.
Queste dimissioni dimostrano che la soluzione trovata da Zida e da Michel Kafando per la transizione dei poteri non é ancora solidissima e che le carte in tavola potrebbero ancora cambiare, ovviamente se la popolazione rimarrà mobilitata e dovesse continuare a protestare contro altre scete impopolari.
La folla della capitale accusava il Ministro, a lungo sodale dell'autocrate esiliato Blaise Compaoré di essere implicato nella morte del giornalista Norbert Zongo, assassinato nel '98.
Queste dimissioni dimostrano che la soluzione trovata da Zida e da Michel Kafando per la transizione dei poteri non é ancora solidissima e che le carte in tavola potrebbero ancora cambiare, ovviamente se la popolazione rimarrà mobilitata e dovesse continuare a protestare contro altre scete impopolari.
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lunedì 24 novembre 2014
Si insedia il nuovo Governo del Burkina Faso, sotto l'egida del Premier-Colonnello Yakoub Zida!
Dopo aver letto (e tradotto per "Stato e Potenza") l'illuminante articolo di Luc Michel riguardo a Yakoub Isaac Zida, Colonnello del Reggimento di Guardia Presidenziale e nuova 'eminenza grigia' del Burkina Faso post-Compaoré abbiamo perso ogni residua speranza di vedere restaurata nel paese ogni sembianza di anti-imperialismo sankariano, tuttavia continuiamo a fare la cronaca degli eventi sperando in nuove improvvise modifiche della situazione.
Il nuovo Esecutivo a Interim di 25 membri, guidato proprio dal Colonnello-Premier é stato inaugurato con un decreto del nuovo Presidente Michel Kafando, successo nell'interimo proprio a Zida che gli ha lasciato la poltrona presidenziale assunta nel caos dopo la fuga del precedente autocratico Capo di Stato per assumere poi (col benestare di Kafando) quella di Primo Ministro.
Scontati e prevedibili gli annunci di 'scopa nuova' lanciati dal Presidente Kafando ("Regoleremo i conti con chi si é reso responsabile di abusi di potere e di denaro pubblico"), rivolte unicamente ai più impresentabili esponenti del vecchio regime, che saranno ovviamente 'dati in pasto' alla folla per illuderla che un qualche 'cambiamento' sia avvenuto.
Il nuovo Esecutivo a Interim di 25 membri, guidato proprio dal Colonnello-Premier é stato inaugurato con un decreto del nuovo Presidente Michel Kafando, successo nell'interimo proprio a Zida che gli ha lasciato la poltrona presidenziale assunta nel caos dopo la fuga del precedente autocratico Capo di Stato per assumere poi (col benestare di Kafando) quella di Primo Ministro.
Scontati e prevedibili gli annunci di 'scopa nuova' lanciati dal Presidente Kafando ("Regoleremo i conti con chi si é reso responsabile di abusi di potere e di denaro pubblico"), rivolte unicamente ai più impresentabili esponenti del vecchio regime, che saranno ovviamente 'dati in pasto' alla folla per illuderla che un qualche 'cambiamento' sia avvenuto.
venerdì 21 novembre 2014
Burkina Faso: una rivoluzione tradita e normalizzata?
Ho avuto il piacere di tradurre per gli amici di "Stato e Potenza", questo ricco e completo articolo di Luc Michel sulla situazione in Burkina Faso, potrete trovarlo in lingua originale a questa pagina.
Fin dalle prime ore della rivoluzione del Burkina Faso avevo espresso su ‘Afrique Media TV’ le mie inquietudini su una possibile ‘normalizzazione’ della rivolta da parte di uomini legati all’Occidente, Esercito in primis. Affermai che sarebbero state l’agenda di Washington o quella di Parigi (differenti in spirito e fini, anche se a volte per qualche dettaglio coincidenti) che, infine, avrebbero dominato la situazione. I fatti recenti confermano la bontà dei miei avvertimenti.
IL COLONNELLO ZIDA NUOVO PREMIER, CIVILI INQUIETI
La transizione verso un potere non-militare, appena iniziata in Burkina Faso, é stata imposta da Washington con la minaccia di sanzioni; in omaggio formale a questa il Colonnello Isaac Zida, che aveva assunto la Presidenza a fine ottobre, si é dimesso solo per venire nominato Primo Ministro dal nuovo Presidente ‘civile’ (Michel Kafando -NdT-), segno che l’Esercito non ha nessuna intenzione di farsi da parte nel gioco politico. Questa persistenza dell’influenza militare sui centri di potere del paese ha suscitato inquietudine nella società civile e malcontento in quasi tutti gli abitanti della capitale Ougadougou interrogati in merito dalla France Presse.
Kafando, pesantemente responsabile nell’assassinio di Sankara, nel corso di un intervista a Radio France Internationale ha lasciato intendere che il Colonnello Zida, pressoché sconosciuto al pubblico appena un mese fa: “Potrà giocare un importante, essenziale ruolo nella stabilizzazione” del paese, insistendo sul “posto necessario” che l’Esercito deve avere in questo processo, proseguendo un impegno nelle vicende interne che é scattato subito dopo la fuga dell’Ex-presidente Compaoré.
Infatti, appena l’Ex-capo di Stato lasciò il paese verso la Costa d’Avorio, il 31 ottobre scorso, dopo 27 anni di ‘regno’ incontrastato, si produsse immediatamente un dualismo tra il Capo di Stato Maggiore Honoré Traore e il Capo del Reggimento di Guardia Presidenziale (Zida, appunto), che entrambe rivendicarono la presidenza, ma, contrariamente all’ordine di grado e anzianità, fu quest’ultimo a uscirne vincitore. Secondo il giudizio di un diplomatico esperto: “Zida ha compiuto un vero colpo di Stato, incruento, ma pur sempre colpo di Stato”.
Al termine di intensi negoziati che hanno visto protagonisti gli uomini delle Forze Armate, i partiti politici e la società civile, una Carta di transizione é stata adottata la settimana scorsa e un nuovo Presidente a interim (Kafando) ha preso il posto di Zida, col compito di portare il paese verso nuove elezioni fissate a dodici mesi da adesso. Kafando, già Ministro degli Esteri, ha una provata e sperimentata esperienza diplomatica e un profilo da tecnocrate ed é ben visto dalla maggiora parte dei cittadini del Burkina Faso, il Colonnello Zida, invece, é visto con minore entusiasmo anche se, come ha commentato Ablassé Ouedrago, uno dei capi delle Opposizioni “Non é un problema che Zida sia arrivato al premierato; del resto la Costituzione provvisoria non proibisce che un militare occupi quel posto”.
QUALE SARA’ LA REAZIONE DELLE PIAZZE?
“Non siamo solamente inquieti, c’é molto di più”, ha dichiarato alla France Presse Guy Hervé Kam, portavoce del Movimento Cittadino Balai, le cui capacità di mobilitazione massiccia della popolazione hanno giocato un grande ruolo nella cacciata di Compaoré. Il co-fondatore del movimento Balai, il cantante Sams’K le Jah, ha detto di attendere le prime mosse di Zida per poterlo giudicare, e ha rilevato che, al potere, spesso i civili si sono mostrati peggiori dei militari.
“Si deve verificare in quale misura questa nomina sia destinata a influenzare, cambiare o invertire l’orientamento della transizione”, ha commentato il politologo Siaka Coulibaly. Invece per Moussa Yabré, proprietario d’hotel, “La rivoluzione sarà soffocata”; “(L’Esercito) vuole rubarci la nostra lotta” rincara la dose Assane Ilboudo, studente, e Hama Ouderago, funzionario, chiama quello che é successo “Un colpo di stato travestito”, da parte del Colonnello Zida che “Ha già iniziato il suo one-man-show”. La gioventù che é scesa in piazza a contestare il regime di Compaoré e che ne ha causato la cacciata sembra particolarmente ostile a un potere militare che a suo dire ha compiuto “Un tradimento della rivoluzione” e potrebbe anche reagire con violenza, con una ripresa di manifestazioni e scontri di piazza. “Che Kafando abbia subito recuperato il capo della Guardia Presidenziale (di Compaoré) come Primo Ministro mostra di che enorme mascherata stiamo parlando”, esclama Philippe Edouard Kaboré, applaudito da un gruppo di studenti.
ZIDA, UN MILITARE LANCIATO DALL’OMBRA AL CUORE DEL POTERE
Sospensione dei consigli municipali e regionali, rimozione di due uomini-chiave dell’apparato pubblico con accuse di ‘sabotaggio’: il Colonnello prima della sua nomina a Primo Ministro aveva già mostrato che non considerava finito il suo ruolo pubblico con le dimissioni da Presidente e appena investito della nuova carica ha iniziato a fare mosse decisive. I fedelissimi del clan Compaoré installati alla Sonahby e alla Sonabel (società nazionali degli idrocarburi e dell’elettricità) sono stati rimossi con gravi accuse; subito dopo sono stati sospesi i consigli locali, a loro volta riempiti negli ultimi 30 anni di fedeli del vecchio Presidente.
Vediamo il ritratto di questo Colonnello: “Solido, gagliardo, dai baffi sottili e curati, abituato a portare occhiali senza montatura, questo ufficiale di religione protestante non dimostra i suoi 49 anni era praticamente sconosciuto ai suoi stessi concittadini prima della fuga del Presidente che aveva giurato di proteggere con la sua unità scelta”. Durante le successive tre settimane é salito sul palco e si é messo a dettare tempi e ritmi della transizione di potere. Sempre in uniforme, con basco rosso calcato sul cranio, forse in un tentativo di ricordare Sankara, ha ricevuto i capi di stato africani inviati dall’OUA che chiedevano un passo indietro delle Forze Armate e sempre di persona ha raccolto i numerosi attori della scena politica e pilotato il negoziato per l’avvicinamento alle elezioni.
Per quanto decise le azioni di Zida sono comunque ispirate a prudenza, anche mentre manteneva il titolo di Presidente ha fissato il suo Quartier Generale presso il Consiglio Economico e Sociale, e non nel palazzo del vecchio autocrate. Comunque il Colonnello rimane un uomo d’ordine, non certo un rivoluzionario, ed é ben sintonizzato con Parigi e Washington: “La stessa emersione di Zida come sfidante alla pretesa presidenziale di Honoré Traore deve esser vista come un moto collettivo dei gradi militari che si sono resi conto che il Capo di SM era troppo compromesso con Compaoré, mentre il relativamente giovane e soprattutto sconosciuto Zida aveva migliori chances di continuare a giocare un ruolo importante nella politica del paese”.
Zida deve la sua carriera al Generale Gilber Diendéré, laureato con Master in Management Internazionale all’Université de Lyon, é benvoluto dai soldati e può contare sulla lealtà incondizionata del Reggimento Presidenziale; quando nel 2011 il Burkina Faso venne scosso da un ammutinamento militare che tuttavia non riuscì a far crollare il potere di Compaoré, non subì nessuna aggressione da parte degli ammutinati, al contrario di altri ufficiali del Reggimento di Guardia Presidenziale. Ha servito come Casco Blu nel 2008-2009 in Congo ed é stato ufficiale di collegamento nel corso della Crisi in Costa d’Avorio, nell’ambito della mediazione portata avanti dall’Ex-presidente Compaoré. Nel 2012, e questo dovrebbe dirla lunga, ha seguito un corso di “tecniche antiterrorismo” in Florida.
L’Agence France Presse, parlando di lui in termini elogiativi, lo incensa: “Dando gesti di buona volontà per il rapido passaggio di potere in mani civili, Zida si é posto anche come difensore della sovranità nazionale”, riferendosi ai termini sprezzanti con cui ha respinto scadenze e termini che l’Organizzazione per l’Unità Africana ha tentato di imporgli per l’abbandono del potere. Significativamente Zida ha detto: “Il termine di due settimane non ci riguarda veramente, l’OUA potrebbe anche dire ‘tre giorni’, sarebbero i soli ad ascoltarsi mentre lo dicono”. Quello che possa dire il popolo Burkinabé che é sceso in piazza per cacciare il suo ex-datore di lavoro sembra interessargli anche meno.
Fin dalle prime ore della rivoluzione del Burkina Faso avevo espresso su ‘Afrique Media TV’ le mie inquietudini su una possibile ‘normalizzazione’ della rivolta da parte di uomini legati all’Occidente, Esercito in primis. Affermai che sarebbero state l’agenda di Washington o quella di Parigi (differenti in spirito e fini, anche se a volte per qualche dettaglio coincidenti) che, infine, avrebbero dominato la situazione. I fatti recenti confermano la bontà dei miei avvertimenti.
IL COLONNELLO ZIDA NUOVO PREMIER, CIVILI INQUIETI
La transizione verso un potere non-militare, appena iniziata in Burkina Faso, é stata imposta da Washington con la minaccia di sanzioni; in omaggio formale a questa il Colonnello Isaac Zida, che aveva assunto la Presidenza a fine ottobre, si é dimesso solo per venire nominato Primo Ministro dal nuovo Presidente ‘civile’ (Michel Kafando -NdT-), segno che l’Esercito non ha nessuna intenzione di farsi da parte nel gioco politico. Questa persistenza dell’influenza militare sui centri di potere del paese ha suscitato inquietudine nella società civile e malcontento in quasi tutti gli abitanti della capitale Ougadougou interrogati in merito dalla France Presse.
Kafando, pesantemente responsabile nell’assassinio di Sankara, nel corso di un intervista a Radio France Internationale ha lasciato intendere che il Colonnello Zida, pressoché sconosciuto al pubblico appena un mese fa: “Potrà giocare un importante, essenziale ruolo nella stabilizzazione” del paese, insistendo sul “posto necessario” che l’Esercito deve avere in questo processo, proseguendo un impegno nelle vicende interne che é scattato subito dopo la fuga dell’Ex-presidente Compaoré.
Infatti, appena l’Ex-capo di Stato lasciò il paese verso la Costa d’Avorio, il 31 ottobre scorso, dopo 27 anni di ‘regno’ incontrastato, si produsse immediatamente un dualismo tra il Capo di Stato Maggiore Honoré Traore e il Capo del Reggimento di Guardia Presidenziale (Zida, appunto), che entrambe rivendicarono la presidenza, ma, contrariamente all’ordine di grado e anzianità, fu quest’ultimo a uscirne vincitore. Secondo il giudizio di un diplomatico esperto: “Zida ha compiuto un vero colpo di Stato, incruento, ma pur sempre colpo di Stato”.
Al termine di intensi negoziati che hanno visto protagonisti gli uomini delle Forze Armate, i partiti politici e la società civile, una Carta di transizione é stata adottata la settimana scorsa e un nuovo Presidente a interim (Kafando) ha preso il posto di Zida, col compito di portare il paese verso nuove elezioni fissate a dodici mesi da adesso. Kafando, già Ministro degli Esteri, ha una provata e sperimentata esperienza diplomatica e un profilo da tecnocrate ed é ben visto dalla maggiora parte dei cittadini del Burkina Faso, il Colonnello Zida, invece, é visto con minore entusiasmo anche se, come ha commentato Ablassé Ouedrago, uno dei capi delle Opposizioni “Non é un problema che Zida sia arrivato al premierato; del resto la Costituzione provvisoria non proibisce che un militare occupi quel posto”.
QUALE SARA’ LA REAZIONE DELLE PIAZZE?
“Non siamo solamente inquieti, c’é molto di più”, ha dichiarato alla France Presse Guy Hervé Kam, portavoce del Movimento Cittadino Balai, le cui capacità di mobilitazione massiccia della popolazione hanno giocato un grande ruolo nella cacciata di Compaoré. Il co-fondatore del movimento Balai, il cantante Sams’K le Jah, ha detto di attendere le prime mosse di Zida per poterlo giudicare, e ha rilevato che, al potere, spesso i civili si sono mostrati peggiori dei militari.
“Si deve verificare in quale misura questa nomina sia destinata a influenzare, cambiare o invertire l’orientamento della transizione”, ha commentato il politologo Siaka Coulibaly. Invece per Moussa Yabré, proprietario d’hotel, “La rivoluzione sarà soffocata”; “(L’Esercito) vuole rubarci la nostra lotta” rincara la dose Assane Ilboudo, studente, e Hama Ouderago, funzionario, chiama quello che é successo “Un colpo di stato travestito”, da parte del Colonnello Zida che “Ha già iniziato il suo one-man-show”. La gioventù che é scesa in piazza a contestare il regime di Compaoré e che ne ha causato la cacciata sembra particolarmente ostile a un potere militare che a suo dire ha compiuto “Un tradimento della rivoluzione” e potrebbe anche reagire con violenza, con una ripresa di manifestazioni e scontri di piazza. “Che Kafando abbia subito recuperato il capo della Guardia Presidenziale (di Compaoré) come Primo Ministro mostra di che enorme mascherata stiamo parlando”, esclama Philippe Edouard Kaboré, applaudito da un gruppo di studenti.
ZIDA, UN MILITARE LANCIATO DALL’OMBRA AL CUORE DEL POTERE
Sospensione dei consigli municipali e regionali, rimozione di due uomini-chiave dell’apparato pubblico con accuse di ‘sabotaggio’: il Colonnello prima della sua nomina a Primo Ministro aveva già mostrato che non considerava finito il suo ruolo pubblico con le dimissioni da Presidente e appena investito della nuova carica ha iniziato a fare mosse decisive. I fedelissimi del clan Compaoré installati alla Sonahby e alla Sonabel (società nazionali degli idrocarburi e dell’elettricità) sono stati rimossi con gravi accuse; subito dopo sono stati sospesi i consigli locali, a loro volta riempiti negli ultimi 30 anni di fedeli del vecchio Presidente.
Vediamo il ritratto di questo Colonnello: “Solido, gagliardo, dai baffi sottili e curati, abituato a portare occhiali senza montatura, questo ufficiale di religione protestante non dimostra i suoi 49 anni era praticamente sconosciuto ai suoi stessi concittadini prima della fuga del Presidente che aveva giurato di proteggere con la sua unità scelta”. Durante le successive tre settimane é salito sul palco e si é messo a dettare tempi e ritmi della transizione di potere. Sempre in uniforme, con basco rosso calcato sul cranio, forse in un tentativo di ricordare Sankara, ha ricevuto i capi di stato africani inviati dall’OUA che chiedevano un passo indietro delle Forze Armate e sempre di persona ha raccolto i numerosi attori della scena politica e pilotato il negoziato per l’avvicinamento alle elezioni.
Per quanto decise le azioni di Zida sono comunque ispirate a prudenza, anche mentre manteneva il titolo di Presidente ha fissato il suo Quartier Generale presso il Consiglio Economico e Sociale, e non nel palazzo del vecchio autocrate. Comunque il Colonnello rimane un uomo d’ordine, non certo un rivoluzionario, ed é ben sintonizzato con Parigi e Washington: “La stessa emersione di Zida come sfidante alla pretesa presidenziale di Honoré Traore deve esser vista come un moto collettivo dei gradi militari che si sono resi conto che il Capo di SM era troppo compromesso con Compaoré, mentre il relativamente giovane e soprattutto sconosciuto Zida aveva migliori chances di continuare a giocare un ruolo importante nella politica del paese”.
Zida deve la sua carriera al Generale Gilber Diendéré, laureato con Master in Management Internazionale all’Université de Lyon, é benvoluto dai soldati e può contare sulla lealtà incondizionata del Reggimento Presidenziale; quando nel 2011 il Burkina Faso venne scosso da un ammutinamento militare che tuttavia non riuscì a far crollare il potere di Compaoré, non subì nessuna aggressione da parte degli ammutinati, al contrario di altri ufficiali del Reggimento di Guardia Presidenziale. Ha servito come Casco Blu nel 2008-2009 in Congo ed é stato ufficiale di collegamento nel corso della Crisi in Costa d’Avorio, nell’ambito della mediazione portata avanti dall’Ex-presidente Compaoré. Nel 2012, e questo dovrebbe dirla lunga, ha seguito un corso di “tecniche antiterrorismo” in Florida.
L’Agence France Presse, parlando di lui in termini elogiativi, lo incensa: “Dando gesti di buona volontà per il rapido passaggio di potere in mani civili, Zida si é posto anche come difensore della sovranità nazionale”, riferendosi ai termini sprezzanti con cui ha respinto scadenze e termini che l’Organizzazione per l’Unità Africana ha tentato di imporgli per l’abbandono del potere. Significativamente Zida ha detto: “Il termine di due settimane non ci riguarda veramente, l’OUA potrebbe anche dire ‘tre giorni’, sarebbero i soli ad ascoltarsi mentre lo dicono”. Quello che possa dire il popolo Burkinabé che é sceso in piazza per cacciare il suo ex-datore di lavoro sembra interessargli anche meno.
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giovedì 20 novembre 2014
Uscito dalla porta il Colonnello Zida rientra dalla finestra: diventa Primo Ministro!
Non avevamo fatto in tempo a 'compiacerci' dell'abbandono da parte del Colonnello Zida, già capo delle guardie del corpo dell'assassino di Sankara Blaise Compaore, della carica presidenziale da lui assunta ad interim dopo la fuga dal paese del suo datore di lavoro, che un nuovo sviluppo della situazione in Burkina Faso ci fa dubitare che quello che sta avvenendo sia un sincero passaggio verso la democrazia.
Infatti subito dopo aver lasciato la poltrona di Presidente all'Ex-ministro degli Esteri Michel Kafando Zida é stato subito da quest'ultimo nominato Primo Ministro (sempre ad Interim). Sembra proprio che, dopo le massicce manifestazioni popolari che hanno cacciato Compaore, nel Burkina Faso sia in atto una 'normalizzazione' dove tutti i posti di potere stanno venendo occupati da figure del regime precedente.
Staremo a vedere come evolverà la situazione, informandovi come sempre in tempo reale o quasi mano a mano che si concreteranno nuovi sviluppi.
Infatti subito dopo aver lasciato la poltrona di Presidente all'Ex-ministro degli Esteri Michel Kafando Zida é stato subito da quest'ultimo nominato Primo Ministro (sempre ad Interim). Sembra proprio che, dopo le massicce manifestazioni popolari che hanno cacciato Compaore, nel Burkina Faso sia in atto una 'normalizzazione' dove tutti i posti di potere stanno venendo occupati da figure del regime precedente.
Staremo a vedere come evolverà la situazione, informandovi come sempre in tempo reale o quasi mano a mano che si concreteranno nuovi sviluppi.
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domenica 16 novembre 2014
Passo avanti in Burkina Faso: il Colonnello Zida ristabilisce la Costituzione civile!!
Il Colonnello Zida, ex-Comandante della Guardia Presidenziale di Blaise Compaore, adesso Presidente ad interim, ha ristabilito la validità della Costituzione, che era stata sospesa dopo la cacciata dell'Ex-autocrate ora esule in Costa d'Avorio.
Zida in una dichiarazione ufficiale ha specificato che il ritorno in vigore della vecchia Costituzione serve: "A dare un segno concreto di transizione al di fuori dello Stato d'Emergenza".
Come già segnalato dal nostro articolo precedente dopo 27 anni di dittatura dal tradimento e dall'assassinio di Thomas Sankara, il Burkina Faso dovrebbe tornare alla Democrazia grazie a un Consiglio di Transizione (Parlamento provvisorio) di 90 membri (10 agli alleati di Compaore, 40 alle opposizioni, 30 a rappresentanti della società civile e 10 a esponenti militari).
Il Consiglio di Transizione gestirà l'amministrazione corrente degli affari di Stato in attesa che un Parlamento eletto a novembre 2015 prenda pieni poteri. Il Governo però non sarà espresso dal Consiglio di Transizione (chiediamo scusa per aver incorrettamente sostenuto ciò nell'altro articolo, ma le agenzie in merito erano ambigue), ma sarà invece selezionato da un pannello di 23 membri, che selezionerà Premier a interim ed Esecutivo.
Zida in una dichiarazione ufficiale ha specificato che il ritorno in vigore della vecchia Costituzione serve: "A dare un segno concreto di transizione al di fuori dello Stato d'Emergenza".
Come già segnalato dal nostro articolo precedente dopo 27 anni di dittatura dal tradimento e dall'assassinio di Thomas Sankara, il Burkina Faso dovrebbe tornare alla Democrazia grazie a un Consiglio di Transizione (Parlamento provvisorio) di 90 membri (10 agli alleati di Compaore, 40 alle opposizioni, 30 a rappresentanti della società civile e 10 a esponenti militari).
Il Consiglio di Transizione gestirà l'amministrazione corrente degli affari di Stato in attesa che un Parlamento eletto a novembre 2015 prenda pieni poteri. Il Governo però non sarà espresso dal Consiglio di Transizione (chiediamo scusa per aver incorrettamente sostenuto ciò nell'altro articolo, ma le agenzie in merito erano ambigue), ma sarà invece selezionato da un pannello di 23 membri, che selezionerà Premier a interim ed Esecutivo.
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lunedì 10 novembre 2014
Tentativo di accordo in Burkina Faso tra Esercito e Società Civile per il passaggio dei poteri!!
Sembra che in Burkina Faso partiti politici, esercito e società civile stiano cercando un avvicinamento e un accordo per gestire la transizione dei poteri in senso democratico dopo la cacciata dell'autocrate Blaise Compaore e l'ascesa temporanea alla presidenza del Colonnello Zida, già comandante delle sue guardie del corpo.
Avantieri Zida aveva rifiutato le scadenze proposte dall'Unione Africana ma nella giornata di ieri sarebbe stato firmato un protocollo d'intesa che prevederebbe la formazione di un Parlamento provvisiorio di 90 membri (10 agli alleati di Compaore, 40 alle opposizioni, 30 a rappresentanti della società civile e 10 a esponenti militari) che reggerà la nazione prima delle elezioni libere che si terranno esattamente tra dodici mesi.
Il Parlamento esprimerà un Governo di 25 Ministri, che amministrerà la nazione senza prendere iniziative di riforma, demandate al prossimo Parlamento.
Avantieri Zida aveva rifiutato le scadenze proposte dall'Unione Africana ma nella giornata di ieri sarebbe stato firmato un protocollo d'intesa che prevederebbe la formazione di un Parlamento provvisiorio di 90 membri (10 agli alleati di Compaore, 40 alle opposizioni, 30 a rappresentanti della società civile e 10 a esponenti militari) che reggerà la nazione prima delle elezioni libere che si terranno esattamente tra dodici mesi.
Il Parlamento esprimerà un Governo di 25 Ministri, che amministrerà la nazione senza prendere iniziative di riforma, demandate al prossimo Parlamento.
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