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domenica 29 ottobre 2017

Faia Younan tiene un concerto ad Aleppo nella serata di ieri: "I terroristi volevano trasformare questa città in una enorme prigione jihadista!"

Avete notato come, dopo aver strombazzato per mesi che i "dittatori" Assad e Putin stavano 'bombardando' gli ultimi ospedali, asili, canili e gattili di Aleppo la metropoli siriana del Nord sia "prepotentemente" uscita dalle pagine della stampa occidentale?

Vi riveliamo un segreto; al contrario di quanto accadrà con Raqqa, completamente obliterata dai bombardamenti a tappeto americani (di cui però 'stranamente' nessuno in Occidente si é lagnato!) Aleppo é completamente tornata alla normale vita civile e centinaia di migliaia di persone che se ne erano allontanate durante il terrore estremista sono ritornate a vivervi.

Nella serata di ieri la cantante nota come Faia Younan, cresciuta ad Aleppo, ha tenuto un affollatissimo concerto nel capoluogo del Nord siriano, del quale siamo felici di potervi proporre un breve filmato:

domenica 5 marzo 2017

L'area archeologica di Palmyra RICONSACRATA alle Muse con un concerto di musica tradizionale siriana!

L'anno scorso era stata un'orchestra sinfornica russa a celebrare la liberazione di Palmyra con un commovente concerto nel suo anfiteatro.

Adesso, per festeggiare la nuova liberazione dall'oppressione takfira, una più piccola "esnemble" di musche tradizionali siriane ha registrato una propria performance nel cuore dell'area archeologica della cittadina.

giovedì 22 novembre 2012

Il Paese dei Cedri festeggia il 69esimo anniversario della propria indipendenza! Auguri a tutti i Libanesi!!

Con una parata militare che ha attraversato il centralissmo corso di Shafiq al-Wazzan nella capitale Beirut e un concerto di musica patriottica le massime autorità istituzionali libanesi hanno commemorato pubblicamente il sessantanovesimo anniversario dell'indipendenza del paese, raggiunta dopo il termine dell'occupazione militare francese seguita alla fine della Prima Guerra Mondiale e al Trattato di Sykes-Picot.
Il Presidente Michel Sleiman, il Premier sostenuto dall'Alleanza 8 Marzo Najib Mikati, il Presidente del Parlamento Nabih Berri, il Generale Jean Qawajhi e il Ministro della Difesa Fayez Ghosn erano presenti alla cerimonia che ha assunto un particolare significato dopo il fallimento dei tentativi di rovesciamento violento delle istituzioni democratiche portati nelle scorse settimane dai politicanti del "14 Marzo" legati a Saad Hariri e complici, spalleggiati dagli estremisti wahabiti che vorrebbero trasformare il Libano in un campo di battaglia Anti-siriano, Anti-iraniano e Anti-sciita.
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sabato 23 aprile 2011

Colpito dal boicottaggio dei maggiori artisti mondiali Israele deve accontentarsi di...Justin Bieber, che si sottrae comunque alla propaganda sionista!


Che la campagna di boicottaggio culturale e musicale, lanciata nell'ambito della strategia "BDS" contro il regime dell'Apartheid ebraico, stia avendo grande successo e colpendo duramente gli interessi di Tel Aviv nel tentare di presentarsi come uno stato moderno, luccicante e 'a la page' risulta piuttosto evidente dalla foga, si direbbe quasi dall'orgasmo con cui gli outlet di propaganda governativa hanno cercato di "buttarsi a pesce" in questi ultimi giorni sulla visita in israele con successivo concerto di una pop-star di secondo piano come Justin Bieber, biondastro idoletto manifatturato a tavolino per catturare adorazione e sogni adolescenziali delle ragazzine prepuberi, uno al cui confronto i Take That fanno la figura dei Rolling Stones.

Come se ciò non fosse abbastanza umiliante, bisogna anche registrare il fatto che la pop-star nordamericana (o meglio, lo staff che ne manovra dichiarazioni, movimenti e apparizioni) si sia totalmente sottratta a ogni tentativo di trasformare la sua tappa nello Stato ebraico in un momento di celebrazione e/o glorificazione dello stesso, rifiutando, tanto per dire, un incontro col Primo Ministro Benji Netanyahu (che siamo certi, fra un ordine di bombardamento e l'altro si scatena nel suo ufficio al ritmo di "Runaway Love" e "Never Let You Go") nonché di apparire in un servizio fotografico insieme ai coloni ebrei fondamentalisti che alcuni giorni addietro sono stati colpiti, sull'autobus in cui viaggiavano, da una granata a razzo della Resistenza palestinese.

Il che é significativo: il management di Bieber non si é fatto problemi a spedire il suo pollastrello dalle uova d'oro in israele, ma evidentemente teme contraccolpi negativi se la sua visita assumesse un tono eccessivamente "politico". Ancora più significato assumono queste scelte se si consideri che normalmente Bieber viene lasciato libero di lanciare messaggi più che politici come una sua "opposizione" all'aborto e all'autodeterminazione femminile (che quindi non vengono considerati 'pericolosi' per i suoi indici di gradimento e vendite, quantomeno nei suoi mercati di riferimento), ma di fronte alla prospettiva di abbracciare la causa dell'Apartheid sionista chi tira i fili del biondino canadese ha preferito fare un passo indietro.

Speriamo, in futuro, che anche icone musicali di secondo piano come il mini-cantante in questione siano del tutto scoraggiate dal recarsi in israele grazie al perdurare e all'intensificarsi del boicottaggio culturale.

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