Visualizzazione post con etichetta Nabih Berri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Nabih Berri. Mostra tutti i post

mercoledì 6 giugno 2018

Nabih Berri: "Le forze di Hezbollah in Siria hanno evitato che l'ISIS arrivasse fino a Beirut!"

Il Portavoce del Parlamento libanese, Nabih Berri, leader del partito sciita Amal, ha dichiarato che la presenza dei militanti di Hezbollah in Siria é stata 'fondamentale' per impedire una massiccia invasione di terroristi dell'ISIS nel Paese dei Cedri.

Ai microfoni di Sputnik Berri, commentando gli eventi del conflitto siriano, della cooperazione Iran-Libano e dello spostamento dell'ambasciata Usa a Gerusalemme ha lodato il decisivo contributo dato da Hezbollah alla lotta contro il terrorismo in Siria.

martedì 16 gennaio 2018

Nabih Berri a Teheran traccia una 'Road Map' per rispondere alle provocazioni di Trump su Gerusalemme!

Arrivato a Teheran per prendere parte ai lavori dell'Unione Parlamentare dell'Organizzazione della Cooperazione Islamica (OIC) il Presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, leader del movimento sciita Amal nel corso di un messaggio letto ufficialmente alla Conferenza ha delineato una serie di misure che sarebbe utile intraprendere per contrastare e controbattere le provocatorie decisioni del Presidente Usa riguardo allo status di Gerusalemme Occupata.

Esse sono:

  • Cancellazione immediata dei fasulli 'Accordi di Oslo' (basati sull'illusione che gli Usa potessero essere un onesto mediatore, quando in realtà sono sempre stati dalla parte di Tel Aviv)
  • Chiusura di tutte le ambasciate in territorio statunitense, espulsione di tutti i diplomatici Usa in quanto "persone non gradite"
  • Immediato riconoscimento di Gerusalemme come capitale dello Stato di Palestina



venerdì 16 giugno 2017

Moussa Abu Marzouk va a Beirut per riparare le relazioni tra Hamas ed Hezbollah!

Il rappresentante di Hamas Moussa Abou Marzouk é volato a Beirut, dove ha avuto una fitta serie di incontri: dapprima con il Maggior Generale Abbas Ibrahim del Direttorato delle Surete Generale, quindi col Presidente del Parlamento Nabih Berri (leader di Amal) e infine col Segretario Generale di Hezbollah Hassan Nasrallah.

Il viaggio libanese si inquadra nel tentativo del movimento palestinese di marcare la differenza tra il nuovo corso iniziato con l'elezione di Ismail Haniyeh a capo dell'organizzazione in luogo di Khaled Mishaal e con la nomina di Yahya Sinwar alla carica di Premier di Gaza.

lunedì 19 dicembre 2016

Saad Hariri deve accontentarsi di 'guidare' un Governo monopolizzato dai suoi avversari politici!

A meno di due mesi dalla sua elezione il neopresidente libanese Michel Aoun ha già archiviato la prima (nonché una delle più gravi) tra le molte 'grane' che lo aspettavano sulla scrivania della Baabda: la mancanza di un Governo autorevole che affrontasse energicamente i molti problemi del Paese dei Cedri.

Dopo un incontro a tre col Presidente del Parlamento Nabih Berri e con Saad Hariri, infatti, é stata rivelata la lista dei dicasteri e dei loro reggitori in un esecutivo di trenta componenti che giurerà a breve.

mercoledì 15 giugno 2016

Berri mette in guardia i Libanesi: "Chi ha ordito l'attentato di Beirut é nemico di tutto il paese!"

"Le mani vigliacche che hanno ordito il recente attentato a Beirut volevano colpire prima il Libano piuttosto che Hezbollah o qualunque partito od organizzazione"; questa la netta dichiarazione del Presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri, dopo l'esplosione che ha ferito due persone davanti alla Banca BLOM nel quartiere Verdun della capitale.

sabato 14 novembre 2015

Si aggrava il bilancio dell'attentato a Beirut, mentre Putin e Asse della Resistenza esprimono le loro condoglianze

Mentre l'Occidente é travagliato dalle notizie che arrivano da Parigi in Libano si rimuovono le macerie della duplice esplosione di giovedì sera e si onorano i caduti dell'attentato di Burj al-Bajraneh, nella consapevolezza che la mano omicida dell'ISIS non smetterà di tramare contro il Paese dei Cedri e la sua coraggiosa popolazione sciita e che combattere il takfirismo in Siria e ovunque si nasconda é l'unico modo per poter dare un senso al sacrificio dei martiri.

venerdì 14 novembre 2014

L'Ayatollah irakeno Al-Najafi sbarca a Beirut per sottoporsi a cure mediche, accoglienza di Stato per lui!

Il venerabile leader religioso sciita irakeno, Ayatollah Bashir al-Najafi, é sbarcato nella capitale libanese Beirut, dove verrà sottoposto a test medici e, forse, a una piccola operazione chirurgica.

L'Ayatollah é stato ricevuto con la pompa ufficiale adeguata a una figura del suo calibro; a lato del red carpet srotolato per lui si trovavano il Presidente del Parlamento Nabih Berri (leader della formazione sciita Amal), gli ambaciatori irakeno e iraniano Raad al-Alousi e Mohammed Fathali, ed esponenti del clero sciita libanese.

Najafi era già stato a Beirut la scorsa primavera, quando era stato ricoverato e sottoposto a una riuscita angioplastica per ridurre i danni di un attacco cardiaco.

venerdì 16 maggio 2014

Ancora un rinvio (al 22 maggio) per l'elezione del Presidente libanese: la crisi istituzionale si fa più probabile!

Con una nuova mancanza di quorum consecutiva l'assemblea del Parlamento libanese che dovrebbe eleggere il successore di Michel Sleiman é stata aggiornata al 22 maggio. Dal 25 maggio in poi, data dell'effettiva scadenza del mandato presidenziale, il Paese dei Cedri si troverà ufficialmente in stato di Crisi Istituzionale visto che, secondo i dettami della Costituzione, nessun processo legislativo e nemmeno amministrativo può avvenire in Parlamento e organi collegati in mancanza di un Presidente della Repubblica.

Dal 25 in poi tutto ciò che i Deputati libanesi potranno fare sarà riunirsi per cercare di eleggere un Capo dello Stato. Vedendo che l'ostinazione non porta alcun frutto l'Alleanza 14 Marzo si é detta disponibile a rinunciare alla candidatura dell'impresentabile Geagea se l'Alleanza 8 Marzo accettasse di prolungare il mandato di Michel Sleiman.

La coalizione progressista, tuttavia, ha detto che Sleiman non é più una figura accettabile per via delle sue posizioni ambigue assunte nel momento degli attacchi takfiri e wahabiti contro la popolazione civile e le forze armate libanesi che negli ultimi mesi hanno causato molte vittime.

mercoledì 7 maggio 2014

Ancora un fallimento a Beirut nell'elezione del Presidente: tutto rimandato al quindici di maggio!

Ancora una volta l'Alleanza 14 Marzo non ha voluto intendere ragioni e ancora una volta le forze contrarie all'elezione di un assassino collaborazionista al palazzo presidenziale della Baabda si sono incaricate di far capire a Saad Hariri e sodali che senza un accordo comprensivo il Libano arriverà alla scadenza del mandato di Michel Sleiman (25 maggio) senza sapere chi gli debba succedere.

Come già nella seconda riunione é mancato il quorum per poter procedere all'espressione dei voti e il Presidente del Parlamento Nabih Berri ha aggiornato il tutto a tra otto giorni, 15 maggio, sperando che per allora i blocchi parlamentari arrivino a un compromesso.

La crisi presidenziale origina dall'ostinazione con cui il blocco filosaudita e filoamericano di Hariri vuole imporre il già galeotto Samir Geagea, come Presidente del Paese dei Cedri; l'Alleanza 8 Marzo invece sostiene l'Ex-generale ed ex-Premier Michel Aoun, una personalità che si é sempre battuta per un Libano sovrano, autonomo e indipendente.

mercoledì 30 aprile 2014

Deraglia di nuovo la corsa alla Baabda! Ottantun parlamentari "marinano" la seduta per l'elezione del Presidente libanese!!

Ottantun parlamentari assenti su 128; con un tasso di assenti tanto alto nemmeno se tutti i quarantasette presenti avessero vergato sulle loro schede il nome dell'assassino mafioso Samir Geagea si sarebbe arrivati a nulla; quindi il Presidente del Parlamento Nabih Berri ha dichiarato nulla la seduta.

Adesso il termine costituzionale del 25 maggio sembra veramente vicino e fa paura perché se venisse superato il Paese dei Cedri si troverebbe senza Capo dello Stato e la crisi istituzionale diventerebbe veramente pericolosa.

Ovviamente la colpa di questo stato di cose é tutta dell'Alleanza 14 Marzo e della sua sciocca e presuntuosa arroganza, con cui si ostina a proporre un candidato irricevibile come Samir Geagea che solo pochi anni fa era in galera per i numerosi assassinii ordinati ed eseguiti, mentre un candidato accettabile anche a molti maroniti conservatori come Michel Aoun dell'LMP potrebbe facilmente raccogliere gli 86 voti necessari a succedere a Michel Sleiman.

La prossima sessione per l'elezione del Presidente della Repubblica si terrà mercoledì 7 maggio.

lunedì 29 aprile 2013

Dopo Raad il Viceministro Bogdanov incontra anche Hassan Nasrallah: sempre più amichevoli le relazioni Mosca-Hezbollah!

Proseguendo nella sua visita ufficiale in Libano il VIce di Sergej Lavrov, Mikhail Bogdanov, ha passato diverse ore a colloquio con Hassan Nasrallah, Segretario Generale del Movimento sciita Hezbollah. L'incontro che ha avuto luogo sabato sera ha seguito la cena del diplomatico russo con Mohammed Raad, capo dei parlamentari del movimento.

Bogdanov finora ha passato più tempo con i rappresentanti di Hezbollah che con le alte cariche del Paese dei Cedri, evidente segno di come al Cremlino Putin e i suoi consiglieri puntino tutte le loro carte sul Movimento di Nasrallah, perno della coalizione elettorale progressista, perché nelle prossime elezioni politiche porti a casa un risultato positivo che tenga lontano dalle leve del potere il 're travicello' Saad Hariri, il cui carrozzone di partiti filosionisti, filoamericani, é totalmente permeato e pervaso di simpatizzanti filo-wahabiti che trasformerebbero il Libano in un nuovo Pachistan.

Ripartendo alla volta di Mosca nella serata di domenica 28 aprile Bogdanov ha dichiarato: "La mia visita in Libano é stata fondamentale per inquadrare il futuro dei rapporti russo-libanesi"; rapporti che, é chiaro anche ai sassi ormai, passeranno sempre di più attraverso Hezbollah.




sabato 27 aprile 2013

Bogdanov a Beirut passa la serata ospite di Hezbollah: "La vostra credibilità é sostanziata dai vostri grandi sacrifci!"

Continua la visita libanese del Viceministro degli Esteri di Mosca Bogdanov, impegnato a rinsaldare ed estendere la rete di influenza e solidarietà russa in quella parte di Medio Oriente che si oppone attivamente ai piani imperialisti occidentali di "divide et impera", che vorrebbero usare gli stessi estremisti islamici wahabiti che 'tornano comodi' come spauracchio sul fronte interno (vedi la burattinata della Maratona di Boston) come testa d'ariete per colpire e minare gli stati dell'Asse della Resistenza.

Dopo avere incontrato come annunciato il Presidente Sleiman, lo Speaker del Parlamento Berri, il Premier incaricato Tammam Salam, Bogdanov ha conferito anche con il Ministro degli Esteri uscente Adnan Mansour e ha trascorso la serata di ieri a cena con Mohammed Raad, leader dei parlamentari di Hezbollah.

"La Repubblica Russa é pronta a cooperare con Hezbollah, un partito che ha sempre sostenuto le sue posizioni con i fatti, come testimonia la sua storia di duro lavoro e sacrificio a beneficio dell'autonomia e dell'indipendenza del Libano e che merita perciò rispetto ed ascolto".


venerdì 26 aprile 2013

Bogdanov in Libano dichiara: "Mosca vuole mantenere e rafforzare la stabilità interna del Paese dei Cedri!"

Dopo l'altolà pronunciato dal Presidente Michel Sleiman contro i predicatori estremisti che fomentano e sobillano i fedeli più ingenui e influenzabili per far loro prender parte alle violenze contro il popolo siriano, un altro importante segnale arriva dal Libano dove si trova in visita il Viceministro degli Esteri di Mosca, Mikhail Bogdanov. E' stato proprio lui, parlando alla stampa locale a dichiarare che per Mosca la stabilità interna del Libano rappresenta un valore assoluto da difendere a ogni costo.

Mosca, secondo quanto ripetuto dal Viceministro, non ha nulla da guadagnare nella destabilizzazione del Paese dei Cedri (al contrario di Usa e Israele), e considera che la politica di non-intervento di Beirut nelle vicende siriane sia utile al raggiungimento di una soluzione interna che é resa più difficile dalla smania interventista di certi paesi occidentali e arabi, ansiosi di guadagnare posizioni nella regione tramite un artificioso e violento 'regime change'.

Bogdanov nella giornata di oggi sarà impegnato in incontri con il Presidente Sleiman, quindi col Presidente del Parlamento Nabih Berri di Amal, con il Premier incaricato Tammam Salam e, infine, con il Primo Ministro ad Interim Najib Mikati, che ha rassegnato le sue dimissioni alcune settimane orsono.

mercoledì 24 aprile 2013

Monito di Nabih Berri ai politici libanesi: "Illusi quelli che pensano di poter votare nel 2013 con la legge elettorale degli anni '60!"

Mentre gli sforzi del Premier incaricato dal Presidente Sleiman, Tammam Salam, per la rapida formazione di un nuovo Governo, sembrano avere incontrato ostacoli e rallentamenti imprevisti, il Presidente del Parlamento Nabih Berri, 'guarda avanti' a quello che sarà il principale compito della nuova compagine di Governo, la modifica della legge elettorale in vista delle consultazioni politiche previste per la fine dell'anno.

Berri, visto il rallentamento nella procedura di formazione del Governo, ha sottolineato l'opportunità di chiamare nuovamente a riunirsi la Commissione Interparlamentare incaricata di studiare alternative alla legge elettorale attuale (risalente agli anni '60 e non più rappresentativa della situazione politico/etnico/confessionale presente nel paese).

Berri ha motivato la sua richiesta osservando che a suo dire esistono ancora margini di manovra per trovare un accordo alternativo che, se non verrà raggiunto, vedrà i sostenitori della legge puramente proporzionale e i partigiani della vecchia legge degli anni '60 scontrarsi frontalmente.

"Ma non sperino, i sostenitori della vecchia legge elettorale" ha chiosato Berri "Di poter andare di nuovo alle urne con essa; tale speranza é destinata a rimanere nel reame dei sogni e delle illusioni".

mercoledì 3 aprile 2013

Vertice in casa Aoun tra i partner dell'Alleanza 8 Marzo: ospite d'onore il consigliere politico personale di Nasrallah!

Il mondo politico-istituzionale libanese é in pieno fermento per cercare di venire a capo entro i tempi indicati dal Presidente Sleiman alla Crisi di Governo scatenatasi con le dimissioni del Premier ora ad interim Najib Mikati: l'inquilino della Baabda ha detto che vuole affidare un nuovo incarico entro il prossimo sabato e quindi si tengono a ritmo forzato vertici, tavole rotonde e meeting tra i rappresentanti di tutti i partiti e le fazioni del variegato arco costituzionale per cercare di individuare le figure più qualificate al compito di traghettare il Paese dei Cedri verso le nuove elezioni previste entro fine anno.

Uno dei più importanti vertici tenutisi finora ha avuto luogo presso la residenza del Segretario del Libero Movimento Patriottico, ex-Generale ed ex-Premier Michel Aoun, a Rabieh, dove il  leader dei cristiani maroniti progressisti é stato visitato dagli alleati di Hezbollah, il cui 'asse' con Aoun é stata la novità politica che ha permesso all'Alleanza 8 Marzo di sottrarre ai cristiano conservatori e ai loro alleati sunniti filo-sauditi e filo-americani il timone del Governo.

La delegazione di Hezbollah era capeggiata dal consigliere politico personale di Hassan Nasrallah, Haj Hussein Khalil, mentre altri ospiti di riguardo erano Sleiman Franjeh del partito cristiano Marada, l'Ex-ministro dell'Energia Gebran Bassil e il rappresentante del Tashnaq armeno Hagop Pakradounian.

Il confronto tra gli alleati si é svolto in una atmosfera che tutti a posteriori hanno concordato nel definire "rilassata e costruttiva", risolvendosi infine a discutere insieme al Presidente del Parlamento (lo sciita Nabih Berri di Amal) le opzioni enucleate per un possibile nuovo premier adatto alle sfide dei prossimi mesi, che possa portare a termine l'agenda su cui il tycoon delle comunicazioni Mikati si é arenato.

sabato 16 febbraio 2013

Il Libano rivendica le sue pertinenze sottomarine: "Ci spettano oltre 800 Km quadrati di fondale pieni zeppi di petrolio e gas!"

Il Ministro libanese per l'Energia Jebran Bassil ha annunciato ieri l'apertura del periodo di pre-qualifica per le compagnie petrolifere e metanifere interessate a collaborare a progetti di esplorazione e sfruttamento dei giacimenti sottomarini libanesi di greggio e metano, secondo quanto riportato dal sito-web Nahar.net.

"La data-limite per l'adesione al programma é stata fissata al prossimo 28 marzo e l'Autorità Petrolifera Libanese annuncerà dopo tre settimane quante tra le compagnie-candidate avranno superato la selezione, che seguirà criteri strettamente tecnici e pratici, a quel punto inizieranno i contatti diretti con le compagnie prescelte che andranno avanti fino a fine anno con lo sviluppo di progetti operativi sempre più dettagliati".

Bassil si é detto certo che per il 2016 il Libano vedrà già "fluire" petrolio e gas sottomarino, diventando un esportatore di primo piano nell'ambito Mediterraneo; la costruzione di infrastrutture adeguate, quindi, dovrebbe essere completata entro il 2015. A partire dal 2011, quando il Governo di Najib Mikati ha delineato i confini marittimi del Paese e stabilito la Zona Economica Esclusiva il Paese dei Cedri ha fatto grandi passi avanti per lo sfruttamento delle ricchezze sottomarine, trascurate dai precedenti Governi di segno filosionista e filoamericano per "timore" di scontrarsi con gli irragionevoli e rapaci 'claim' di Tel Aviv a riguardo.
Israele infatti pretenderebbe di arrogarsi ben 800 km2 di fondale che, secondo le autorità libanesi, rientrano appieno nelle competenze di Beirut e come tali sono stati segnalati alle autorità marittime ed energetiche internazionali. Le pertinenze rivendicate dal Libano combaciano perfettamente con le linee di confine specificate nell'armistizio del 1949, cui formalmente il regime sionista di occupazione dice di voler aderire.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 24 novembre 2012

Tour de Force diplomatico del Presidente del Parlamento iraniano: Siria, Libano e Turchia visitate in due giorni!

Una due giorni veramente "campale" quella che ha visto protagonista il Presidente del Parlamento di Teheran Ali Larijani, che tra ieri e oggi ha visitato ben tre paesi: due (Siria e Libano) cardini fondamentali dell'Asse della Resistenza e ottimi alleati della Repubblica Islamica, il terzo (la Turchia) una volta potenziale partner diplomatico ed economico, ultimamente regredito al vecchio ruolo di 'ascaro' della NATO e degli Usa per un misterioso 'dietrofront' ordinato dal Premier Erdogan.
Nella visita a Damasco Larijani ha rassicurato il Presidente Assad sul continuo sostegno che egli, come tutti i Siriani, può aspettarsi dall'Iran, impegnato "a molti livelli" a garantire sostegno alla Repubblica Araba impegnata (anche in questi giorni segnati dalla Crisi di Gaza) a contrastare i terroristi mercenari finanziati da Riyadh, Doha e Ankara. Quindi a Beirut il Capo del Parlamento iraniano ha incontrato prima l'ambasciatore Roknabadi e poi le massime cariche dello Stato, tra cui il pari grado Nabih Berri, sciita e leader del partito Amal.

Sono attualmente ancora in corso, in Turchia gli incontri di Larijani con i dirigenti di Ankara: possiamo legittimamente immaginare che egli cercherà ancora una volta di convincerli che le vere prospettive di sviluppo e guadagno di prestigio nell'area per la Turchia non stanno certo nel continuare a sponsorizzare il terrorismo in Siria e nello schierare missili e radar Usa sul suo territorio, ma nel tornare a essere fulcro di una politica estera autonoma e indipendente in uno scenario che dal monopolarismo imperialista si avvia verso la multipolarità del 'Secolo Asiatico'.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

giovedì 22 novembre 2012

Il Paese dei Cedri festeggia il 69esimo anniversario della propria indipendenza! Auguri a tutti i Libanesi!!

Con una parata militare che ha attraversato il centralissmo corso di Shafiq al-Wazzan nella capitale Beirut e un concerto di musica patriottica le massime autorità istituzionali libanesi hanno commemorato pubblicamente il sessantanovesimo anniversario dell'indipendenza del paese, raggiunta dopo il termine dell'occupazione militare francese seguita alla fine della Prima Guerra Mondiale e al Trattato di Sykes-Picot.
Il Presidente Michel Sleiman, il Premier sostenuto dall'Alleanza 8 Marzo Najib Mikati, il Presidente del Parlamento Nabih Berri, il Generale Jean Qawajhi e il Ministro della Difesa Fayez Ghosn erano presenti alla cerimonia che ha assunto un particolare significato dopo il fallimento dei tentativi di rovesciamento violento delle istituzioni democratiche portati nelle scorse settimane dai politicanti del "14 Marzo" legati a Saad Hariri e complici, spalleggiati dagli estremisti wahabiti che vorrebbero trasformare il Libano in un campo di battaglia Anti-siriano, Anti-iraniano e Anti-sciita.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 1 settembre 2012

Forse oggi "importanti rivelazioni" sul destino di Imam Mousa Sadr e dei suoi due compagni di viaggio!

Durante la commemorazione del trentaquattresimo anniversario della scomparsa in Libia del suo fondatore l'attuale leader del Movimento sciita Amal (nonché Presidente del Parlamento) Nabih Berri ha dichiarato che nel corso della stessa giornata di oggi o al massimo entro la domenica "Nuovi decisivi sviluppi" verranno alla luce riguardo al fato ultimo dell'Imam Sadr e dei suoi due accompagnatori Mohammad Yacoub e Abbas Badreddin.
L'annuncio arriva dopo che il Ministro degli Esteri libanese Adnan Mansour aveva reiterato la propria convinzione riguardo al fatto che Sadr fosse ancora in vita, posizione che ha mantenuto nel corso degli ultimi mesi specialmente quando il test del DNA ha mostrato che i corpi ritrovati in una fossa comune libica non erano quelli del leader sciita e dei suoi due compagni di viaggio.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

sabato 21 luglio 2012

Anche Nabih Berri e l'Ex-presidente Gemayel sull'attacco di Damasco: "Azione compiuta per servire interessi sionisti!"

 
Dopo il messaggio del leader di Hezbollah Hassan Nasrallah anche altri esponenti politici libanesi si sono affrettati a estendere le loro condoglianze e a esprimere le loro considerazioni in merito al vigliacco attentato terroristico che ha colpito la sede del Ministero della Sicurezza a Damasco, causando vittime tra le più alte autorità del Governo. Nabih Berri, leader del partito sciita Amal e Presidente del Parlamento di Beirut ha condannato l'atto eversivo indicando come la speranza di chi lo ha perpetrato fosse quella di spaccare l'Esercito siriano, baluardo di difesa e protezione dello Stato e della popolazione.
Nonostante che le fonti di informazione vendute agli interessi del complotto anti-siriano che vede coinvolti Usa, paesi NATO, Israele, Turchia, Qatar e Arabia Saudita parlino ogni giorno di 'defezioni' e 'rivolte' in realtà l'Esercito del Presidente Assad é rimasto fedele alla sua consegna e ha inflitto gravi perdite mese dopo mese ai mercenari e ai terroristi foraggiati dalla cricca imperialista, per questo i servizi segreti occidentali, turchi e sauditi si sono mobilitati a colpire la capitale siriana, tentando disperatamente di indebolire la macchina bellica di Damasco. Nessuno infatti deve dare credito alla versione secondo cui il Ministro della Difesa Rahija e gli altri dignitari sarebbero stati traditi da una loro guardia del corpo. Tale affermazione é destituita di ogni fondamento e costituisce un'ennesimo tentativo di "Psywar" della NATO e dei suoi ascari locali.
Ma se la solidarietà e la denuncia di Amal, formazione da sempre filosiriana, che negli anni '80 non esitò a prendere le armi contro il neonato Hezbollah che inizialmente si opponeva alla presenza delle truppe di Assad padre in Libano, era logica e prevedibile ben maggiore sorpresa a un primo acchito potrebbe suscitare la lettura delle dichiarazioni rilasciate da Amin Gemayel, fratello del falangista Bachir, che, come Piero dé Medici di fronte a Carlo VIII, aprì le porte del Libano all'invasione sionista nel 1982. Già Presidente del Libano tra il 1982 e il 1988 (il periodo più caotico e sanguinoso della tragica Guerra Civile Libanese) Gemayel col suo ultimo atto ufficiale diede il "la" alla (tuttora perdurante) carriera politica di Michel Aoun e certo può considerarsi profondo conoscitore non solo del Paese dei Cedri ma degli schieramenti e delle manovre politiche dell'intera regione.
Gemayel ha candidamente dichiarato ai microfoni dell'iraniana PressTV che l'attacco terroristico di Damasco, così come tutto il sostegno all'insorgenza wahabita nel paese é portato avanti in nome degli interessi sionisti, avendo Tel Aviv ogni interesse a indebolire il vicino di cui ancora occupa le alture del Golan, 45 anni dopo l'attacco a tradimento del 1967. Tale é l'evidenza dei fatti che persino un membro del 'clan' mafioso e fascista dei Gemayel non ha altra scelta se non riconoscerla apertamente.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.