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martedì 15 marzo 2016
La Repubblica Islamica Iraniana pronta ad aiutare militarmente il Libano, privato del promesso 'finanziamento' saudita!
Poco prima della stupida e inutile "dichiarazione" adottata da Arabia Saudita e Lega Araba riguardo il presunto 'terrorismo' di Hezbollah la Casa wahabita di Al-Saoud, principale sostenitore mondiale del takfirismo e dell'ISIS aveva dichiarato di avere 'cancellato' la propria intenzione di finanziare l'acquisto di armi francesi e occidentali per l'Armee Libanaise.
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mercoledì 10 giugno 2015
A Gaza il Comitato Takaful programma iniziative benefiche per il mese di Ramadan!
Nel ghetto assediato di Gaza il Comitato Nazionale Takaful ha annunciato la propria intenzione per il mese di Ramadan di consegnare 5000 dollari alle famiglie dei martiri dell'ultima aggressione militare sionista, consumatasi tra il luglio e l'agosto della scorsa estate.
Il dirigente del Comitato, Ismail al-Ashqar ha dichiarato a microfoni del Palestinian Information Center che l'organzzazione terrà due cerimonie in onore delle famiglie dei martiri, durante le quali verranno consegnati gli assegni in questione.
Il dirigente del Comitato, Ismail al-Ashqar ha dichiarato a microfoni del Palestinian Information Center che l'organzzazione terrà due cerimonie in onore delle famiglie dei martiri, durante le quali verranno consegnati gli assegni in questione.
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mercoledì 5 novembre 2014
Il regime saudita prima lancia i suoi terroristi wahabiti contro il Libano, poi, scoperto, 'regala' armi a Beirut per farsi perdonare!!
Ufficiali libanesi e francesi hanno presenziato a Riyadh alla cerimonia ufficiale con cui é stata ufficialmente ratificata la donazione saudita di 3 miliardi di dollari che Beirut spenderà nell'acquisto di armi di produzione francese.
La donazione é stata proposta dal regime saudita poco dopo che, grazie a una efficace e pronta operazione antiterrorismo dell'Armee e della Surete Libanaise, il terrorista saudita Majed al-Majed, venne scoperto e ucciso. Dalla successiva cattura e interrogatorio del suo 'braccio destro' Jamal Daftardar apparve chiaro che Al-Majed e tutta l'organizzazione Abdullah Azzam agivano in Libano su ordine e col sostegno dei servizi segreti sauditi di Bandar 'Bush' bin Sultan.
Ovviamente, la corte dei Saoud, beduini arricchitisi col petrolio, conosce solo un mezzo per trarsi d'impaccio: tirare soldi al problema.
La presenza al Governo di Beirut di una serie di burocrati e mezze figure di limitata indipendenza morale (molti di essi legati a Ryiadh come il settario Ashraf Rifi, compromesso coi terroristi presenti nel Nord del Libano) ha impedito che il Libano rifiutasse questo 'dono avvelenato', che permette a Riyadh di intromettersi nelle questioni interne del Paese dei Cedri.
Una brutta storia, totalmente diversa rispetto agli aiuti militari iraniani, che invece sono stati estesi da Teheran in spirito di solidarietà e senza nessun addentellato politico o alcun secondo fine.
La donazione é stata proposta dal regime saudita poco dopo che, grazie a una efficace e pronta operazione antiterrorismo dell'Armee e della Surete Libanaise, il terrorista saudita Majed al-Majed, venne scoperto e ucciso. Dalla successiva cattura e interrogatorio del suo 'braccio destro' Jamal Daftardar apparve chiaro che Al-Majed e tutta l'organizzazione Abdullah Azzam agivano in Libano su ordine e col sostegno dei servizi segreti sauditi di Bandar 'Bush' bin Sultan.
Ovviamente, la corte dei Saoud, beduini arricchitisi col petrolio, conosce solo un mezzo per trarsi d'impaccio: tirare soldi al problema.
La presenza al Governo di Beirut di una serie di burocrati e mezze figure di limitata indipendenza morale (molti di essi legati a Ryiadh come il settario Ashraf Rifi, compromesso coi terroristi presenti nel Nord del Libano) ha impedito che il Libano rifiutasse questo 'dono avvelenato', che permette a Riyadh di intromettersi nelle questioni interne del Paese dei Cedri.
Una brutta storia, totalmente diversa rispetto agli aiuti militari iraniani, che invece sono stati estesi da Teheran in spirito di solidarietà e senza nessun addentellato politico o alcun secondo fine.
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sabato 9 novembre 2013
Il Nobel yemenita Tawakkul Karman ha donato tutti i soldi del suo premio al Fondo per i Martiri e Invalidi della Rivoluzione!
A dimostrazione delle enormi differenze di caratura morale tra certi "Premi Nobel per la Pace" che meriterebbero invece un tribunale internazionale (Obama, Peres) e altri per i quali invece gli onori dell'Accademia di Svezia sono piccoli e inadeguati, la yemenita Tawakkul Karman, la cui lotta come portavoce della lotta contro il corrotto regime di Ali Abdullah Saleh abbiamo più volte citato su queste stesse pagine, ha donato la totalità del premio in denaro ricevuto a un fondo per le vittime della repressione precedente alla cacciata del tiranno filoamericano.
La Karman, in questo modo, ha dato seguito concreto alle sue affermazioni riguardanti il fatto che il Nobel non fosse 'suo', ma in realtà appartenesse all'intero popolo yemenita che compatto e coerenta ha lottato e sofferto per liberarsi del presidente-dittatore; il Fondo a cui é stata devoluta la cifra di 500.000 dollari Usa si occupa di sostenere le famiglie delle vittime della Rivoluzione e quanti sono rimasti invalidi a causa della violenza del regime.
"E' un contributo piccolo, in senso assoluto" ha dichiarato la Karman, "Ma é il massimo che posso dare e fido che si trasformi in un gesto di buon auspicio per il futuro del nostro paese, in modo che possa essere imitato da tutti coloro che hanno qualcosa di buono o valido da offrire agli altri".
La Karman, in questo modo, ha dato seguito concreto alle sue affermazioni riguardanti il fatto che il Nobel non fosse 'suo', ma in realtà appartenesse all'intero popolo yemenita che compatto e coerenta ha lottato e sofferto per liberarsi del presidente-dittatore; il Fondo a cui é stata devoluta la cifra di 500.000 dollari Usa si occupa di sostenere le famiglie delle vittime della Rivoluzione e quanti sono rimasti invalidi a causa della violenza del regime.
"E' un contributo piccolo, in senso assoluto" ha dichiarato la Karman, "Ma é il massimo che posso dare e fido che si trasformi in un gesto di buon auspicio per il futuro del nostro paese, in modo che possa essere imitato da tutti coloro che hanno qualcosa di buono o valido da offrire agli altri".
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mercoledì 24 aprile 2013
La Russia dona due milioni di dollari per sostenere e intensificare i programmi di assistenza ai profughi palestinesi!
La Repubblica russa ha donato due milioni di Dollari Usa all'UNRWA (United Nations Relief Works Agency), agenzia internazionale che si prende cura dei cinque milioni di profughi palestinesi sparsi tra Palestina e paesi circostanti del Medio Oriente in attesa che possano esercitare il loro Diritto al Ritorno.
In una dichiarazione stampa di ringraziamento l'INRWA ha comunicato che la generosa donazione sarà utilizzata per sostenere i programmi di educazione, sanità e promozione sociale offerti al suo bacino di utenza; l'ambasciatore russo presso Ramallah, Aleksandr Rudakov, ha detto che, dipendendo le vite e il benessere di milioni di Palestinesi dei campi profughi dai programmi di assistenza dell'UNRWA la donazione russa é solo un piccolo incentivo a continuare e migliorare il suo lavoro e potrebbe venire replicata e aumentata in futuro.
In una dichiarazione stampa di ringraziamento l'INRWA ha comunicato che la generosa donazione sarà utilizzata per sostenere i programmi di educazione, sanità e promozione sociale offerti al suo bacino di utenza; l'ambasciatore russo presso Ramallah, Aleksandr Rudakov, ha detto che, dipendendo le vite e il benessere di milioni di Palestinesi dei campi profughi dai programmi di assistenza dell'UNRWA la donazione russa é solo un piccolo incentivo a continuare e migliorare il suo lavoro e potrebbe venire replicata e aumentata in futuro.
venerdì 11 gennaio 2013
La 'generosità avvelenata' del Qatar verso Gaza: l'Emiro Al-Thani promette clinica cardiologica al ghetto assediato...a che prezzo?
La 'Mezzaluna Rossa Qatariota', in collaborazione con la Mezzaluna Rossa palestinese, ha annunciato il lancio di un progetto mirato a equipaggiare un'unità di chirurgia cardiaca presso l'Ospedale Shifa di Gaza con l'hardware più sofisticato possibile, per un costo complessivo di 2 milioni e 600mila dollari. Alla spesa, oltre al Governo del Qatar, dovrebbe partecipare anche quello della Repubblica Indonesiana.
Non dubitiamo dell'utilità della donazione, non questioniamo l'abilità dei clinici palestinesi (la Striscia di Gaza in proporzione 'sforna' molti più medici che Israele), né dei motivi nobili e umanitari degli Indonesiani, ma, omericamente, "temiamo i Qatarioti anche se recan doni". Ci farebbe molto piacere vedere pazienti cardiaci del ghetto di Gaza trattati in loco e non costretti a mettersi in viaggio verso l'Egitto, ma ci domandiamo se la 'generosità' di Doha (al contrario di quella di Beirut, Damasco e Teheran, che finora si é sempre mostrata disinteressata) non si porti dietro lacciuoli e addentellati.
Ogni anno, nell'enclave costiera palestinese si crea la necessità di effettuale 5000 cateterizzazioni cardiache e circa 900 interventi chirurgici a cuore aperto.
Non dubitiamo dell'utilità della donazione, non questioniamo l'abilità dei clinici palestinesi (la Striscia di Gaza in proporzione 'sforna' molti più medici che Israele), né dei motivi nobili e umanitari degli Indonesiani, ma, omericamente, "temiamo i Qatarioti anche se recan doni". Ci farebbe molto piacere vedere pazienti cardiaci del ghetto di Gaza trattati in loco e non costretti a mettersi in viaggio verso l'Egitto, ma ci domandiamo se la 'generosità' di Doha (al contrario di quella di Beirut, Damasco e Teheran, che finora si é sempre mostrata disinteressata) non si porti dietro lacciuoli e addentellati.
Ogni anno, nell'enclave costiera palestinese si crea la necessità di effettuale 5000 cateterizzazioni cardiache e circa 900 interventi chirurgici a cuore aperto.
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