A poca distanza dalla morte di Ali Abdullah Saleh, del quale abbiamo recentemente pubblicato un modesto sketch biografico ci raggiunge la notizia che anche suo nipote Tareq, ufficiale dell'Esercito e punto di riferimento dei seguaci del 'clan' Saleh, é morto per ferite riportate durante i combattimenti (ora cessati) a Sanaa.
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mercoledì 6 dicembre 2017
Anche Tareq Saleh é morto, il 'clan' dell'Ex-presidente yemenita vede il suo potere sgretolarsi!
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martedì 5 dicembre 2017
Chi era veramente Ali Abdullah Saleh, "Piccolo Padre" dell'Ex-"Arabia Felix"?
Dopo Saddam Hussein, dopo Gheddafi, dopo Tareq Aziz e Rafsanjani, questo inizio di Ventunesimo Secolo si porta via un'altra icona del Medio Oriente del Ventesimo, assolutamente meno iconico e importante dei nomi menzionati qui sopra, eppure pur sempre rimasto "Padre-Padrone" dello Yemen (prima del Nord e quindi dal 1994, anche del Sud) per ben trentaquattro anni.
Ali Abdullah Saleh nacque nel 1942 nel villaggio di Beit el-Ahmar, da una famiglia povera della non importante tribù degli Sanhan.
Nel 1958, quindi a malapena sedicenne, decise di entrare nell'Esercito dell'allora Regno dello Yemen.
Mentre Assad e Mubarak cercarono il loro 'riscatto sociale' tra le eliche, le carlinghe e i reattori delle rispettive aviazioni, Saleh perseguì il suo tra l'olio motore e i cingoli sferraglianti del corpo corazzato, frequentando nel 1960 l'Accademia Militare e diventando Tenente nel 1963.
Ali Abdullah Saleh nacque nel 1942 nel villaggio di Beit el-Ahmar, da una famiglia povera della non importante tribù degli Sanhan.
Nel 1958, quindi a malapena sedicenne, decise di entrare nell'Esercito dell'allora Regno dello Yemen.
Mentre Assad e Mubarak cercarono il loro 'riscatto sociale' tra le eliche, le carlinghe e i reattori delle rispettive aviazioni, Saleh perseguì il suo tra l'olio motore e i cingoli sferraglianti del corpo corazzato, frequentando nel 1960 l'Accademia Militare e diventando Tenente nel 1963.
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Il comandante della Guardia Rivoluzionaria Iraniana: "In Yemen un tradimento contro Ansarullah é stato stroncato sul nascere!"
Sauditi, sionisti, Americani, Inglesi e loro lacché ripetono a ogni pié sospinto che la Repubblica Islamica dell'Iran sarebbe 'coinvolta' nel sostegno dei Comitati Popolari yemeniti di Ansarullah (l'organizzazione che riunisce la corposa comunità Zaydita degli Houthi).
Questa narrativa fallace rivela che il motivo dell'attacco saudita allo Yemen sta nel desiderio di Casa Saoud di sottomettere tutta la Penisola Arabica prima di volgere la sua aggressività contro l'Iran, motore dell'Asse della Resistenza e della sollevazione degli Oppressi contro gli arroganti e i corrotti.
Questa narrativa fallace rivela che il motivo dell'attacco saudita allo Yemen sta nel desiderio di Casa Saoud di sottomettere tutta la Penisola Arabica prima di volgere la sua aggressività contro l'Iran, motore dell'Asse della Resistenza e della sollevazione degli Oppressi contro gli arroganti e i corrotti.
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lunedì 4 dicembre 2017
Il voltafaccia di Saleh, che gli é costato la vita, era frutto di un intenso lavorio degli UAE e del loro Principe Bin Zayed!
Al-Jazeera, emittente 'all-news' del Qatar (quindi per ovvi motivi fin troppo felice di mettere a nudo le 'magagne' degli arcinemici sauditi e dei loro alleati), ha da poco pubblicato un editoriale nel quale si elabora sul retroscena del tentato voltafaccia di Ali Abdullah Saleh nei confronti dei sui alleati Houthi, in conseguenza del quale ha trovato la morte.
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ECCO LA PROVA REGINA! Ali Abdullah Saleh, già tiranno di Sanaa, é morto!
In esclusiva assoluta per l'Italia pubblichiamo la prima foto disponibile del cadavere di Ali Abdullah Saleh.
L'ex-Presidente dello Yemen ha trovato la morte stamane a Sanaa nel corso di scontri tra i suoi partigiani e gli uomini dei Comitati Popolari di Ansarullah.
L'ex-Presidente dello Yemen ha trovato la morte stamane a Sanaa nel corso di scontri tra i suoi partigiani e gli uomini dei Comitati Popolari di Ansarullah.
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Arriva dallo Yemen la notizia della morte di Ali Abdullah Saleh! Siamo in attesa di conferme definitive!
A pochi giorni dal tentativo saudita di spezzare la 'strana alleanza' tra Ali Abdullah Saleh (Ex-presidente del paese e suo "padrone" virtuale fino al 2011) e i Comitati Popolari di Ansarullah (che ne erano stati per anni e anni fieri avversari), giunge da Sanaa la notizia della morte dell'ex-Capo di Stato.
Esso sarebbe rimasto vittima del fuoco incrociato nello scontro tra miliziani suoi sostenitori e uomini delle forze armate e dei Comitati Popolari leali al Comitato Rivoluzionario, organo che ha ereditato la legittimità dello Stato yemenita.
Esso sarebbe rimasto vittima del fuoco incrociato nello scontro tra miliziani suoi sostenitori e uomini delle forze armate e dei Comitati Popolari leali al Comitato Rivoluzionario, organo che ha ereditato la legittimità dello Stato yemenita.
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giovedì 28 maggio 2015
Lo Yemen martella le basi saudite! I Generali di Re Salman arretrano tutte le forze di 20 Km dal confine!
Continuano ininterrotti i bombardamenti e gli attacchi di forze yemenite (combattenti Houthi, volontari dei Comitati Popolari, unità dell'Esercito dichiaratesi per la Rivoluzione) contro obiettivi sauditi al di là del confine internazionale, con cui, novello Davide armato di fionda e sasso, il piccolo paese una volta nomato 'Arabia Felix' dai Romani, fa pagare al Golia di Riyadh i suoi continui, brutali bombardamenti contro obiettivi civili, che durano ormai da più di due mesi.
Nelle ultime ore almeno 40 razzi sono piovuti sulla base militare di Al-Tuwal, nella regione di Jizan, nel Sudovest saudita, mentre altre caserme e avamposti (a Jabal Dukhan, Jabal al-Dood, Al-Radif...) sono stati bersagliati con mortai pesanti e obici.
Nelle ultime ore almeno 40 razzi sono piovuti sulla base militare di Al-Tuwal, nella regione di Jizan, nel Sudovest saudita, mentre altre caserme e avamposti (a Jabal Dukhan, Jabal al-Dood, Al-Radif...) sono stati bersagliati con mortai pesanti e obici.
lunedì 25 maggio 2015
Le forze yemenite stanno usando razzi russi 'Luna-M' per bombardare le posizioni saudite!
Siamo in grado di confermare che nel corso dei recenti bombardamenti condotti da combattenti Houthi e unità dell'Esercito Yemenita dichiaratesi per la Rivoluzione contro caserme e basi militari saudite a Nord del confine, oltre a mortai, obici e lanciarazzi multipli siano stati impiegati anche razzi da battaglia di produzione russa modello 'Luna-M' (FROG-7).
La notizia ha due importanti implicazioni:
a) due mesi di bestiale campagna aerea condotta da Casa Saoud e dalla sua coalizione di miserabili lacché contro il più piccolo e il più povero dei paesi del Mondo Arabo non é riuscita nemmeno a degradare significativamente le capacità militari yemenite, visto che un razzo da battaglia come il Luna é comunque un equipaggiamento complesso e delicato da operare.
b) la guerra contro l'Arabia Saudita é ormai sentita come guerra di tutto lo Yemen contro un nemico esterno, visto che le brigate missilistiche dell'Esercito, costituite sotto il regime del vecchio dittatore Ali Abdullah Saleh non erano certo reclutate all'interno della minoranza sciita, anzi, erano costituite da ufficiali e tecnici tra i più fedeli all'uomo forte di Sanaa. Purtuttavia ora esse cooperano con gli Houthi e colpiscono obiettivi sauditi.
La notizia ha due importanti implicazioni:
a) due mesi di bestiale campagna aerea condotta da Casa Saoud e dalla sua coalizione di miserabili lacché contro il più piccolo e il più povero dei paesi del Mondo Arabo non é riuscita nemmeno a degradare significativamente le capacità militari yemenite, visto che un razzo da battaglia come il Luna é comunque un equipaggiamento complesso e delicato da operare.
b) la guerra contro l'Arabia Saudita é ormai sentita come guerra di tutto lo Yemen contro un nemico esterno, visto che le brigate missilistiche dell'Esercito, costituite sotto il regime del vecchio dittatore Ali Abdullah Saleh non erano certo reclutate all'interno della minoranza sciita, anzi, erano costituite da ufficiali e tecnici tra i più fedeli all'uomo forte di Sanaa. Purtuttavia ora esse cooperano con gli Houthi e colpiscono obiettivi sauditi.
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domenica 8 marzo 2015
Ancora una colossale manifestazione popolare a Sanaa in sostegno della Rivoluzione Houthi!!
Una enorme adunata di centinaia di migliaia di persone ha animato le strade e le piazze di Sanaa a sostegno dell'azione degli Houthi del partito Ansarullah, condannando le trame di Arabia Saudita e monarchie reazionarie alleate con l'imperialismo americano e sionista e contro il tentativo di spaccare il paese o destabilizzarlo portandolo alla guerra civile.
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domenica 1 marzo 2015
I corrotti emirati del petrolio fomentano la guerra civile in Yemen aprendo ambasciate ad Aden!
I Sauditi, grandi e munifici finanziatori di ogni estremista takfiro e wahabita, solerti esecutori degli ordini di Obama e Netanyahu, che dichiarano persino che "aprirebbero le porte" all'aviazione sionista se andasse a colpire l'Iran, hanno annunciato che riapriranno la loro inutile ambasciata nella città di Aden, dove si é nascosto dopo la sua fuga ignominiosa in panni femminili l'Ex-vice-dittatore Abd Rabbo Mansour Hadi.
Un'ambasciata deve essere localizzata nella capitale dello Stato che la ospita, questo vuol dire che Riyadh considera Aden la capitale dello Yemen? La stessa Aden che era capitale di uno Stato socialista aggredito e fagocitato dal dittatore Ali Abdullah Saleh, superiore di Hadi, nel 1994, e nota pedina saudita?
Un'ambasciata deve essere localizzata nella capitale dello Stato che la ospita, questo vuol dire che Riyadh considera Aden la capitale dello Yemen? La stessa Aden che era capitale di uno Stato socialista aggredito e fagocitato dal dittatore Ali Abdullah Saleh, superiore di Hadi, nel 1994, e nota pedina saudita?
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sabato 24 gennaio 2015
Venerdì di manifestazioni in Yemen: cortei pro-Houthi in tutto il paese, assemblea di separatisti ad Aden!
Centinaia di migliaia di persone si sono riunite dopo le usuali preghiere del venerdì per dare vita a imponenti manifestazioni a favore dei combattenti Houthi dell'organizzazione Ansarullah che si sono tenute tanto a Sanaa quanto in dozzine di altre città e centri dello Yemen.
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venerdì 23 gennaio 2015
Dimissioni a catena in Yemen! Premier e Presidente gettano la spugna...ed era ora!!
Serata concitatissima quella appena passata in 'Arabia Felix', dove a strettissimo giro sia il Premier Baha che il Presidente Mansour Hadi hanno rassegnato le loro dimissioni praticamente uno di seguito all'altro. Non possiamo che dircene soddisfatti, specialmente per quelle del Presidente, visto che non si trattava altro che del tirapiedi del dittatore filosaudita e filoamericano Ali Abdullah Saleh e che, con la sua uscita di scena, la Rivoluzione Yemenita può finalmente dirsi conclusa.
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mercoledì 21 gennaio 2015
LO YEMEN IN TUMULTO: REDDE RATIONEM IN ARABIA FELIX?
Lo Yemen, la favolosa "Prospera Arabia" degli antichi romani é in tumulto e ancora una volta si assiste al collasso degli schemi dell'imperialismo americano che, usando i suoi consueti agenti sauditi e terroristi, ha cercato di mantenere questo paese dapprima sotto il tallone di un autocrate asservito, quindi di destabilizzarlo continuamente per giustificare la propria presenza nel paese e le 'missioni chirurgiche' a base di droni assassini e, infine, quando la porzione più ideologicamente motivata e politicamente e socialmente conscia della popolazione é insorta con le sue istanze di riscatto e autonomia, progettava di spaccare il paese in sei parti per continuare a tenerlo sotto la propria predominante influenza.
Questo, in sintesi, quello che é accaduto in Yemen negli ultimi anni, uno stato povero e relativamente poco popolato del mondo arabo che tuttavia, per la propria posizione strategia attorno a uno dei "punti di strozzatura" del commercio navale mondiale rivestiva un'enorme importanza per i talassocrati di Washington, interessati a contollarlo per poter 'tenere un occhio' sempre puntato sulle bocche di Bab el-Mandeb, imboccatura meridionale del Mar Rosso, da cui passano tutte le petroliere dirette verso Suez e l'Europa occidentale e tutti i mercantili cinesi carichi di manufatti indirizzati alla stessa destinazione.
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domenica 28 dicembre 2014
Il Leader degli Sciiti Houthi: "Continueremo a combattere per la Rivoluzione, contro la corruzione e la tirannia!"
Dopo essersi scagliato contro il progetto americano e sionista di balcanizzazione pseudo-federale dello Yemen, il leader degli Sciiti di Ansarullah Abdelmalek al-Houthi ha dichiarato in un'intervista che i suoi seguaci "Continueranno a perseguire gli obiettivi della Rivoluzione, combattendo la corruzione, garantendo la sicurezza e respingendo la tirannia".
Non é chiaro se per 'tirannia' egli intendesse quella bigotta e wahabita di Al-Qaeda nella Penisola Araba, quella degli islamisti filo-qatarioti del Partito Islah oppure quella dell'Ex-vice del dittatore Sale, Abd Rabbo Mansour Hadi, succeduto (con elezioni-farsa) all'autocrate in esilio come Presidente del paese.
E' comunque certo che se il paese un tempo noto come Arabia Felix vuole costruirsi un futuro di unità, autonomia, libertà e indipendenza non possa farlo altrimenti se non affidandosi agli Houthi di Ansarullah: qualunque altra scelta lo porterebbe a essere un burattin di Washington, di Tel Aviv, di Riyadh o di Doha.
Non é chiaro se per 'tirannia' egli intendesse quella bigotta e wahabita di Al-Qaeda nella Penisola Araba, quella degli islamisti filo-qatarioti del Partito Islah oppure quella dell'Ex-vice del dittatore Sale, Abd Rabbo Mansour Hadi, succeduto (con elezioni-farsa) all'autocrate in esilio come Presidente del paese.
E' comunque certo che se il paese un tempo noto come Arabia Felix vuole costruirsi un futuro di unità, autonomia, libertà e indipendenza non possa farlo altrimenti se non affidandosi agli Houthi di Ansarullah: qualunque altra scelta lo porterebbe a essere un burattin di Washington, di Tel Aviv, di Riyadh o di Doha.
mercoledì 15 ottobre 2014
Yemen Now riporta: "Scontri armati tra Sauditi e Houthi nella Provincia di Saada, vicino a Munbeh!"
Secondo quanto riportato dal canale in lingua araba 'Yemen Now' guardie di confine saudite avrebbero violato la frontiera della provincia nordoccidentale di Saada attorno alla zona di Munbeh e avrebbero tentato di installare un checkpoint in territorio yemenita.
Il loro sconfinamento é stato affrontato armi in pugno dai combattenti Houthi di Ansarullah che dopo un fitto scambio di fuoco avrebbero costretto i sauditi a tornare sui loro passi. Questa provocazione da parte di Riyadh segue la prassi del regime saudita di occupare arbitrariamente parti del territorio yemenita, come le province di Asir, Najran e Jizan, illegalmente presidiate da forze saudite fin dagli anni '30 del secolo scorso.
Tra il 2009 e il 2011 truppe di Riyadh presero parte alla campagna assassina di Ali Abdullah Saleh contro gli Sciiti Houthi nel Nord del paese che fu la prima causa dei movimenti di protesta che in quello stesso anno causarono la sua cacciata dal potere (in seguito gruppi di fanatici ikhwaniti legati al Qatar tentarono di 'dirottare' le proteste per instaurare una loro supremazia, recentemente sventata dagli stessi Sciiti di Ansarullah).
Il loro sconfinamento é stato affrontato armi in pugno dai combattenti Houthi di Ansarullah che dopo un fitto scambio di fuoco avrebbero costretto i sauditi a tornare sui loro passi. Questa provocazione da parte di Riyadh segue la prassi del regime saudita di occupare arbitrariamente parti del territorio yemenita, come le province di Asir, Najran e Jizan, illegalmente presidiate da forze saudite fin dagli anni '30 del secolo scorso.
Tra il 2009 e il 2011 truppe di Riyadh presero parte alla campagna assassina di Ali Abdullah Saleh contro gli Sciiti Houthi nel Nord del paese che fu la prima causa dei movimenti di protesta che in quello stesso anno causarono la sua cacciata dal potere (in seguito gruppi di fanatici ikhwaniti legati al Qatar tentarono di 'dirottare' le proteste per instaurare una loro supremazia, recentemente sventata dagli stessi Sciiti di Ansarullah).
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giovedì 9 ottobre 2014
Silurato dagli Houthi Ahmed Awad Mubarak rifiuta l'incarico di Premier, a Sanaa cercasi Primo Ministro!
"Pur restando riconoscente al Presidente per la fiducia riposta in me, per preservare il sentimento di unità nazionale ed evitare al paese ulteriori divisioni, chiedo ufficialmente di poter rifiutare la nomina a Primo Ministro".
Con queste parole misurate e responsabili Ahmed Awad bin Mubarak, che solo ieri era stato indicato da Abd Rabbo Mansour Hadi come capo del nuovo Governo 'tecnico' che avrebbe dovuto guidare lo Yemen, si é tirato indietro, accettando la 'sfiducia preventiva' emessa nei suoi confronti dagli Sciiti Houthi di Ansarullah.
Gli Houthi, che dopo un mese di massicce manifestazioni avevano sconfitto sul campo gli estremisti filo-qatarioti dell'Islah, fiancheggiati dalle unità militari fedeli al Generale Ali Mohsen (ora in esilio a Doha), arrivando a occupare la capitale Sanaa.
Un accordo per un Governo tecnico che venisse incontro alle istanze degli Sciiti era in seguito stato benedetto anche da Teheran.
Con queste parole misurate e responsabili Ahmed Awad bin Mubarak, che solo ieri era stato indicato da Abd Rabbo Mansour Hadi come capo del nuovo Governo 'tecnico' che avrebbe dovuto guidare lo Yemen, si é tirato indietro, accettando la 'sfiducia preventiva' emessa nei suoi confronti dagli Sciiti Houthi di Ansarullah.
Gli Houthi, che dopo un mese di massicce manifestazioni avevano sconfitto sul campo gli estremisti filo-qatarioti dell'Islah, fiancheggiati dalle unità militari fedeli al Generale Ali Mohsen (ora in esilio a Doha), arrivando a occupare la capitale Sanaa.
Un accordo per un Governo tecnico che venisse incontro alle istanze degli Sciiti era in seguito stato benedetto anche da Teheran.
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mercoledì 8 ottobre 2014
Ahmed Awad Mubarak nominato Premier dello Yemen, ma l'Ufficio politico di Ansarullah non approva!
Ahmed Awad bin Mubarak é stato nominato dal Presidente yemenita Abd Rabbo Mansour Hadi come nuovo Primo Ministro dell'ex-'Arabia Felix', ricevendo l'incarico di formare il governo 'tecnico' e non settario che dovrebbe portare il paese fuori dalla turbolenza seguita al tentativo del partito islah (ikhwanita, foraggiato dal Qatar e guidato dall'Ex-generale della Prima Divisione Corazzata, ora esule a Doha) di mettere le mani sulle leve del potere nel periodo di assestamento seguito alla cacciata del vecchio dittatore filo-Usa e filo-Saudita Ali Abdullah Saleh.
Tale tentativo é stato sventato dalla ribellione degli Sciiti Houthi di Ansarullah, che hanno distrutto le milizie wahabite e scompaginato le unità dell'Esercito a loro sottomesse e hanno conquistato la capitale Sanaa. La nomina di Ahmed Mubarak come Premier, tuttavia, non soddisfa le aspettative dell'organizzazione sciita, il cui portavoce dell'Ufficio politico, Abdel-Malek al-Ejri ha elevato formale protesta in merito.
"Rifiutiamo fortemente tale nomina, che non riflette le richieste del popolo e non va incontro alle sue necessità".
Tale tentativo é stato sventato dalla ribellione degli Sciiti Houthi di Ansarullah, che hanno distrutto le milizie wahabite e scompaginato le unità dell'Esercito a loro sottomesse e hanno conquistato la capitale Sanaa. La nomina di Ahmed Mubarak come Premier, tuttavia, non soddisfa le aspettative dell'organizzazione sciita, il cui portavoce dell'Ufficio politico, Abdel-Malek al-Ejri ha elevato formale protesta in merito.
"Rifiutiamo fortemente tale nomina, che non riflette le richieste del popolo e non va incontro alle sue necessità".
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lunedì 22 settembre 2014
Vittoria dei militanti Ansarullah che sconfiggono il 'generale ikhwanita', conquistano Sanaa e fanno dimettere il Premier!!
Il Primo Ministro yemenita Mohammed Basindawa si é dimesso in seguito alla pressoché totale conquista della capitale Sanaa da parte della milizia Ansarullah, braccio armato della comunità sciita Houthi che controlla ormai completamente il Nord del paese.
Nonostante si riportino ancora sporadici scontri nei pressi dell'Università e di alcune installazioni militari il Palazzo del Governo, la stazione Radiotelevisiva e diversi altri centri nevralgici di Sanaa sono saldamente in mano agli Houthi che stanno negoziando con la polizia militare un trasferimento del controllo appena saranno confermate le dimissioni di Basindawa.
Gli Houthi di Ansarullah sono calati sulla capitale dopo aver inflitto una durissima sconfitta in quella che si può quasi considerare una battaglia campale le forze del Generale Ali Mohsen un ufficiale dell'Esercito (già comandante della della Prima Divisione Corazzata) che, dopo essersi schierato contro il dittatore filosaudita Ali Abdullah Saleh aveva assunto posizioni sempre più estremiste schierandosi col partito Islah, formazione ikhwanita espressione della Fratellanza Musulmana.
Ali Mohsen, messo in fuga dopo la rotta delle sue truppe, si troverebbe già a Doha dai suoi padroni!
Nonostante si riportino ancora sporadici scontri nei pressi dell'Università e di alcune installazioni militari il Palazzo del Governo, la stazione Radiotelevisiva e diversi altri centri nevralgici di Sanaa sono saldamente in mano agli Houthi che stanno negoziando con la polizia militare un trasferimento del controllo appena saranno confermate le dimissioni di Basindawa.
Gli Houthi di Ansarullah sono calati sulla capitale dopo aver inflitto una durissima sconfitta in quella che si può quasi considerare una battaglia campale le forze del Generale Ali Mohsen un ufficiale dell'Esercito (già comandante della della Prima Divisione Corazzata) che, dopo essersi schierato contro il dittatore filosaudita Ali Abdullah Saleh aveva assunto posizioni sempre più estremiste schierandosi col partito Islah, formazione ikhwanita espressione della Fratellanza Musulmana.
Ali Mohsen, messo in fuga dopo la rotta delle sue truppe, si troverebbe già a Doha dai suoi padroni!
lunedì 2 dicembre 2013
I coraggiosi sciiti Houthi dello Yemen affrontano e sterminano 120 terroristi wahabiti nella Provincia di Saada!
Gli Sciiti Houthi sono l'etnia sciita dello Yemen che ha sempre resistito (anche con le armi, quando necessario) al regime liberticida di Sanaa, egemonizzato dai sunniti più conservatori e allineato con Washington e Riyadh; in prima linea nella contestazione del passato tiranno Ali Abullah Saleh (ora in esilio) nulla di più "logico" che questi usasse i suoi buoni rapporti con Riyadh (leggi: 'Al-Qaeda') per scatenare contro gli Houthi i più retrivi e brutali miliziani wahabiti che fosse possibile reclutare e finanziare nella penisola arabica e oltre.
Ma sappiamo tutti benissimo che oltre a grugnire: 'Allah Akbar', a colpire civili con vigliacche autobombe e a taglieggiare ragazzini che vendono caffé, i militanti di Al-Qaeda sono i peggiori combattenti del mondo e basta un'opposizione minimamente coerente e disciplinata a infliggere loro pesantissime perdite, come hanno dimostrato anche ieri i guerrieri Houthi attorno alla cittadina di Damaj, nella Provincia yemenita di Saada, quasi totalmente sotto il loro controllo.
Ben centoventi takfiri sono stati affrontati e sterminati fino all'ultimo da un numero pare largamente inferiore di combattenti sciiti, che li hanno bloccati su un terreno a loro vantaggioso e hanno poi proceduto a spegnere un nido di resistenza dopo l'altro in modo che non potessero sostenersi a vicenda. La notizia é stata riportata dal quotidiano yemenita "Al-Thawra".
Con 120 assassini wahabiti in meno siamo certi che l'antica "Arabia Felix" dei Romani recupererà un po' della pace di cui ha tanto bisogno.
Ma sappiamo tutti benissimo che oltre a grugnire: 'Allah Akbar', a colpire civili con vigliacche autobombe e a taglieggiare ragazzini che vendono caffé, i militanti di Al-Qaeda sono i peggiori combattenti del mondo e basta un'opposizione minimamente coerente e disciplinata a infliggere loro pesantissime perdite, come hanno dimostrato anche ieri i guerrieri Houthi attorno alla cittadina di Damaj, nella Provincia yemenita di Saada, quasi totalmente sotto il loro controllo.
Ben centoventi takfiri sono stati affrontati e sterminati fino all'ultimo da un numero pare largamente inferiore di combattenti sciiti, che li hanno bloccati su un terreno a loro vantaggioso e hanno poi proceduto a spegnere un nido di resistenza dopo l'altro in modo che non potessero sostenersi a vicenda. La notizia é stata riportata dal quotidiano yemenita "Al-Thawra".
Con 120 assassini wahabiti in meno siamo certi che l'antica "Arabia Felix" dei Romani recupererà un po' della pace di cui ha tanto bisogno.
sabato 9 novembre 2013
Il Nobel yemenita Tawakkul Karman ha donato tutti i soldi del suo premio al Fondo per i Martiri e Invalidi della Rivoluzione!
A dimostrazione delle enormi differenze di caratura morale tra certi "Premi Nobel per la Pace" che meriterebbero invece un tribunale internazionale (Obama, Peres) e altri per i quali invece gli onori dell'Accademia di Svezia sono piccoli e inadeguati, la yemenita Tawakkul Karman, la cui lotta come portavoce della lotta contro il corrotto regime di Ali Abdullah Saleh abbiamo più volte citato su queste stesse pagine, ha donato la totalità del premio in denaro ricevuto a un fondo per le vittime della repressione precedente alla cacciata del tiranno filoamericano.
La Karman, in questo modo, ha dato seguito concreto alle sue affermazioni riguardanti il fatto che il Nobel non fosse 'suo', ma in realtà appartenesse all'intero popolo yemenita che compatto e coerenta ha lottato e sofferto per liberarsi del presidente-dittatore; il Fondo a cui é stata devoluta la cifra di 500.000 dollari Usa si occupa di sostenere le famiglie delle vittime della Rivoluzione e quanti sono rimasti invalidi a causa della violenza del regime.
"E' un contributo piccolo, in senso assoluto" ha dichiarato la Karman, "Ma é il massimo che posso dare e fido che si trasformi in un gesto di buon auspicio per il futuro del nostro paese, in modo che possa essere imitato da tutti coloro che hanno qualcosa di buono o valido da offrire agli altri".
La Karman, in questo modo, ha dato seguito concreto alle sue affermazioni riguardanti il fatto che il Nobel non fosse 'suo', ma in realtà appartenesse all'intero popolo yemenita che compatto e coerenta ha lottato e sofferto per liberarsi del presidente-dittatore; il Fondo a cui é stata devoluta la cifra di 500.000 dollari Usa si occupa di sostenere le famiglie delle vittime della Rivoluzione e quanti sono rimasti invalidi a causa della violenza del regime.
"E' un contributo piccolo, in senso assoluto" ha dichiarato la Karman, "Ma é il massimo che posso dare e fido che si trasformi in un gesto di buon auspicio per il futuro del nostro paese, in modo che possa essere imitato da tutti coloro che hanno qualcosa di buono o valido da offrire agli altri".
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