Il movimento di Resistenza Hamas ha annunciato che non si ritiene più impegnato a mantenere alcun genere di tregua nei confronti del regime ebraico e che nel futuro conta di liberare Ashkelon, Beitaniya, Beersheba, fino ad arrivare alla stessa Al-Quds (Gerusalemme).
Fathi Hamad, membro del Politburo di Hamas, ha rilasciato queste dichiarazioni al termine di una manifestazione di protesta contro gli attacchi sionisti alla Moschea di Al-Aqsa. Hamad ha anche augurato che altri movimenti palestinesi mobilitino i loro seguaci per resistere alle politiche colonialiste e genocide di Tel Aviv.
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sabato 19 settembre 2015
Hamas e Jihad Islamica lanciano proclami di lotta e resistenza dopo l'attacco anti-invasori di Ras al-Amud!
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venerdì 19 aprile 2013
Il Ministro degli Interni palestinese annuncia la quasi totale distruzione della rete di spie sioniste in Gaza!
Contemporaneamente Hammad ha lodato il civismo e il senso di responsabilità di quanti hanno invece aderito all'appello alla resa, contribuendo attivamente allo smantellamento della rete di intelligence sionista a Gaza e beneficiando della clemenza che invece verrà negata a quanti sono stati recentemente arrestati. Il Ministro ha anche annunciato che un primo scaglione di rei confessi che hanno già rivelato tutto quello che sapevano alle autorità palestinesi verranno prossimamente rimessi in libertà e restituiti alle loro famiglie appena avranno scontato almeno i due terzi della loro pena detentiva.
Da quando il Movimento Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza in reazione al tentativo di golpe della Fazione Fatah (a inizio 2007) i contatti locali dei servizi israeliani sono precipitati in conseguenza di una vasta e fortunatissima campagna di controspionaggio, la cui prova più grande é stata la continua incapacità del Mossad e servizi affini di localizzare il luogo di detenzione dell'Ebreo francese Gilad Schalit, un fallimento che ha motivato poi la decisione sionista di liberare in cambio della sua restituzione oltre mille prigionieri politici palestinesi.
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martedì 4 settembre 2012
Il rimpasto nel Governo Haniyeh segnala le evidenti difficoltà nel processo di 'riconciliazione' con Fatah!
Come non abbiamo mai avuto paura di denunciare il presunto 'processo di riconciliazione' tra Hamas e Fatah si sta rivelando una procedura lenta, complessa e farragginosa, ed é ormai talmente chiaro persino ai dirigenti del Movimento musulmano di Resistenza che esso non porterà rapidamente a nessuna soluzione pratica da convincerli a effettuare un 'rimpasto' da lungo tempo necessario nei ranghi del Governo Haniyeh per fare fronte alle numerose emergenze della quotidiana amministrazione della Striscia di Gaza.
I seguenti Ministri sono stati quindi nominati:
Ziad al-Zaza - Vicepremier e Ministro delle Finanze
Mufeed al-Mukhallalati - Ministro della Salute
Yousif al-Ghreiz - Ministro dell'Edilizia Residenziale e dei Lavori Pubblici
Ismail Radwan - Ministro delle Opere Religiose
Mazin Haniyeh - Ministro della Giustizia
Jawad al-Farra - Ministro della Governance Locale
Ali Tarshawi - Ministro dell'Agricoltura
Mazin Haniyeh é cugino del Premier Ismail ed era in precedenza il suo Consigliere personale sulle questioni religiose connesse al Governo. Fathi Hamad, Ministro dell'Interno, mantiene il suo posto, segno che la Resistenza verso Israele non verrà modificata come mezzi, attività o intenti. Importante attenzione sarà data ai processi di ricostruzione di abitazioni, opere pubbliche e servizi.
I seguenti Ministri sono stati quindi nominati:
Ziad al-Zaza - Vicepremier e Ministro delle Finanze
Mufeed al-Mukhallalati - Ministro della Salute
Yousif al-Ghreiz - Ministro dell'Edilizia Residenziale e dei Lavori Pubblici
Ismail Radwan - Ministro delle Opere Religiose
Mazin Haniyeh - Ministro della Giustizia
Jawad al-Farra - Ministro della Governance Locale
Ali Tarshawi - Ministro dell'Agricoltura
Mazin Haniyeh é cugino del Premier Ismail ed era in precedenza il suo Consigliere personale sulle questioni religiose connesse al Governo. Fathi Hamad, Ministro dell'Interno, mantiene il suo posto, segno che la Resistenza verso Israele non verrà modificata come mezzi, attività o intenti. Importante attenzione sarà data ai processi di ricostruzione di abitazioni, opere pubbliche e servizi.
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sabato 16 aprile 2011
Dichiarazioni ufficiali del Ministro dell'Interno di Hamas sulla morte di Vittorio Arrigoni
Dopo i drammatici eventi del rapimento e dell'uccisione di Vittorio Arrigoni le autorità del Governo palestinese guidato da Ismail Hanyieh stanno continuando le indagini per catturare altri eventuali membri e/o complici della banda di sequestratori assassini nonché i loro mandanti o ispiratori. Oltre alle due persone arrestate dopo il "blitz" delle forze di sicurezza che ha portato al ritriovamento della salma dell'attivista italiano vi é notizia certa che un fiancheggiatore del gruppo é stato catturato ancora prima del tentativo di salvataggio (sarebbe stato costui, su pressione degli inquirenti, a rivelare il nascondiglio del commando dei rapitori).
Il Ministro dell'Interno di Hamas ha rilasciato la seguente dichiarazione:
Primo - Il Governo Palestinese esprime le proprie sentite condoglianze alla famiglia di questo martire italiano, al Governo della Repubblica italiana (le perle ai porci) e a tutto il generoso popolo italiano; piangiamo assieme a voi la morte di un uomo tanto altruista e onorevole, che é stato solidale e vicino al popolo palestinese, sopportando insieme a noi le durezze dell'assedio e della violenza che quotidianamente Israele ci infligge, solo per onorare i suoi ideali e vivere corentemente con essi.
Secondo - Il Governo Palestinese non ha che parole di abominio e condanna per ciò che criminali e tagliagole autodefinitisi "estremisti musulmani" hanno compiuto e conferma il suo impegno a dare la caccia e rendere inoffensivi i restanti membri di questa banda che subiranno la giusta pena per i loro atti ripugnanti, che non riflettono in alcun modo la sensibilità, i valori e la visione del mondo del popolo palestinese.
Terzo - Il Ministero riafferma nei termini più netti che le autorità legittimamente elette hanno il pieno controllo del territorio di Gaza e della Striscia costiera e che quanto accaduto, lungi dal dimostrare un deterioramento della sicurezza, prova invece quanto le forze dell'ordine siano state pronte a intervenire per tentare un salvataggio del prigioniero. Il Governo é pronto e preparato a mostrare che la recente tragedia (prima nel suo genere a Gaza) rimarrà anche unica.
Quarto - Evidenze e indizi trovati sul luogo della detenzione e dell'uccisione di Vittorio Arrigoni indicano che l'intenzione della banda che lo ha rapito é sempre stata quella di ucciderlo, nonostante il fittizio 'ultimatum' per la liberazione di un detenuto integralista (che peraltro era prigioniero non del Governo di Hamas, ma delle autorità egiziane - NdR). Rilievi autoptici mostrano che Arrigoni é morto poco dopo essere stato rapito.
Quinto - I motivi dietro l'oltraggioso crimine dimostrano e indicano che vi sono gruppi e individui disposti a complottare contro il popolo di Gaza, per minare la sicurezza percepita e per scoraggiare i volontari internazionali tramite una campagna di terrore e intimidazione contro il diffondersi e il radicarsi del Movimento internazionale di Solidarietà con Gaza e la Palestina.
Riteniamo significativo far notare come quanto avvenuto, più che gli interessi di qualche sconosciuto gruppo integralista, sia consono e utile agli interessi dello Stato sionista dell'Apartheid, che ha sempre, con ogni mezzo, cercato di ostacolare l'afflusso di aiuti e volontari internazionali a Gaza, non esitando, poco più di un anno fa, a ricorrere alla violenza omicida. Vittorio Arrigoni, fra le centinaia di volontari internazionali attivi nel nostro territorio era di certo fra i più in vista e fra i più conosciuti, colpire lui, quindi, voleva dire colpire un simbolo.
Siamo pronti a riaffermare e assicurare a tutti gli stranieri che si trovano a Gaza e a coloro che intendono raggiungerla nel prossimo futuro che presso di noi troveranno accoglienza, riconoscenza e soprattutto sicurezza e che accoglieremo sempre a braccia aperte coloro che vogliono unirsi ai Palestinesi per trarre, dalle montagne di dolore e disperazione che ci circondano, le pietre fondanti della Speranza, della Giustizia e del Riscatto.
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