Uno specialissimo tributo funebre, che é stato accompagnato dalla presenza del Generale Souhail Hassan della "Forza Tigre" e addirittura da Jamil Hassan, capo dell'Idarat al-Mukhabarat al-Jawiyya, il Direttorato dei Servizi Segreti Aeronautici, é stato reso a un piccolo gruppo di cittadini siriani (tutti civili) che per lungo tempo hanno fornito preziosissime informazioni dai dintorni di Al-Bab.
Proprio sotto il naso dell'ISIS, questi coraggiosissimi ed eroici civili si erano finti aderenti alla perversa ideologia ikhwanita e takfira del 'califfato' ed erano entrati in confidenza con alcuni suoi capi locali. Appena venivano a conoscenza di qualche dettaglio interessante lo comunicavano ai loro contatti dietro le linee.
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sabato 11 febbraio 2017
Il Generale Hassan e il Capo dei Servizi Segreti Aeronautici rendono omaggio a due civili assassinati dall'ISIS!
lunedì 17 febbraio 2014
Oltre cento agenti segreti stranieri (sauditi, qatarioti e turchi) arrestati recentemente in Siria!!
Nel corso delle ultime settimane non é stato solamente l'Esercito Arabo Siriano a fare grandi passi in avanti nel contrasto dei mercenari terroristi armati dall'Occidente e dai suoi servi dei reami petroliferi del Golfo, ma anche i Servizi segreti di Damasco hanno messo a segno diverse importanti operazioni di intelligence con cui la rete di agenti stranieri che monitoravano e sostenevano i gruppi armati estremisti é stata scompaginata se non addrittura distrutta.
Sono stati circa 85 i cittadini dell'Arabia Saudita arrestati per spionaggio tra cui sette dirigenti dei Servizi segreti di Bandar bin Sultan, poi sono anche finiti in cella 14 qatarioti e nove turchi. A quanto sembra il Governo siriano ha aperto canali diplomatici con tutti gli Stati interessati per trattare il rilascio di questi prigionieri.
Ovviamente una delle prime condizioni per il rilascio di questi individui é che gli Stati interessati interrompano il finanziamento e il sostegno dei vari gruppi mercenari che da tre anni attaccano senza motivo il popolo e il Governo siriano.
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domenica 21 luglio 2013
Sei agenti turchi e il loro "protetto", il leader takfiro Ahmad Asaf uccisi dai Siriani a M’asaran presso Idlib!
La mala pianta dell'insorgenza takfira non potrebbe sopravvivere in Siria (dove tutta la popolazione compatta la rifiuta e la combatte) senza le copiose "innaffiature" di armi, denaro e altre regalie dei paesi musulmani servi dell'imperialismo Usa e Sionista: Arabia Saudita, Qatar, Giordania e Turchia in primis. E proprio dalla Turchia venivano i sei agenti uccisi dalle forze armate siriane nel centro di M'asaran, nella regione di Ma’areh al-Naman, nel Governatorato di Idlib durante una delle ultime operazioni anti-terrorismo.
Insieme ai Turchi é morto il capo takfiro Ahmad Asaf, con cui evidentemente i sei stavano concordando la consegna di armi, esplosivi e munizioni da fargli rivolgere contro la popolazione civile indifesa nel velleitario tentativo di diminuire l'altissimo tasso di sostegno della cittadinanza verso il Governo legittimo del Presidente Assad.
Sembra inolte che anche un giornalista americano (o un agente della CIA travestito da giornalista) sia morto negli scontri, mentre si nascondeva all'interno di un bunker dei terroristi qaedisti. Questo gli insegnerà a farsi megafono della loro fasulla propaganda, più volte sbugiardata su queste stesse pagine.
Insieme ai Turchi é morto il capo takfiro Ahmad Asaf, con cui evidentemente i sei stavano concordando la consegna di armi, esplosivi e munizioni da fargli rivolgere contro la popolazione civile indifesa nel velleitario tentativo di diminuire l'altissimo tasso di sostegno della cittadinanza verso il Governo legittimo del Presidente Assad.
Sembra inolte che anche un giornalista americano (o un agente della CIA travestito da giornalista) sia morto negli scontri, mentre si nascondeva all'interno di un bunker dei terroristi qaedisti. Questo gli insegnerà a farsi megafono della loro fasulla propaganda, più volte sbugiardata su queste stesse pagine.
lunedì 3 giugno 2013
I servizi segreti iraniani smantellano una rete di agenti sauditi e del Mossad che si preparavano a sabotare le elezioni!
Un nuovo brillante successo del controspionaggio di Teheran si é risolto nella scoperta e nella cattura di dodici persone reclutate con una operazione combinata di Mossad sionista e dei servizi segreti di Riyadh che si stavano preparando a una serie di attacchi violenti con congegni esplosivi da tenersi in concomitanza con le prossime elezioni presidenziali del 14 giugno.
Fonti del Ministero dell'Intelligence confermano che, oltre agli attacchi contro sedi elettorali, il gruppo stava anche preparandosi ad attentare alla vita di personaggi illustri delle minoranze etniche e religiose presenti nel territorio della Repubblica Islamica, allo scopo di fomentare dissidi e frizioni a sfondo settario.
Il controspionaggio iraniano negli ultimi anni si é mostrato sempre più abile a contrastare le trame delle potenze arroganti imperialiste e sioniste contro l'autonomia e l'indipendenza della Repubblica Islamica, come già dimostravano gli arresti contro i responsabili degli attentati contro il programma nucleare iraniano.
Fonti del Ministero dell'Intelligence confermano che, oltre agli attacchi contro sedi elettorali, il gruppo stava anche preparandosi ad attentare alla vita di personaggi illustri delle minoranze etniche e religiose presenti nel territorio della Repubblica Islamica, allo scopo di fomentare dissidi e frizioni a sfondo settario.
Il controspionaggio iraniano negli ultimi anni si é mostrato sempre più abile a contrastare le trame delle potenze arroganti imperialiste e sioniste contro l'autonomia e l'indipendenza della Repubblica Islamica, come già dimostravano gli arresti contro i responsabili degli attentati contro il programma nucleare iraniano.
venerdì 19 aprile 2013
Il Ministro degli Interni palestinese annuncia la quasi totale distruzione della rete di spie sioniste in Gaza!
Contemporaneamente Hammad ha lodato il civismo e il senso di responsabilità di quanti hanno invece aderito all'appello alla resa, contribuendo attivamente allo smantellamento della rete di intelligence sionista a Gaza e beneficiando della clemenza che invece verrà negata a quanti sono stati recentemente arrestati. Il Ministro ha anche annunciato che un primo scaglione di rei confessi che hanno già rivelato tutto quello che sapevano alle autorità palestinesi verranno prossimamente rimessi in libertà e restituiti alle loro famiglie appena avranno scontato almeno i due terzi della loro pena detentiva.
Da quando il Movimento Hamas ha preso il controllo della Striscia di Gaza in reazione al tentativo di golpe della Fazione Fatah (a inizio 2007) i contatti locali dei servizi israeliani sono precipitati in conseguenza di una vasta e fortunatissima campagna di controspionaggio, la cui prova più grande é stata la continua incapacità del Mossad e servizi affini di localizzare il luogo di detenzione dell'Ebreo francese Gilad Schalit, un fallimento che ha motivato poi la decisione sionista di liberare in cambio della sua restituzione oltre mille prigionieri politici palestinesi.
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lunedì 28 gennaio 2013
Grande successo dell'intelligence siriana che smantella cellula del Mossad, nuova offensiva in vista nel Nord?
Iennif Sergil, Moses Aharonot, Chica Tzulu, Sun Gayunca, questi i nomi dei quattro agenti del Mossad asrrestati nel week-end nelle campagne tra Daraya e Damasco da forze del controspionaggio militare siriano che li hanno presi in consegna e hanno confiscato nel contempo la riserva di armi sofisticate ed apparecchiature tecnologiche che erano in procinto di consegnare alle milizie di estremisti mercenari cui ultimamente con il controllo dei confini giordani e libanesi tornato in mano al Governo centrale, cominciano a mancare rifornimenti e munizioni.
Le ultime parti del paese non completamente sotto il controllo delle forze regolari rimangono nel Nord, al confine con la Turchia e proprio per questo sembra che di qui a breve, una volta lasciate le zone pacificate al nuovo esercito territoriale e alle milizie volontarie di cittadini e minoranze, sarà proprio al confine Nord che si combatterà la nuova, forse decisiva battaglia anti-terroristica.
Ma un'altra notizia, sempre positiva, ma di segno estremamente diverso, arriva da Damasco, sembra infatti che la consorte del Presidente Assad sia nuovamente in dolce attesa: Assad e sua moglie sono già felicemente genitori di tre bambini, di età compresa tra gli otto e i dodici anni.
Le ultime parti del paese non completamente sotto il controllo delle forze regolari rimangono nel Nord, al confine con la Turchia e proprio per questo sembra che di qui a breve, una volta lasciate le zone pacificate al nuovo esercito territoriale e alle milizie volontarie di cittadini e minoranze, sarà proprio al confine Nord che si combatterà la nuova, forse decisiva battaglia anti-terroristica.
Ma un'altra notizia, sempre positiva, ma di segno estremamente diverso, arriva da Damasco, sembra infatti che la consorte del Presidente Assad sia nuovamente in dolce attesa: Assad e sua moglie sono già felicemente genitori di tre bambini, di età compresa tra gli otto e i dodici anni.
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martedì 10 gennaio 2012
Pena di morte per la spia americana catturata in Iran: ennesima sconfitta Usa nel braccio di ferro con Teheran!
Amir Hekmati, l'agente della CIA nativo dell'Arizona che é stato catturato e processato in Iran per attività spionistica ha ricevuto oggi comunicazione del verdetto sul suo caso: la corte dopo avere ascoltato le parti in causa e avere registrato la piena e completa ammissione di colpevolezza del reo confesso ha ritenuto di dovere applicare la massima pena prevista, condannando il ventinovenne cittadino usa alla pena di morte.
Hekmati, come già riferito in passato, ha cercato di vendere ai servizi segreti iraniani informazioni sullo schieramento americano in Afghanistan; la cosa più inquietante della sua missione é che le informazioni in questione erano del tutto vere; lungi dall'essere un tentativo di passare dati sbagliati all'avversario, la CIA era interessata a che il suo agente venisse pagato e trattenesse una ricevuta della transazione. Evidentemente gli "Spymaster" di Langley volevano organizzare un auto-attentato contro le loro stesse truppe in Asia Centrale e quindi accusare Teheran di averlo portato a termine, producendo la 'ricevuta' come prova.
Nel corso del procedimento a suo carico Hekmati ha rivelato di essersi arruolato nell'esercito usa nel 2001, e una volta finito il suo turno di servizio di avere lavorato come traduttore dai dialetti persiani dell'Afghanistan presso la base delle forze di invasione NATO a Bagram. Hekmati si era appellato alla clemenza della corte. Forse la prima sentenza potrebbe venire commutata in ergastolo e, probabilmente a quel punto la Repubblica Islamica potrebbe anche decidere di aprire una trattativa con gli Usa.
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sabato 7 gennaio 2012
Aggiornamento sulla debacle del Mossad in Mauritania!
Un brevissimo "flash" per informare i nostri affezionati lettori che, grazie alla costanza con cui i nostri collaboratori ci inviano aggiornamenti e dettagli e allo zelo con cui i nostri redattori li controllano 24/7 anche durante giorni di festa come questi, siamo finalmente in grado di dare un nome e un cognome all'uomo di punta della rete spionistica sionista recentemente smantellata in Mauritania grazie agli sforzi dell'intelligence locale.
L'uomo, un tale Fares al-Banna, sarebbe altresì l'autore della missiva scritta a mano e inviata alla locale ambasciata degli UAE nella quale, in cambio di asilo politico e protezione l'autore (Al-Banna, appunta) prometteva "importanti rivelazioni" riguardo al caso dell'omicidio di Mahmoud al-Mabouh, il dirigente di Hamas martirizzato a Dubai da una 'squadra omicidi' sionista, che avrebbe agito però grazie al sostegno logisitico di elementi palestinesi al soldo di Mohammed Dahlan, l'ex-"squalo" di Gaza.
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mercoledì 4 gennaio 2012
La Mauritania smantella una rete di spionaggio sionista! Collegamenti col caso dell'assassinio di Mahmoud al-Mabouh
I media mauritani hanno riportato la notizia che le autorità locali avrebbero localizzato e smantellato una rete spionistica messa in piedi dai servizi segreti del regime ebraico, che comprendeva contatti e agenti locali e di diverse altre nazionalità, tutti comunque più o meno radicati in profondità nella comunità economica e politica del paese.
Le fonti indicano che i personaggi reclutati dal Mossad sarebbero stati pedinati e sorvegliati a lungo e, una volta accumulate prove bastevoli alla loro incriminazione, rapidamente arrestati nel corso di una vasta operazione coordinata. Secondo il quotidiano Al-Huriyeh (La Libertà) la rete di spionaggio sarebbe stata creata soprattutto per tramite di una locale agenzia turistica.
Di particolare interesse sarebbe una lettera rinvenuta dagli investigatori, indirizzata all'ambasciata degli UAE (Emirati Arabi Uniti) in Mauritania, nella quale uno dei principali sospettati, sentendosi ormai braccato, chiedeva asilo promettendo rivelazioni di dettagli importanti sull'omicidio di Mahmoud al-Mabouh, il rappresentante di Hamas assassinato a Dubai da uno squadrone della morte sionista. Riferimenti erano presenti nella missiva anche sul caso dell'esplosione di un aereo passeggeri etiope in Libano.
La Mauritania ha sospeso ogni relazione diplomatica con l'entità sionista dopo l'aggressione contro Gaza consumata da quest'ultima giusto tre anni fa.
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martedì 3 gennaio 2012
Presto verrà emesso il verdetto contro l'agente della CIA sotto processo a Teheran!
Il Procuratore Generale Gholamhossein Mosheniejei (foto durante una conferenza stampa) ha dichiarato che la sentenza per l'operativo della CIA processato per spionaggio sarà emessa "entro pochi giorni"; La Corte, infatti, ha terminato i suoi procedimenti e l'avvocato dell'imputato é sul punto di presentare la memoria difensiva conclusiva, ha dichiarato il Procuratore ai media nella giornata di lunedì.
"Una volta presa visione di quest'ultimo documento sarà possibile emettere un verdetto nel giro di poche ore". Amir Mirzaei Hekmati (foto sopra), nativo dell'Arizona, é stato accusato di aver tentato, per ordine della 'Compagnia' di Langley di vendere informazioni ai servizi di Teheran, con le istruzioni di trattenere prova dell'avvenuto pagamento. La cosa interessante é che, pur minori, le informazioni erano vere; la CIA era interessata alla 'ricevuta', forse perché programmava di usarla per 'incastrare' l'Iran, magari a seguito di un attentato organizzato da lei stessa contro obiettivi americani o occidentali.
Il ventottenne Hekmati, di fronte alle prove schiaccianti prodotte a suo carico, si é dichiarato colpevole di tutte le accuse, rimettendosi praticamente alla clemenza della corte.
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mercoledì 28 dicembre 2011
Inizia in Iran il processo a una delle spie della CIA recentemente arrestate!
Una corte di giustizia della Repubblica Islamica ha dato inizio ieri al procedimento contro un cittadino americano arrestato nel corso dell'ultima operazione contro le strutture e gli operativi della CIA in Iran e accusato di aver tentato di infiltrare la comunità di intelligence di Teheran. Amir Mirzaei Hekmati, nativo dell'Arizona di origini mediorientali si era arruolato nei Marines dopo avere ottenuto il diploma alla 'high school' e quindi era stato trasferito in Afghanistan (Bagram) dove aveva servito principalmente come interprete e traduttore dal Farsi.
Nel 2009, poco prima del congedo, aveva ricevuto l'offerta dalla "Compagnia" di Langley per entrare in Iran e cercare di avvicinare alcuni rappresentanti dei servizi segreti iraniani offrendo loro informazioni sullo schieramento Usa in Afghanistan dietro pagamento; lo scopo della missione, tuttavia, non sarebbe stato quello di passare informazioni sbagliate agli Iraniani, bensì quello di ottenere una qualche prova dell'avvenuta transazione monetaria con loro, che Hekmati avrebbe dovuto diligentemente spedire ai propri 'controllori' una volta ottenutala.
Gli ufficiali iraniani, però, vedendo attraverso la 'cortina di fumo' sparsa dalla CIA, finsero solo di accettare l'accordo, catturando l'agente straniero nel momento in cui questi si aspettava di ricevere il 'pagamento'. E' convinzione del controspionaggio di Teheran che la CIA intendesse usare la 'ricevuta' che Hekmati doveva fornirle come 'prova' in qualche complotto contro l'Iran, forse in seguito a un auto-attentato che essa aveva intenzione di compiere in Afghanistan contro le forze di occupazione NATO e di cui avrebbe invece cercato di incolpare (sulla base della 'ricevuta') proprio Teheran.
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mercoledì 14 dicembre 2011
15 spie della CIA formalmente accusate dai giudici di Teheran, i servizi USA passano da una sconfitta all'altra!
Il Procuratore generale di Teheran Abbas Jaffari-Dolatabadi ha dichiarato che giudici iraniani hanno recentemente emesso accuse formali contro 15 individui accusati di attività spionistiche a favore degli Usa e del regime sionista.
"Gli imputati sono individui responsabili di tentata sottrazione di informazioni sensibili e di messa in pericolo del sistema di sicurezza nazionale della Repubblica Islamica, ha riferito Dolatabadi nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri pomeriggio.
L'ufficiale iraniano, comunque, non ha rivelato le identità degli imputati. Il 21 maggio il Ministero iraniano dell'Intelligence rivelà che una trentina di individui erano stati arrestati con accuse di spionaggio a favore della CIA e 42 agenti della 'Compagnia' Usa erano stati identificati quali loro contatti e 'handler'.
La rete di agenti, che contava nel suo numero alcuni anziani ed esperti operativi americani con decenni di servizio in Iran e in Asia centrale alle spalle, cercava di manipolare e ingannare cittadini iraniani desiderosi di ottenere visti per gli USA per motivi di studio o di lavoro o di assumere addirittura la cittadinanza americana.
La rete di spie smantellata in primavera era mirata soprattutto contro l'ambito del programma nucleare iraniano, così come verso la rete infrastrutturale petrolifera ed energetica, con propositi di sabotaggio ed eversione. Secondo gli esperti del Ministero gli operativi della CIA avevano raccolto informazioni da Università e centri di rcierca, concentrandosi anche sui campi dell'erospaziale, della Difesa e della Biotecnologia.
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martedì 18 ottobre 2011
Israele, disperato, offrì 10 milioni di $ a un 'Giuda Palestinese' che rivelasse dov'era Schalit: ma nessuno ha tradito!
Una fonte delle Forze di Sicurezza di Hamas nella Striscia di Gaza ha rivelato che il 95 per cento delle segnalazioni di cittadini contattati da collaborazionisti al soldo dell'occupazione o da agenti della stessa negli ultimi anni aveva direttamente o indirettamente a che fare con le spasmodiche ricerche dello Shin Bet per il luogo di detenzione di Gilad Schalit, l'Ebreo francese catturato dai militanti della Resistenza nel 2006.
Secondo quanto riportato dal sito-web Al-Majd il regime ebraico, al colmo della disperazione, é arrivato persino a offrire la stratosferica ricompensa di 10 milioni di dollari Usa a chi avesse fornito informazioni decisive riguardo la locazione di Schalit; ma la ricerca di un 'Giuda Palestinese' che per una cifra tanto superiore ai trenta pezzi d'argento tradisse i propri fratelli e le proprie sorelle si é rivelata un buco nell'acqua.
Oltre lo Shin Bet anche l'Aman (altra branca dell'intelligence interna del regime ebraico) aveva ordinato ai suoi agenti di intensificare le attività di ricerca di Schalit, specialmente dopo il 'pogrom' militare di Piombo Fuso, quando si riteneva che potesse venire spostato con una certa frequenza per tenerlo al riparo dai bombardamenti. Durante la campagna militare contro Gaza la Resistenza catturò altri militari sionisti, dandone notizia ai comandi e segnalando dove venivano tenuti per evitare che fossero colpiti; gli ufficiali dell'occupazione preferirono ucciderli con un bombardamento apposito piuttosto che permettere che Hamas aumentasse il numero dei prigionieri in suo possesso.
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domenica 22 maggio 2011
La Repubblica Iraniana arresta trenta agenti della CIA e ne smantella la rete di sostegno!
Il Ministero della Sicurezza interna iraniano ha portato a termine un vero e proprio colpo da maestro identificando e smantellando un network spionistico statunitense affiliato alla CIA, operando 30 arresti e identificando numerosi contatti e agenti americani nei paesi circostanti.
Il Ministro Heydar Moslehi ha dichiarato che i servizi della Repubblica Islamica, oltre ad arrestare decine di spie al soldo degli Usa nei confini nazionali, sono stati in grado di identificarne almeno 42 in attività in paesi circostanti e sono ora impegnati a cooperare con le agenzie di sicurezza di quei paesi per circoscriverne ed eliminarne l'influenza.
"Grazie alla natura massiccia dell'operazione portata a termine, e al suo totale successo, il network di spionaggio e sabotaggio statunitense che operava contro gli interessi nello Stato e del popolo iraniano é stato totalmente eliminato; l'estensione e la profondità del lavoro di controspionaggio resosi necessario per tagliare questo traguardo conferma come i servizi di sicurezza iraniani siano ormai tra i migliori della regione".
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giovedì 3 febbraio 2011
Agente israeliano arrestato al Cairo durante la tentata repressione: Israele soffia sul fuoco??
A volte gli israeliani fanno le ferie in Egitto, ci sono molti buonissimi motivi per farlo; certo, all'aeroporto si mette in conto di essere fermati e sottoposti a scrupolosi controlli e c'é persino il caso che si debba far 'scivolare' qualche banconota in mezzo al passaporto per accelerare il disbrigo degli stessi, ma comunque ne vale la pena.
L'israeliano che é stato arrestato oggi durante la decima giornata di protesta popolare contro il corrotto regime filo-occidentale e filo-sionista di Mubarak però, probabilmente non ha avuto di questi problemi, visto che fa parte della Brigata speciale di ricognizione dello Stato Maggiore di Tsahal, il famigerato esercito più (im)morale del mondo.
| Il cittadino libanese Moustafa Dirani nel 1994 venne rapito nel suo paese dai terroristi della Sayeret Matkal e portato in Israele, dove venne imprigionato e sottoposto a tante e tali sevizie da portarne i segni permanentemente. |
Qualcosa di simile potrebbe stare accadendo adesso in Egitto, dove Israele solo poche settimane addietro ha subito una grave debacle spionistica, che ha fatto "bruciare" agenti sionisti fino in Nepal e a Macao, ottimo motivo dunque per volersi vendicare, e quale migliore modo di vendicarsi se non fomentare il panico e il terrore in modo da rendere ancora più sanguinoso il bilancio della rivolta anti-Mubarak?
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