Operazioni di voto in corso in quasi tutto il paese dell'Asia centrale che, a poco meno di tredici anni dalla sua invasione nel novembre 2001 ha ancora una volta tenuto fede alla sua fama di "Cimitero degli Imperialismi", infatti, poco dopo che il successore di Hamid Karzai si sarà insediato nella pienezza delle proprie funzioni la forza di occupazione NATO agli ordini degli Usa inizierà le ultime operazioni per la smobilitazione e l'evacuazione degli ultimi 51000 soldati presenti nel paese.
Non inganni la propaganda occidentale che parla di 'continuata presenza militare nel paese'; Karzai si é rifiutato fino all'ultimo di apporre la sua firma su qualunque documento che portasse cifre precise in merito; quindi nell'Afghanistan post-2014 non resteranno né i 15.000 militari NATO che si pensava dovessero costituire una prolungata presenza degli occupanti occidentali fino al 2025, né i diecimila che Kerry ha provato a fare accettare alla dirigenza afghana fino all'ultimo.
Esattamente come ha concluso male e in fretta l'avventura irakena iniziata da Bush, Barack Obama ha chiuso disastrosamente quella afghana e, col ritiro delle ultime forze NATO si conclude l'accerchiamento dell'Iran che per quasi un quindicennio ha tenuto in allarme i dirigenti politici e militari di Teheran. Magari l'Afghanistan non diventerà un alleato della Repubblica Islamica rapidamente come ha fatto Bagdad (del resto nel paese la presenza sciita, pur esistente, é molto meno importante), ma di certo col ritiro degli invasori si aprono per gli iraniani nuovi corridoi di penetrazione politica ed economica anche ad Nordest.
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sabato 5 aprile 2014
L'Afghanistan va alle urne mentre la NATO, sconfitta, si appresta ad abbandonare il paese!
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lunedì 9 dicembre 2013
Karzai si trova Teheran dove incontrerà Rohani: sul tavolo la questione dell'iniquo 'Accordo Bilaterale' con la NATO!
Come annunciato la scorsa settimana su queste pagine il Presidente afghano Hamid Karzai é arrivato ieri a Teheran per consultarsi coi dirigenti della Repubblica Islamica all'apice della sua polemica con gli stati occupanti della NATO che con l'iniquo "Accordo di Sicurezza Bilaterale" vorrebbero imporgli la presenza di proprie truppe (circa 12.000 uomini) anche dopo il termine del 2014.
Il Presidente iraniano Rohani, che Karzai incontrerà oggi per la seconda volta in quattro mesi, sostiene Karzai nella sua decisione di rifiutare l'Accordo e sembra che prometterà al vicino centrasiatico un profondo impegno iraniano per ristrutturare le sue forze di sicurezza e combattere gli elementi estremisti.
Come ribadito dal portavoce Marzieh Afkham nella giornata di martedì: "La Repubblica Islamica iraniana non considera in alcun modo l'Accordo di Sicurezza Bilaterale come vantaggioso per gli interessi a lungo termine del popolo afghano".
Il Presidente iraniano Rohani, che Karzai incontrerà oggi per la seconda volta in quattro mesi, sostiene Karzai nella sua decisione di rifiutare l'Accordo e sembra che prometterà al vicino centrasiatico un profondo impegno iraniano per ristrutturare le sue forze di sicurezza e combattere gli elementi estremisti.
Come ribadito dal portavoce Marzieh Afkham nella giornata di martedì: "La Repubblica Islamica iraniana non considera in alcun modo l'Accordo di Sicurezza Bilaterale come vantaggioso per gli interessi a lungo termine del popolo afghano".
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martedì 3 dicembre 2013
Al-Maliki e Karzai sulla strada per Teheran; l'Iran sempre più crocevia diplomatico di Medio Oriente e Asia Centrale!
Nella giornata di domani il Premier irakeno Nouri al-Maliki sarà in arrivo a Teheran per discutere coi dirigenti della Repubblica Islamica di questioni regionali e internazionali e per definire meglio i rapporti bilaterali, già molto intensi, tra gli ex-avversari della Guerra del 1980-88. L'annuncio del viaggio era stato dato nel week-end scorso dall'ambasciatore iraniano a Bagdad Hassan Danaeifar.
L'Irak era stato visitato a settembre dal neopremier iraniano Zarif, come primo paese visitato nel corso del suo mandato, ribadendo così la volontà iraniana di considerare Bagdad il suo interlocutore principale. Ma non é solo Maliki ad apprestarsi a un viaggio in Iran.
Dall'altra parte della Persia anche il Presidente afghano Hamid Karzai sta preparandosi a visitare la Repubblica Islamica, senza dubbio per discutere di sicurezza e relazioni in proiezione al prossimo futuro quando la presenza militare occidentale nel paese sarà molto scemata.
La possibilità che un accordo attualmente in discussione tra Usa e Afghanistan lasci aperta la porta alla presenza di truppe yankee nel paese anche dopo il termine del 2014 é vista con grave preoccupazione da Teheran e sicuramente l'argomento verrà discusso nel corso della prossima visita di Karzai.
L'Irak era stato visitato a settembre dal neopremier iraniano Zarif, come primo paese visitato nel corso del suo mandato, ribadendo così la volontà iraniana di considerare Bagdad il suo interlocutore principale. Ma non é solo Maliki ad apprestarsi a un viaggio in Iran.
Dall'altra parte della Persia anche il Presidente afghano Hamid Karzai sta preparandosi a visitare la Repubblica Islamica, senza dubbio per discutere di sicurezza e relazioni in proiezione al prossimo futuro quando la presenza militare occidentale nel paese sarà molto scemata.
La possibilità che un accordo attualmente in discussione tra Usa e Afghanistan lasci aperta la porta alla presenza di truppe yankee nel paese anche dopo il termine del 2014 é vista con grave preoccupazione da Teheran e sicuramente l'argomento verrà discusso nel corso della prossima visita di Karzai.
sabato 6 agosto 2011
Colpo grosso nel Wardak! La Resistenza afghana abbatte un CH-47 Nato ed elimina 38 occupanti stranieri!!
Un CH-47 delle forze NATO (organizzazione terrorista del nordatlantico) é stato colpito e distrutto dai resistenti afghani che da oltre dieci anni si oppongono strenuamente all'occupazione del loro paese da parte delle truppe imperialiste americane e da quelle dei loro deboli e ipocriti lacché europei. I morti fra i passeggeri sono almeno 38; in massima parte americani ed europei anche se alcune voci affermano che a bordo potevano esserci alcuni scherani del governo collaborazionista di Hamid Karzai, l'ex dipendente della multinazionale Usa UNOCAL, nominato 'Presidente dell'Afghanistan' a furia di brogli elettorali e bustarelle pagate ai clan del narcotraffico.
Il velivolo NATO é stato colpito da un "proiettile" lanciato dalla Valle di Tanji, nella provincia del Wardak; nonostante che il comando degli occupanti abbia cercato inizialmente di attribuire la causa all'ennesimo "guasto meccanico", prove e testimonianze evidenti hanno subito tolto ogni credibilità a tale pretesa, costringendo i militari occidentali ad ammettere che il merito dell'azione va al coraggio e all'intraprendenza delle forze della Resistenza. Persistono tuttavia contrasti sulle modalità dell'abbattimento; la NATO parla semplicemente di una 'granata a razzo' (come quelle delle armi anticarro RPG-7 o -16) sparata contro il birotore da trasporto ma, tra gli osservatori, non manca chi ipotizza che il proiettile usato sia stato un ben più sofisticato missile spalleggiabile modello 'Stinger' (americano) o 'Igla' (russo), in grado di ingaggiare un bersaglio a quote medio alte e di centrarlo anche a dispetto di manovre evasive.
Sia come sia, l'attacco é il maggiore successo delle forze della Resistenza in dieci anni; mai così tanti militari occupanti erano stati eliminati in un colpo solo; l'inquilino nero della Casa Bianca, dopo il gravissimo imbarazzo del 'declassamento' del debito americano da parte degli sciacalli di Standard and Poor's (un evento inaudito fin dalla fondazione dell'agenzia, nel 1917) ha dovuto affrontare una nuova crisi, estendendo messaggi di condoglanze a destra e a manca. I primi mesi del 2011 hanno finora portato circa 400 morti alle truppe NATO, contro i circa cinquecento del 2010 (finora l'anno più sanguinoso), seguendo un trend che vede le perdite degli eserciti occupanti in costante crescita dal 2003 in avanti.
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lunedì 25 aprile 2011
"Grande Fuga" dalla galera NATO di Kandahar, la Resistenza afghana augura "Buon 25 aprile" agli occupanti e ai loro lacché!
In un exploit che rivaleggia con le più spettacolari sceneggiature degli 'Stalag Movies' tanto cari alla Hollywood degli anni '60 circa 540 partigiani afghani (106 comandanti e per il resto semplici combattenti) sono riusciti a evadere dalla galera di Kandahar, grazie a un tunnel di 320 metri che ha garantito loro la fuoriuscita a distanza di sicurezza dalle garitte e dai riflettori dei guardiani delle truppe NATO e dei loro 'ascari' locali, i miliziani collaborazionisti dello screditato e imbelle Governo di Hamid Karzai, l'ex-dipendente della UNOCAL creato "federale di Kabul" dagli occupanti occidentali.
Fonti vicine alla resistenza afghana hanno confermato che dietro alla grandiosa operazione di fuga vi é stato uno sforzo collettivo di diverse organizzazioni, che hanno messo da parte rivalità claniche e tribali per conseguire un obiettivo rispetto al quale anche la fuga di massa di tre anni fa sfigura fin quasi a scomparire: infatti questa volta il tunnel di fuga non é stato scavato 'da dentro a fuori', seguendo la procedura familiare a tutti gli amanti del genere, ma dall'esterno all'interno della prigione, richiedeno perciò una sicurezza di calcolo e una millimetrica precisione nelle operazioni.
Dopo essere riusciti a raggiungere il punto convenuto gli scavatori si sono fatti riconoscere dai prigionieri, un ristretto numero dei quali era stato precedentemente messo al corrente dell'operazione e, nel giro di quattro ore e mezza, dalle undici di sera fin quasi alle quattro di mattina, i mujaheddeen sono riusciti a evacuare oltre cinquecento prigionieri; man mano che questi raggiungevano l'estremità del condotto staffette di moto e fuoristrada procedendo con la massima celerità li prendevano in carico e li portavano verso località sicure.
I guardiani della prigione e i loro supervisori occidentali non si sono accorti della fuga di massa fino alle ore sette, quando l'appello antimeridiano ha mostrato, in tutta la sua drammatica evidenza, la mancanza di un enorme numero di carcerati.
Ci chiediamo cosa scriverà in merito l'ottimo Massimo Fini, secondo il quale la fuga in moto del Mullah Omar da Kabul, al tempo della resa della città di fronte ai Signori della Guerra foraggiati dagli invasori Nato aveva gli accenni 'epici e avventurosi' delle imprese di Lawrence d'Arabia, rappresentando l'ultimo 'geste' veramente romantico di cui il cronista avesse memoria.
Fonti vicine alla resistenza afghana hanno confermato che dietro alla grandiosa operazione di fuga vi é stato uno sforzo collettivo di diverse organizzazioni, che hanno messo da parte rivalità claniche e tribali per conseguire un obiettivo rispetto al quale anche la fuga di massa di tre anni fa sfigura fin quasi a scomparire: infatti questa volta il tunnel di fuga non é stato scavato 'da dentro a fuori', seguendo la procedura familiare a tutti gli amanti del genere, ma dall'esterno all'interno della prigione, richiedeno perciò una sicurezza di calcolo e una millimetrica precisione nelle operazioni.
| La galera di Kandahar |
I guardiani della prigione e i loro supervisori occidentali non si sono accorti della fuga di massa fino alle ore sette, quando l'appello antimeridiano ha mostrato, in tutta la sua drammatica evidenza, la mancanza di un enorme numero di carcerati.
| Ufficiali della NATO costernati alla scoperta dell'accaduto...cioé...quasi... |
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