La Repubblica Islamica iraniana ha accolto con molto favore l'accordo siglato a Sanaa tra i miliziani Ansarullah della comunità sciita degli Houthi e il Presidente Abd Rabbo Mansour Hardi che ha sancito la restituzione alle forze di polizia dei centri di potere conquistati dopo la sconfitta del 'generale wahabita' Ali Mohsen e la sua cacciata dal paese.
"L'Iran ha sempre augurato pace e reciproca comprensione tra le varie fazioni yemenite, nello spirito di unità e stabilità", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran Marzieh Afkham. La Afkham ha aggiunto che l'accordo raggiunto, che prevede il passaggio dei potere entro 30 giorni a un esecutivo 'tecnico' permetterà a tutte le parti in gioco di sostenere il nuovo Governo nell'interesse generale del Paese.
Teheran non può che essere lieta del successo strategico degli Houthi e della raggiunta posizione di forza da cui hanno potuto dettare le condizioni alla Presidenza della repubblica, ma altresì desidera che la parte 'militare' del confronto si disinneschi subito per non subire l'accusa da parte del Qatar e del suo servizio di propaganda satellitare di 'fomentare la violenza' in Yemen.
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martedì 23 settembre 2014
Teheran 'benedice' l'accordo tra Houthi sciiti e Presidente nello Yemen che darà vita a un governo tecnico!
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giovedì 17 luglio 2014
La Repubblica Islamica apprezza l'elezione del Presidente del Parlamento a Bagdad e offre a Maliki consigli per il futuro!
"Riconosciamo nella recente elezione di Selim al-Jabbouri a Presidente del Parlamento irakeno un forte messaggio ai nemici dell'autonomia politica di Bagdad e ai sostenitori dei gruppi terroristi stranieri attivi nel paese; i rappresentanti del popolo eletti lo scorso 30 aprima hanno dimostrato di voler sostenere e proteggere gli interessi del loro paese sotto qualunque genere di circostanze".
Queste le parole con cui la Portavoce degli Esteri del Governo iraniano, Marziyeh Afkham, ha commentato la notizia del decisivo passo in avanti nella formazione di nuove istituzioni derivanti dai risultati elettorali della scorsa primavera in Irak. Ma il sostegno iraniano all'Irak non si ferma alle dichiarazioni, infatti oggi a Bagdad si é tenuto l'incontro tra il Primo Ministro uscente Nouri al-Maliki (fortemente accreditato per un nuovo termine) e il Presidente del Consiglio per il Discernimento dell'Iran, Akhbar Hashemi Rafsansjani.
Rafsanjani ha sottolineato come l'attuale situazione interna irakena, specie rispetto alla minaccia del terrorismo takfiro richieda "solidarietà e coesione". L'ex presidente iraniano ha inoltre dichiarato come "il consenso tra le diverse confessioni irachene è l'unico modo per trovare una soluzione alla crisi in Iraq e sconfiggere i gruppi terroristici". Nel suo discorso sull'Iraq ha poi aggiunto "Di fronte alla minaccia posta dall'ISIS il processo politico in Iraq ha il pieno appoggio dell'Iran, del suo popolo come delle sue istituzioni".
Queste le parole con cui la Portavoce degli Esteri del Governo iraniano, Marziyeh Afkham, ha commentato la notizia del decisivo passo in avanti nella formazione di nuove istituzioni derivanti dai risultati elettorali della scorsa primavera in Irak. Ma il sostegno iraniano all'Irak non si ferma alle dichiarazioni, infatti oggi a Bagdad si é tenuto l'incontro tra il Primo Ministro uscente Nouri al-Maliki (fortemente accreditato per un nuovo termine) e il Presidente del Consiglio per il Discernimento dell'Iran, Akhbar Hashemi Rafsansjani.
Rafsanjani ha sottolineato come l'attuale situazione interna irakena, specie rispetto alla minaccia del terrorismo takfiro richieda "solidarietà e coesione". L'ex presidente iraniano ha inoltre dichiarato come "il consenso tra le diverse confessioni irachene è l'unico modo per trovare una soluzione alla crisi in Iraq e sconfiggere i gruppi terroristici". Nel suo discorso sull'Iraq ha poi aggiunto "Di fronte alla minaccia posta dall'ISIS il processo politico in Iraq ha il pieno appoggio dell'Iran, del suo popolo come delle sue istituzioni".
lunedì 9 dicembre 2013
Karzai si trova Teheran dove incontrerà Rohani: sul tavolo la questione dell'iniquo 'Accordo Bilaterale' con la NATO!
Come annunciato la scorsa settimana su queste pagine il Presidente afghano Hamid Karzai é arrivato ieri a Teheran per consultarsi coi dirigenti della Repubblica Islamica all'apice della sua polemica con gli stati occupanti della NATO che con l'iniquo "Accordo di Sicurezza Bilaterale" vorrebbero imporgli la presenza di proprie truppe (circa 12.000 uomini) anche dopo il termine del 2014.
Il Presidente iraniano Rohani, che Karzai incontrerà oggi per la seconda volta in quattro mesi, sostiene Karzai nella sua decisione di rifiutare l'Accordo e sembra che prometterà al vicino centrasiatico un profondo impegno iraniano per ristrutturare le sue forze di sicurezza e combattere gli elementi estremisti.
Come ribadito dal portavoce Marzieh Afkham nella giornata di martedì: "La Repubblica Islamica iraniana non considera in alcun modo l'Accordo di Sicurezza Bilaterale come vantaggioso per gli interessi a lungo termine del popolo afghano".
Il Presidente iraniano Rohani, che Karzai incontrerà oggi per la seconda volta in quattro mesi, sostiene Karzai nella sua decisione di rifiutare l'Accordo e sembra che prometterà al vicino centrasiatico un profondo impegno iraniano per ristrutturare le sue forze di sicurezza e combattere gli elementi estremisti.
Come ribadito dal portavoce Marzieh Afkham nella giornata di martedì: "La Repubblica Islamica iraniana non considera in alcun modo l'Accordo di Sicurezza Bilaterale come vantaggioso per gli interessi a lungo termine del popolo afghano".
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