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lunedì 9 marzo 2015

65 terroristi di 'Al-Anfal' depongono le armi e si consegnano ai miliziani dell'NDF nel Sud del Rif Dimashq!!

La 'Brigata Al-Anfal' era una delle mille formazioni di terroristi della cosiddetta 'opposizione moderata' di cui per mesi e mesi hanno vanverato Obama, Kerry e i loro manutengoli, nel tentativo di far passare nei media occidentali l'idea che esistesse un terrorismo 'buono', non estremista, da sostenere contro il 'cattivo dittatore' Assad.

venerdì 27 settembre 2013

Nuova vittoria diplomatica per Lavrov (e Putin, e Assad) contro Kerry (e Obama, e Netanyahu)!

Nel disperato tentativo di tenere 'accesa' una fiammella di possibilità per un attacco militare contro la Siria la Casa Bianca anche dopo l'accettazione da parte di Moallem e Assad del piano per il controllo internazionale dell'arsenale chimico di Damasco avevano spasmodicamente cercato di includere nella bozza di accordo con l'ONU un riferimento al famigerato 'Capitolo 7' che rendesse ingiuntivi gli impegni di Damasco e prevedesse in caso di inadempienza la possibilità di 'ritorsioni' da parte della comunità internazionale, ritorsioni che ovviamente Washington voleva interpretare a priori come "ricorso alle armi".

Era in definitiva la stessa tattica seguita con l'Irak; se il riferimento al Capitolo 7 fosse stato concesso sarebbe bastato a Washington montare una campagna propagandistica abbastanza assordante accusando Assad di stare "violando" gli accordi con le Nazioni Unite per poi magari 'passare all'azione' anche in assenza di una risoluzione ONU in merito, esattamente come successo nel 2003 contro Bagdad.

Ma Lavrov e Putin non sono così facili da raggirare, specialmente tenendo conto del precedente irakeno e hanno ben guardato che in sede internazionale una anche solo cursoria menzione del Capitolo in questione finisse nella bozza di accordo su cui attualmente sono in corso le trattative. Si dice che per questo il Premier sionista Netanyahu, che già considerava 'cosa fatta' l'aggressione militare alla Siria, sia andato su tutte le furie.

lunedì 16 settembre 2013

Ali Haidar: "L'accordo Mosca-Damasco sull'arsenale chimico é una grande vittoria che ha deragliato i piani d'attacco di Obama!"

Il Ministro siriano per la Riconciliazione Nazionale Ali Haidar ha dichiarato in una intervista rilasciata ieri che l'accordo offerto da Sergei Lavrov al collega Moallem lunedì scorso non sarebbe mai stato accettato se non rappresentasse, agli occhi del Governo di Assad, una "grande vittoria diplomatica".

Infatti per i termini concordati l'ok di Damasco al controllo internazionale del suo arsenale chimico priva la retorica bellicista obamiana della principale 'giustificazione' per un attacco armato contro la Siria. Che la questione delle armi chimiche non fosse altro che un pretesto lo dimostra il fatto che, anche dopo l'annuncio dell'accordo, Obama e Kerry a più riprese abbiano fatto inutili acrobazie verbali nel tentativo di tenere l'opzione militare 'sul tavolo'.

"Dal nostro punto di vista abbiamo raggiunto un accordo che aiuterà enormemente il nostro paese a lasciarsi dietro le spalle la crisi attuale e questo é un primo grande risultato, secondariamente coloro che premevano per un attacco contro la nostra patria non hanno più un argomento per giustificarlo e questa é una seconda grande vittoria".

Damasco, grazie a Mosca, si é trovata in una "win-win situation", non male per un paese che fino a pochi giorni addietro si aspettava di venire colpito da missili e bombardamenti.

lunedì 9 settembre 2013

Il Ministro degli Esteri siriano a Mosca incontra il collega Lavrov: "La posizione russa sulla Siria é fissata e inamovibile!"

Intensissima l'attività diplomatica tra i partner, gli alleati e i sostenitori di Damasco che ormai da diverse settimane con la loro solidarietà politica, diplomatica e anche militare stanno tenendo a bada le 'frenesie militari' dell'incauto 'Nobel per la Pace' Obama; stamane il Ministro degli Esteri siriano Walid Moallem é atterrato a Mosca dove si é subito incontrato col collega Sergei Lavrov.

Lavrov in una conferenza stampa congiunta ha dichiarato che "Non esistono alternative alla soluzione diplomatica del conflitto in atto in Siria, tantomeno se collegate con ipotetici interventi militari stranieri".

Il Ministro russo ha messo in guardia i colleghi americani e il loro Presidente, prevedendo che qualunque iniziativa militare contro la Siria farà fatalmente incrementare l'attività terroristica non solo nel paese in questione, ma in tutta l'area mediorientale.