Nel corso delle esequie solenni per il comandante Ibrahim Abu Naja, esperto di costruzioni e ingegneria, morto per un incidente, il rappresentante di Hamas Khalil al-Hayya ha rilasciato una dichiarazione riguardo il fatto che le armi del Movimento di Resistenza sono "solo e soltanto" puntate contro il regime sionista di occupazione, per rispondere alle sue aggressioni e per ottenere la liberazione della Palestina.
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sabato 10 giugno 2017
Hamas dichiara: "Le nostre armi rivolte solo contro l'occupazione!" e intanto prepara una missione a Teheran!
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giovedì 6 ottobre 2011
Ismail Hayya a 'Quds TV': "Le forze della Resistenza palestinese devono catturare coloni ebrei da usare come moneta di scambio!"
Khalil Hayya, membro del Politburo del Movimento di Resistenza Hamas ha lanciato un appello alle fazioni palestinesi affinché si mobilitino per catturare soldati delle forze militari di occupazione o, eventualmente, anche coloni degli insediamenti illegali, per mercanteggiarne il rilascio in cambio della libertà dei detenuti politici palestinesi rinchiusi e torturati nelle carceri sioniste.
Hayya ha rilasciato la propria dichiarazione alle telecamere di Quds TV, asserendo che "Il tempo é ormai maturo affinché tutti riconoscano che la Resistenza, condotta attraverso tutti mezzi necessari, é l'unica via praticabile per garantire la liberazione dei prigionieri politici, come insegnatoci dalle passate esperienze, che portarono al benedetto rilascio di migliaia di palestinesi carcerati".
Se l'appello alla cattura di militari dell'occupazione non é affatto nuovo, come testimoniato dagli articoli in precedenza pubblicati su queste stesse pagine; l'invito a catturare occupanti degli insediamenti ebraici illegali é invece relativamente sconosciuto e, qualora venisse raccolto e messo in pratica, potrebbe dare il via a una nuova 'fase' nelle attività dei gruppi di Resistenza armata attivi in Palestina.
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martedì 5 aprile 2011
Meeting semi-segreto tra Hamas e Fatah per discutere i termini di riconciliazione
Delegazioni del Movimento musulmano di Resistenza Hamas e della fazione già golpista Fatah che controlla la Cisgiordania si sono incontrate oggi in Gaza per discutere, lontano da ogni esposizione mediatica, delle opzioni per il riavvicinamento e il superamento della frattura nell'unità nazionale palestinese, che data da circa quattro anni, quando cioé Fatah disconobbe il risultato delle libere e democratiche elezioni del 2006 cercando di rovesciarlo con le armi.
La delegazione di Hamas, guidata dal membro dell'Ufficio politico Khalil al-Hayya ha ricevuto gli inviati di Ramallah, con a capo il membro del COmitato centrale Zakariya al-Agha nella mattinata di oggi, chiudendosi subito dopo in un luogo al di fuori del raggio d'azione di cronisti e reporter; le uniche informazioni in merito al meeting sono quelle contenute in uno scarno comunicato letto ai rappresentanti dei media da Ismail Radwan.
La visita dovrà convincere Hamas della genuinità delle intenzioni di Fatah riguardo alla riconciliazione e alla convocazione di nuove consultazioni elettorali legislative e presidenziali. E' noto che l'ex Presidente dell'Autorità nazionale palestinese, Mahmud Abbas di Fatah, abbia il mandato scaduto da oltre due anni. Intanto, all'Hotel Al-Quds International di Gaza, le fazioni della Resistenza palestinese si sono riunite oggi a mezzogiorno per discutere le misure con cui reagire alle recenti aggressioni militari israeliane.
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mercoledì 26 gennaio 2011
Hamas reagisce al "Fatahgate": sdegno e rabbia contro i traditori della Palestina
Sostenitori di Hamas si sono riuniti a Gaza per esprimere la loro disapprovazione e la loro rabbia nei confronti della dirigenza della fazione Fatah (che controlla la Cisgiordania col beneplacito delle potenze occidentali e di Israele) che, come rivelato dalla massiccia "release" di documenti effettuata da Al-Jazeera, hanno a più riprese cercato di ingraziarsi il favore dello Stato ebraico offrendo come 'merce di scambio' -tra le altre cose- la quasi totalità di Gerusalemme Est e il Diritto al Ritorno dei Palestinesi della Diaspora.
Il Movimento musulmano di Resistenza é rimasto letteralmente scioccato dalle rivelazioni filtrate sul conto della dirigenza di Fatah; in passato (nel 2006) Hamas aveva autorizzato l'OLP (l'organizzazione-ombrello dei gruppi palestinesi, egemonizzata da Abbas e dai suoi uomini) a condurre in porto una trattativa con Israele che avrebbe dovuto essere conclusa nel termine della legislatura, "Alla luce di quanto esposto finora quell'accordo non é più valido e non verrà più ripreso o rinnaovato, perché i negoziatori si sono dimostrati inaffidabili e duplici. Non riconosceremo mai più Fatah e non la riterremo più rappresentativa di chicchessia", così si é espresso in merito Khalil al-Hayya (sopra), membro del Politburo di Hamas.
Sami Abu Zuhri (sopra), portavoce ufficiale del Movimento, ha invece concentrato le proprie dichiarazioni sulle questioni della "cooperazione" di Fatah con le forze di occupazione dello Stato ebraico, cooperazione che si é spinta fino al tentativo di omicidio di Hassan al-Madhoun, combattente della Resistenza, "commissionato" ai collaborazionisti palestinesi da Shaul Mofaz nel 2005. "I documenti dimostrano come Fatah ormai sia un alleato o un burattino di Israele, come ne porti avanti gli scopi e gli obiettivi, il popolo palestinese deve trarne le conseguenze e trattare Fatah e i suoi rappresentanti di conseguenza".
Intervistato dal quotidiano britannico "The Guardian" il capo del Dipartimento Relazioni internazionali di Hamas, Ousama Hamdan (sotto), ha dichiarato, fra le altre cose, che le rivelazioni, per quanto scioccanti, sono soltanto la naturale e logica conseguenza dell'iniqua e parziale base di partenza dei cosiddetti "Accordi di Oslo", a partire dai quali alla 'parte palestinese' non sono mai state servite 'carte' da giocare al tavolo della trattativa, ma semplicemente un ripido e scivoloso piano inclinato al termine del quale non c'era altro che la resa abietta e incondizionata, l'unico risultato che avrebbe mai soddisfatto i sionisti israeliani e internazionali.
"Come risposta alle notizie emerse" ha concluso Hamdan "Hamas ha dato il via a una serie di confronti e discussioni con rappresentanti delle più diverse fazioni palestinesi, e anche con alcuni individui autorevoli, per discutere di adeguate reazioni, che saranno concertate fra tutte le parti in gioco, al fine di proteggere la Causa nazionale palestinese e isolare e mettere coloro che si sono dimostrati fin troppo pronti a tradirla in condizione di non nuocerle ulteriormente".
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