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mercoledì 6 giugno 2012

College Usa dichiara il boicottaggio ai prodotti israeliani contro la costruzione di colonie e la giudeizzazione forzata della Palestina!


Il caffé universitario dell'Olympia Evergreen State College di Washington, che si fregia dell'originale e suggestivo nome di "Melanzana Fiammeggiante" ha chiuso del tutto gli accessi alla sua dispensa e al suo frigo a qualunque prodotto 'Made in Israel', come protesta contro le politiche sioniste di annessione e colonizzazione di terra palestinese. La notizia é stata riportata dal sito-web Olympiabds.org.
Il corpo discente del College si é detto convinto che l'acquisto di prodotti sionisti sia "gravemente e fermamente" contrario alla missione dell'istituzione educativa che si prefigge di: "Sostenere la partecipazione politica e l'azione diretta per la creazione di una società giusta ed egualitaria".
 
In tutto il mondo come abbiamo riportato anche recentemente, si stanno diffondendo e moltiplicando le iniziative di boicottaggio, disinvestimento e sanzione contro l'ingiusto regime razzista dell'Apartheid di Tel Aviv e le sue politiche di discriminazione, maltrattamento, espansione delle colonie illegali abitate da fanatici giudei armati e i continui attacchi militari contro il ghetto assediato di Gaza.
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mercoledì 28 marzo 2012

La Park Slope Food Coop di New York elimina tutti i prodotti sionisti dai suoi scaffali!


In un nuovo importante successo della campagna di Boicottaggio Disinvestimento e Sanzioni contro il regime ebraico dell'Apartheid la 'Park Slope Food Coop' di Brooklyn, New York, ha approvato, dopo un voto a larghissima maggioranza, l'eliminazione di ogni genere di prodotto israeliano dal proprio assortimento, come misura di solidarietà nei confronti dei Palestinesi oppressi dall'occupazione sionista.

Nella serata di marted' 27 marzo migliaia di membri della cooperativa di Park Slope si sono riuniti nell'aula magna della High School tecnica di Brooklyn per discutere della proposta di boicottaggio dei prodotti agricoli israeliani e, dopo attenta e accurata discussione, hanno deciso di allargare la proposta a ogni genere di prodotto proveniente dall'entità di occupazione, approvandola quindi a schiacciante maggioranza.

"Sosteniamo il boicottaggio a causa delle politiche sioniste di discriminazione che vanno avanti da decenni contro i Palestinesi del 1948 e del 1967; la politica della colonizzazione e del sostegno ai fanatici armati deve ricevere adeguata risposta con il boicottaggio e il disinvestimento a tutti i livelli" ha dichiarato Carol Wald, membro della Coop di Park Slope, durante la riunione.

Recentemente il continuo sostegno israeliano alle comunità di violenti fanatici armati che vivono nei territori palestinesi occupati della Cisgiordania aveva causato la condnanna ufficiale di Tel Aviv anche da parte del Consiglio ONU per i Diritti Umani.
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domenica 25 marzo 2012

Trappola esplosiva lasciata in un campo da fanatici ebrei armati ferisce gravemente bambino palestinese!


Un fanciullo palestinese di otto anni é rimasto ferito in maniera grave da un congegno esplosivo appositamente piazzato in un campo presso una colonia di fanatici ebrei armati ('settlers') in Cisgiordania vicino al villaggio di Qaryut, a sud di Nablus, nella scorsa giornata di venerdì 23 marzo.

Il congegno era costituito da una granata militare (che i settler fanatici ricevono da membri 'amici' della polizia e dell'esercito, ormai sempre più infiltrati da elementi razzisti riconducibili alla Destra più estrema) cui era stato rimosso il perno di sicurezza sostituito da una striscia di nastro adesivo colorato. La bomba era stata sotterrata in modo che solo il nastro colorato sporgesse.

Quando il piccolo, che si trovava insieme al padre nei dintorni della colonia illegale di Shilo ha visto la striscia colorata, curioso come tutti i bambini, la ha tirata, attivando la granata che é esplosa, investendolo di schegge. Immediatamente portato all'Ospedale Rafidia di Nablus le sue condizioni sono apparse subito gravi, con ustioni e lacerazioni sulla zona delle gambe, del bacino, dell'addome.
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martedì 10 gennaio 2012

PFLP e Jihad Islamica criticano gli "incontri di Amman" tra Fatah e gli Israeliani: "Bisogna scegliere, o la Riconciliazione o questi inutili negoziati!"


Come già Ismail Radwan la scorsa settimana esponenti dell'Organizzazione per la Jihad Islamica in Palestina e del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina hanno duramente stigmatizzato i tentativi di Fatah di 'riavviare' tramite una serie di incontri (peraltro contraddistinti dal più irritante e soffocante unilateralismo israeliano) il cosiddetto 'processo negoziale' con l'entità sionista di occupazione.

Kayed al-Ghul, membro del CC del Fronte Popolare ha chiesto che Fatah smetta una volta per tutte di inviare negoziatori a questi "futili incontri", concentrando piuttosto le proprie attenzioni sugli sforzi per implementare definitivamente gli accordi di riconcliazione nazionale sottoscritti al Cairo in primavera e poi in autunno.

"Simili incontri" ha riferito Al-Ghul "permettono all'occupazione sionista di guadagnare tempo da investire nel proseguimento e nel perfezionamento delle sue pratiche di persecuzione etnica e occupazione militare". La Jihad Islamica, dal canto suo, ha definito il ritorno di Fatah al cosiddetto "tavolo negoziale" come un "vero e proprio gioco d'azzardo con gli inalienabili Diritti nazionali del popolo di Palestina".

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giovedì 5 gennaio 2012

Annuncio di Fatah: "Il tentativo di riprendere i negoziati con Israele é del tutto naufragato a causa dell'ostinato unilateralismo di Tel Aviv!"


Il leader della Fazione Fatah Mahmoud al-Aloul, parlando a una riunione di sostenitori tenutasi a Ramallah ha rivelato che il tentativo di "meeting" ad Amman tra esponenti dell'Anp e messaggeri dell'entità sionista di occupazione é totalmente naufragato senza alcun risultato di sorta, né con la prospettiva di un prossimo significativo miglioramento di una situazione rimasta esattamente nella posizione di stallo in cui la ripetuta e ostinata indisponibilità israeliana a interrompere le sue pratiche di annessione illegale di territori palestinesi, immissione negli stessi di colonizzatori ebraici e persecuzione sistematica della popolazione nativa attraverso gli attacchi e le distruzioni a immobili, reti acquifere e terreni agricoli la ha condannata da almeno due anni.

"La leadership dell'Anp si é presentata con spirito costruttivo all'incontro" ha detto Aloul, "ma ha verificato da subito la ferma volontà sionista di mantenere inalterato il suo atteggiamento, senza voler nemmeno considerare le richieste preliminari per un accordo negoziale". A quel punto, ringraziando la generosità dei giordani nel cercare di riattivare il processo di pace e fatte notare al "quartetto internazionale" come fosse la parte israeliana a rimanere ferma su posizioni volutamente ostruzionistiche, i negoziatori di Fatah hanno abbandonato il campo.

Aloul, in chiusura, ha espresso la speranza che sia una vasta e coordinata campagna di iniziative di Resistenza Popolare a forzare i sionisti a riconsiderare il loro atteggiamento e farli desistere dall'unilateralismo che ha caratterizzato il loro comportamento da quando é salito al potere il Governo razzista di Estrema Destra di Benji Netanyahu.
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mercoledì 4 gennaio 2012

Radwan affonda gli "Incontri di Amman" tra Anp e israeliani: "Futili, inutili, una foglia di fico per le aggressioni sioniste!"


Il noto e rispettato rappresentante di Hamas Ismail Radwan ha stigmatizzato duramente il previsto 'incontro' che dovrebbe aver luogo in Giordania tra rappresentanti dell'Anp ed esponenti dell'occupazione sionista, descrivendo tale iniziativa come "frivola, inutile e una perdita di tempo", sottolineando che il regime ebraico é molto abile a bluffare e a usare i "colloqui di pace" per portare avanti indisturbato le sue annessioni di terre, le distruzioni di immobili e proprietà palestinesi, le proprie politiche di persecuzione e giudaizzazione forzata.

Radwan ha dichiarato a rappresentanti dell'agenzia stampa "Palestine Information Center" che il meeting di Amman darà allo Stato dell'Apartheid la scusa per coprire e celare nuove azioni aggressive contro la popolazione palestinese e i suoi luoghi sacri, minando l'intesa di riconciliazione e l'unità del fronte di Resistenza. "L'occupazione sionista non può ammettere o tollerare una riconciliazione tra noi e Fatah, vuole anzi perpetuare e incancrenire le divisioni che ci hanno tenuti distanti negli ultimi cinque anni. Questi 'incontri' questi 'dialoghi' sono finanziati e facilitati dall'Amministrazione Obama e dal quartetto di mediazione per permettere ai sionisti di persistere nei loro crimini".

Radwan ha enfatizzato il bisogno di affrettare la realizzazione pratica dell'accordo di riconciliazione e mantenere ferme e ben presenti le costanti della Resistenza, anziché indugiare inutilmente in "trattative" con l'occupazione e i suoi rappresentanti.
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mercoledì 14 dicembre 2011

Sconcertante rapporto dell'Esercito sionista in Cisgiordania: "La più grande minaccia terrorista contro di noi? Gli estremisti ebrei!"


Ufficiali superiori delle cosiddette 'forze di difesa di israele' (Cioé il braccio armato del regime sionista di occupazione) hanno lanciato l'allarme riguardo al diffondersi e al radicalizzarsi del 'terrorismo ebraico' nella Cisgiordania occupata, cioé di quel genere di azioni ostili contro le stesse truppe sioniste che, giocoforza, "di tanto in tanto" sono costrette a fermare i fondamentalisti giudei più scatenati e violenti.

Se infatti la maggior parte delle pattuglie militari sioniste non fa nulla per fermare gli attacchi, gli incendi, le devastazioni, le dissacrazioni, le sassaiole e gli altri atti di "pogrom" anti-palestinese portati avanti dagli estremisti ebraici armati "paracadutati" in Palestina dai quattro angoli del mondo, purtuttavia costoro riescono a spingersi 'troppo in là' nelle loro attività di pulizia etnica e persecuzione razziale e, obtorto collo, specialmente quando sono in giro reporter giornalistici o volontari internazionali delle organizzazioni umanitarie, i soldati del 'moralissimo' esercito sionista devono quetare gli scalmanati e a volte, udite udite, persino spostare i loro 'avamposti'.
Estremisti giudei e soldati sionisti: oggi fianco a fianco, domani gli uni contro gli altri?
Apriti cielo, insensibili a 'fratellanze e cuginanze' con i loro compatrioti e correligionari in uniforme gli oltranzisti del giudaismo sono prontissimi a scatenarsi anche contro di loro e, considerando quanto ben forniti di ogni genere di arma leggera e di squadra essi siano, in risultato delle politiche di Lieberman e Netanyahu, il risultato potrebbe essere, domani, quello di sparatorie con morti e feriti tra i 'talebani ebrei' e i militari di tsahal. Parlando a Israel Radio l'ex Ministro degli Esteri Tzipi Livni (impossibilitata a spostarsi in buona parte del mondo per paura di essere raggiunta da mandati di cattura internazionali per crimini di guerra contro Gaza e il Libano) ha approfittato di questo ammonimento per attaccare l'esecutivo Netanyahu e la sua maniera disomogenea e opportunistica di gestire i rapporti con le organizzazioni dei coloni, che godono di un'influenza spropositata al loro numero, invero limitato.
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martedì 13 dicembre 2011

Teppisti ebrei lanciano sassaiole contro automobili palestinesi davanti all'Esercito che non fa nulla: ferita bimba di 18 mesi!


Teppisti ebrei degli insediamenti illegali si sono scatenati in sassaiole e devastazioni ieri nella zona a Est di Qalqiyliah, riuscendo, con la complicità passiva delle forze sioniste di occupazione militare, a ferire tre Palestinesi residenti nella West Bank, tra cui una bambina di appena 18 mesi.

La piccola, figlia di Adnan Suwan, palestinese cisgiordano che procedeva sulla propria auto nai dintorni di un 'avamposto' illegale costruito dagli estremisti Ebrei importati in Palestina dalle leggi criminali del regime di Apartheid, é stata ferita quando un vero e proprio masso, scagliato contro il parabrezza, lo ha sfondato, facendo piovere schegge di vetro nell'intero abitacolo.

Se la bimba fosse stata centrata al proiettile, secondo quanto riportato dalle fonti sanitarie, sarebbe sicuramente rimasta uccisa. Oltre a lei anche il padre e un altro passeggero del veicolo sono rimasti feriti e si sono dovuti far medicare all'ospedale (palestinese) più vicino. In un incidente similare, in quella che é stata una giornata contrassegnata dalle intemperanze violente degli estremisti ebrei, dozzine di questi ultimi, provenienti dall'insediamento illegale di Homesh a sud di Jenin hanno lanciato sassi contro autovetture palestinesi in transito sulla statale Jenin-Nablus.

L'intera scena é stata osservata da militari dell'entità sionista di occupazione, che non hanno ritenuto di dover prendere alcuna iniziativa contro i loro compatrioti violenti e fanatici.
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giovedì 6 ottobre 2011

Ismail Hayya a 'Quds TV': "Le forze della Resistenza palestinese devono catturare coloni ebrei da usare come moneta di scambio!"


Khalil Hayya, membro del Politburo del Movimento di Resistenza Hamas ha lanciato un appello alle fazioni palestinesi affinché si mobilitino per catturare soldati delle forze militari di occupazione o, eventualmente, anche coloni degli insediamenti illegali, per mercanteggiarne il rilascio in cambio della libertà dei detenuti politici palestinesi rinchiusi e torturati nelle carceri sioniste.

Hayya ha rilasciato la propria dichiarazione alle telecamere di Quds TV, asserendo che "Il tempo é ormai maturo affinché tutti riconoscano che la Resistenza, condotta attraverso tutti mezzi necessari, é l'unica via praticabile per garantire la liberazione dei prigionieri politici, come insegnatoci dalle passate esperienze, che portarono al benedetto rilascio di migliaia di palestinesi carcerati".

Se l'appello alla cattura di militari dell'occupazione non é affatto nuovo, come testimoniato dagli articoli in precedenza pubblicati su queste stesse pagine; l'invito a catturare occupanti degli insediamenti ebraici illegali é invece relativamente sconosciuto e, qualora venisse raccolto e messo in pratica, potrebbe dare il via a una nuova 'fase' nelle attività dei gruppi di Resistenza armata attivi in Palestina.
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venerdì 30 settembre 2011

Il Ministro egiziano Mohamed Amir avverte il regime dell'Apartheid: "Sarete considerati pienamente responsabili delle vostre scelte arroganti e ingiuste!"


Il Ministro egiziano Mohamed Kaml Amir ha dichiarato che la Comunità internazionale nel suo complesso e il cosiddetto "Quartetto" in particolare sono da considerarsi direttamente responsabili della recente decisione del Governo sionista di ampliare con 1.100 'unità abitative' gli insediamenti illegali in Cisgiordania; decisione perircolosa e provocatoria, che deriva dall'incapacità del consesso delle nazioni di far pagare a Israele il fio delle sue violazioni e delle sue violenze contro la Palestina e i Palestinesi.

La dichiarazione arriva dagli Usa, dove il Ministro si trova attualmente in seguito alla convocazione dell'Assemblea Generale ONU che dovrà, tra l'altro, valutare la richiesta di Abbas e della fazione Fatah di riconoscere uno Stato palestinese sui confini indicati dalla Risoluzione 242 del Consiglio di Sicurezza. Amir ha dichiarato che "la costante scelta di iniziative provocatorie e illegali da parte israeliana é garantita dall'inattività dei paesi occidentali, sempre pronti a condonare e passare sopra alle atrocità più palesi: l'assedio di Gaza, la strage della Mavi Marmara, il costante aumento delle colonie illegali!".

Amir ha dichiarato "tutta la preoccupazione egiziana" riguardo la continua metastasi degli insediamenti, che sono stati ingranditi negli ultimi mesi da ben seimila unità abitative "uno stato dei fatti facilitato anche dal totale caos in cui versa l'Anp, ansiosa solo di arrestare oppositori politici di parte palestinese". Il Ministro ha rivolto un ammonimento al regime ebraico, avvertendolo che sarà considerato pienamente e totalmente responsabile delle conseguenze di queste scelte sbagliate e arroganti.
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giovedì 15 settembre 2011

A Qasra civili palestinesi respingono attacco di teppisti ebrei degli insediamenti illegali!


Gli abitanti del villaggio palestinese di Qasra, situato a sud di Nablus, nella Cisgiordania sottoposta all'occupazione sionista, sono riusciti, graze all'efficace coordinazione di un gruppo di difesa civile, a respingere l'attacco di un gruppo di vandali provenienti dal vicino insediamento ebraico illegale di Beitar Illit. Nello scontro con i fanatici giudei i giovani di Qasra hanno avuto la meglio utilizzando pietre, bastoni e altre armi improvvisate, mentre i loro avversari erano armati di tutto punto grazie ai rifornimenti e all'addestramento fornito loro dall'esercito sionista, che li utilizza come "battistrada" della strisciante pulizia etnica nei territori occupati.

Hani Abu Reida, capo del locale Consiglio municipale ha spiegato come, dopo il recente attacco incendiario che ha visto il primo piano della locale moschea dato alle fiamme dai fanatici di Beitar Illit gli abitanti del villaggio hanno deciso di organizzarsi per difendere le loro case e le loro proprietà, visto che dall'Autorità palestinese sottomessa a Israele non c'é da sperare nessun tipo di intervento; la 'difesa civile' del villaggio si articola attraverso un Comitato popolare che mantiene un certo numero di giovani residenti all'erta e costantemente reperibili per riunirsi e affrontare eventuali minacce sioniste, rifornendoli inoltre di cibo, bevande e mezzi di comunicazione.

Abu Reida, congratulandosi per il successo dell'iniziativa, ha invitato altri Consigli municipali cisgiordani dove sono comuni vandalismi e aggressioni della teppaglia ebraica di lanciare programmi simili, in modo da formare una vera e propria "cintura difensiva" delle comunità palestinesi cisgiordane, sottoposte a continue vessazioni e angherie non solo dalle milizie degli insediamenti illegali, ma anche dalla polizia e dalle truppe sioniste dell'occupazione.
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lunedì 22 agosto 2011

Teppisti ebrei degli insediamenti illegali massacrano a sprangate ragazzino palestinese di 10 anni!


Questo ragazzino palestinese di appena dieci anni, di cui vedete una foto esclusiva per l'Italia é l'ultima vittima della cieca e codarda violenza ebraica, scatenata dai miliziani fondamentalisti degli insediamenti illegali terrorizzati dalla precisa e inesorabile rappresaglia delle forze della Resistenza palestinese che da tre giorni fa loro pagare il prezzo degli insensati attacchi militari contro Gaza.

Naturalmente, da veri rappresentanti della "razza eletta" i teppisti delle colonie ebraiche non sono andati a cercare qualche palestinese adulto e in grado di difendersi, ma hanno preferito scatenarsi come iene su un bambino inerme, che hanno letteralmente massacrato a colpi di spranga, in quindici, nei pressi di Ramat Migron.

Messi in fuga (altro grande esempio di 'coraggio' dei settler) dall'arrivo di abitanti locali messi in allarme dalle grida del bambino; i soccorritori sono riusciti a trasportarlo d'urgenza all'ospedale di Ramallah, dove il piccolo é stato giudicato "in gravi condizioni" a causa di ecchimosi, lacerazioni, fratture e, soprattutto, commozione cerebrale.
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martedì 7 giugno 2011

Il Mondo deve mettere fine alla sanguinosa arroganza di Israele, regime fuori da ogni legalità internazionale, il solo vero "rogue state" al mondo!


"La Comunità internazionale manca della volontà politica per far rispettare allo Stato fuorilegge sionista le più basilari norme di Diritto internazionale, figuriamoci quante possibilità ci siano che essa si mobiliti a sostegno della lotta palestinese contro l'occupazione illegale". Questo, a grandi linee, é il riassunto delle considerazioni degli esperti interrogati dall'emittente iraniana in lingua inglese PressTV all'indomani della nuova strage perpetrata dai militari dello Stato ebraico contro i profughi palestinesi che dimostravano al confine tra Siria e Israele in occasione del 'Yawm al-Naksa'.

Munir Nuseibah, studioso di Diritto internazionale di Londra ha dichiarato: "Non si vedono segnali o indicazioni che alcuno Stato o gruppo di Stati voglia intraprendere un'azione coerente per implementare le decisioni e le risoluzioni ONU in merito alla Questione palestinese, che comprenderebbero l'obbligo israeliano al ritiro dai territori occupati nel 1967 e il Ritorno dei rifugiati del 1948, del 1967 e dei loro discendenti".

"Non vi é ambiguità nelle risoluzioni internazionali: nel 2004 la Corte di Giustizia Internazionale dichiarò che il Muro dell'Apartheid costruito da Israele su terra palestinese era illegale e andava demolito e che a tale obiettivo si sarebbero dovuti mobilitare tutti gli Stati firmatari della Quarta Convenzione di Ginevra, ma questo non é successo".
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