Visualizzazione post con etichetta Negoziati. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Negoziati. Mostra tutti i post

martedì 17 luglio 2018

Le truppe siriane sono entrate ad Aqrabah! Naba al Saker verrà liberata da un momento all'altro!

La manovra a tenaglia che le truppe siriane hanno scatenato da Masharan e Al-Harrah ha avuto successo, visto che, piuttosto che correre il rischio di rimanere intrappolati ad Aqrabah, i takfiri che la occupavano hanno preferito abbandonarla.

La cittadina, quindi, é stata rapidamente presidiata dalle forze governative.

martedì 10 luglio 2018

Nel Sud della Siria ormai Daraa é circondata da ambo i lati; l'ISIS ne approfitta per attaccare di nuovo i terroristi "vicini di casa"!

La città di Daraa, come risulta chiaramente da questa mappa, é completamente circondata.

Come già avevamo annunciato, la possibilità di una resa generalizzata dei terroristi ancora presenti al suo interno é sempre più vicina a concretizzarsi.

Infatti anche l'ultimo varco di confine ancora nominalmente in mano ai takfiri é in realtà completamente esposto al tiro delle forze siriane e, pertanto, inutilizzabile se non, forse, per una massiccia ritirata.

lunedì 9 luglio 2018

Gli accordi di resa entrano in vigore e i soldati siriani prendono il controllo di numerose località!

Come si vede chiaramente dalla mappa che postiamo in apertura, la resa di numerosi gruppi takfiri che erano rimasti isolati ad Est della capitale provinciale Daraa ha avuto rapidi sviluppi, grazie anche alla mediazione del Centro Russo per la Riconciliazione le forze siriane sono tornate completamente in controllo di diverse cittadine come Umm Mayadin e Taybah.

sabato 7 luglio 2018

Accordi in corso di definizione (con intervento russo) per la resa dei terroristi rimasti accerchiati tra Nassib e Samad!

La mappa indica la situazione attuale ad Est di Nassib e del suo cardinale varco di frontiera che ieri é tornato finalmente sotto il controllo delle forze governative siriane.

Come si vede una vasta area di territorio é praticamente accerchiata ed é proprio qui che si stanno concentrando gli sforzi dei comandanti siriani e degli esperti russi del Centro di Riconciliazione per ottenere nel più breve tempo possibile la definizione dei termini di resa da parte dei terroristi takfiri rimasti isolati nella sacca.

venerdì 15 giugno 2018

Diserzioni, ribellioni e scontri tra le fazioni takfire nel Sud della Siria!

Importanti sviluppi nel Sud della Siria dove l'offerta di pace del Governo di Damasco sembra essere riuscita a provocare una frattura, forse insanabile, tra le varie fazioni takfire della zona.

mercoledì 5 luglio 2017

Perché i colloqui di Astana stanno riuscendo, e perché quelli di Ginevra hanno fallito?


1) Perché lo scopo dei colloqui di Ginevra, in cui era pesante il coinvolgimento di Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia (cioé stati direttamente responsabili dell'aggressione alla Siria) era quello di spartire il paese e trasformarlo in uno stato fallito che minasse la continuità strategica Iran-Irak-Siria-Libano, rimuovendo anche un forte sostenitore dei Diritti dei Palestinesi e permettendo al regime sionista occupante la Palestina di occupare anche il Golan Siriano 'ad infinitum' (visto che non ci sarebbe più stato nessuno a cui restituirlo)

2) Invece nei colloqui di Astana sono pesantemente coinvolti la Russia, la Repubblica Iraniana e la Turchia, a cui il fallito golpe dell'estate scorsa ha fatto "vedere la luce" e capire che le potenze imperialiste non le avrebbero mai permesso di ritagliarsi una sua 'sfera d'influenza' in Medio Oriente. Tutti questi attori globali e locali vogliono una Siria unita e in controllo del suo territorio

venerdì 28 ottobre 2016

A Mosca vertice a tre Lavrov, Zarif, Moallem per rilanciare il processo negoziale in Siria!

Questo articolo a momenti verrà pubblicato anche sul quotidiano online L'Opinione Pubblica, col quale mi pregio di collaborare e dove i miei scritti sono tutti consultabili a questa pagina web.
Un vertice trilaterale si terrà oggi a Mosca tra i rappresentanti degli Esteri della Russia (Sergei Lavrov), della Siria (Walid Moallem) e della Repubblica Islamica dell'Iran (Mohammed Javad Zarif); scopo dell'incontro, rilanciare una volta per tutte il processo negoziale per una soluzione politica della crisi siriana.

Significativa è l'assenza di John Kerry o di qualunque rappresentante della diplomazia "occidentale"; segno che Mosca, Damasco e Teheran non considerano come partner seri paesi che finora non hanno fatto che ostacolare con posizioni irrealistiche e richieste irricevibili ogni possibilità di trattativa.

"Discuteremo a fondo e in dettaglio le possibilità di rilancio del processo negoziale con Moallem", ha dichiarato ai microfoni dell'Agenzia TASS il Ministro Lavrov.

giovedì 5 marzo 2015

La Vera Questione tra Iran, Usa, Russia e Cina nell'analisi di Pepe Escobar!

Abbiamo appena tradotto questo interessantissimo articolo di Pepe Escobar per gli amici di Stato e Potenza; ve lo presentiamo in anteprima sperando che lo gradiate.
La vera questione non é mai stata se il rozzo e bellicoso Primo Ministro sionista Netanyahu sarebbe riuscito a usare il Campidoglio americano come pulpito per la propria ri-elezione dirottando e forzando la politica estera americana o, addirittura, imponendo i suoi desiderata alla Stanza Ovale.
Una chiara indicazione di ciò é il fatto che mentre 'Bibi' arringava per quasi quaranta minuti i deputati Usa desiderosi di ascoltarlo il Segretario di Stato Kerry e il Ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif tenevano il terzo round di negoziati nucleari a Montreux, in Svizzera.

venerdì 28 novembre 2014

Rohani ai familiari dello scienziato-martire Shahriari: "Anche per onorare il vostro caro non ci siamo piegati al ricatto occidentale!"

Nell'Iran della Rivoluzione Islamica i martiri del programma nucleare civile nazionale sono venerati come eroi di guerra ed é stata proprio una guerra quella scatenata dal regime ebraico e dagli Usa contro gli scienziati atomici di Teheran, combattuta con le armi sporche dell'assassinio a tradimento facilitato dai complici più lerci: curdi, terroristi dell'MKO, trafficanti di droga, nostalgici dello Shah e altra feccia.

Il Presidente Hassan Rohani si é intrattenuto coi parenti del Martire Shahriari, ucciso nel novembre 2010; nel corso dell'incontro il capo di Stato ha definito Shahriari uno dei più prominenti scienziati dell'Iran, senza i cui sforzi molti progressi decisivi per la creazione di moderne strutture nucleari a Natanz, a Teheran e in altre località del paese sarebbero arrivati con anni di ritardo.

"Lo scopo degli assassini era quello di intimidire i nostri giovani, per dissuaderli dall'intraprendere lo studio dell'Ingegneria nucleare o andare a esercitarlo fuori dalla patria, a favore di altre nazioni, ma l'effetto é stato del tutto contrario, i nostri studenti e ricercatori sono stati ispirati dal martirio di Shariari e si sono gettati sulle sue orme con ardore".

Rohani ha anche detto che uno dei motivi per cui ogni genere di concessione all'Occidente sul dossier nucleare civile é stata sempre rifiutata a priori dai negoziatori di Teheran é proprio l'imperativo morale di onorare il sacrificio di Shahriari e dei suoi compagni di martirio.

domenica 17 agosto 2014

La Guida Suprema: "I negoziati con gli Usa non sono serviti a niente, esattamente come avevo previsto!"

"Alcuni commentatori insistevano che, se ci fossimo messi al tavolo delle trattative con gli americani i nostri problemi si sarebbero 'magicamente' risolti, ma gli eventi di questi ultimi dodici mesi hanno provato l'estatto contrario, esattamente come avevo previsto".

Così la Guida Suprema della Rivoluzione Islamica ha tratto le conseguenze di dodici mesi di continui fallimenti di 'negoziati' con gli Usa e i loro burattini 'occidentali'. La Repubblica Islamica si é presentata con le migliori intenzioni al tavolo di trattativa ma ovviamente gli Usa vorrebbero umiliare e schiacciare il Governo rivoluzionario iraniano e sostituirlo con uno di pupazzi e marionette al loro comando. Non vi é capacità di compromesso con gli Usa a meno di arrendersi a essi e diventare loro schiavi, come hanno fatto in Palestina Abbas e soci.

Khamenei ha proseguito dicendo che ulteriori negozianti non sono proibiti e che l'esperienza fin qui avuta é comunque positiva perché ha spiegato molto dell'atteggiamento delle potenze imperialiste verso la Repubblica Islamica ma solo nel confermare la loro eterna ostilità verso di essa e i valori che incarna.

giovedì 14 agosto 2014

Il regime sionista chiede altre 120 ore di tregua; poi attacca Khan Younis a tradimento!!

A dimostrazione della natura mendace e ipocrita del regime ebraico di occupazione della Palestina citiamo quanto avvenuto nelle ultime ore del triduo di tregua che sarebbe scaduto oggi nelle prime ore della mattina: dapprima Tel Aviv, sempre più paralizzata nella scomoda posizione in cui l'inane intransigenza dei suoi governanti l'ha bloccata, ha chiesto un prolungamento del cessate il fuoco per altri cinque giorni.

Ma subito dopo lo ha infranto lanciando un attacco aereo contro la zona di Khan Younis nella fascia meridionale dell'enclave litoranea. Gli attacchi a tradimento si sono consumati senza vittime ma questo nulla toglie alla gravità del gesto.

Il portavoce delle autorità di Gaza, Dr. Fawzi Barhoum ha comunicato che Tel Aviv pagherà per intero le conseguenze di questo suo atto scellerato e irresponsabile. Azzam al-Ahmad, negoziatore di Hamas al Cairo, ha detto che l'accordo per il cessate il fuoco per altre 120 ore é fragile e potrebbe non reggere a ulteriori intemperanze sioniste.

lunedì 27 gennaio 2014

Tirawi (Fatah): "E' tempo di riprendere la lotta armata contro l'occupazione sionista, i negoziati ci daranno solo umiliazioni!"


"Non vi é alcuna possibilità che uno Stato Palestinese con piena dignità e Diritto venga stabilito sulla West Bank e su Gaza nel prossimo ventennio. Nessuna possibilità, coloro che sostengono il contrario mentono o vogliono illudersi, i negoziati non ci porteranno nulla se non perdite e umiliazioni, tutte le fazioni palestinesi, insieme devono ritornare all'azione".

Le parole di buon senso sopra citate provengono, mirabile cosa, dalle labbra di un dirigente di Al-Fatah, Tawfiq Tirawi, il quale ha specificato come con 'tornare all'azione' egli intenda anche la ripresa delle operazioni armate contro le forze militari del regime ebraico dell'Apartheid.

"Vi sono ovviamente cento modi di resistere: il boicottaggio é resistenza, il rifiuto dell'Occupazione é Resistenza, ma senza armi, senza una lotta popolare diffusa i nostri obiettivi continueranno a eluderci". La ripresa delle operazioni militari, ha poi articolato Tirawi, va intrapresa in maniera organizzata e coordinata, non sporadica e non estemporanea.

"Vi deve essere un piano strategico a cui ogni organizzazione dovrebbe previamente dare il suo assenso, entro l'OLP, oppure, se necessario anche al di fuori di essa, non importa, ma tutti devono aderirvi".

giovedì 8 agosto 2013

Il PFLP denuncia ancora le fasulle 'trattative' a cui si piega Fatah: "Resistenza e Diritto al Ritorno, altro che 'negoziati'!"

A dimostrazione di come la stragrande maggior parte degli abitanti legittimi della Palestina, sia nei territori occupati che nella Diaspora, siano completamente contrari a qualunque 'ripresa dei negoziati' (Un'impostura voluta da John Kerry per permettere a Israele di ampliare le proprie colonie e procedere quietamente con il genocidio della popolazione beduina mentre a Ramallah si perde tempo nella Sala della Pallacorda) il Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina ancora una volta ha denunciato la completa inutilità di questi fittizi 'dialoghi', tramite il suo rappresentante in esilio Maher Taher.

Membro del Politburo del PFLP e leader della sua sezione in esilio,  Taher ha recisamente rifiutato la decisione della ripresa dei negoziati e la considera inaccettabile in qualsiasi forma e incompatibile con la posizione presa da istituzioni palestinesi. Sottolineando che si possa raggiungere l'indipendenza e il Diritto al Ritorno, tutto il resto non sono che parole che hanno lo scopo di ingannare e fuorviare il Popolo palestinese.

Taher ha anche affermato che il Fronte continuerà la sua attività in segno di protesta contro i negoziati, invitando il popolo palestinese in tutti i campi profughi a manifestare, per dimostrare a tutto il mondo la condanno contro questo passo inaccettabile.

martedì 30 luglio 2013

Scontri nella West Bank, la popolazione contraria ai 'negoziati' con Sion viene duramente repressa dagli sgherri di Fatah!

Nella Cisgiordania sottoposta a occupazione e aggressioni sioniste impunite non avvengono soltanto fasulle manifestazioni "addomesticate" come quella di qualche giorno fa quando i venduti cacicchi di Fatah hanno mandato in piazza ragazzini e impiegati statali timorosi di perdere il posto a 'festeggiare' la giunta militare golpista in Egitto, ma anche genuine manifestazioni popolari che, essendo ovviamente di segno contrario a quelle gradite ai satrapi di Ramallah, vengono duramente represse con tutta la violenza di cui gli 'askari' delle forze di sicurezza vendute a Israele sono capaci.

La manifestazione in questione era stata convocata dal Fronte Popolare di Liberazione della Palestina per dimostrare coi fatti e coi numeri ad Abbas e complici che il popolo cisgiordano tutto chiede tranne che una "riapertura" delle fittizie e insincere 'trattative' col regime ebraico di occupazione. La manifestazione da subito é stata circondata e attaccata dai gendarmi di Fatah e alla fine si sono contati numerosi feriri, alcuni anche in gravi condizioni.

In che cosa Abbas e soci pensano che questi nuovi 'negoziati' possano essere diversi da quelli tenutisi per i precedenti vent'anni dai fasulli 'Accordi di Oslo' in poi devono ancora venircelo a spiegare: ovviamente il cacicco che usurpa la poltrona di Presidente dell'Anp da quattro anni (mandato presidenziale scaduto nel 2009 e mai rinnovato) e i suoi complici si preoccupano solo di lucrare altri milioni di dollari a Usa e UE coi quali continuare ad alimentare i propri conti privati e gli addentellati di corruttela e clientelismi che si sono costruiti in anni attorno alle proprie poltrone.

mercoledì 17 aprile 2013

Marzouk al Cairo si scaglia contro John Kerry e contro ogni prospettiva di 'trattativa' col Regime Ebraico!

Il dr. Moussa Abu Marzouk, vicsegeretario del Politburo di Hamas e noto 'ingegnere' del tradimento con cui il già 'Movimento di Resistenza' si é venduto ai desiderata sauditi e qatarioti allontanandosi da Siria, Iran ed Hezbollah, é intervenuto a una kermesse organizzata in suo onore dall'Università di Al-Azhar che ha coinvolto i rappresentanti del Corpo Discente dell'Ateneo, la Coalizione per il Sostegno ad Al-Quds Occupata e l'Accademia di Palestina e Bayt al-Maqdis.

Nel corso della "soirée" il leader di Hamas si é scagliato a più riprese contro i recenti tentativi del Segretario di Stato John Kerry di far "ripartire" i negoziati tra Autorità Nazionale Palestinese (o meglio quel che ne rimane, il moncone cisgiordano egemonizzato da Fatah) e il regime ebraico di occupazione della Palestina. "Kerry" ha denunciato Marzouk "vuole vendere sogni e illusioni a quei Palestinesi ancora abbastanza ingenui da credere che si possa ottenere qualcosa sedendosi a un tavolo con gli occupanti sionisti".

Marzouk ha correttamente indicato che, iniziati per durare 5 anni, i 'colloqui di pace' con Israele sono arrivati a durarne 17 senza che alcuna delle questioni che avrebbero dovuto venire risolte da essi (confini, acqua, status dei rifugiati e status di Al-Quds occupata) sia stata anche solo sfiorata da un barlume di soluzione; in compenso in questi 17 anni Israele ne ha approfittato per annettersi sempre più terra con insediamenti illegali, rubare sempre più acqua e risorse naturali e fare di tutto per evitare di discutere un serio ritiro oltre i confini del 1967.

Se Marzouk ha un'idea così chiara della futilità di trattative con Israele allora ci domandiamo, come mai ha voluto asservire il proprio movimento a quegli Stati che DA SEMPRE sono i migliori alleati e servitori dei desideri israeliani (basta vedere la situazione in Siria)??

Aspettiamo una spiegazione.

domenica 3 marzo 2013

Importantissimo incontro a Teheran tra i Ministri degli Esteri di Siria e Repubblica Islamica!

Si é tenuto nella giornata di ieri a Teheran un incontro che definire "strategico" é poco tra il Ministro degli Esteri della Repubblica Araba di Siria Walid Moallem e il suo collega iraniano Ali Akbar Salehi. Obiettivo non dichiarato ma facilmente intuibile del vertice quello di coordinare le posizioni in attesa dei prossimi "round" di colloqui diplomatici e trattative tra il Fronte della Resistenza e del sostegno anti-imperialista a Damasco e la claudicante 'armata brancaleone' dei sostenitori del terrorismo wahabita, ormai in rotta e in ritirata in tutti i settori dove rimaneva ancora operativo.

Iran e Siria già concordano sull'esclusione a priori di ogni opzione che veda l'allontanamento dal seggio presidenziale di Bashir Assad, vero e proprio 'avatar' della Resistenza nazionale siriana e incarnazione della voglia caparbia di conservare libertà e indipendenza espressa a più riprese da tutti i settori della società siriana. Quello che é anche più importante é che l'atteggiamento di Teheran e Damasco é condiviso fino al più alto livello da Mosca e Putin e Lavrov non scomoderanno nemmeno le loro segretarie ad annotare qualsivoglia proposta del campo Usa/Nato/salafita che pretenda di fare a meno di Assad come Capo di Stato.

"Per quanto fermamente convinti che la crisi siriana troverà la sua completa risoluzione attraverso un'intesa politica capiamo benissimo che fino a che esistono paesi, gruppi di paesi e loro rappresentanti che pubblicamente annunciano di volere devolvere milioni di dollari a gruppi terroristi coinvolti in disumani e sanguinosi attentati contro la popolazione siriana innocente il Governo di Damasco non abbia altra scelta se non continuare la propria campagna militare contro queste frange e queste cellule", ha dichiarato Salehi, cui il collega siriano ha presto fatto eco con un appello a chiudere "i rubinetti dei finanziamenti" ai gruppi estremisti per permettere il difficile "parto" di una soluzione negoziata.

martedì 10 luglio 2012

La Jihad Islamica silura l'iniziativa di Abbas: "Nessun 'negoziato' con Israele porterà mai vantaggi ai Palestinesi!"

Il Movimento per la Jihad Islamica in Palestina, in un comunicato rilasciato nella giornata di ieri ha seccamente e nettamente condannato l'Ex-presidente dell'Anp Mahmud Abbas (che continua a occupare il posto pur avendo il mandato scaduto da tre anni e mezzo) che recentemente ha "difeso" l'opzione negoziale con le autorità sioniste di occupazione e il cosiddetto 'Processo di Pace', carcassa putrescente di un'impostura iniziata Oslo 19 anni e fa e sepolta sotto una montagna di violazioni da parte sionista.
Il rappresentante del Movimento Sceicco Khader Habib ha dichiarato in conferenza stampa di fronte ai microfoni e alle telecamere di numerosi canali, testate e agenzie d'informazione mediorientali e arabe che Abbas, per quanto si ostini a proporre i 'negoziati' con Israele come mezzo per mantenere la sua declinante importanza e rilevanza politica non potrà mai apportare alcun beneficio al popolo di Palestina tramite essi.
"Ogni occasione di incontro con i suoi rappresentanti costituisce una legittimazione del regime ebraico di occupazione e permette a esso di persistere nelle sue offese, nei suoi attacchi e nella sua persecuzione dei Palestinesi di Cisgiordania e di Al-Quds. Il Generale Mofaz con cui Abbas é tanto lieto di incontrarsi é un assassino dalle mani sporche di sangue, forse anche di quello dell'Ex-capo di Abbas, Yasser Arafat". Saleh Zeidan, a sua volta presente alla conferenza, la ha conclusa indicando che la maggioranza del popolo palestinese é contro la ripresa di ogni forma di contatto e negoziato con Tel Aviv.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.

domenica 10 giugno 2012

Interrotte le trattative di pace tra Khartoum e Juba: il 'cowboy' Kiir sta di nuovo giocando col fuoco!


I dialoghi tra il Governo di Khartoum e i rappresentanti del dittatore sud-sudanese Salva Kiir si sono nuovamente interrotti a causa della pervicace determinazione di quest'ultimo a porre condizioni irrealistiche e inaccettabili per la creazione di zone-cuscinetto demilitarizzate lungo la frontiera tra il paese nilotico e la sua ex-parte meridionale, smembrata a forza dopo un referendum-farsa voluto da Usa e Israele.
"La mappa che il Sud-Sudan pretenderebbe di imporci e che tira fuori a ogni occasione in cui si parli di zone-cuscinetto demilitarizzate é ostile ai nostri interessi, non riflette lo spirito di buona volontà con cui ci si aspetta di presenziare a un colloquio di pace e metterebbe in grado Giuba di minacciare più estesamente l'integrità territoriale del Sudan non appena Kiir lo ordinasse". Con queste parole il Ministro sudanese della Difesa Abdelrahim Mohammed Hussein ha stigmatizzato l'atteggiamento dei rappresentanti del Sud ai negoziati di Addis Abeba.
 "Il Sud-Sudan vorrebbe metterci davanti non a una, ma a dieci Abyei", ha dichiarato, facendo riferimento a una delle zone contestate tra i due Stati, assegnata al Nord dalla spartizione ma su cui Juba ha iniziato da qualche mese ad avanzare pretese. Recentemente miliziani terroristi fedeli a Salva Kiir e migliaia di uomini del suo Esercito sono stati messi in fuga dalla provincia di Heglig, che avevano invaso e cercato di occupare prima della pronta e vittoriosa reazione delle forze armate del Nord.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.