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venerdì 2 novembre 2018

Wael Asaad, veterano della milizia NDF che ha perso vista ed arti nella lotta al terrorismo, si é sposato!

Immaginate di essere una giovane donna.

Di essere innamorata.

Di essere fidanzata.

Immaginate che il vostro promesso, di fronte a un'aggressione internazionale che trasforma il vostro Paese in un Inferno, si arruoli per combatterla.

E torni ferito.

E torni menomato.

giovedì 5 aprile 2018

Si é celebrato il primo matrimonio tra un ufficiale del corpo di spedizione russo e una donna siriana! Congratulazioni!

Che nel corso di una cosa drammatica come una guerra possa nascere l'amore é qualcosa di assolutamente affascinante, anche se contro-intuitivo e a tratti enigmatico.

Quando poi l'amore si suggella nel vincolo del matrimonio, la cosa diventa mirabile, fantastica.
E' quanto é successo pochi giorni fa a Tartous, dove un capitano della Marina Russa ha impalmato una giovane donna siriana che aveva avuto modo di conoscere e di amare, ricambiato, grazie agli eventi del massiccio schieramento di mezzi di Mosca a sostegno del suo alleato arabo.

lunedì 15 gennaio 2018

Ufficiale siriano incaricato di proteggere il Generale Souhail 'Tigre' Hassan convola a nozze! Congratulazioni!!

Abbiamo il piacere di proporre al nostro pubblico una foto particolare.

Lo sposo che vedete raffigurato nel giorno più bello é un soldato della "Forza Tigre", un soldato molto speciale visto che fa parte del gruppo di coloro a cui è demandato di vegliare sulla sicurezza del Generale Souhail Hassan.

venerdì 12 maggio 2017

DIO BENEDICA questi giovani coraggiosi che si sposano indossando la divisa dell'ESERCITO ARABO SIRIANO!

A queste immagini e questo filmato è PERFETTAMENTE INUTILE aggiungere descrizioni, commenti, considerazioni o cose simili.

E' possibile solo INCHINARSI di fronte a questi ragazzi e a queste ragazze che ad Aleppo celebrano il giorno più bello della loro vita consci che presto dovranno separarsi e che gli sposi potrebbero andare incontro a gravissimi rischi e pericoli per assicurare alle loro spose e ai loro figli un futuro di pace.

Che Dio li protegga e li benedica, non c'é altro da dire!

martedì 16 aprile 2013

Mentre 'frignano' in diretta mondiale ai 'bravi' americani in Afghanistan 'scappa' una bomba su un matrimonio: 120 tra morti e feriti!

Mentre le televisioni di tutto il mondo rimandavano in "loop" continuo e ipnotico le sequenze delle due bombe di Boston che squarciavano l'atmosfera di festa regalando agli abitanti della East Cost il brivido di sentirsi anche loro per qualche minuto Irakeni, Palestinesi, Pachistani o Siriani nel lontano Afghanistan (paese a sua volta sottoposto da ben 12 anni a una continua e generosa "esportazione di Democrazia") un altro giorno di festa veniva rovinato da una detonazione.

Era una festa molto più piccola rispetto a quella bostoniana, un semplice banchetto di nozze; ancora più semplice, poi, se paragonato alle cerimonie simili che si tengono nei paesi "occidentali"...non c'erano 'wedding planner' invertiti e dal guardaroba imbarazzante, non c'erano 'boss delle torte' da collasso glicemico e altri tristi figuri che ormai da qualche tempo spadroneggiano sulle frequenze televisive nostrane...c'erano sicuramente del montone arrosto e del riso, sicuramente delle tazze di forte té asiatico, può darsi, probabilmente che ci fossero persino degli uomini armati col turbante, perché chi ha letto Kipling ricorderà che un Afghano ha sempre due cose con sé: "Dio e il suo fucile" (strano, gli Afghani in questo senso sono molto simili ai 'redneck' americani, molto innamorati delle loro convinzioni religiose e delle loro armi da fuoco).

Come nella seguente conferenza stampa del Pentagono ha dichiarato il Luogotenente Comandante della Marina Jeff Davis, un aeroplano Usa che incrociava sopra il banchetto nuziale "Ha perso di vista una delle proprie bombe" e guardacaso, questa bomba 'birichina' che non é riuscita a restare attaccata al jet multimilionario con cui era decollata, é finita dritta in mezzo alla folla degli invitati: risultato, 120 tra morti e feriti.

Oh, ma non pensiate di trovare menzione di queste vittime nei servizi dei TG odierni: oggi c'é solo spazio per i BEN DUE morti di Boston, proprio tra una puntata di "matrimoni da favola" e una del "boss delle torte"!

lunedì 2 luglio 2012

Khaled Mishaal e dignitari di Hamas visitano in Giordania i novelli sposi Ahlam e Nizar Tamimi!

Il Segretario del Politburo di Hamas Khaled Mishaal, accompagnato da alti dignitari del Movimento di Resistenza, ha fatto omaggio ai novelli sposi Ahlam e Nizar Tamimi, fino a pochi mesi fa prigionieri delle carceri sioniste, ora al sicuro nella capitale giordana Amman dove la giovane Ahlam ha da poco raggiunto il suo promesso sposo potendo finalmente convolare a nozze.
Entrambe sono stati liberati con la trattativa per il rilascio dell'Ebreo francese Gilad Schalit, catturato da militanti delle Brigate Qassam mentre si preparava a dare l'assalto alla Striscia di Gaza nel giugno del 2006, che portò alla liberazione di oltre 1000 detenuti politici, molti dei quali condannati al carcere a vita o a lunghissime sentenze.
Purtroppo già poco dopo la liberazione il regime ebraico ha mostrato tutta la sua sfacciata e impunita ipocrisia, pedinando, perseguitando e a volte persino ri-arrestando i prigionieri liberati; per questo Nizar e Ahlam hanno deciso di rimanere ad Amman per il momento, dopo essersi sposati a metà giugno 2012. 39 anni lui e 31 lei, Nizar e Ahlam sono militanti per la Causa palestinese, ma lui fa parte di Fatah, mentre lei ha scelto il Movimento musulmano Hamas.







Durante il soggiorno giordano Mishaal e la delegazione di Hamas hanno contattato la moglie del Presidente del Parlamento palestinese, Aziz Dweik, temporaneamente ricoverata nell'ospedale universitario di Amman, augurandole pronta guarigione.
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domenica 22 gennaio 2012

Cerimonia collettiva di matrimonio per 50 ex-prigionieri politici liberati da Hamas, a Gaza si resiste anche con una festa!


Una cerimonia collettiva di matrimonio é stata organizzata a Gaza per cinquanta ex-prigionieri politici liberati lo scorso autunno grazie alla grande vittoria di Hamas nel braccio di ferro indiretto con il regime ebraico, che si sono potuti finalmente unire alle loro spose. Alcuni di loro, condannati a lunghissime pene detentive, ormai disperavano di poter mai riuscire a impalmare le loro promesse.

Alla cerimonia ha partecipato anche il Premier Ismail Haniyeh, che ha dichiarato come l'occasione gli procurasse una grandissima gioia personale e che uguale sentimento ha suscitato nel cuore di ogni abitante della Striscia assediata. Haniyeh ha anche ripetuto agli ex-detenuti che il popolo di Palestina non dimenticherà mai il loro sacrificio e quello di quanti ancora languiscono nelle galere dell'occupazione sionista.

Oltre a dignitari governativi e di Hamas e a rappresentanti di altre fazioni e partiti alla cerimonia hanno preso parte anche i membri della carovana solidale "Miles of Smiles 8", recentemente arrivati nella Striscia di Gaza con due tonnellate di aiuti medici ed equipaggiamenti sanitari, che si sono uniti ai festeggiamenti augurando fortuna e felicità agli sposi.

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sabato 19 novembre 2011

L'ex prigioniero politico Nael Barghouti, dopo 34 anni di carcere, ha potuto sposare la sua promessa!


Un giorno il ragazzo di 19 anni che vedete in foto é stato arrestato dagli sgherri del regime ebraico; l'accusa, far parte di Al-Fatah (quando Al-Fatah non era la cricca di satrapetti e piccoli cacicchi compromessi con Israhell e da questo foraggiati -se si comportano 'bene'-) gli garantì un soggiorno di 34 anni in prigione, che lo ha reso l'uomo che vedete nella seconda foto. Guardate una foto, guardate l'altra e pensate che ogni ruga che ha solcato la pelle giovane e fresca che vedete nella prima immagine, ogni capello fattosi più grigio e ispido come si nota nella seconda, tutte le innumerevoli differenze che separano le due immagini, pure della stessa persona prese più o meno a 408 mesi di distanza, é il risultato di una metamorfosi che si é tutta consumata nello spazio di celle, galere e prigioni.

Nael Barghouti, il veterano dei detenuti politici palestinesi, é stato in prigione più di Nelson Mandela, più di Aleksandr Solzhenitzyn e più di Sakharov, eppure il suo nome é ignoto al grande pubblico occidentale che vive sotto la cappa mediatica controllata e censurata dalla lobby sionista internazionale. Adesso, grazie alla grande vittoria di Hamas, Nael Barghouti é stato liberato ed é stato liberato anche se appartiene alla fazione che ha cercato di esautorare Hamas dalla sua vittoria elettorale e ha compiuto un golpe armato contro di essa; perché Hamas riconosce che Barghouti non ha parte in quelle scelte criminose e perché a prescindere dalla sua appartenenza di partito egli é diventato un esempio per tutti i Palestinesi: religiosi, secolari, socialisti, nazionalisti.

Adesso Nael Barghouti, che per trentaquattro anni, gli anni della giovinezza e della virilità, non ha conosciuto altro che la compagnia di altri uomini, che fossero prigionieri o secondini, é riuscito finalmente a unirsi in matrimonio con Iman Nafi, con una semplice e breve cerimonia privata tenutasi lo scorso martedì e di cui é stata data notizia solo molti giorni dopo, per evitare che un momento intimo si trasformasse in una occasione pubblica. Come Nael, anche la sposa, Iman, é una ex-prigioniera politica, tenuta incarcerata per quasi quindici anni dallo spietato regime sionista.
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giovedì 20 ottobre 2011

Ahlam Tamimi, finalmente libera, potrà ora sposare il suo fidanzato Nizar, a sua volta liberato grazie agli sforzi di Hamas!


Ahlam al-Tamimi, la ragazza palestinese che la malvagità dell'occupazione sionista avrebbe voluto fare invecchiare e morire in carcere, é finalmente libera; così anche il suo fidanzato Nizar, che ha speso 18 anni nelle galere dell'Apartheid e che a sua volta avrebbe dovuto morirvi.

I due, sono finalmente insieme ad Amman, in Giordania, e, appena possibile, hanno dato l'annuncio delle loro prossime nozze, che ha fatto immediatamente il giro della Palestina e del Mondo Arabo, consacrando ulteriormente il loro ruolo di icone della Resistenza palestinese; chi avrebbe potuto dire, solo pochi anni fa, che i due avrebbero potuto coronare il loro amore? Eppure, grazie alla dedizione e alla perseveranza di Hamas, quel che pareva impossibile é accaduto.




La storia di Ahlam e Nizar é tanto più esemplare in quanto lei é una militante di Hamas, il movimento islamico di Resistenza, mentre lui fa parte di Al-Fatah; il loro matrimonio, secondo molti osservatori e commentatori, incarnerà lo spirito di unità e riconciliazione che necessariamente dovrà prevalere per giungere alla definitiva liberazione della Palestina.

Nizar e Ahlam si sono scritti praticamente ogni giorno durante la loro prigionia e le loro lettere venivano prese in consegna e portate a destinazione solo da personale della Croce Rossa, per evitare che i carcerieri sionisti vi mettessero le mani sopra. Nizar ha chiesto la mano di Ahlam poco dopo l'incarcerazione di lei; prima non aveva osato, sperando, per lei, che si facesse una vita con un uomo libero, ma lei, fedele al suo amore, aveva sempre rifiutato. La proposta di matrimonio era stata accettata e celebrata con una grande festa, anche se nessuno, nel clan Al-Tamimi, all'epoca aveva sperato di poter vedere realizzata quella promessa di nozze.
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lunedì 27 dicembre 2010

Gaza esiste, Gaza resiste! Cento giovani coppie palestinesi si uniscono in matrimonio sfidando l'assedio sionista!!


L'Ong turca IHH, responsabile per diversi programmi di aiuto e solidarietà con la popolazione di Gaza, sottoposta ormai da quattro anni al crudele assedio deciso dalle autorità militari sioniste, ha organizzato una cerimonia collettiva di matrimonio per cento coppie di giovani palestinesi della Striscia che non sarebbero riusciti altrimenti a sostenere le spese di una celebrazione privata.

L'occasione é stata accompagnata dall'entusiasmo di tutti i partecipanti: sposi, parenti e altri invitati, che si sono riuniti in un salone addobbato e attrezzato per ospitare esibizioni di musica tradizionale, danze folcloriche e altre celebrazioni in onore delle coppie nubende e di omaggio allo spirito dei Palestinesi di Gaza, che portano avanti le loro vite nonostante le difficoltà causate dall'inumana politica portata avanti contro di loro dallo Stato ebraico.

Senza l'assedio israeliano, che causa gravi problemi non solo all'approvvigionamento di materiali e beni, ma soffoca la crescita economica del territorio (anche tramite gli attacchi a strutture e attività produttive) molti dei giovani sposi avrebbero avuto un lavoro e i mezzi per provvedere autonomamente a una cerimonia con tutti i crismi, l'azione di IHH, la stessa organizzazione che guidò la Freedom Flotilla nella primavera 2010, é riuscita a rendere comunque indimenticabile un giorno che rimarrà per tutta la vita nei loro cuori.