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venerdì 2 novembre 2018

Wael Asaad, veterano della milizia NDF che ha perso vista ed arti nella lotta al terrorismo, si é sposato!

Immaginate di essere una giovane donna.

Di essere innamorata.

Di essere fidanzata.

Immaginate che il vostro promesso, di fronte a un'aggressione internazionale che trasforma il vostro Paese in un Inferno, si arruoli per combatterla.

E torni ferito.

E torni menomato.

domenica 7 dicembre 2014

Diciassettenne della Striscia rimane mutilato da una bomba sionista inesplosa sulla spiaggia di Rafah!

A volte vorremmo solamente dedicarci alla cronaca delle vittorie dell'Esercito Siriano, del continuo rafforzamento di Hezbollah, della caccia al takfiro nel Nord del Libano, dei sempre più numerosi successi di Haji Qassem Soleimani in Irak...ci farebbe sentire molto meglio.

Ma questo blog si chiama PALAESTINA FELIX non a caso e dobbiamo dare tutte le notizie che servono a far comprendere ai nostri lettori che per quanto sia difficile oggi essere un Siriano, un Irakeno, un Libico, essere un PALESTINESE é incommensurabilmente peggio ed é un PEGGIO CHE DURA DA SETTANTA ANNI.

Quindi ecco la notizia.

Nonostante la cessazione dei combattimenti contro il regime ebraico lo scorso agosto, la situazione a Gaza é sempre gravissima, all'emergenza dei senzatetto che soluzioni ingegnose e inventive non possono che risolvere solo parzialmente, ai disastri delle piogge torrenziali delle ultime settimane, alle continue aggressioni armate contro contadini e pescatori si aggiunge anche la minaccia dei residuati sionisti inesplosi.

Sulla spiaggia di Rafah, nella parte meridionale della Striscia, un ragazzo di appena 17 anni ha avuto una gamba amputata da una bomba sionazista che é detonata improvvisamente. Alaa Mousa, questo il nome della giovane vittima, é stato subito portato in ospedale dove i medici hanno verificato l'impossibilità di salvargli l'arto che é stato amputato sopra il ginocchio.

Un altro grave invalido per la Striscia di Gaza, ovviamente nel silenzio indifferente dell'Occidente che lunedì si preoccuperà di tirare fuori addobbi natalizi e decorare alberi, poggioli e portoni.

mercoledì 21 marzo 2012

Aguzzini sionazisti in uniforme spappolano la milza di un Palestinese colpendolo selvaggiamente coi loro manganelli mentre era al lavoro in vigna!


Un lavoratore agricolo palestinese che stava accudendo le sue viti é stato improvvisamente aggredito da poliziotti del regime ebraico dell'Apartheid che lo hanno tempestato di manganellate al volto e al corpo con una tale e sadica violenza da distruggergli completamente la milza.

Non contenti di ciò i sionazisti in uniforme lo hanno arrestato e condotto in una centrale di polizia, dove il giovane é stato sottoposto a ulteriori torture; solo quando le sue condizioni di salute sono precipitate fino a fare temere per la sua vita la sbirraglia di Tel Aviv ha pensato bene di liberarsene, per non dovere giustificare la morte di un Palestinese nella sua 'custodia'.

Rami Wishahi, ventiseienne é stato quindi immediatamente trasportato in un ospedale governativo di Jenin, dove é stato sottoposto a un intervento chirurgico d'urgenza per rimuovere i rimasugli maciullati della sua milza e per limitare al minimo possibile le gravi conseguenze delle numerose emorragie interne che presentava.

Ferito e mutilato, Rami Wishahi é purtuttavia libero dalle grinfie dei suoi aguzzini, cosa che non si può dire del suo collega Abdulrahman Freihat, anche lui di 26 anni e residente del villaggio di Yamon, ancora in mano alle SS sioniste.

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venerdì 25 marzo 2011

Soldati sionisti massacrano i piedi di un ragazzo palestinese a colpi di mitra! La trita giustificazione: "Aveva tirato una pietra!"


Suleiman Isa, un ragazzo palestinese del Campo profughi cisgiordano di Balata, nei pressi di Nablus, é ricoverato in ospedale coi piedi letteralmente macellati da raffiche di mitra: i proiettili gli hanno triturato le ossa e, disperando di poter salvare le estremità, i chirurghi si stanno consultando sulle varie opzioni di amputazione.

Con ogni probabilità Isa sarà quindi costretto a passare il resto della vita su due piedi artificiali, condannato a prestare attenzione a ogni passo, impossibilitato a correre, a saltare, a giocare a calcio come invece possono fare i suoi più fortunati coetanei.

I responsabili della sua mutilazione e di un tormento che durerà tutta una vita, ovviamente, indossano le divise grigioverdi delle forze armate sioniste e sono intervenuti sparando raffiche a ripetizione contro la loro vittima intervenendo "in difesa" di un insediamento illegale di fondamentalisti ebrei armati, le pedine dell'annessione militare della terra palestinese annessa a Israele, al di là del confine stabilito dalla Risoluzione ONU 242 del 1967.

Infatti vicino alla zona in cui si é compiuto il massacro di Suleiman (la stazione degli autobus di Toumeer) sorgono gli insediamenti illegali di Bracha e Yitzhar (foto sopra). Questi, come tutte le colonie di fondamentalisti armati impiantate da Israele in Palestina sono costantemente monitorati e pattugliati da plotoni dell'esercito sionista, nel caso che i fanatici armati che vivono al suo interno abbiano bisogno di "aiuto" nel corso dei loro raid vandalici contro campi, case e proprietà palestinesi.
I fanatici coloni ebrei inviano i loro figli, appositamente istruiti e indottrinati all'odio, a tirar pietre contro case e negozi palestinesi, ma nessun esercito palestinese arriva a macellare loro i piedi a colpi di mitra...
Isa, riportano i media militari israeliani, avrebbe 'lanciato una pietra' contro un soldato israeliano, per cui, senza la minima traccia di scrupolo, i suoi commilitoni si sono sentiti 'perfettamente legittimati' a prenderlo e svuotargli i caricatori delle loro armi nei piedi, mirando tutti a quell'unico bersaglio, con l'aperto e sadico proposito di mutilarlo.
I villaggi palestinesi vicini a Yithzar e Bracha, per proteggersi dai raid vandalici ebraici, hanno dovuto installare grate metalliche alle finestre dei piani bassi.
Una nuova, ennesima vittima della violenza che Israele scatena, ben lontano dall'attenzione dei sonnolenti e distratti media occidentali, nell'ambito della sua politica di giudaizzazione forzata di territori occupati illegalmente.

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