Visualizzazione post con etichetta Principe Bandar. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Principe Bandar. Mostra tutti i post

giovedì 9 gennaio 2014

OK del Ministro della Giustizia libanese all'invio di esperti iraniani per far luce sull'affaire di Majed al-Majed!!

Nel corso di un incontro ufficiale tra il locale Ministro della Giustizia (ad interim) Shakib Qortabawi e l'ambasciatore iraniano a Beirut Ghazanfar Roknabadi il rappresentante  libanese si é detto "assolutamente d'accordo" con la proposta di Teheran di inviare un team di investigatori nel Paese dei Cedri per accertare cause e modalità della morte di Majed al-Majed, saudita leader della formazione takfira 'Abdullah Azzam' arrestato dalla surete di Beirut e morto dopo pochi giorni in circostanze non chiare (apparentemente per collasso renale).

La cooperazione internazionale anti-terrorismo é un utile strumento che va coltivato a ogni livello e il duplice attacco esplosivo di Novembre contro l'ambasciata iraniana é stato uno dei peggiori atti di terrore dell'intero anno, durante il quale, pure, momenti simili non sono mancati sia a Beirut che a Tripoli Siriaca.

La proposta di inviare una commissione di esperti in Libano era stata espressa negli scorsi giorni dal Ministro iraniano Mostafa Pour-Mohammadi e finora non aveva ricevuto responsi ufficiali da parte di figure governative di Beirut.


martedì 7 gennaio 2014

L'Iran invierà task force investigativa in Libano per accertamenti sulla morte del saudita Al-Majed!

La Repubblica Islamica Iraniana invierà una task force di investigatori a Beirut per accertare le circostanze della morte di Majed al-Majed, mastermind terrorista saudita che ha ordinato l'attentato del 19 novembre contro la sede diplomatica di Teheran nel Paese dei Cedri.

Majed, pochi giorni dopo il suo arresto é morto, apparentemente per una sindrome renale di cui soffriva, ma molti pensano che sia stato avvelenato da un agente al soldo di Riyadh affinché non rivelasse i collegamenti del suo gruppo terrorista 'Abdullah Azzam' coi  servizi segreti del Principe Bandar bin Sultan.

I numerosi episodi terroristici avvenuti in Libano nell'ultimo anno sono ovviamente orchestrati da Riyadh nell'ambito delle sue operazioni per la destabilizzazione dell'Asse della Resistenza. Per fortuna la resilenza dell'alleanza tra Hezbollah, Siria, Irak e Iran sta sventando questi tentativi e dimostrando come, di fronte alla volontà di libertà e indipendenza tutti i milioni di dollari e le migliaia di fanatici takfiri sanguinari a disposizione dei Principi sauditi possono poco o nulla.

sabato 4 gennaio 2014

Morto in Libano il superterrorista saudita Majed al-Majed: qualche 'amico' di Riyadh gli ha chiuso la bocca!

Pochi giorni dopo la notizia del suo arresto arriva da Beirut la notizia della morte del capo della Brigata Azzam, il superterrorista saudita Majed al-Majed, diretto responsabile del doppio attentato esplosivo che a Novembre ha colpito la sede diplomatica iraniana nel Paese dei Cedri.

Soltanto poche ore prima l'Iran aveva annunciato di stare assemblando un team di investigatori ad altissimo livello perché affiancasse gli inquirenti libanesi nell'interrogatorio del reo.

Ovviamente qualche 'amico' del regime saudita non ha atteso tempo e ha fatto in modo di chiudere per sempre la bocca a Majed prima che potesse rivelare la profondità dei suoi contatti col Principe Bandar 'Bush' bin Sultan e coi servizi segreti di Casa Saoud.

In questo la 'promessa' saudita di 3 miliardi di dollari per Beirut da spendere in armamenti francesi avrà avuto la sua bella rilevanza.

venerdì 3 gennaio 2014

Gioia iraniana e scorno saudita per l'arresto del leader takfiro Majed al-Majed, responsabile dell'attentato all'ambasciata!

Confermato l'arresto del leader qaedista sauita Majed al-Majed, capo della Brigata Abdallah Azzam, non sono tardate ad arrivare le reazioni, specialmente quelle dei rappresentanti della Repubblica Islamica Iraniana e della retrogada monarchia saudita, la prima colpita duramente dall'attentato novembrino alle sua ambasciata, organizzato da Majed, la seconda contrariata dall'arresto di uno dei principali agenti legati ai suoi servizi segreti (foraggiatori e finanziatori di ogni terrorista tra la Cecenia e l'Africa del Nord) ma costretta dalle circostanze a fingere disinteresse alla faccenda.

Il Segretario del Comitato Parlamentare iraniano per la Politica Estera, Alaeddin Bouroujerdi ha espresso tutta la soddisfazione personale e ufficiale per l'arresto, fidando che l'interrogatorio a cui adesso Majed viene sottoposto possa chiarire non solo le dinamiche dell'attentato di Novembre ma anche quelle di altri attacchi agli interessi iraniani, siriani e libanesi, avvenuti negli ultimi mesi.

L'ambasciatore di Riyadh in Libano, Mohammed Awad As-Siri, dovendo fingere "sorpresa" per l'avvenuto (quando probabilmente avrà incontrato e consegnato ordini e fondi ad Al-Majed fino a pochi giorni fa) ha detto che il suo Governo chiederà il prima possibile l'estradizione del prigioniero, anche se immaginiamo facilmente che Beirut non la concederà mai visto che dare un simile terrorista al Governo saudita vorrebbe dire farlo tornare al "lavoro" in men che non si dica.

mercoledì 1 gennaio 2014

L'Intelligence libanese "ingabbia" il saudita responsabile del vigliacco attentato all'ambasciata iraniana!

Un "colpo da maestro" per l'intelligence di Beirut (in foto: il Ministro della Difesa Ghosn), che fa molto per rafforzare i legami tra Libano e Iran e costituisce un diretto schiaffo in faccia ai tentativi sauditi di ingraziarsi il paese dei cedri con tre miliardi di dollari e l'aiuto della Francia (a patto che il Libano accetti di diventare pedina di Riyadh contro Assad ed Hezbollah), quello con cui, oggi, il saudita Majed al-Majed, capo delle Brigate Abdallah Azzam é stato arrestato e portato in isolamento in una località segreta.

Terrorista veterano con collegamenti coi servizi segreti sauditi, Al-Majed é responsabile di avere ordinato il duplice attentato esplosivo che ha colpito il 19 novembre scorso l'ambasciata iraniana a Beirut, causando 25 morti (tra cui il Responsabile Culturale Ebrahim Ansari) e 150 feriti.

Subito dopo il codardo attacco Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah, aveva denunciato la matrice saudita del fatto, che é stata in seguito confermata in pieno dai risultati delle indagini e delle operazioni di sicurezza.

sabato 31 agosto 2013

Dopo le inutili 'moine' saudite a Putin gli Usa hanno provato a corrompere anche l'Iran! "Assad e la Siria non sono in vendita!"

Dopo i tentativi di persuasione nemmeno troppo occulta del principotto 'Bandar Bush' bin Sultan al-Saoud nei confronti del Presidente russo Vladimir Putin, che qualche settimana prima dell'inizio della campagna diffamatoria 'chimica' contro Damasco si era sentito proporre di abbandonare il suo più fidato alleato arabo in cambio di garanzie economiche, ricchi contratti di Difesa verso Riyad e un mafioso avvertimento riguardo la 'sicurezza' dei giochi olimpici invernali di Sochi 2014 da "possibili" attentati terroristici ceceni, il campo imperialista si é reso responsabile di un altro faux pas diplomatico cercando nientemeno che di corrompere la Repubblica Islamica Iraniana.

Sembra che con la visita di Jeffrey Feltman nella regione e con la mediazione del Sultano dell'Oman (recentemente ospite a Teheran e apparentemente usato come messaggero - Usa e Iran non hanno relazioni diplomatiche dirette) Washington abbia tentato di convincere Khamenei a tradire Assad in cambio della rimozione delle sanzioni commerciali (unilaterali e illegali) e del riconoscimento dei diritti di Teheran al nucleare civile (che sono dovuti e legittimi in quanto l'Iran é firmatario del Trattato di Nonproliferazione e lo ha sempre rinnovato).

Superfluo e pleonastico menzionare la risposta iraniana a tale disingenuo tentativo americano di persuasione: con tutto il tatto e la diplomazia possibile (essendo il Sultano ben Qaboos uno dei sovrani della Penisola Arabica meglio disposto verso Teheran) fedeli alla massima dell'Ambasciator Non Porta Pena, i vertici della Repubblica Islamica hanno reiterato che l'amicizia e l'alleanza che legano Iran e Siria non sono in vendita.

domenica 6 gennaio 2013

Il principe Bandar Saoud ordina ai suoi scherani di prendere con la forza il comando della guerriglia terrorista in Siria!

Bandar bin Sultan Abdulaziz Al-Saoud, conosciuto anche come 'Bandar Bush', già ambasciatore saudita negli Usa (dove si segnalava per il copioso consumo di Wiskhey e Bourbon) e divenuto quest'estate capo dei servizi segreti di Riyadh (avendo fatto fuori il 'diarca' Principe Muqrin) potrebbe essere dietro alla recente incidenza di conflitti armati tra miliziani wahabiti del 'Fronte al-Nusra' e altri mercenari criminali attivi in Siria.
"Potrebbe" perché non é certo che Bandar Bush sia ancora vivo, visto che poco dopo la sua salita al vertice dell'intelligence "VoltaireNet" ne aveva annunciato la morte nell'attacco esplosivo che aveva squarciato la sede dello spionaggio di Casa Saoud, da allora Bandar non é più stato visto in pubblico da anima viva.

Comunque, chiunque diriga ora lo spionaggio di Riyadh, costui avrebbe ordinato agli uomini di al-Nusra di prendere a tutti i costi il controllo di ciò che resta dell'insorgenza terrorista in Siria, a costo di uccidere i capi wahabiti che rifiutino di sottomettersi alla loro egemonia: questo spiegherebbe i molti episodi di lotta internecina che sono risultati anche in rese in massa alle forze di Assad.
Ti è piaciuto l'articolo? Vota Ok oppure No. Grazie Mille! Puoi votare le mie notizie anche in questa pagina.