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giovedì 8 giugno 2017

Confermata la cattura della donna-terrorista al Mausoleo di Khomeini, gli altri sei attaccanti sono tutti morti!

Il Segretario del Comitato Parlamentare Iraniano per la Sicurezza, Alaeddin Boroujerdi, ha dichiarato che sei dei sette terroristi protagonisti ieri degli attacchi al Parlamento e al Sepolcro di Khomeini sono stati abbattuti dalle guardie di sicurezza e dalle forze speciali dell'IRGC, mentre il settimo, una donna, è stata catturata.

I due commando erano composti rispettivamente da quattro uomini (al Parlamento) e due uomini e la donna al Mausoleo.

martedì 7 febbraio 2017

Bouroujerdi sottolinea l'importanza per la difesa iraniana di un valido e attivo comparto missilistico!

Alaeddin Bouroujerdi, parlando ai microfoni dell'agenzia iraniana Mehr, ha ribadito che "la potenza missilistica é la via maestra per l'Iran di scoraggiare attacchi e provocazioni esterne".

La dichiarazione é stata rilasciata alla Terza Conferenza sull'Amministrazione degli Sforzi, tenutasi ieri; Bouroujerdi, lo ricordiamo, é Capo del Comitato Parlamentare per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera.

Le sue dichiarazioni sono continuate coi seguenti toni: "La Repubblica Islamica ha dimostrato eloquentemente negli ultimi anni di essere in grado di produrre armamenti sofisticati ed efficaci di qualità non inferiore alle produzioni americane, europee o russe".

domenica 18 dicembre 2016

Boroujerdi: "Il takfirismo è solo un'eresia utilizzata come strumento da Usa e alleati!"

Alaeddin Boroujerdi (nella foto, a sinistra) Segretario del Comitato Nazionale per la Politica Estera e la Sicurezza Nazionale della Repubblica Islamica dell'Iran ha dichiarato ieri ai microfoni dell'emittente PRESSTV che la vittoria ottenuta ad Aleppo da Siriani e alleati è l'ennesima disastrosa sconfitta rimediata dagli Usa e dai loro lacché occidentali nei loro reiterati ma fallimentari tentativi di imporre la loro egemonia al Medio Oriente.

"Tutti ormai possono vedere che quanti avevano pensato di poter imporre la loro volontà a popoli autonomi e sovrani a colpi di terrorismo nutrito e foraggiato dalle loro ricchezze e sostenuto e manipolato dalle loro agenzie spionistiche altro non sono stati che folli che si sono autoillusi".

venerdì 15 maggio 2015

Alaeddin Boroujerdi: "La Repubblica Islamica e la Repubblica Siriana, attaccate dagli stessi nemici, vinceranno insieme!"

Alaeddin Boroujerdi, Segretario del Comitato della Shura per la Politica Estera e la Sicurezza Nazionale ha dichiarato nel corso di una conferenza stampa che ha concluso la sua visita in Siria che la Repubblica Islamica aiuterà in ogni modo Damasco a battere le potenze ostili che spendono miliardi di dollari cercando di rovesciare il legittimo Governo del Presidente Assad, facendo notare che esse sono le stesse che per oltre trent'anni hanno tentato di rovesciare il Governo rivoluzionario iraniano, fallendo ogni volta.
I segnali del deciso sostegno iraniano alla Siria sono sempre stati chiari e regolari ma ultimamente si sono intensificati, per evidenziare a chi di dovere che Teheran non é 'stanca' di aiutare l'alleato arabo e anzi, rinnova e intensifica l'impegno in suo favore.

lunedì 22 dicembre 2014

Larijani a Damasco accusa Obama e Sauditi per il terrorismo in Siria, assicura Assad che il sostegno di Teheran "E' eterno"!

"Saremo sempre al vostro fianco"; con queste chiare e inequivocabili parole il portavoce del Parlamento iraniano Ali Larijani ha riaffermato l'impegno di Teheran a sostenere e supportare il Governo e la nazione siriana nei difficili momenti che sta passando da tre anni a questa parte, aiutandola a raggiungere quanto prima una soluzione definitiva.

Larijani, partito da Teheran insieme al Segretario della Commissione Parlamentare per la Sicurezza Nazionale (Alaeddin Boroujerdi) e al Viceministro degli Esteri con delega per gli Affari Mediorientali (Amir Abdollahian) ha dapprima incontrato la sua controparte siriana Jihad al-Laham e poi si é intrattenuto a discutere col Presidente Assad.

Larijani nelle dichiarazioni rilasciate ha esplicitamente accusato gli Usa e i loro alleati regionali (Arabia Saudita in primis, ma anche Turchia e Qatar) di continuare direttamente o indirettamente a soffiare sul fuoco del terrorismo estremista per portare avanti le loro agende basate sulla destabilizzazione e l'indebolimento dei paesi dediti alla Resistenza anti-imperialista.

Appena la settimana scorsa il Primo Ministro siriano era stato in visita a Teheran in compagnia di alcuni Ministri 'tecnici' proprio allo scopo di suscitare interesse e impegno della Repubblica Islamica per i progetti di ricostruzione delle infrastrutture e dell'economia siriana, ambedue duramente provate dai lunghi mesi di guerra.

Il mini-tour diplomatico di Larijani proseguirà in Libano.

sabato 4 gennaio 2014

Morto in Libano il superterrorista saudita Majed al-Majed: qualche 'amico' di Riyadh gli ha chiuso la bocca!

Pochi giorni dopo la notizia del suo arresto arriva da Beirut la notizia della morte del capo della Brigata Azzam, il superterrorista saudita Majed al-Majed, diretto responsabile del doppio attentato esplosivo che a Novembre ha colpito la sede diplomatica iraniana nel Paese dei Cedri.

Soltanto poche ore prima l'Iran aveva annunciato di stare assemblando un team di investigatori ad altissimo livello perché affiancasse gli inquirenti libanesi nell'interrogatorio del reo.

Ovviamente qualche 'amico' del regime saudita non ha atteso tempo e ha fatto in modo di chiudere per sempre la bocca a Majed prima che potesse rivelare la profondità dei suoi contatti col Principe Bandar 'Bush' bin Sultan e coi servizi segreti di Casa Saoud.

In questo la 'promessa' saudita di 3 miliardi di dollari per Beirut da spendere in armamenti francesi avrà avuto la sua bella rilevanza.

venerdì 3 gennaio 2014

Gioia iraniana e scorno saudita per l'arresto del leader takfiro Majed al-Majed, responsabile dell'attentato all'ambasciata!

Confermato l'arresto del leader qaedista sauita Majed al-Majed, capo della Brigata Abdallah Azzam, non sono tardate ad arrivare le reazioni, specialmente quelle dei rappresentanti della Repubblica Islamica Iraniana e della retrogada monarchia saudita, la prima colpita duramente dall'attentato novembrino alle sua ambasciata, organizzato da Majed, la seconda contrariata dall'arresto di uno dei principali agenti legati ai suoi servizi segreti (foraggiatori e finanziatori di ogni terrorista tra la Cecenia e l'Africa del Nord) ma costretta dalle circostanze a fingere disinteresse alla faccenda.

Il Segretario del Comitato Parlamentare iraniano per la Politica Estera, Alaeddin Bouroujerdi ha espresso tutta la soddisfazione personale e ufficiale per l'arresto, fidando che l'interrogatorio a cui adesso Majed viene sottoposto possa chiarire non solo le dinamiche dell'attentato di Novembre ma anche quelle di altri attacchi agli interessi iraniani, siriani e libanesi, avvenuti negli ultimi mesi.

L'ambasciatore di Riyadh in Libano, Mohammed Awad As-Siri, dovendo fingere "sorpresa" per l'avvenuto (quando probabilmente avrà incontrato e consegnato ordini e fondi ad Al-Majed fino a pochi giorni fa) ha detto che il suo Governo chiederà il prima possibile l'estradizione del prigioniero, anche se immaginiamo facilmente che Beirut non la concederà mai visto che dare un simile terrorista al Governo saudita vorrebbe dire farlo tornare al "lavoro" in men che non si dica.

domenica 8 settembre 2013

Amal ed Hezbollah: "Le minacce statunitensi, istigate da Israele, sono un attacco alla stabilità di tutto il Medio Oriente!"

I partiti politici sciiti libanesi di Hezbollah e Amal hanno deliberato dopo incontri e trattative tra i loro dirigenti di condannare ogni possibilità di intervento militare statunitense contro la Repubblica siriana come "un atto di terrorismo internazionale" istigato da Israele tramite la potentissima lobby a sei punte che comanda la politica americana e mirato contro i paesi liberi dell'Asse della Resistenza.

La scorsa settimana tanto Nabih Berri di Amal quanto Hassan Nasrallah di Hezbollah hanno discusso a lungo con l'ambasciatore iraniano Roknabadi e con l'inviato del Parlamento di Teheran Alaeddin Boroujerdi, senza dubbio coordinando la gamma delle reazioni e delle risposte a possibili provocazioni americane e sioniste.

Hezbollah, che possiede oggi un arsenale balistico quattro volte più grande di quello che impiegò con enorme successo contro il regime ebraico nella guerra del 2006 ha dichiarato che se la Siria dovesse subire attacchi o bombardamenti l'entità sionista illegale in Palestina non ne uscirà intonsa ma pagherà in prima persona come pagò la sua invasione del libano circa sette anni fa.


martedì 3 settembre 2013

Il leader di Hezbollah Hassan Nasrallah discute a lungo della situazione siriana con Boroujerdi e Roknabadi!

Alaeddin Boroujerdi, nella sua veste di Presidente della Commissione Esteri del Parlamento Iraniano (Majlis), é arrivato a Beirut in visita ufficiale, sicuramente per rassicurare gli alleati libanesi della vicinanza della Repubblica Islamica al Paese dei Cedri in questo delicatissimo momento, durante il quale, come si é visto molto di recente, forze alleate con Israele e col settarismo wahabita cercano in ogni modo di destabilizzarlo per il loro tornaconto.

Nelle settimane scorse ben due sanguinosi attentati esplosivi hanno sconvolto prima il quartiere sciita di Beirut Sud, poi la metropoli settentrionale di Tripoli Siriaca, causando dozzine di morti e svariate centinaia di feriti, quindi sparatorie settarie hanno riattizzato l'ostilità tra il quartiere filo-wahabita di Tripoli e quello popolato dagli Alawiti fedeli ad Assad, come se non bastasse militanti takfiri libanesi hanno lanciato razzi contro la Palestina occupata dando al regime ebraico la 'scusa' per cercare di colpire dal cielo le strutture del PFLP-GC.

Dopo avere discusso privatamente con il Presidente del Parlamento Nabih Berri (leader della formazione politica sciita Amal) e con il Premier designato Salam, che deve succedere all'uscente Najib Mikati, Bouroujerdi accompagnato dal suo seguito e dall'ambasciatore iraniano in Libano Ghazanfar Roknabadi si é intrattenuto a lungo a parlare col Segretario Generale di Hezbollah Hassan Nasrallah.

Non abbiamo dubbi che l'incremento dell'assistenza politico/diplomatico/militare alla vicina Repubblica Araba di Siria in questo momento cruciale della sua lotta contro l'insorgenza terrorista mercenaria abbia costituito uno dei punti centrali del loro confronto.

domenica 21 ottobre 2012

Boroujerdi sulla debacle turca in Siria: "Erdogan e Davutoglu alla ricerca disperata di una via d'uscita!"

Il parlamentare iraniano Alaeddin Boroujerdi, di cui ci siamo trovati più volte a scrivere in passato, ha dichiarato in una sua recente intervista rilasciata ai media della Repubblica Islamica che secondo informazioni in suo possesso i piani turchi per un 'regime change' in Siria facilitato dal sostegno indiscriminato di Ankara ai fondamentalisti wahabiti armati "sono completamente, totalmente deragliati".

Secondo quanto rivelato da Boroujerdi Erdogan e Davutoglu sarebbero "alla disperata ricerca di un escamotage, di un espediente con il quale potersi 'sganciare' da una situazione caduta ormai in un vicolo cieco", senza però che le loro pesantissime responsabilità in merito possano poi tornare ad angustiarli una difficile quadratura del cerchio per coloro che hanno preferito, come lo stolto al mercato, gettare via il frutto di lunga fatica e lavoro (il prestigio accumulato con la politica 'zero problemi coi vicini') in un giro di ruota al servizio di NATO, Usa e Israele.

Boroujerdi si é quindi diffuso in analisi e considerazioni sulla duplicità e l'ipocrisia dell'Occidente che con una mano condanna il 'terrorismo', chiamando con quel nome anche la legittima Resistenza alle aggressioni imperialiste e con l'altra coccola e finanzia terroristi di ogni risma contro i suoi nemici immediati: in Siria con i wahabiti, in Irak con l'organizzazione MKO e in Germania dove viene ospitato e protetto il leader terrorista curdo Rahman Haj-Ahmadi.
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mercoledì 12 settembre 2012

Hamas, Hezbollah e l'Iran condannano l'offensivo film islamofobo prodotto dalla lobby sionista americana!

L'Occidente corrotto, superficiale e disperato non solo non ha più valori etici o morali, avendoli venduti e sacrificati per il miraggio di una eterna rincorsa all'impossibile appagamento materialista e consumista, ma non riesce nemmeno a tollerare che altre culture e civiltà invece rimangano legate alle loro tradizioni e ai loro valori, sentendo il bisogno di attaccarle, offenderle, sminuirle nel tentativo di sentirsi meno inferiore attraverso l'insulto spacciato come 'libertà di espressione'.
Lo sa bene l'estremista islamofobo Sam Bacile che, raccolti 5 milioni di dollari da finanziatori ebrei appartenenti alla Lobby Sionista che spadroneggia negli Stati Uniti li ha impiegati nella produzione di un film osceno diretto contro la figura del Profeta dell'Islam, la cui distribuzione ha causato scontri e manifestazioni di protesta in tutto il Nordafrica, culminate con l'attacco alla rappresentanza diplomatica Usa di Bengasi dove si sono riportati 4 morti tra cui l'ambasciatore Stevens.
Il Ministro degli affari religiosi di Hamas Ismail Radwani ha denunciato la grave provocazione avvenuta contro la fede e i sentimenti di tutti i musulmani del mondo, invitando l'OIC e altre organizzazioni internazionali islamiche a denunciare i produttori di tale despicabile, odiosa opera. Alaeddin Boroujerdi, Segretario della Commissione Parlamentare per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera della Repubblica Islamica dell'Iran ha dichiarato che il Presidente Usa Obama dovrebbe chiedere ufficialmente scusa a tutti i musulmani per le azioni sconsiderate di Bacile e dei suoi finanziatori sionisti. Una condanna ferma e risoluta per l'azione offensiva é arrivata anche dall'Ufficio stampa di Hezbollah che ha definito la produzione e la distribuzione del filmato come "la vera dichiarazione dell'atteggiameno americano e sionista contro la cultura e la religione musulmana".
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lunedì 27 agosto 2012

Anche il Presidente Assad incontra l'iraniano Boroujerdi, l'agenda siriana al centro del prossimo vertice di Teheran!

Dopo il Presidente del Parlamento Jihad al-Laham e il Vicepresidente Farouk al-Sharaa (che qualche imbecille di Al-Arabiya e Al-Jazeera giorni addietro aveva dato come 'disertore') anche il Presidente Bashir al-Assad ha incontrato il Segretario del Comitato Parlamentare Iraniano per la Politica Estera e la Sicurezza Nazionale, Alaeddin Boroujerdi, latore di un messaggio di solidarietà e incoraggiamento per il Governo, il Popolo e le Forze armate siriane, impegnate in questi giorni in una fase 'cruciale ed eroica' (parole dello stesso Assad) della lotta contro i mercenari wahabiti assoldati da Turchi, Sauditi e Qatarioti.
Argomento centrale delle discussioni tra i due, ovviamente, sono stati i progressi dell'azione armata attorno ad Aleppo e in altre zone del paese, dove sembra ormai che i principali centri di comando e coordinamento delle formazioni armate istigate contro la Repubblica Araba Siriana siano stati schiacciati e distrutti. Assad ha tenuto a sottolineare che ormai tutti i Siriani, anche quelli che politicamente o ideologicamente non si riconoscono nel suo partito o nel suo Governo, hanno capito che la posta in gioco é l'indipendenza e l'autonomia del paese e quindi appoggiano le forze armate nella loro lotta contro i miliziani estremisti.

Boroujerdi ha menzionato ad Assad le recenti dichiarazioni rilasciate lo scorso sabato dal Vicepresidente iraniano Rahmin Mehmanparast che ha anticipato come sia intenzione della Repubblica Islamica mettere l'agenda siriana al centro del prossimo vertice del Movimento dei Paesi Non-Allineati, che si é aperto proprio nella capitale Teheran. Il Ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi ha inoltre anticipato che la proposta iraniana sarà basta sui sei punti del piano di pace elaborato da Kofi Annan, definito "una ottima iniziativa, realistica ed equilibrata" che non ha incontrato il successo che meritava da subito solo per l'ostinazione degli sponsor dei terroristi e dei loro manovratori internazionali di cercare una 'soluzione armata' che era totalmente al di là delle scarse capacità militari dei loro burattini qaedisti.
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mercoledì 25 aprile 2012

Insostituibile il ruolo dei tecnici della Guardia Rivoluzionaria iraniana nel decifrare i dati del drone Usa RQ-170!

L'autorevole e rispettato membro dei Majlis, nonché Segretario del Comitato per la Sicurezza Nazionale e la Politica Estera della Repubblica Islamica, Alaeddin Boroujerdi, ha dichiarato, riguardo alla rivelazione sulla decodifica di tutti i dati presenti nel drone americano RQ-170 catturato lo scorso dicembre, che il contributo degli specialisti elettronici della Guardia Rivoluzionaria (IRGC) si é rivelato fondamentale al rapido e sicuro raggiungimento del risultato.
Boroujerdi ha aggiunto che la mossa mostra le capacità e la perizia degli esperti iraniani grazie alle quali, come rivelato, i segreti tecnologici del velivolo senza pilota 'made in Usa' stanno già trovando applicazione nella ricerca scientifica civile e militare di Teheran, così concludendo: "Col tempo, potremo valerci anche noi di velivoli senza pilota direttamente discendenti dall'RQ-170, ma ulteriormente raffinati e migliorati".

Per dimostrare anche agli Americani quanto in profondità siano arrivati i tecnici iraniani nel decifrare e interpretare i dati reperiti nel 'cervello elettronico' dell'apparecchio catturato le autorità della Repubblica Islamica hanno reso pubblico parte del 'roster' di servizio del drone, rivelando per esempio come verso la fine del 2010 esso sia stato per due volte rimandato negli Usa dall'Afghanistan per la correzione di problemi inerenti gli strumenti di navigazione.
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martedì 13 dicembre 2011

Contro i tentativi Us-raeliani di 'strangolamento economico' la Repubblica Iraniana vara accordi commerciali con la Siria!


Il Parlamento di Teheran ha varato a tempo di record un accordo di "libero commercio e scambio" con la Repubblica Araba Siriana che, in 23 articoli, fa letteralmente a brandelli ogni velleità americana, israeliana e saudita di indebolire il Governo del Presidente Assad; elaborato dagli esperti dei Ministeri iraniani degli Affari Economici, delle Finanze e degli Esteri il documento mette a disposizione di Damasco a condizioni convenientissime e in quantità tali da sopperire a ogni contraccolpo delle inique e politicamente motivate 'sanzioni' delle settimane scorse tutti i prodotti e le tecnologie dell'avanzato sistema industriale e manifatturiero di Teheran che negli ultimi 23 anni é stato protagonista di un vero e proprio "Wirtschaftswunder", espandendosi e diversificandosi nei campi dell'automotivo, dell'elettronica, dell'informatica, delle produzioni plastiche, del settore energetico sia petrolifero che rinnovabile.

Il Segretario del Comitato parlamentare per la Sicurezza nazionale e la Politica estera, Aladdin Broujerdi ha enfatizzato che, in quanto Repubblica islamica, rivoluzionaria e anti-imperialista l'Iran offrirà tutto il suo appoggio e tutte le sue risorse alla "nazione sorella" attaccata dai gangster, dai terroristi e dagli agenti provocatori a libro paga di Washington, Tel Aviv e Riyadh. "I tentativi delle potenze arroganti di indebolire l'Asse della Resistenza facendo precipitare la Siria nel caos sono sempre più palesi e sempre più disperati: negli ultimi mesi Americani, Sionisti e Sauditi hanno speso centinaia di milioni, forse miliardi di dollari cercando di colpire un paese che rifiuta di conformarsi ai loro piani e ai loro progetti".

"La nazione siriana", tuttavia "ha dimostrato la sua resilenza a simili tentativi e nemmeno il battage mediatico dei canali Al-Jazeera e Al-Arabiya, fedeli esecutori degli ordini dei corrotti monarchi del petrolio, é servito a inquinare l'atmosfera di concordia nazionale e di dedizione all'autonomia, all'indipendenza e di ostilità verso i manutengoli dell'imperialismo, che agitano le bandiere del vecchio regime incitando alla violenza contro i civili e i militari fedeli alla Repubblica". Broujerdi ha preconizzato che Damasco continuerà a lungo a fornire un baluardo contro le aggressioni imperialiste e un prezioso aiuto e rifugio per gruppi come Hamas, Hezbollah, la Jihad Islamica e molti altri ancora.
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giovedì 11 agosto 2011

Delegazione ufficiale iraniana in visita al Cairo. Egitto e Iran sono sempre più vicini!



Una visita di una delegazione ufficiale iraniana in Egitto é stata bene accolta da molti cittadini, intellettuali ed esponenti della nascente comunità politica del paese, che ritengono i tempi più che maturi per un avvicinamento tra Teheran e Il Cairo. Ahmed el-Ghamrawi, dell'Associazione per l'Amicizia Egizian-Iraniana ha dichiarato ai microfoni dell'emittente PRESSTV di essere felice della visita e di guardare con fiducia al futuro per poter forgiare legami ancora più stretti tra la Repubblica Islamica e il Paese delle Piramidi.

La delegazione iraniana, guidata dal Segretario del Comitato Parlamentare per la Sicurezza e la Politica Estera Alaeddin Boroujerdi é arrivata al Cairo lunedì, nella prima visita ufficiale di esponenti iraniani all'Egitto dopo la caduta del regime di Mubarak. La delegazione ha invitato rappresentanti egiziani a interventire a una conferenza internazionale sulla Palestina che si terrà nella capitale iraniana ai primi di ottobre.

Boroujerdi, nel ruolo di inviato speciale del Presidente del Parlamento iraniano, Ali Larijani ha anche espresso la speranza che le due grandi nazioni ristabiliranno "pieni e appropriati rapporti diplomatici nel prossimo futuro". Le relazioni bilaterali hanno iniziato a svilupparsi rapidamente tra i due paesi subito dopo il trionfo della Rivoluzione egiziana. I rapporti diplomatici tra Teheran e Il Cairo si interruppero bruscamente quando Anwar Sadat, tradendo l'opera e il retaggio del suo predecessore Nasser, spostò l'Egitto nel campo filoimperialista, firmando con Israele un umiliante 'trattato di pace' e ospitando lo Shah Reza Palhevi nonostante le richieste iraniane di estradizione.
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