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mercoledì 16 maggio 2012

Boicotta il regime ebraico! Il Sindacato del settore pubblico UNISON cancella evento filosionista a Manchester!

I sionisti inglesi sono rimasti con un palmo di naso, rabbiosi e increduli, quando, grazie al boicottaggio di UNISON l'intervento di un israeliano a un evento organizzato a Manchester dal Trust per la Salute Mentale e la Cura Sociale del Servizio Sanitario Nazionale é stato cancellato.
L'israeliano Moty Cristal avrebbe dovuto tenere un discorso sulla 'soluzione dei conflitti' ma il sindacato UNISON, la più grande associazione di dipendenti pubblici inglese, che rappresenta un milione e trecentomila lavoratori e sostiene i Diritti dei Palestinesi non era disposto a lasciare una tribuna al rappresentante di uno stato razzista che i conflitti, più che a risolverli, é abituato a fomentarli e farli scoppiare, come insegna la sua lunga storia di aggressioni ai paesi vicini e circonvicini.
UNISON partecipa altresì attivamente alla campagna BDS per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni al regime ebraico contro la sua discriminazione dei Palestinesi, l'invasione e la colonizzazione dei territori occupati. L'ambasciatore dell'entità sionista a Londra Daniel Taub, non ha potuto fare altro che digrignare i denti e borbottare impotente; in questo caso nessuna Lobby a Sei Punte può fare cambiare idea a un milione e trecentomila lavoratori, al contrario di quanto i ricchi filosionisti inglesi sono abituati a fare con politicanti, parlamentari e ministri, tutti a libro-paga di israhell.
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martedì 12 luglio 2011

La Fratellanza Musulmana fa "cappotto" nelle elezioni sindacali dei farmacisti egiziani!


Ottime notizie dall'Egitto dove, stando agli ultimi dati diffusi i candidati della Fratellanza Musulmana, hanno letteralmente "sbancato" le elezioni sindacali dell'associazione farmacisti, dimostrando ancora una volta che la forza del movimento e la sua pervasività stanno proprio nella capacità di penetrare gli ambiti professionali che esprimono le figure-chiave dell'intellighentsia del paese. I candidati dell'Ikhwan hanno conquistato il Segretariato Generale, le Presidenze di tutte le otto sotto-sezioni del sindacato, la totalità dei seggi del comitato consultivo (12 su 12) e 22 seggi su 25 del Consiglio sindacale, oltre a 13 governatorati locali su 15.

Il Dr. Mohamed Abdel Gawad sarà Segretario Generale grazie al 54% di preferenze raccolte tra capitale e province, letteralmente annichilendo la pattuglia di concorrenti di cui il secondo classificato si trova a diverse decine di punti di distacco. Durante i decenni di governo del tiranno Mubarak le politiche liberistiche imposte all'Egitto dagli Usa e dall'Occidente hanno distrutto il settore di assistenza pubblica statale creato da Nasser, lasciando un vuoto immenso che é stato colmato pian piano dalle opere di assistenza e servizi della Fratellanzal; con le eccezioni delle cliniche private a cui si rivolgevano burocrati e politici dal pingue portafoglio quasi tutto il settore sanitario per la popolazione comune é egemonizzato dalle strutture riconducibili all'Ikhwan, che garantendo fondi universitari e borse di studio assicurano che anche le prossime generazioni di medici, clinici e farmacisti vedano una netta predominanza di propri membri al loro interno.

Il risultato delle elezioni sindacali é interessante, perché offre uno scorcio, nella dovuta prospettiva, di quanto forte e determinante sarà l'affermazione elettorale della Fratellanza nel quadro delle previste consultazioni elettorali democratiche.
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martedì 12 aprile 2011

Vittoria della Coalizione 8 Marzo nel primo "test" elettorale post-Hariri


A Beirut il Governo di centrosinistra imperniato sulla presidenza di Najib Mikati e sostenuto dalla coalizione "8 marzo" sostenuta dal Partito Socialista Progressista dei drusi dello Chouf (formazione politica guidata da Walid Jumblatt) non si é ancora insediato ma, fedeli al motto secondo cui "gli esami non finiscono mai" i rappresentanti e i sostenitori della nuova maggioranza parlamentare sono già chiamati ai primi "test" elettorali visto che, in una società segmentata e policentrica come quella libanese vi sono poche sfere della vita pubblica che non si prestino alla politicizzazione.

Una elezione sindacale di routine nell'Unione degli Ingegneri di Beirut, dunque, ha offerto la prima 'cartina di tornasole' per verificare quanto solida sia, nei fatti della società civile, la solidarietà fra PSP e "8 marzo", che, secondo alcuni profeti di sventura, non avrebbe retto al di fuori dell'aula parlamentare, stante la lunga ostilità fra la comunità drusa una delle forze motrici dell'alleanza 8 marzo, cioé il partito religioso sciita Hezbollah.

Hezbollah e il PSP, infatti, pur essendo stati occasionalmente alleati nel corso della lunga e sanguinosa Guerra Civile Libanese (il che comunque ha un valore relativo visto che, con poche notevoli eccezioni, quello fu un conflitto dove quasi tutti i contendenti in un momento o nell'altro sono stati alleati di qualunque altro gruppo e/o movimento), in anni più recenti si sono sempre fronteggiati da parti opposte della barricata e non solo politicamente; nel 2008, quando il governo filo-americano e filo-israeliano di Hariri tentò un colpo di mano contro le strutture della Resistenza (insaccando una cocente e totale sconfitta) la tradizionale roccaforte dello Chouf fu l'unica posizione dello schieramento del '14 marzo' che non capitolò di fronte alle forze congiunte di Hezbollah, Amal e del Partito Socialista della Nazione Siriana.

Tuttavia le cassandre sono state smentite quando, dimentichi di tutte le ruggini passate, i voti di aderenti, sostenitori e simpatizzandi del PSP si sono ordinatamente e massicciamente riversati sui candidati della lista allineata con la coalizione 8 marzo, che ha visto Elie Bsaibes (foto sotto) del Libero Movimento Patriottico dell'ex Generale Aoun salire alla carica di Segretario del Sindacato Ingegneri con seimila seicento e novantanove voti, duecento e ottantasette in più di quelli raggranellati da Imahd Wakim, il falangista sostenuto da Hariri e alleati.

Compagni di lista di Bsaibes erano Boulos al-Haji, Rudolf Karam, Mohammed Basbous, Mustafa Fawwaz e Ayman Zeineddine, che hanno tutti raccolto più di seimila preferenze a testa (dalle 6694 di Al-Haji alle 6479 di Zeineddine), con una 'forchetta' sorprendentemente stretta fra il candidato più votato e quello con meno preferenze. A versare sale sulle ferite dei candidati del 14 marzo, poi, si é aggiunta la considerazione che persino il candidato meno votato della lista avversaria (Zeineddine, con 6479 voti), sarebbe riuscito a battere il loro campione (che ha raccolto appena 6412 preferenze).

In coda allo spoglio delle schede e alla proclamanzione dei risultati é stato proprio il decano del PSP Walid Jumblatt a sottolineare che questo primo 'test di solidità' dell'armonia fra il proprio partito e i suoi nuovi alleati dell'8 marzo testimonia come la coalizione di maggioranza non sia predominante solo nell'aula parlamentare ma abbia la forza e l'autorevolezza necessaria a proporsi come forza-guida anche nella società libanese.

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sabato 27 novembre 2010

Gaza chiede l'eliminazione della violenza sionista sulle donne di tutta la Palestina


Il 25 novembre in tutto il mondo si é celebrata la Giornata mondiale per l'Eliminazione della Violenza sulla Donna. La ricorrenza é stata particolarmente sentita nella città martire di Gaza dove le donne, siano esse bambine, adolescenti, madri di famiglia o anziane, sono costantemente sottoposte alla minaccia rappresentata dallo strangolante assedio israeliano e dai raid punitivi delle forze armate sioniste, che non incontrano se non sporadici e distratti commenti dalle opinioni pubbliche degli "avanzati" e "progressisti" paesi occidentali.

Le donne di Gaza si sono radunate in gran numero per manifestare le loro necessità e le loro richieste in questa giornata loro dedicata: marciando per le strade della città, fermandosi di fronte al quartier generale delle Nazioni Unite nella Striscia, domandando giustizia per le loro compagne che languono nelle galere israeliane e che, come rivelato dalle foto e dai filmati recentemente filtrati alla stampa internazionale, venogno sottoposte ad abusi, violenze e angherie, sia fisiche che psicologiche.

I Sindacati di Gaza hanno organizzato un sit-in dinanzi alla sede della Croce Rossa/Mezzaluna Rossa Internazionale, chiedendo un intervento estero che limiti o meglio ancora annulli queste intollerabili pratiche delle forze militari e di polizia israeliane, ma anche di quelle di Fatah, che non si tira indietro a emulare nel peggio dei loro atteggiamenti gli sgherri e gli scherani dello Stato ebraico.