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giovedì 11 gennaio 2018

Apparato spionistico sionista localizzato e neutralizzato nel Sud del Libano!


L'agenzia stampa ufficiale NNA ha comunicato che esperti dell'Armee hanno localizzato e neutralizzato un apparato spionistico del regime sionista nella zona di Zawtar al-Gharbiyeh, nel Sud del paese, nella Provincia di Nabatiyeh.

La cittadina in questione si trova appena a Nord del fiume Litani.

Non é la prima volta che simili apparati vengono individuati e rimossi.

lunedì 8 aprile 2013

L'Armee Libanaise intercetta un grande carico di armi nel distretto dello Chouf e arresta i trafficanti dopo una intensa sparatoria!

Un morto e due feriti, tra cui, fortunatamente non grave, un membro delle forze armate nazionali; questo secondo i comunicati ufficiali il bilancio dell'operazione anti-contrabbando con cui una task force dell'Armee Libanaise ha bloccato "un considerevole carico di armi e munizioni" presso il villaggio di Ain Zhalta, sulle pendici dello Chouf nella zona prevalentemente drusa del paese.

Secondo quanto riportato dal quotidiano 'Daily Star' l'operazione dovrebbe segnalare un deciso "cambio di passo" nell'atteggiamento delle forze di sicurezza interna del Paese dei Cedri che avrebbero recepito le conseguenze del giubilamento del Generale Ashraf Rifi, noto (e molto contestato) per il suo atteggiamento morbido e lassista nei confronti delle parti politiche coinvolte più o meno direttamente nel sostegno ai mercenari terroristi attivi in Siria.

All'apice dell'operazione le forze dell'Esercito hanno ingaggiato i trafficanti in una intensa sparatoria durante la quale appunto un militare é stato ferito e due dei criminali sono stati colpiti, uno mortalmente. Una volta intimata la resa altri sette individui sono stati presi in custodia dai militari e condotti in carcere dove verranno giudicati per direttissima.

sabato 27 ottobre 2012

Dopo essersi "giocato" la chance di far dimettere Mikati il Renzo Bossi libanese litiga anche con Jumblatt!

Saad Hariri, il politicante mezzo saudita nonché cameriere libanese dei desiderata di Riyadh, Washington e Tel Aviv nel corso delle ultime giornate ha eloquentemente e ampiamente dimostrato quanto felice fu, molti mesi fa, la scenta della redazione di "Palaestina Felix" di assegnargli sarcasticamente lo pseudonimo di 'Renzo Bossi libanese'. Infatti, dopo avere sperperato grazie alla sua mancanza di polso, leadership e capacità di tenere sotto controllo i subordinati la possibilità di costringere l'attuale Premier Najib Mikati a rassegnare le dimissioni é riuscito nella giornata di ieri a fare scoppiare un'aspra polemica con il rappresentante politico che dovrebbe invece corteggiare e coccolare, nella speranza di fargli ritirare il sostegno all'attuale compagine governativa.

Parliamo ovviamente di Walid Jumblatt che, majakovskianamente "solido come un lavandino", dopo aver dodici mesi addietro annunciato il suo ritiro dalla scena politica attiva, continua a esercitare la propria "potestas" da padre-padrone sul Partito Socialista Progressista, formazione politica di punta della minoranza drusa, che egli considera niente meno che come una sua proprietà personale, anche in ciò denunciando la sua natura di 'uomo del passato', legato alle consuetudini e ai riti della vecchia politica libanese delle 'grandi' famiglie, al tempo in cui i Gemayel, i Frangieh, i Jumblatt e pochi altri 'clan' si spartivano potere e influenza come signori feudali (o, se volete, come capimafia).

Hariri vorrebbe riportare Jumblatt e il suo PSP nell'orbita dell'Alleanza 14 Marzo e a tal fine ha intessuto negli ultimi mesi una fitta ragnatela di contatti ma, all'indomani del fallito assalto dei sostenitori di 'Al-Mustaqbal' al Grand Serail, é riuscito, forzando la mano, a impelagarsi con lui in una sgradevole polemica, che ha già molto raffreddato l'atmosfera tra le due parti.

Il Renzo Bossi di Beirut infatti avrebbe 'intimato' più che invitato Jumblatt a far dimettere 'immediatamente' i ministri del PSP dall'esecutivo, per mantenere la pressione sul Primo Ministro Mikati; Jumblatt da vecchia volpe della politica libanese, non ci tiene affatto a venire considerato solidale con coloro che hanno rischiato la scorsa settimana di innescare una nuova guerra civile (venendo peraltro frustrati nei loro intenti), nulla infatti in Libano é più pericoloso per un leader politico dell'aura, potremmo quasi dire dell'odore del 'perdente'.

Ne é seguito lo scambio che sintetizziamo qui:

Jumblatt: "Non causerò un vuoto istituzionale in questo clima politico instabile"

Hariri: "Jumblatt é un bugiardo, mi ha accusato di aver detto che il Colonnello Hasan é un martire sunnita, ma queste sono state le parole del suo alleato, il Premieri Mikati".

Jumblatt: "Se Mikati ha detto veramente queste parole ha commesso un errore: Hasan é un martire di tutto il Libano".

Hariri: "Che Dio ti perdoni Walid (Jumblatt), tu vedi l'aderenza all'alleanza con Siria e Iran e la chiami stabilità"

Jumblatt: "Che Dio, se deve perdonare qualcuno, si occupi di aver misericordia di te, Saad, per queste tue affermazioni".

Non c'é che dire; un altro "brillante successo diplomatico" del Trota libanese!
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mercoledì 1 agosto 2012

L'Esercito libanese sventa attentato wahabita contro elicotteri ONU, progettato da alleati di Hariri!

Gli impegni contro il terrorismo e il contrabbando nel Nord del paese e i compiti di mantenimento della pace nei quartieri e sulle strade di Tripoli Siriaca non hanno allentato il controllo esercitato dall'Armee Libanaise sul resto del paese, in particolare sulla zona meridionale dove purtroppo sono ancora attivi gruppi di provocatori che tramano attacchi contro il contingente internazionale UNIFIL.
Secondo quanto riportato dal quotidiano Al-Akhbar nella giornata di ieri quattro persone sono state arrestate prima che potessero mettere in atto il progetto di attaccare un elicottero ONU con un lanciarazzi presso il campo d'aviazione di Rmeileh, sul massiccio dello Chouf (nella zona popolata dai Drusi). Gli arrestati sono alcuni libanesi sunniti, alcuni cristiani collegati ai partiti dell'Alleanza 14 Marzo e un Palestinese originario di Gaza e collegato con gruppi wahabiti come si vede la 'connection' di alleati di Saad Hariri ed estremisti religiosi di stampo qaedista non minaccia solo il Nord del paese o la Siria, ma tutto il Libano.
Secondo quanto riportato dal quotidiano As-Safir un ulteriore membro del gruppo sarebbe tuttora ricercato e potrebbe venire bloccato e arrestato dalle autorità nel corso delle prossime ore. Nel covo della cellula armata i militari dell'Esercito hanno trovato ben 1211 inneschi per esplosivo, detonatori a distanza, apparecchiature elettroniche israeliane, mine di fabbricazione Usa, bombe da mortaio sioniste, 21 granate, armi da fuoco e attrezzature di geolocalizzazione e comunicazione.
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martedì 12 aprile 2011

Vittoria della Coalizione 8 Marzo nel primo "test" elettorale post-Hariri


A Beirut il Governo di centrosinistra imperniato sulla presidenza di Najib Mikati e sostenuto dalla coalizione "8 marzo" sostenuta dal Partito Socialista Progressista dei drusi dello Chouf (formazione politica guidata da Walid Jumblatt) non si é ancora insediato ma, fedeli al motto secondo cui "gli esami non finiscono mai" i rappresentanti e i sostenitori della nuova maggioranza parlamentare sono già chiamati ai primi "test" elettorali visto che, in una società segmentata e policentrica come quella libanese vi sono poche sfere della vita pubblica che non si prestino alla politicizzazione.

Una elezione sindacale di routine nell'Unione degli Ingegneri di Beirut, dunque, ha offerto la prima 'cartina di tornasole' per verificare quanto solida sia, nei fatti della società civile, la solidarietà fra PSP e "8 marzo", che, secondo alcuni profeti di sventura, non avrebbe retto al di fuori dell'aula parlamentare, stante la lunga ostilità fra la comunità drusa una delle forze motrici dell'alleanza 8 marzo, cioé il partito religioso sciita Hezbollah.

Hezbollah e il PSP, infatti, pur essendo stati occasionalmente alleati nel corso della lunga e sanguinosa Guerra Civile Libanese (il che comunque ha un valore relativo visto che, con poche notevoli eccezioni, quello fu un conflitto dove quasi tutti i contendenti in un momento o nell'altro sono stati alleati di qualunque altro gruppo e/o movimento), in anni più recenti si sono sempre fronteggiati da parti opposte della barricata e non solo politicamente; nel 2008, quando il governo filo-americano e filo-israeliano di Hariri tentò un colpo di mano contro le strutture della Resistenza (insaccando una cocente e totale sconfitta) la tradizionale roccaforte dello Chouf fu l'unica posizione dello schieramento del '14 marzo' che non capitolò di fronte alle forze congiunte di Hezbollah, Amal e del Partito Socialista della Nazione Siriana.

Tuttavia le cassandre sono state smentite quando, dimentichi di tutte le ruggini passate, i voti di aderenti, sostenitori e simpatizzandi del PSP si sono ordinatamente e massicciamente riversati sui candidati della lista allineata con la coalizione 8 marzo, che ha visto Elie Bsaibes (foto sotto) del Libero Movimento Patriottico dell'ex Generale Aoun salire alla carica di Segretario del Sindacato Ingegneri con seimila seicento e novantanove voti, duecento e ottantasette in più di quelli raggranellati da Imahd Wakim, il falangista sostenuto da Hariri e alleati.

Compagni di lista di Bsaibes erano Boulos al-Haji, Rudolf Karam, Mohammed Basbous, Mustafa Fawwaz e Ayman Zeineddine, che hanno tutti raccolto più di seimila preferenze a testa (dalle 6694 di Al-Haji alle 6479 di Zeineddine), con una 'forchetta' sorprendentemente stretta fra il candidato più votato e quello con meno preferenze. A versare sale sulle ferite dei candidati del 14 marzo, poi, si é aggiunta la considerazione che persino il candidato meno votato della lista avversaria (Zeineddine, con 6479 voti), sarebbe riuscito a battere il loro campione (che ha raccolto appena 6412 preferenze).

In coda allo spoglio delle schede e alla proclamanzione dei risultati é stato proprio il decano del PSP Walid Jumblatt a sottolineare che questo primo 'test di solidità' dell'armonia fra il proprio partito e i suoi nuovi alleati dell'8 marzo testimonia come la coalizione di maggioranza non sia predominante solo nell'aula parlamentare ma abbia la forza e l'autorevolezza necessaria a proporsi come forza-guida anche nella società libanese.

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giovedì 31 marzo 2011

Nasrallah e Jumblatt si confrontano su politica interna ed estera! Soddisfazione reciproca


Il leader del Movimento politico sciita Hezbollah Sayyed Hassan Nasrallah e il Segretario del Partito Socialista Progressista, formazione storica dei Drusi dello Chouf, Walid Jumblatt, si sono incontrati pochi giorni fa a Beirut per discutere dei progressi nella formazione del Governo Mikati e delle sfide che attendono la Coalizione tra l'Alleanza 8 marzo e il PSP, che, dopo avere abbandonato esattamente due anni fa la coalizione di conservatori e falangisti filo-israeliani e filo-americani del '14 marzo', si é pian piano riposizionato a sinistra fino a sancire, con i suoi voti, la fine delle speranze di reincarico di Saad Hariri e l'abbrivio per un nuovo Governo a guida Mikati.

Ovviamente la conversazione tra i due leader ha fatto spesso riferimento agli eventi attuali che stanno cambiando il volto del Medio Oriente e del Nord Africa ma, nei suoi punti nodali, é stata quasi totalmente rivolta alla politica interna. Jumblatt, che poche settimane fa aveva sottolineato in un intervento ben poco lusinghiero per l'erede quanto fossero grandi le differenze tra il defunto Rafik Hariri e il figlio Saad, ha definito ai giornalisti del quotidiano 'As-Safir' il clima e i risultati dell'incontro come: "molto positivi".

"Io e il Segretario generale Nasrallah abbiamo una visione molto simile riguardo agli eventi recenti e come meglio affrontarne gli sviluppi".

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martedì 25 gennaio 2011

Saad Hariri scatena i suoi teppisti: scontri e danni nelle strade di Beirut



Come molti altri politicanti da quattro soldi Saad Hariri, capo della debole e screditata coalizione di forrze filo-americane e filo-israeliane (l'alleanza 14 marzo) non ha saputo trovare di meglio che scatenare nella serata di ieri i suoi sostenitori per le strade di Beirut e Tripoli siriaca per simulare, con i roghi e il vandalismo, una forza che né lui né i suoi alleati (almeno, quelli rimastigli dopo la defenzione del Partito Socialista Progressista di Waleed Jumblatt) sanno di poter esercitare in Parlamento.

In un paese che ha passato 15 anni di guerra civile come il Libano il ricordo alla violenza di piazza é un atto ancor più grave di quanto potrebbe venire considerato in un altro paese mediorientale e, forse seguendo il consiglio di qualche suggeritore più cauto e accorto, nella mattinata odierna, l'ex Primo Ministro libanese attualmente a capo di un Governo d'interim politicamente all'angolo ha dichiarato che le distruttive dimostrazioni "non sono state ordinate da lui", ripetendo tuttavia che lui e i suoi alleati si rifiuteranno di prendere parte a qualunque Esecutivo guidato da Najib Mikati.

Tuttavia la sdegnosa dichiarazione e la minaccia di nuove violenze non tolgono il fatto che Mikati non avrebbe alcun bisogno del sostegno di Hariri e compagni per vedere un suo possibile esecutivo benedetto dalla maggioranza parlamentare e che, portando la minaccia di violenza alle estreme conseguenze Hariri si dimostrerebbe non solo avventato, ma anche improvvido, visto che poco più di due anni fa, quando i partiti di centro destra tentarono il colpo di mano contro la struttura di telecomunicazioni di Hezbollah, vennero rapidamente e completamente sgominati; solo i Drusi del PSP, all'epoca, diedero un po' di filo da torcere ai sostenitori dell'alleanza 8 marzo, rinserrandosi nella loro tradizionale roccaforte dello Chouf, e, da allora, le loro posizioni si sono via via alienate da quelle del fronte sunnita/maronita di centrodestra.