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giovedì 7 maggio 2015

Il Generale Qahwaji definisce Tel Aviv e terroristi takfiri come "Due facce della stessa moneta!"

Il comandante in capo delle forze armate libanesi, Generale Jean Qahwaji, nel corso di un discorso tenuto all'Associazione dell'Avvocatura di Beirut ha pronunciato parole nette e dure nei confronti del regime ebraico di occupazione della Palestina e nei confronti dei terroristi takfiri e wahabiti che minacciano sicurezza e integrità della nazione libanese.

martedì 25 novembre 2014

Delegazione russa visita Beirut e si incontra con esponenti del movimento Hezbollah!!

Il Capo della delegazione parlamentare di Hezbollah ("Lealtà per la Resistenza"), il Deputato Mohammed Raad ha ricevuto a Beirut il Vicesegretario del Consiglio Federale Russo, Ilyas Umakhanov, che con una delegazione del Cremlino sta visitando il Paese dei Cedri.

Nel corso della intensa discussione che é nata dall'incontro sono stati dibattuti i temi dell'attualità regionale  e internazionale, nella fattispecie la minaccia takfira contro il Libano e le misure recentemente prese per affrontarla e i collegamenti tra gli sforzi russi per contrastare l'aggressione alla Siria e la provocazione Usa-NATO-UE in Ucraina.

Alla riunione era presente anche il funzionario di Hezbollah incaricato del Dipartimento Relazioni Internazionali, il che dimostra quanto il movimento politico sciita consideri fondamentali, a qualunque livello, i propri contatti con la Russia di Putin, potenza che ha ormai completamente ritrovato il proprio ruolo internazionale, specialmente nell'arena mediorientale.

lunedì 29 aprile 2013

Dopo Raad il Viceministro Bogdanov incontra anche Hassan Nasrallah: sempre più amichevoli le relazioni Mosca-Hezbollah!

Proseguendo nella sua visita ufficiale in Libano il VIce di Sergej Lavrov, Mikhail Bogdanov, ha passato diverse ore a colloquio con Hassan Nasrallah, Segretario Generale del Movimento sciita Hezbollah. L'incontro che ha avuto luogo sabato sera ha seguito la cena del diplomatico russo con Mohammed Raad, capo dei parlamentari del movimento.

Bogdanov finora ha passato più tempo con i rappresentanti di Hezbollah che con le alte cariche del Paese dei Cedri, evidente segno di come al Cremlino Putin e i suoi consiglieri puntino tutte le loro carte sul Movimento di Nasrallah, perno della coalizione elettorale progressista, perché nelle prossime elezioni politiche porti a casa un risultato positivo che tenga lontano dalle leve del potere il 're travicello' Saad Hariri, il cui carrozzone di partiti filosionisti, filoamericani, é totalmente permeato e pervaso di simpatizzanti filo-wahabiti che trasformerebbero il Libano in un nuovo Pachistan.

Ripartendo alla volta di Mosca nella serata di domenica 28 aprile Bogdanov ha dichiarato: "La mia visita in Libano é stata fondamentale per inquadrare il futuro dei rapporti russo-libanesi"; rapporti che, é chiaro anche ai sassi ormai, passeranno sempre di più attraverso Hezbollah.




sabato 27 aprile 2013

Bogdanov a Beirut passa la serata ospite di Hezbollah: "La vostra credibilità é sostanziata dai vostri grandi sacrifci!"

Continua la visita libanese del Viceministro degli Esteri di Mosca Bogdanov, impegnato a rinsaldare ed estendere la rete di influenza e solidarietà russa in quella parte di Medio Oriente che si oppone attivamente ai piani imperialisti occidentali di "divide et impera", che vorrebbero usare gli stessi estremisti islamici wahabiti che 'tornano comodi' come spauracchio sul fronte interno (vedi la burattinata della Maratona di Boston) come testa d'ariete per colpire e minare gli stati dell'Asse della Resistenza.

Dopo avere incontrato come annunciato il Presidente Sleiman, lo Speaker del Parlamento Berri, il Premier incaricato Tammam Salam, Bogdanov ha conferito anche con il Ministro degli Esteri uscente Adnan Mansour e ha trascorso la serata di ieri a cena con Mohammed Raad, leader dei parlamentari di Hezbollah.

"La Repubblica Russa é pronta a cooperare con Hezbollah, un partito che ha sempre sostenuto le sue posizioni con i fatti, come testimonia la sua storia di duro lavoro e sacrificio a beneficio dell'autonomia e dell'indipendenza del Libano e che merita perciò rispetto ed ascolto".


venerdì 26 aprile 2013

Bogdanov in Libano dichiara: "Mosca vuole mantenere e rafforzare la stabilità interna del Paese dei Cedri!"

Dopo l'altolà pronunciato dal Presidente Michel Sleiman contro i predicatori estremisti che fomentano e sobillano i fedeli più ingenui e influenzabili per far loro prender parte alle violenze contro il popolo siriano, un altro importante segnale arriva dal Libano dove si trova in visita il Viceministro degli Esteri di Mosca, Mikhail Bogdanov. E' stato proprio lui, parlando alla stampa locale a dichiarare che per Mosca la stabilità interna del Libano rappresenta un valore assoluto da difendere a ogni costo.

Mosca, secondo quanto ripetuto dal Viceministro, non ha nulla da guadagnare nella destabilizzazione del Paese dei Cedri (al contrario di Usa e Israele), e considera che la politica di non-intervento di Beirut nelle vicende siriane sia utile al raggiungimento di una soluzione interna che é resa più difficile dalla smania interventista di certi paesi occidentali e arabi, ansiosi di guadagnare posizioni nella regione tramite un artificioso e violento 'regime change'.

Bogdanov nella giornata di oggi sarà impegnato in incontri con il Presidente Sleiman, quindi col Presidente del Parlamento Nabih Berri di Amal, con il Premier incaricato Tammam Salam e, infine, con il Primo Ministro ad Interim Najib Mikati, che ha rassegnato le sue dimissioni alcune settimane orsono.

venerdì 29 marzo 2013

Amir Abdollahian: "Un Irak sicuro e stabile é fondamentale per il bene della regione: Teheran sempre al fianco di Bagdad contro il terrorismo settario!"


Il tentativo di famigerati e ben conosciuti gruppuscoli settari ed estremisti di dividere l'Irak lungo linee di attrito e di conflitto etnico e settario é uno dei più bassi e meschini tentativi delle forze dell'Imperialismo arrogante di cercare di forzare secondo i loro desideri la conclusione catastrofica della loro campagna di invasione e occupazione della Mesopotamia, finita con un buco nell'acqua per la ferrea e indomabile volontà di Resistenza del popolo irakeno (a maggioranza assoluta sciita) e conclusasi con il ritiro totale delle forze armate straniere e l'elezione di un Governo espressione della volontà popolare, aperto alla cooperazione con la Repubblica Islamica nella prospettiva dell'Asse della Resistenza.

Mentre tali gruppetti, vista la mala parata e le costanti, cocenti sconfitte inflitte loro dalle forze di polizia e di sicurezza irakene si lasciano andare a meschine rappresaglie contro civili innocenti (illusi! se bastasse uccidere civili per piegare gli Irakeni ci sarebbero già riusciti da tanto tempo gli imperialisti americani!!) il Viceministro degli Esteri iraniano con delega per gli Affari Arabi e Africani, Hossein Amir Abdollahian ha ripetuto che un Irak stabile e prospero é fondamentale per gli interessi della regione e dei suoi abitanti e che Teheran sosterrà sempre la lotta di Bagdad contro estremisti e terroristi di ogni segno e schieramento.

Il Viceministro iraniano ha rilasciato queste dichiarazioni ricevendo a Teheran il Sottosegretario Irakeno per la Direzione degli Affari Tecnici  Mohammad al-Dorki, il quale ha apprezzato lo spirito e il tono delle parole, augurandosi che in un prossimo futuro le relazioni bilaterali Iran-Irak possano intensificarsi e approfondirsi fino a livelli semplicemente impensabili o insperabili ancora pochi anni fa.