La potente task force siriana messa in campo per ripulire il Badiyeh (deserto) a Est di Sweida dalla presenza di gruppi superstiti dell'ISIS ha iniziato le sue operazioni con bombardamenti di artiglieria, razzi e missili e il sostegno dei cacciabombardieri siriani e russi.
Attualmente le forze siriane stanno avanzando oltre Al-Dayathah e hanno catturato già le colline di Al-Karaa e Deko.
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martedì 7 agosto 2018
La Task Force siriana sta avanzando decisamente nel deserto a Est di Sweida: ISIS in fuga!!
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sabato 15 ottobre 2016
A tutti i lettori di PALAESTINA FELIX "regaliamo" questa suggestiva foto del gruppo navale russo che esce nel Mar di Barents!
Sembra la scena di un film, una megaproduzione di quelle che si gustano in sala con tanto di visuale in tre dimensioni e stereo avvolgente: su un mare quieto e color del metallo, sotto un cielo drappeggiato di nubi, una squadra navale in grado di sfidare un'intera flotta, incentrata sulla portaerei Ammiraglio Kuznetsov e sull Incrociatore Pesante a Propulsione Nucleare Pietro il Grande si appresta a uscire dalle bocche della Baia di Kola per entrare nel Mar di Barents e puntare prima verso l'Atlantico, poi verso lo Stretto di Gibilterra e infine verso il Mediterraneo Orientale, di fronte alle coste siriane.
lunedì 4 maggio 2015
ESCLUSIVA: Hezbollah e forze siriane eliminano 50 terroristi (tra cui quattro ufficiali turchi) vicino a Idlib!
Cerchiamo di bilanciare il 'buco' preso ieri con la benvenuta e a lungo attesa conquista di Maydaa dandovi praticamente in tempo reale un aggiornamento dalla Provincia di Idlib che ci é appena stato segnalato da una nostra fonte fidata: una task-force congiunta dell'Esercito Siriano e di commando del movimento sciita Hezbollah avrebbe condotto un agguato nel quale una cinquantina di terroristi wahabiti di Al-Nusra sono stati eliminati nei dintorni del capoluogo nordoccidentale.
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giovedì 8 maggio 2014
La Crisi Ucraina non distrae Putin che mantiene alta la guardia nel Mediterraneo Orientale!
Dopo un viaggio di oltre 4000 miglia nautiche il Cacciatorpedieniere lanciamissili "Viceammiraglio Kulakov" appartenente alla 'Classe Udaloy' della flotta russa ha raggiunto il Mediterraneo Orientale dopo essere partito dal suo porto nel Mare del Nord.
Secondo quanto dichiarato dal Portavoce della Flotta Settentrionale, Capitano Vadim Serga, il 'Kulakov' si sostituirà all'Incrociatore 'Pietro il Grande' come nave-comando della Task Force russa che pattuglia le acque antistanti alla Siria.
L'avvicendamento dimostra come la 'guardia' di Putin nel Mediterraneo Orientale rimanga sempre alta nonostante i tentativi NATO di distrarre la sua attenzione con la crisi manifatturata in Ucraina (motivata dal desiderio di negare alla Russia i porti di Sebastopoli e Odessa).
E' di questi giorni la notizia che oltre due miliardi di dollari verrano investiti da qui al 2020 per fornire nuovi vascelli di superficie e sottomarini moderni alla Flotta del Mar Nero; dimostrazione evidente di come il Cremlino ritenga fondamentale la propria capacità di proiettare la sua forza navale nelle acque del Mediterraneo.
Secondo quanto dichiarato dal Portavoce della Flotta Settentrionale, Capitano Vadim Serga, il 'Kulakov' si sostituirà all'Incrociatore 'Pietro il Grande' come nave-comando della Task Force russa che pattuglia le acque antistanti alla Siria.
L'avvicendamento dimostra come la 'guardia' di Putin nel Mediterraneo Orientale rimanga sempre alta nonostante i tentativi NATO di distrarre la sua attenzione con la crisi manifatturata in Ucraina (motivata dal desiderio di negare alla Russia i porti di Sebastopoli e Odessa).
E' di questi giorni la notizia che oltre due miliardi di dollari verrano investiti da qui al 2020 per fornire nuovi vascelli di superficie e sottomarini moderni alla Flotta del Mar Nero; dimostrazione evidente di come il Cremlino ritenga fondamentale la propria capacità di proiettare la sua forza navale nelle acque del Mediterraneo.
giovedì 5 settembre 2013
Navi da guerra cinesi in rotta verso la Siria, il vascello da sbarco Jianggangshan ha già passato Suez!
La foto qui riportata mostra l'aspetto e parte dell'interno di una nave da sbarco 'Tipo 71 Jianggangshan' delle forze navali della Repubblica Popolare Cinese, che avrebbe da poche ore passato il Canale di Suez (con pieno accordo delle autorità egiziane quindi) muovendosi verso il Mediterraneo Orientale per 'osservare' i movimenti delle navi americane e russe già presenti nella zona.
Altri due vascelli sarebbero in avvicinamento e potrebbero entrare nel Mediterraneo già nella giornata di domani, venerdì 6 settembre, secondo giorno del meeting di San Pietroburgo tra i rappresentanti del G20, dove il Presidente e padrone di casa Vladimir Putin si é trattenuto a lungo a parlare coi delegati cinesi.
La situazione siriana si va chiarendo e delineando, la Cina, finora più defilata seppur chiaramente schierata in principio contro ogni ipotesti di intervento militare occidentale contro Damasco preferisce avere un punto di vista privilegiato su possibili sviluppi della situazione, probabilmente per arricchire la propria riserva di 'know how' in vista di possibili crisi future in cui potrebbe venire chiamata ad agire o re-agire.
Altri due vascelli sarebbero in avvicinamento e potrebbero entrare nel Mediterraneo già nella giornata di domani, venerdì 6 settembre, secondo giorno del meeting di San Pietroburgo tra i rappresentanti del G20, dove il Presidente e padrone di casa Vladimir Putin si é trattenuto a lungo a parlare coi delegati cinesi.
La situazione siriana si va chiarendo e delineando, la Cina, finora più defilata seppur chiaramente schierata in principio contro ogni ipotesti di intervento militare occidentale contro Damasco preferisce avere un punto di vista privilegiato su possibili sviluppi della situazione, probabilmente per arricchire la propria riserva di 'know how' in vista di possibili crisi future in cui potrebbe venire chiamata ad agire o re-agire.
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