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domenica 27 gennaio 2019
Bahram Qassemi ripete: "L'Iran non negozierà mai alcunché sul suo programma missilistico e sulle sue capacità di Difesa!"
Il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Bahram Qassemi ha ribadito la fermezza del suo paese nel rifiuto di ogni colloquio con gli stati occidentali sulle sue capacità di difesa e missilistica.
"I negoziati con l'Europa sono solo (incentrati su) sul piano politico ed economico, abbiamo detto a voce alta che non negoziamo con i missili", ha detto Qassemi al quotidiano in lingua persiana Sobh-e Noeh.
Ha aggiunto che i negoziatori iraniani hanno chiaramente spiegato nei loro colloqui con gli stati europei che il potere missilistico dell'Iran è deterrente e difensivo.
Qassemi ha sottolineato che l'Iran non ha tenuto negoziati con la parte occidentale sulla sua difesa e capacità militari.
domenica 13 gennaio 2019
L'Esercito Yemenita conferma l'entrata in servizio di nuovi droni d'attacco 'Qasif-2K'!
Nuovo video sul nostro Canale Youtube.
Esatto.
I nuovi droni, evoluzione dei ben già conosciuti e usati "Qasif", sono stati impiegati nel recente attacco contro gli ufficiali traditori, di cui, guarda caso, PALAESTINA FELIX vi aveva subito informato 'fiutando' la rilevanza della notizia.
Esatto.
I nuovi droni, evoluzione dei ben già conosciuti e usati "Qasif", sono stati impiegati nel recente attacco contro gli ufficiali traditori, di cui, guarda caso, PALAESTINA FELIX vi aveva subito informato 'fiutando' la rilevanza della notizia.
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sabato 12 gennaio 2019
L'Iran rimanda al mittente le ipocrite accuse della francese Von del Muhll! (O Von der Sion??)
Gli imperialisti occidentali impazziscono, letteralmente impazziscono, all'idea che la Repubblica Islamica dell'Iran...40 anni fa ridotta a un poverissimo e instabile paese 'comprador' del Terzo Mondo, abbia oggi un'economia praticamente autosufficiente e sia persino in grado di produrre avanzati manufatti tecnologici come, tra gli altri, missili e satelliti.
martedì 10 aprile 2018
Altolà cinese a Trump! La solidarietà eurasiatica si dispiega per proteggere Damasco!
"Nessun uso unilaterale di forza militare é concepibile o tollerabile nei confronti della Siria prima che una accurata, approfondita e imparziale indagine sia stata condotta su quanto è avvenuto".
Con queste parole il Portavoce del Ministero degli Esteri di Beijing, Geng Shuang, ha dato un sonoro "ALT" alle masturbazioni militari del parrucchinato inquilino della Casa Bianca, del 'toy boy' gerontofilo Macron e della megera rinsecchita Theresa May.
"Attacchi portati a caso, sulla base di pregiudizi, non porteranno a niente", ha rincarato il rappresenante della Repubblica Popolare Cinese, con cui Washington é impegnata già in una 'guerra commerciale' impossibile da vincere.
Con queste parole il Portavoce del Ministero degli Esteri di Beijing, Geng Shuang, ha dato un sonoro "ALT" alle masturbazioni militari del parrucchinato inquilino della Casa Bianca, del 'toy boy' gerontofilo Macron e della megera rinsecchita Theresa May.
"Attacchi portati a caso, sulla base di pregiudizi, non porteranno a niente", ha rincarato il rappresenante della Repubblica Popolare Cinese, con cui Washington é impegnata già in una 'guerra commerciale' impossibile da vincere.
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giovedì 29 ottobre 2015
Bagdad ripete a Obama: "Non abbiamo ALCUN BISOGNO di truppe Usa sul nostro territorio!"
Evidentemente nel panico per la sempre più netta e rapida deriva irakena verso Mosca, con cui ormai sembrano raggiunti i preliminari per un'estensione alla Mesopotamia della campagna aerea antiterroristica iniziata in Siria, diversi rappresentanti dell'Amministrazione Obama hanno menzionato negli ultimi giorni la "necessità" per gli Usa di riportare proprie truppe combattenti sul territorio irakeno, a poco meno di quattro anni dal loro definitivo ritiro.
E' toccato al Portavoce dell'ufficio del Premieri Abadi, Saad al-Hadithi, ribadire a Washington che l'Irak non ha alcuna intenzione di chiedere né tantomeno di autorizzare un simile schieramento; "La lotta contro i terroristi dell'ISIS é una questione interna irakena e il Governo del paese non ha chiesto al Ministero della Difesa Usa nessun tipo di partecipazione a queste operazioni. L'Irak ha sufficienti truppe terrestri per venire autonomamente a capo della questione".
E' toccato al Portavoce dell'ufficio del Premieri Abadi, Saad al-Hadithi, ribadire a Washington che l'Irak non ha alcuna intenzione di chiedere né tantomeno di autorizzare un simile schieramento; "La lotta contro i terroristi dell'ISIS é una questione interna irakena e il Governo del paese non ha chiesto al Ministero della Difesa Usa nessun tipo di partecipazione a queste operazioni. L'Irak ha sufficienti truppe terrestri per venire autonomamente a capo della questione".
domenica 26 luglio 2015
Zuhri distrugge le accuse di Mahmud Abbas: "Banali tentativi di distrarre l'attenzione dai suoi fallimenti!"
Nel tentativo di distrarre l'opinione pubblica dal suo incessante collaborazionismo con gli invasori giudei della Palestina, dai continui fallimenti dei 'governi' incessantemente fatti e disfatti in quel di Ramallah e dalla maniera clientelare, corrotta e irresponsabile con cui i suoi complici e manutengoli gestiscono gli affari pubblici in Cisgiordania il cacicco Mahmud Abbas ha elevato nei giorni scorsi pretestuose accuse contro Hamas, inferendo che esistano 'trattative segrete' tra il Movimento di Resistenza che controlla la Striscia di Gaza e il regime ebraico di Tel Aviv.
In una replica ufficiale a questi addebiti infondati il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri ha dichiarato che essi non sono altro che 'menzogne' le quali dimostrano quanto Abbas e la sua cricca siano disperati per distogliere l'attenzione dai loro fallimenti e dal loro livello di asservimento all'entità di occupazione.
In una replica ufficiale a questi addebiti infondati il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri ha dichiarato che essi non sono altro che 'menzogne' le quali dimostrano quanto Abbas e la sua cricca siano disperati per distogliere l'attenzione dai loro fallimenti e dal loro livello di asservimento all'entità di occupazione.
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venerdì 15 maggio 2015
Abu Obeida delle Brigate Qassam commemora il 67esimo anniversario della Nakba con un appello alla Resistenza!
Nel messaggio pronunciato per commemorare il 67esimo anniversario dell'Olocausto dell Nakba il portavoce delle Brigate Ezzedine al-Qassam, Abu Obeida ha rimarcato con forza come il Popolo di Palestina sia più vicino alla Liberazione e al Ritorno di quanto non sia stato nel passato.
"Tramite la Resistenza e la Determinazione riusciremo ad affermare i nostri Diritti innegabili; a coloro che sono arrivati da mezzo mondo per rubare la nostra Terra diciamo: 'Fuori!' nessuna occupazione armata ha mai potuto prevalere contro un popolo deciso a lottare".
"Tramite la Resistenza e la Determinazione riusciremo ad affermare i nostri Diritti innegabili; a coloro che sono arrivati da mezzo mondo per rubare la nostra Terra diciamo: 'Fuori!' nessuna occupazione armata ha mai potuto prevalere contro un popolo deciso a lottare".
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giovedì 16 aprile 2015
L'Esercito egiziano si 'smarca' dalla coalizione saudita contro lo Yemen, dichiarazione ufficiale in merito del suo portavoce!
Il portavoce delle forze armate del Cairo, il Brigadier Generale Mohamed Samir, ha recisamente smentito qualunque voce che vorrebbe truppe egiziane sbarcate in Yemen o a qualunque altro titolo presenti sul suo territorio. Egli ha precisato che l'Egitto non parteciperà a nessun prezzo a una invasione dello Yemen.
Samir ha definito le voci riguardo la morte di soldati egiziani in Yemen come 'voci infondate, erronee o volutamente fuorvianti', mettendo in guardia dal darvi credito.
Samir ha definito le voci riguardo la morte di soldati egiziani in Yemen come 'voci infondate, erronee o volutamente fuorvianti', mettendo in guardia dal darvi credito.
martedì 31 marzo 2015
Smentite le 'balle di guerra' di Tel Aviv! Il regime ebraico cerca di ottenere la liberazione dei prigionieri catturati da Hamas!
Quando la scorsa estate abbiamo annunciato la cattura di due militari della forza di aggressione sionista che si era scatenata contro il quasi inerme ghetto assediato di Gaza eravamo stati investiti da torrenti di insulti da parte dei sionisti che (inopinatamente) sembrano frequentare queste pagine riguardo il fatto che il regime ebraico avesse ripetutamente negato che qualunque MIA tra le file delle sue truppe fosse effettivamente caduto in mano ad Hamas o ad altre forze della Resistenza.
Non più di qualche giorno dopo, però, questi dinieghi cadevano in contraddizione quando emergeva che Abu Obeida, portavoce ufficiale delle Brigate Qassam, aveva replicato a un tentativo sionista di stabilire una trattativa per il loro rilascio invitando prima Tel Aviv a fornire una lista completa dei collaborazionisti di Gaza in cambio di prove dell'esistenza in vita dei soldati dispersi in azione.
Non più di qualche giorno dopo, però, questi dinieghi cadevano in contraddizione quando emergeva che Abu Obeida, portavoce ufficiale delle Brigate Qassam, aveva replicato a un tentativo sionista di stabilire una trattativa per il loro rilascio invitando prima Tel Aviv a fornire una lista completa dei collaborazionisti di Gaza in cambio di prove dell'esistenza in vita dei soldati dispersi in azione.
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martedì 3 marzo 2015
Il PFLP-GC in una nota ufficiale difende Hamas dalla campagna di fango di certi media e agenzie egiziane!
Il Fronte Popolare di Liberazione della Palestina-Comando Generale (PFLP-GC) ha condannato la continua campagna di diffamazione in atto verso Hamas da parte di alcuni ambienti e corti dell'apparato giudiziario egiziano; nella nota emessa in merito il Comando Generale ha esteso al Movimento Musulmano di Resistenza il riconoscimento per i suoi anni di duro impegno contro l'occupazione sionista che costituisce il suo unico bersaglio e nemico.
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martedì 3 febbraio 2015
Gaza reagisce alla stupida, iniqua sentenza egiziana: "I nostri combattenti non sono terroristi!"
La sciocca, inspiegabile decisione della Corte Speciale egiziana, che non aiuterà per niente le autorità del Cairo nel loro tentativo di combattere e contrastare i terroristi presenti nel Sinai (riconducibili a gruppi ikhwaniti o wahabiti) sta invece avvelenando i rapporti tra l'Egitto e la Striscia di Gaza.
Una folla di dimostranti si é radunata ieri a Jabailya nella parte Nord della Striscia con bandiere di Hamas, delle Brigate Qassam, lanciando slogan proclamando la propria solidarietà con i Ragazzi della Resistenza Armata.
Una folla di dimostranti si é radunata ieri a Jabailya nella parte Nord della Striscia con bandiere di Hamas, delle Brigate Qassam, lanciando slogan proclamando la propria solidarietà con i Ragazzi della Resistenza Armata.
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domenica 1 febbraio 2015
Pessima, stupida, miope decisione di un tribunale egiziano mette in crisi i rapporti Gaza-Cairo
"Dopo questa miope decisione di un tribunale egiziano, nostro malgrado non possiamo più considerare Il Cairo come un onesto mediatore nelle questioni palestinesi". Con questo laconico comunicato il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri ha liquidato l'assurda inclusione delle Brigate Ezzedine al-Qassam in una lista di 'organizzazioni terroriste', da parte della Corte Speciale cairota presieduta dal Giudice Mohamed al-Sayid.
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domenica 7 dicembre 2014
Elicotteri governativi attaccano postazioni di 'Fajr Libya' lungo il confine con la Tunisia: é l'inizio dell'offensiva tripolitana?
Poco dopo l'annuncio del Primo Ministro in esilio Abdullah al-Thani e dopo una prima voce (di cui non siamo riusciti a trovare conferme affidabili, decidendo di non commentarla o menzionarla sul blog) riguardo un primo movimento di forze di terra in direzione della Tripolitania, alcuni elicotteri governativi avrebbero colpito posizioni di 'Fajr Libya' sul confine nordoccidentale con la Tunisia.
Il 'raid' non sarebbe stato molto massiccio, visto che il gruppo 'Scudo della Libia' (una delle molte fazioni islamiste federate sotto la bandiera di Fajr Libya) avrebbe ammesso soltanto un morto e tra i tre e i cinque feriti, ma tuttavia potrebbe segnalare l'inizio di un'escalation nei prossimi giorni.
Da agosto 2014 Tripoli, già capitale della Jamahiryia gheddafiana, non é più sotto il controllo del Governo internazionalmente riconosciuto, che si é trasferito via mare nell'estremo Est del paese, dove riceve il sostegno e il supporto dell'Egitto del Presidente (ed Ex-generale) Al-Sisi e dove ha stretto un'alleanza di convenienza con la milizia dell'Ex-capo di SM di Gheddafi, il Generale Khalifa Haftar.
Insieme le forze di questi due alleati sarebbero riuscite in quasi tre mesi di sanguinose, intermittenti battaglie a conquistare circa l'80 per cento del capoluogo cirenaico, Bengasi, pur non riuscendo a strappare ai miliziani islamisti la strategica area del porto marittimo.
Il 'raid' non sarebbe stato molto massiccio, visto che il gruppo 'Scudo della Libia' (una delle molte fazioni islamiste federate sotto la bandiera di Fajr Libya) avrebbe ammesso soltanto un morto e tra i tre e i cinque feriti, ma tuttavia potrebbe segnalare l'inizio di un'escalation nei prossimi giorni.
Da agosto 2014 Tripoli, già capitale della Jamahiryia gheddafiana, non é più sotto il controllo del Governo internazionalmente riconosciuto, che si é trasferito via mare nell'estremo Est del paese, dove riceve il sostegno e il supporto dell'Egitto del Presidente (ed Ex-generale) Al-Sisi e dove ha stretto un'alleanza di convenienza con la milizia dell'Ex-capo di SM di Gheddafi, il Generale Khalifa Haftar.
Insieme le forze di questi due alleati sarebbero riuscite in quasi tre mesi di sanguinose, intermittenti battaglie a conquistare circa l'80 per cento del capoluogo cirenaico, Bengasi, pur non riuscendo a strappare ai miliziani islamisti la strategica area del porto marittimo.
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domenica 30 novembre 2014
Il Generale Haftar annuncia: "Quattro quinti di Bengasi sono in mano nostra!" e promette un'offensiva verso Tripoli.
L'Ex-Capo di SM di Gheddafi, Generale Khalif Haftar, attualmente 'Signore della Guerra' allineato col Governo esule nell'Est del paese (sostenuto da Egitto, Emirati Arabi e forte del riconoscimento internazionale), ha rilasciato una conferenza stampa nella quale ha dichiarato che ormai l'ottanta per cento del capoluogo cirenaico di Bengasi si trova sotto il controllo dei suoi uomini e di quelli dell'Esercito 'regolare', alleatisi contro le milizie islamiste sostenute da Qatar e Turchia.
Inoltre ha rivendicato la partecipazione delle proprie forze agli attacchi all'ultimo scalo aeroportuale rimasto in funzione a Tripoli, quello di Mitiga, ormai reso inoperabile, come prodromo di un più vasto movimento offensivo contro le milizie misuratine di 'Fajr Libya' che mesi fa scacciarono dalla capitale il Governo creando un loro esecutivo non riconosciuto a livello internazonale.
Haftar ha chiuso il suo appello chiedendo appoggi e sostegni per le proprie forze, che ha definito determinate ma deboli dal punto di vista logistico e degli armamenti.
Inoltre ha rivendicato la partecipazione delle proprie forze agli attacchi all'ultimo scalo aeroportuale rimasto in funzione a Tripoli, quello di Mitiga, ormai reso inoperabile, come prodromo di un più vasto movimento offensivo contro le milizie misuratine di 'Fajr Libya' che mesi fa scacciarono dalla capitale il Governo creando un loro esecutivo non riconosciuto a livello internazonale.
Haftar ha chiuso il suo appello chiedendo appoggi e sostegni per le proprie forze, che ha definito determinate ma deboli dal punto di vista logistico e degli armamenti.
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giovedì 27 novembre 2014
L'aviazione governativa colpisce ancora l'aeroporto di Mitiga e strozza le consegne di armi turche agli islamisti di Fajr Libya!
Nuovo sviluppo nella lotta del Governo libico, esule in patria ma riconosciuto internazionalmente, e le milizie islamista di Fajr Libya, sostenute da Qatar e Turchia e attualmente in controllo della capitale Tripoli e della parte occidentale del paese.
Dopo un primo bombardamento dell'aeroporto di Mitiga, scalo che aveva preso le funzioni di hub aereo principale della capitale, dopo che altri due scali erano andati distrutti nelle vicende belliche del paese nordafricano, un secondo attacco aereo, molto più intenso, ha completamente disabilitato la struttura.
Dopo il primo 'raid' il traffico per la capitale era stato spostato a Misurata (che é il 'centro' dell'insurrezione islamista) ma questa si trova 200 Km a Est di Tripoli; adesso Misurata é l'unico aeroporto in grado di accettare traffico internazionale rimasto ai miliziani Fajr Libya.
Il Governo di Al-Thani ha confermato che gli attacchi sono stati portati dalla sua aviazione per interrompere il flusso di armi che da Turchia e Qatar rafforza le milizie estremiste e sono stati condotti come primo passo per la riconquista dell'Ovest del paese.
Con grande sprezzo del ridicolo, Ankara (sponsor del terrorismo takfiro a 360 gradi) ha 'condannato' l'azione aerea del Governo legittimo libico.
Dopo un primo bombardamento dell'aeroporto di Mitiga, scalo che aveva preso le funzioni di hub aereo principale della capitale, dopo che altri due scali erano andati distrutti nelle vicende belliche del paese nordafricano, un secondo attacco aereo, molto più intenso, ha completamente disabilitato la struttura.
Dopo il primo 'raid' il traffico per la capitale era stato spostato a Misurata (che é il 'centro' dell'insurrezione islamista) ma questa si trova 200 Km a Est di Tripoli; adesso Misurata é l'unico aeroporto in grado di accettare traffico internazionale rimasto ai miliziani Fajr Libya.
Il Governo di Al-Thani ha confermato che gli attacchi sono stati portati dalla sua aviazione per interrompere il flusso di armi che da Turchia e Qatar rafforza le milizie estremiste e sono stati condotti come primo passo per la riconquista dell'Ovest del paese.
Con grande sprezzo del ridicolo, Ankara (sponsor del terrorismo takfiro a 360 gradi) ha 'condannato' l'azione aerea del Governo legittimo libico.
martedì 25 novembre 2014
Haftar fa bombardare l'aeroporto di Tripoli mentre il Governo riconquista la cittadina di Kekla!
Nuovi sviluppi della situazione libica ci vengono segnalati, ma essi non vengono né da Bengasi nè dall'Est del paese, bensì dall'Ovest: secondo quanto riportato da testimoni oculari nella giornata di ieri un jet militare volando a bassa quota sopra l'aeroporto di Mitiga (una volta scalo secondario della capitale Tripoli, oggi promosso a unico aeroporto della città dopo la distruzione di quello principale) ha effettuato un attacco con missili aria-terra.
Il bombardamento, a sentire i rapporti ufficiali, non avrebbe danneggiato il terminal, tuttavia fino a nuovo ordine tutti i voli per Tripoli sono stati deviati verso Misurata, che si trova 200 Km più a Est. Il portavoce del Generale Haftar ('Signore della Guerra' allineato attualmente col Governo esule nell'Est del Paese) ha dichiarato che il jet attaccante veniva da Benina (l'aeroporto di Bengasi che fa da Quartier Generale ad Haftar e ai suoi uomini, che controllano un piccolo numero di aeroplani).
Inoltre sempre nell'Ovest del paese truppe leali al Governo esule (l'unico internazionalmente riconosciuto) hanno strappato, dopo lunghi combattimenti, il controllo della cittadina di Kekla alle milizie di 'Fajr Libya', le stesse che hanno cacciato l'Esecutivo dalla capitale Tripoli. Sia il Premier del Governo esule che fonti dell'Esecutivo non riconosciuto espresso da Fajr Libya hanno ammesso la conquista (o perdita, a seconda dei punti di vista) del centro abitato.
Il bombardamento, a sentire i rapporti ufficiali, non avrebbe danneggiato il terminal, tuttavia fino a nuovo ordine tutti i voli per Tripoli sono stati deviati verso Misurata, che si trova 200 Km più a Est. Il portavoce del Generale Haftar ('Signore della Guerra' allineato attualmente col Governo esule nell'Est del Paese) ha dichiarato che il jet attaccante veniva da Benina (l'aeroporto di Bengasi che fa da Quartier Generale ad Haftar e ai suoi uomini, che controllano un piccolo numero di aeroplani).
Inoltre sempre nell'Ovest del paese truppe leali al Governo esule (l'unico internazionalmente riconosciuto) hanno strappato, dopo lunghi combattimenti, il controllo della cittadina di Kekla alle milizie di 'Fajr Libya', le stesse che hanno cacciato l'Esecutivo dalla capitale Tripoli. Sia il Premier del Governo esule che fonti dell'Esecutivo non riconosciuto espresso da Fajr Libya hanno ammesso la conquista (o perdita, a seconda dei punti di vista) del centro abitato.
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sabato 8 novembre 2014
Le Brigate Qassam: "Un Esercito Popolare a Gaza per affrontare nuove minacce sioniste!"
Il Movimento di Resistenza palestinese Hamas, tramite un portavoce della sua componente militare ha annunciato l'inizio della costituzione di un 'Esercito Popolare' nel territorio della Striscia di Gaza, per irrobustire le difese contro nuove provocazioni e aggressioni sioniste.
L'annuncio é stato dato presso il Campo Profughi di Jabaliya nel corso di una cerimonia tenutasi nella giornata di ieri. Sembra, dalle frasi usate nel corso della dichiarazione, che questo Esercito Popolare non sarà limitato alla Striscia di Gaza ma potrebbe estendersi anche alla Cisgiordania "Per affrontare le numerose violazioni e gli attacchi dell'Occupazione contro la Santità di Al-Aqsa".
Questo potrebbe voler dire (e lo speriamo) che il movimento Hamas ha intenzione di riprendere le attività armate anche in West Bank (e questo sarebbe coerente con una serie di annunci fatti recentemente).
L'annuncio é stato dato presso il Campo Profughi di Jabaliya nel corso di una cerimonia tenutasi nella giornata di ieri. Sembra, dalle frasi usate nel corso della dichiarazione, che questo Esercito Popolare non sarà limitato alla Striscia di Gaza ma potrebbe estendersi anche alla Cisgiordania "Per affrontare le numerose violazioni e gli attacchi dell'Occupazione contro la Santità di Al-Aqsa".
Questo potrebbe voler dire (e lo speriamo) che il movimento Hamas ha intenzione di riprendere le attività armate anche in West Bank (e questo sarebbe coerente con una serie di annunci fatti recentemente).
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lunedì 3 novembre 2014
Guerra crudele a Bengasi, colpito l'ospedale pediatrico. L'Esercito: "Civili, abbandonate il quartiere del porto!"
La bestialità della Guerra Civile scatenata in Libia dall'interventismo NATO e dalle mire egemoniche di Ankara e Doha non risparmia nemmeno l'ospedale pediatrico di Bengasi, voluto dal 'Perfido Dittatore' Gheddafi e costruito a beneficio del popolo con i proventi di petrolio e gas che hanno fatto della Libia il più prospero paese africano.
La struttura sanitaria, bombardata più volte, ha dovuto essere evacuata di tutto il personale e i pazienti, ma gli avanzati macchinari (incubatrici etc) sono stati giocoforza abbandonati. Se nei prossimi giorni bambini e neonati libici moriranno si potrà ringraziare l'Alleanza atlantica, la dottrina UE degli 'Interventi Umanitari' e la meschineria e vigliaccheria di Silvio Berlusconi, traditore del trattato di 'Alleanza e Mutua Difesa' siglato con Tripoli e poi convenientemente dimenticato.
Intanto, a smentire le fole dell'ANSA, che ieri blaterava a casaccio di 'Bengasi in mano agli attaccanti', é arrivato il comunicato del portavoce dell'Esercito 'regolare' (nel senso di leale al Governo internazionalmente riconosciuto, ora esiliato nell'Est del paese vicino all'Egitto), Ahmed al-Mesmari che ha invitato tutti i residenti a evacuare il quartiere di Assabri.
Ultima zona della parte orientale di città in mano ai miliziani islamici, Assabri é l'area che controlla il porto bengasino, con le sue strategiche strutture di pompaggio del petrolio e i suoi silos granari; i combattenti di Ansar al-Sharia hanno giurato di difenderla fino all'ultimo e, se necessario, di minarla e farla saltare in aria per negarne l'uso ai loro nemici.
Intanto il conto dei morti dall'inizio dell'offensiva congiunta di Khalifa Haftar e dell'Esercito 'regolare' ha superato le trecento unità.
La struttura sanitaria, bombardata più volte, ha dovuto essere evacuata di tutto il personale e i pazienti, ma gli avanzati macchinari (incubatrici etc) sono stati giocoforza abbandonati. Se nei prossimi giorni bambini e neonati libici moriranno si potrà ringraziare l'Alleanza atlantica, la dottrina UE degli 'Interventi Umanitari' e la meschineria e vigliaccheria di Silvio Berlusconi, traditore del trattato di 'Alleanza e Mutua Difesa' siglato con Tripoli e poi convenientemente dimenticato.
Intanto, a smentire le fole dell'ANSA, che ieri blaterava a casaccio di 'Bengasi in mano agli attaccanti', é arrivato il comunicato del portavoce dell'Esercito 'regolare' (nel senso di leale al Governo internazionalmente riconosciuto, ora esiliato nell'Est del paese vicino all'Egitto), Ahmed al-Mesmari che ha invitato tutti i residenti a evacuare il quartiere di Assabri.
Ultima zona della parte orientale di città in mano ai miliziani islamici, Assabri é l'area che controlla il porto bengasino, con le sue strategiche strutture di pompaggio del petrolio e i suoi silos granari; i combattenti di Ansar al-Sharia hanno giurato di difenderla fino all'ultimo e, se necessario, di minarla e farla saltare in aria per negarne l'uso ai loro nemici.
Intanto il conto dei morti dall'inizio dell'offensiva congiunta di Khalifa Haftar e dell'Esercito 'regolare' ha superato le trecento unità.
sabato 25 ottobre 2014
La Repubblica Popolare Cinese contraria a ogni genere di sanzione economica contro la Federazione Russa!
"Il Governo cinese non si unirà ad alcun genere di sanzione economica contro la Federazione Russa"; questa dichiarazione del portavoce del Ministero degli Esteri di Beijing, Hua Chunying é stata ripresa (immaginiamo con immensa soddisfazione -NdR-) dall'agenzia di stampa russa Tass commentando una dichiarazione di P. Jones, funzionario Usa.
"Le sanzioni sono contro la nostra dottrina, perché precedenti esperienze dimostrano la loro inefficacia", ha dichiarato Hua, che ha raccomandato la via diplomatica e negoziale per la soluzione della questione ucraina.
"Le nazioni asiatiche e, tra esse, la Repubblica Popolare Cinese, hanno precise idee riguardo il probema ucraino, e tra queste, molto chiara, c'é quella della perfetta e completa inutilità di qualunque pressione economica di tipo sanzionatorio".
Cina e Russia sono sempre più spesso unite nelle posizioni di politica estera, ambedue convinte che sia necessario porre un freno e un limite alla smisurata arrogante 'hubrys' della Casa Bianca, che mal tollera l'idea di stare entrando in un mondo multipolare dove il bilanciamento del potere mondiale é sempre più spostato verso Est.
"Le sanzioni sono contro la nostra dottrina, perché precedenti esperienze dimostrano la loro inefficacia", ha dichiarato Hua, che ha raccomandato la via diplomatica e negoziale per la soluzione della questione ucraina.
"Le nazioni asiatiche e, tra esse, la Repubblica Popolare Cinese, hanno precise idee riguardo il probema ucraino, e tra queste, molto chiara, c'é quella della perfetta e completa inutilità di qualunque pressione economica di tipo sanzionatorio".
Cina e Russia sono sempre più spesso unite nelle posizioni di politica estera, ambedue convinte che sia necessario porre un freno e un limite alla smisurata arrogante 'hubrys' della Casa Bianca, che mal tollera l'idea di stare entrando in un mondo multipolare dove il bilanciamento del potere mondiale é sempre più spostato verso Est.
martedì 23 settembre 2014
Teheran 'benedice' l'accordo tra Houthi sciiti e Presidente nello Yemen che darà vita a un governo tecnico!
La Repubblica Islamica iraniana ha accolto con molto favore l'accordo siglato a Sanaa tra i miliziani Ansarullah della comunità sciita degli Houthi e il Presidente Abd Rabbo Mansour Hardi che ha sancito la restituzione alle forze di polizia dei centri di potere conquistati dopo la sconfitta del 'generale wahabita' Ali Mohsen e la sua cacciata dal paese.
"L'Iran ha sempre augurato pace e reciproca comprensione tra le varie fazioni yemenite, nello spirito di unità e stabilità", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran Marzieh Afkham. La Afkham ha aggiunto che l'accordo raggiunto, che prevede il passaggio dei potere entro 30 giorni a un esecutivo 'tecnico' permetterà a tutte le parti in gioco di sostenere il nuovo Governo nell'interesse generale del Paese.
Teheran non può che essere lieta del successo strategico degli Houthi e della raggiunta posizione di forza da cui hanno potuto dettare le condizioni alla Presidenza della repubblica, ma altresì desidera che la parte 'militare' del confronto si disinneschi subito per non subire l'accusa da parte del Qatar e del suo servizio di propaganda satellitare di 'fomentare la violenza' in Yemen.
"L'Iran ha sempre augurato pace e reciproca comprensione tra le varie fazioni yemenite, nello spirito di unità e stabilità", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran Marzieh Afkham. La Afkham ha aggiunto che l'accordo raggiunto, che prevede il passaggio dei potere entro 30 giorni a un esecutivo 'tecnico' permetterà a tutte le parti in gioco di sostenere il nuovo Governo nell'interesse generale del Paese.
Teheran non può che essere lieta del successo strategico degli Houthi e della raggiunta posizione di forza da cui hanno potuto dettare le condizioni alla Presidenza della repubblica, ma altresì desidera che la parte 'militare' del confronto si disinneschi subito per non subire l'accusa da parte del Qatar e del suo servizio di propaganda satellitare di 'fomentare la violenza' in Yemen.
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