Nella "
prassi culturale" del Movimento Hezbollah, l'onore che si tributa al Martire, immolatosi in combattimento, é qualcosa di profondo e fondamentale.
Che si tratti di
figure mitiche come
il celeberrimo Imad
Mughniyeh, o di
semplici combattenti di truppa, i seguaci del Partito di Dio sanno che
ogni martire é una pietra, un mattone posto nella costruzione di qualcosa di immenso e grandioso, la manifestazione fisica, materiale del riscatto degli Oppressi contro i Tiranni di questo mondo.
Per cui quando si celebra un martirio, Hezbollah non lo fa con tristezza, rimpianto, e neppure con la cupa truculenza di chi minaccia vendette, ma con un trasporto semi-estatico, che glorifica chi ha dato tutto per la Causa e contemporaneamente ribadisce e magnifica quest'ultima.
Così vogliamo fare anche noi, molto malamente, parlandovi del Comandante Abu Ali Jawad.