Come a volte é già successo, Palaestina Felix getta uno sguardo occasionale al di là della cornice geografica in cui normalmente concentriamo i nostri (molto modesti) sforzi di cronaca e di analisi.
In Indocina, le forze armate reali thailandesi hanno ricevuto le prime due dozzine o poco più (si parla di 28 mezzi) di esemplari del nuovo modello di carro armato VT-4, conosciuto anche come MBT-3000, derivato dal Type-90-II cinese.
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domenica 15 ottobre 2017
I primi carri armati di fabbricazione cinese sono stati consegnati alle forze armate thailandesi!
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giovedì 12 gennaio 2017
La Thailandia rifiuta i bidoni ukro-nazisti e si affida alla Cina per la sua nuova flotta di carri armati!
Questo articolo che troviamo estremamente informativo e utile (anche se esula dalla consueta arena mediorientale di cui normalmente ci occupiamo) ci é stato "prestato" dall'amico e collega Massimiliano Greco, ed é originariamente apparso sul quotidiano-web "L'Opinione Pubblica".
Nel 2011, la Thailandia ha firmato un contratto da 241 milioni di dollari con l’Ucraina per la fornitura di 49 carri armati T-84 ‘Oplot’ ( ‘Fortezza’), destinati a fungere da spina dorsale delle forze corazzate thailandesi, in rimpiazzo degli ultraobsoleti M-41 americani in dotazione fino a quel momento.
Tuttavia, a causa dei continui ritardi nella consegna, il Ministro della Difesa ha commentato che questo stava diventando un problema serio: a fine 2016, sono stati consegnati solo 20 tank, nonostante il contratto scadesse nel 2014. Nel 2015, l’Ucraina non è stata in grado di produrne neppure uno. E così i thailandesi hanno annullato il contratto e ne hanno stipulato uno nuovo con i cinesi, per la fornitura di 28 VT-4, MBT di terza generazione derivato dal Type-90 II.
Nel 2011, la Thailandia ha firmato un contratto da 241 milioni di dollari con l’Ucraina per la fornitura di 49 carri armati T-84 ‘Oplot’ ( ‘Fortezza’), destinati a fungere da spina dorsale delle forze corazzate thailandesi, in rimpiazzo degli ultraobsoleti M-41 americani in dotazione fino a quel momento.
Tuttavia, a causa dei continui ritardi nella consegna, il Ministro della Difesa ha commentato che questo stava diventando un problema serio: a fine 2016, sono stati consegnati solo 20 tank, nonostante il contratto scadesse nel 2014. Nel 2015, l’Ucraina non è stata in grado di produrne neppure uno. E così i thailandesi hanno annullato il contratto e ne hanno stipulato uno nuovo con i cinesi, per la fornitura di 28 VT-4, MBT di terza generazione derivato dal Type-90 II.
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martedì 6 agosto 2013
Forze di sicurezza iraniane arrestano a Kerman una spia israeliana in possesso di informazioni sensibili!
"Dati sensibili" sull'economia, la geografia, la politica e l'amministrazione locale di Kerman e della regione circostante, "Con particolare riferimento alle sue miniere di fosfati", questo era il 'tesoretto' di informazioni che l'individuo arrestato nella città occidentale iraniana era riuscito a mettere insieme e si apprestava a consegnare al suo 'controllore' del Mossad, a Bangkok, quando é stato fermato dalle forze di sicurezza della Repubblica Islamica.
Il fatto che l'Istituto di spionaggio sionista abbia scelto la propria cellula di Bangkok per ordire quest'operazione contro la Repubblica Islamica dimostra come Tel Aviv spesso preferisca agire "di sponda" contro paesi del Medio Oriente e dell'Asia Centrale, piuttosto che usare canali d'approccio più prossimi ma anche per questo più prevedibili.
Alla vigilia della caduta di Mubarak anche il "Mukhabarat" del Cairo aveva svelato una rete di agenti sionisti tra Macao, Nepal, Laos e Cambogia. E anche in quel caso gli agenti sionisti avevano fatto 'scouting' reclutando cittadini (egiziani in quel caso) che per lavoro dovessero viaggiare frequentemente verso l'Indocina.
L'arrestato, attualmente in attesa di un processo per direttissima "era pienamente consapevole del significato delle sue azioni e aveva liberamente scelto, per profitto, di diventare una spia al soldo del regime ebraico".
Il fatto che l'Istituto di spionaggio sionista abbia scelto la propria cellula di Bangkok per ordire quest'operazione contro la Repubblica Islamica dimostra come Tel Aviv spesso preferisca agire "di sponda" contro paesi del Medio Oriente e dell'Asia Centrale, piuttosto che usare canali d'approccio più prossimi ma anche per questo più prevedibili.
Alla vigilia della caduta di Mubarak anche il "Mukhabarat" del Cairo aveva svelato una rete di agenti sionisti tra Macao, Nepal, Laos e Cambogia. E anche in quel caso gli agenti sionisti avevano fatto 'scouting' reclutando cittadini (egiziani in quel caso) che per lavoro dovessero viaggiare frequentemente verso l'Indocina.
L'arrestato, attualmente in attesa di un processo per direttissima "era pienamente consapevole del significato delle sue azioni e aveva liberamente scelto, per profitto, di diventare una spia al soldo del regime ebraico".
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